L’antichità era un mondo in movimento. Molto prima dell’epoca di Cristoforo Colombo, i popoli del Mediterraneo si sono avventurati nel Sahara e in Siberia, hanno navigato nel tempestoso Mar Glaciale Artico e hanno raggiunto l’India e la Cina via terra e via mare. Lo storico Raimund Schulz – che padroneggia splendidamente una mole immensa di fonti e letterature antiche – segue le loro orme, descrive l’incontro con le culture straniere e si chiede come sia accaduto che antichi marinai abbiano deciso di circumnavigare l’Africa o affrontare l’Atlantico; racconta l’avvincente storia di avventurieri grandi e piccoli, di esploratori e pensatori, i loro obiettivi e le loro speranze. È solo grazie a queste incursioni nell’ignoto che sono avvenuti i progressi della tecnologia, della geografia, della cosmologia e della filosofia nella cultura europea, progressi che hanno permesso l’espansione della prima era moderna. Quella proposta da Schulz non è solo una storia globale di viaggi e scoperte ma anche un grande affresco storico dell’antichità.
Questo libro è un fottuto capolavoro. Leggerlo significa rileggere nell'interezza l'epoca antica e classica, dall'età del bronzo fino ai romani, con un occhio diverso e capire come per l'uomo di allora, costretto a barcamenarsi tra il conosciuto e lo sconosciuto, la vita stessa fosse una sfida di cui l'esplorazione un volano imprescindibile.
Quello che si evince è che il mondo classico era estremamente dinamico e globalizzato che andava dalla fusione delle civiltà greca e indiana ai commerci tra romani e cinesi. Molto più moderno, inteso come approccio alla realtà, di quanto lo siano stati i periodi successivi. Alla faccia dei revisionisti dell'Alto Medio Evo, ci sono voluti mille anni per tornare agli stessi livelli di civilizzazione tecnologica e di intraprendenza. Non per niente, i protagonisti dell'"Age of Discovery" del XV secolo si rifaranno nelle loro scoperte agli schemi dei loro antenati classici, sopravvissuti nel tempo grazie alla loro solidità metodologica.
Non so come faccia Schulz, ma riesce a mettere tutto insieme, fornendo da una parte le motivazioni dell'uomo classico all'esplorazione e dall'altro elucidandone gli impatti delle sue scoperte, nel mentre che le descrive. Il tutto in un mallopazzo di 500 pagine che va giù liscio come l'olio.
Die Entdecker der antiken Welt, fokussiert auf Europa und den Mittelmeerraum - kombiniert mit den Vorstellungen über die Welt. Ein informativer Rundflug.
Sehr gemischt :/ Auf der einen Seite ist hier ein interessantes Thema umfassend und detailliert dargestellt ... Und das ist leider gleichzeitig auch das Problem. Es ist zu kleinteilig, zu detailliert. Hat man das eine prähistorische Volk, mit Daten und Namen und Fachbegriffen erfasst geht es schon zum nächsten.
Daher kann ich dieses Buch schweren Herzens leider nur für hartgesottene Geschichtsinteressierte empfehlen.