La valle bianca: un bacino marmifero nella catena delle Alpi Apuane, dove si svolge la secolare lotta di uomini che tentano di strappare alle montagne la loro ricchezza. Il sole toglie i riflessi da specchio negli squarci profondi delle cave, le mine esplodono, pesanti camion discendono i fianchi delle montagne con i loro carichi di marmo. E nel paesaggio potente si leva la storia di Stefano e dei suoi uomini, che hanno ripreso a lavorare una cava abbandonata, e si affannano per rimetterla in efficienza. L'autore, che con "Prati di fieno" ha dato una visione realistica della vita dei contadini, ci porta con questa vicenda in un ambiente completamente diverso, quasi inesplorato della letteratura, ma a lui perfettamente noto. Così le figure di Stefano, di Giulio, di Alda, i maggiori protagonisti del romanzo, si muovono su di uno sfondo corale ben preciso, ben definito. E la conclusione del romanzo, in uno stile energetico, serrato, coglie alla gola, aspra come certe vette delle Apuane.
Der frühverstorbene Sirio Giannini, Sohn eines Marmorarbeiters, fängt in seinen Werken seine eigenen Anschauungen und Erfahrungen mit der herben Landschaft der apuanischen Berge nieder. Eine Atmosphäre von Wagnis, Abenteuer, verinnerlichter Leidenschaft kennzeichnen das Geschehen seiner Romane, eine verhalten-sparsame, unsentimentale Sprache seinen Stil.