Samuel Hardy ha i guai nel sangue e lo spirito irruento come il mare.
Dopo anni passati sui velieri, decide di tornare tra le suggestive scogliere della Cornovaglia con l’intenzione di crearsi una famiglia. Tutto sembra andare per il meglio, almeno fino a quando non si accorge di essere attratto in modo irresistibile da Mary Hallett, figlia di un abbiente proprietario di miniere. Nonostante sia promessa a un altro, la passione diventa presto incontenibile per entrambi. Una tempesta che ribalterà le loro vite come scialuppe alla deriva. Trascinato di nuovo nel Mar dei Caraibi, Samuel dovrà sopravvivere a una condanna crudele e all’insidioso mondo dei pirati se vuole sperare di ricongiungersi con Mary.
Arrembaggi e tradimenti, pericolose ambizioni e capitani spietati faranno da sfondo a un’avventura che metterà a dura prova i cuori.
Una battaglia senza esclusione di colpi la cui posta in gioco è il tesoro più prezioso di tutti: l’amore.
sono felicissima di presentarvi oggi questo romanzo che mi ha entusiasmato sin dalle prime pagine.
Il principe dei pirati narra la storia d’amore, avvincente e travagliata, tra Mary Hallett, figlia di un abbiente proprietario di miniere, e Samuel Hardy un’anima inquieta, un uomo vissuto molti anni per mare che decide di tornare in patria per crearsi una famiglia, quella che non ha potuto avere da piccolo. Le loro vite sembrano trascorrere come devono, ognuno impegnato fra obblighi e desideri, eppure le strade di entrambi sono destinate a incontrarsi e da allora cambierà tutto.
“Il mare si prende sempre ogni cosa”
(Tratto dal libro)
Con questa frase sibillina inizia la loro conoscenza, da piccoli prima, per poi ritrovarsi adulti diversi e “vissuti”.
Mary Hallet teme il mare da sempre e in qualche modo questo le è costato non poche prese in giro, eppure questa ragazzina dai capelli corvini e dagli occhi come zaffiri mostrerà di essere in grado di evolvere e al momento giusto di decidere e perseverare in ciò che crede. Una protagonista che ha una grande crescita caratteriale nel corso della storia, considerando le difficoltà del periodo in cui viene narrata. Mary mi è molto piaciuta e l’ho ammirata.
Samuel Hardy invece ha dovuto sudarsi il suo posto nel mio cuore, da ragazzino lui e il suo migliore amico persero le famiglie proprio in mare e il pastore Ballard fu l’anima pia che si prese cura di loro, compito non reso facile dalla rabbia repressa di Sam per l’ingiustizia della vita e per l’essere un avventuroso scapestrato con tendenza ai guai; eppure pian piano come uomo ha dimostrato di essere scaltro, deciso e capace di grandi sentimenti anche quando messi alla prova. Onestamente vorrei potervi dire di più ma ogni informazione è come una caramella, rischierei di continuare all’infinito e non voglio rovinarvi le sorprese, i momenti salienti e avvincenti di questo splendido e intrepido romanzo.
Ambientato inizialmente in Cornovaglia verso la prima metà del 1700, la nostra autrice ci porta abilmente sulle coste caraibiche e in acque infestate da pirati, personaggi sorprendenti. I miei preferiti sono senza dubbio Paul Raynards e un altro dal cappello piumato che non posso nominare (spero vivamente di leggere in futuro un libro su di lui). Meravigliosi sono gli intrecci esotici descritti con una prosa scorrevole, mai noiosa che cattura il lettore senza lasciarlo andare.
Questo romanzo mi ha conquistata pur non rientrando nelle mie corde, ho voltato ogni pagina avidamente, nessun tempo morto, è ricco di dialoghi e situazioni senza uscita dove non intuisci subito il proseguo. È stato un libro diverso e sono felice di aver avuto la possibilità di leggerlo, specie per le emozioni che mi ha suscitato. Ci sono tanti personaggi ben delineati, che siano di passaggio o meno, e si ha la sensazione di essere proprio lì con loro. Non manca quella giusta dose di scene hot senza volgarità, insomma un’opera che ha tutti gli elementi per meritarsi un posto sullo scaffale e spero entri nel vostro cuore come nel mio.
Più mi addentravo nelle pagine di questo romanzo e più realizzavo quanto mi fosse mancata Stefania Bernardo coi suoi personaggi della serie The Rolling Sea. È stato come ritrovare vecchi amici negli stessi luoghi in cui hai trascorso momenti memorabili. Le emozioni della nuova storia si sono intrecciate col ricordo delle emozioni delle precedenti avventure, solcando gli stessi mari. Adoro come l'autrice narra di pirateria, la naturalezza, il realismo, il dettaglio con cui descrive il governo delle navi, le battaglie in mare, gli abbordaggi, i fortunali, le bonacce. Sembra di assistervi in prima persona, si sente l'odore di mare, la sensazione di salsedine sulla pelle, l'umidità o l'arsura. Si viene trascinati in un vortice di avventure, in un contesto storico intrigante delineato in maniera egregia. E come sempre i protagonisti sono affiancati da tanti interessanti personaggi che non sono mai secondari ma hanno una storia nella storia, ognuno ha il suo momento di gloria, la sua completa caratterizzazione e il suo degno finale. Di romanzo in romanzo la capacità di tessere tante storie parellele amalgamandole in un'unica trama si è affinata ed è giunta a perfezione. La storia di Samuel e Mary è travolgente. Sono nati e cresciuti in Cornovaglia, a St Just in Penwith, lei figlia maggiore di un proprietario minerario, con il terrore del mare, lui orfano di mare con il mare nelle vene e adolescente irrequieto. Irrequietezza che lo porta a scontrarsi con le rigide regole morali della comunità fino ad essere allontanato per punizione e imbarcato. Trascorre anni scorrazzando per mare con l'amico fidato Paul, cambiando equipaggi, sperimentando la vita di chi fa del mare la propria casa e l'unica fonte di guadagno, fino a che non sente forte il richiamo della terra natia. I suoi progetti di mettere radici però vengono stravolti quando incontra di nuovo Mary che non è più la ragazzina di cui si burlava anni prima ma una donna bellissima. Mary è sempre stata ligia alle rigide regole imposte dal padre Archibald ma quando le viene imposto il matrimonio con un proprietario terriero oltreoceano si risveglia il suo spirito di ribellione. Il suo mondo di certezze poi viene crinato dall'attrazione che scopre di provare per il suo nemico di sempre, colui che soleva chiamarla Mary la fifona per la sua paura del mare e che ora rischia di rubarle il cuore. Il mare che "si prende sempre ogni cosa" è forse l'unica speranza che hanno per sperare in un futuro assieme. La cover mi ha colpito da subito, ancora di più terminata la lettura, perfetta.
Premetto che adoro i romanzi storici, vado pazza per quelli che parlano di pirati, le storie ricche di avventura, intrighi, amore, passione e colpi di scena. Amo i personaggi forti che sappiamo trasmettere emozioni, il ritmo incalzante che ti inchioda alle pagine. Non sempre si riesce a trovare tutto ciò in un solo romanzo, ma Il principe dei Pirati ha soddisfatto in pieno tutte le mie aspettative.
“Rumore incessante di vento. L’implacabile rollio. Gli ordini ripetuti. La campana a scandire, ogni quattro ore, i turni tra i marinai.”
E allora siete pronte a imbarcarvi in un viaggio verso mete esotiche insieme a temibili pirati, e vivere un amore di quelli che non conoscono la parola fine?
Stefania Bernardo, con il suo stile pulito e coinvolgente, le accurate descrizioni e l’abilità nell’evocare immagini e sensazioni, mi ha trascinata prima sulle rive di un’aspra Cornovaglia, fra tradizioni popolane e mentalità ristrette, il duro lavoro delle miniere e la povertà, poi oltreoceano, su terre affascinanti in cui l’uomo, in quell’epoca, poneva una netta distinzione fra “razze”, ritenendo inferiori tutti coloro avessero la pelle differente dalla propria. L’autrice mostra queste differenze con una durezza che rispecchia la realtà, ma infonde un messaggio di fiducia e uguaglianza. Avvincenti le vicende a bordo di un veliero sul quale tutto può cambiare da un momento all’altro, dove la vita e la morte non sono mai scontate e ogni respiro potrebbe essere l’ultimo. I personaggi, tutti, hanno una caratterizzazione forte, un equilibrio di luci e ombre che li fa apparire vivi, coerenti per tutta la narrazione pur con una evidente evoluzione caratteriale. Il buono si fonde con il malvagio che è insito in ognuno, tirando fuori gesta eroiche o inaspettati cenni di bontà, ma anche tradimenti e colpi bassi. Uno sguardo attento ai dettagli e ai termini marinareschi pone risalto alle accurate ricerche svolte dall’autrice; la fantasia si mescola con personaggi e avvenimenti realmente esistiti, ogni vicenda trova una sua collocazione ben precisa, senza buchi di trama.
Mary ci viene presentata all’inizio come una bambina vessata dal bullo del villaggio, il quale le ha affibbiato il nomignolo Mary la fifona. La ritroviamo poi cresciuta, dotata di una bellezza che colpisce e di atteggiamenti cordiali e altruisti. È sottomessa al padre, un puritano dispotico cui non riesce a ribellarsi; proprietario di miniere prossimo alla rovina, vuol farla maritare a un ricco possidente terriero che vive dall’altra parte dell’oceano, in modo da poter rimpolpare le proprie finanze. Con la morte nel cuore a Mary non resta che accettare il proprio destino, ma il ritorno di Samuel Hardy al villaggio scombina il suo mondo e le infonde una nuova speranza. Hardy è proprio colui che la vessava da bambina. Ma non c’è più traccia di quel giovane prepotente nell’uomo che la osserva di nascosto e le riserva contraddittorie attenzioni, diventato marinaio dalle grandi aspirazioni e l’atteggiamento spavaldo ma gentile. In lui si nasconde altro, un fuoco che finisce col bruciare anche Mary.
Un amore segreto che i due consumano di nascosto, al riparo di una baia, finché non vengono scoperti e bollati con il marchio dell’infamia. Samuel viene imprigionato e Mary spedita nelle colonie presso la dimora del fratello. Questa prima parte del libro non è che il preludio di avvincenti avventure che continuano a far sfiorare per poi dividere ancora e ancora, con triste accanimento, le vite dei due innamorati. Un amore con la A maiuscola, di quelli che non conoscono vacillamenti e resistono alle distanze imposte dal tempo e dallo spazio. Un amore che dona la forza di andare avanti, di cambiare, di lottare per un futuro insieme.
Anche i personaggi secondari sono degni di nota, li ho apprezzati tutti. Paul si potrebbe definire la coscienza di Hardy, il suo angelo custode, l’amico al quale è legato da un vincolo profondo e indistruttibile. Charlotte, che all’inizio sembra una semplice comparsa, in realtà gioca un ruolo determinante in più di un’occasione. Barbanera, un personaggio sorprendente che ci regala dei gustosi colpi di scena. Johnny Shiver, detto il diavolo, fin dalla sua apparizione appare come un pirata crudele e privo di compassione. Con l’avanzare della lettura si mostra imprevedibile, ma non solo in lato negativo: nonostante sia privo di scrupoli e uccida con estrema disinvoltura, l’umanità che tira fuori non stona con il suo personaggio, bensì ne accentua pregi e difetti e gli dona realismo. È una figura ricca di sfaccettature che mi ha intrigata molto, dopo Hardy, ovviamente. Samuel racchiude in sé un mondo di emozioni, manifesta paura, odio, amore, una passione e una malinconia struggente, ma riesce a mantenere la fermezza necessaria a tirarlo fuori da qualsiasi situazione pericolosa. E sono davvero tante, quelle che si trova ad affrontare. La sua Mary saprà essere all’altezza di un uomo del genere? Assolutamente sì. Tutte le sottotrame si intrecciano tessendo un romanzo vivace e appassionante, e trovano una loro degna risoluzione in un finale che lascia il segno.
Bellissime le note conclusive, nelle quali l’autrice racconta la vera storia e le leggende che hanno ispirato questo romanzo. Trovo affascinanti simili collegamenti, e questo libro ne è all’altezza.
4,5 Le storie sui pirati mi hanno sempre affascinato e non potevo certo perdermi questo nuovo libro di Stefania che mi ha fatto solcare i mari in un'avventura pericolosa e rocambolesca, ricca d'intrighi, tradimenti e colpi di scena.
Samuel Hardy è un uomo scaltro ed irruento e dopo dieci anni mare in cui si è fatto le ossa ha deciso di ritornare nel suo paesino in Cornovaglia per condurre una vita più tranquilla e crearsi una famiglia. Ma le persone come lui non riescono a stare lontane dai guai e oltre a farsi invischiare in un giro di contrabbando, s'innamora pure di Mary, la figlia dell'abbiente ma assai rigido proprietario di miniere per cui lavora. Senza quasi rendersene conto, Samuel si ritrova di nuovo in mare verso Devil's bay dove deve contattare il pirata Barbanera e Mary viene mandata dal fratello dall'altra parte dell'oceano.
Il destino sembra avverso per loro ma i due giovani lotteranno con ogni mezzo per coronare il loro sogno d'amore, si ritroveranno in situazioni complicate, rischieranno la vita e dovranno fare scelte difficile per sopravvivere.
Ho apprezzato tantissimo Samuel, all'apparenza un perdigiorno ed uno sbruffone ma in realtà un uomo che non ha mai avuto una vita facile e, dopo, un' adolescenza da sbandato, ha messo la testa a posto ed è sempre pronto a difendere i più deboli, a battersi per le cose importanti. Anche Mary mi è piaciuta ed ha una bella evoluzione: all'inizio sembra una ragazzina docile e sottomessa ma piano piano riesce a dimostrare la sua forza, il suo coraggio, a trovare la grinta per non abbattersi e reagire.
Sempre bello ritrovare alcuni personaggi de la "The rolling sea", in particolare Johnny Shiver che non solo ha un ruolo fondamentale ma anche intrigante e mi ha fatto venir voglia di rileggere dopo tanto La Stella di Giada e La caccia.
La storia è avvincente e molto scorrevole, i personaggi sono ben caratterizzati e l'atmosfera che si percepisce è proprio quella che associo alle figure dei pirati: mistero, malvagità, cupidigia. Oltre ai personaggi inventati ci sono sempre personaggi realmente esistiti che danno quel qualcosa in più anche perché è tutto molto curato e dimostra una buona ricerca.
"Il mare si riprende sempre ogni cosa". . Mary Hallet ha pochi ricordi nitidi come quelli in cui da bambina veniva presa in giro dallo sfrontato Samuel Hardy, che si dilettava a soprannominarla "Mary la fifona" per la sua paura del mare. Diversi anni più tardi il destino porta i due a reincontrarsi, ormai adulti e con esperienze di vita differenti e apparentemente incompatibili, e subito scatta una passione travolgente, che non teme di essere messa alla prova da miglia nautiche, pirati senza scrupoli e la promessa di un tesoro che muterebbe in criminale il più integerrimo degli uomini... . Senza infamia e senza lode, l'avventura c'è, la storia è abbastanza ben costruita, i dialoghi a tratti sono innaturali (o perché monologhi o perché di una stucchevolezza eccessiva, anche per essere un romanzo un po' rosa), i personaggi sono macchiette senza una particolare profondità e senza una reale crescita (forse un po' nella protagonista femminile) ma funzionali allo scopo di intrattenere il lettore, peccato che manchino i momenti in cui davvero la narrazione è tale da tenere gli occhi incollati alla pagina senza scampo. Impossibile non riconoscere la passione che c'è dietro, si vede dall'accuratezza dei termini nautici e dagli spunti che fanno riferimento a fatti storici e a personaggi che hanno fatto parte realmente della storia della pirateria, ma non basta per farmi dire "wow!".
Inizio un po’ lento, poi il romanzo prende il via e ti travolge come un’onda; ti ritrovi così all’ultima pagina, con le lacrime agli occhi e la voglia di saperne di più… che cosa succederà dopo, che fine farà quel particolare personaggio che tanto ti ha affascinato... Una bellissima storia sui pirati (e ve lo dice una cresciuta con i libri di Salgari), avventurosa e a tratti imprevedibile, con un amore alla base in grado di superare qualsiasi ostacolo.
Storia molto coinvolgente e ricca di colpi di scena. Le avventure dei pirati mi hanno tenuta incollata alle pagine fino alla fine e hanno compensato un inizio un po' lento e con scene romance non troppo intense. Nel complesso un bel romanzo per chi adora questo genere.
Una storia con amori travolgenti come le onde del mare che circondano le vicende dei protagonisti. Mi e piaciuto moltissimo leggere questo libro, un emozione dopo l'altra :)