Romania, 1926. Nina, la protagonista di questa saga familiare, è una ragazza bella e dallo spirito combattivo, figlia del prefetto della Bessarabia. Nel giorno del suo sedicesimo compleanno incontra un'indovina che le preannuncia una vita lunga e difficile.
La giovane non crede alla profezia, ma la veggente avrà ragione, l'esistenza di Nina e dei suoi fratelli seguirà le sorti di una nazione dilaniata dal violento nazionalismo dell'estrema destra, quindi da Hitler, per poi finire nella morsa dell'occupazione russa. Sotto la dittatura comunista cambia tutto e non resterà nulla della grande famiglia in cui la giovane è cresciuta, dei balli alla corte del re Ferdinando Hohenzollern Sigmaringen, dei vivaci festini universitari a Bucarest.
Cristina Stanescu racconta la storia di una donna coraggiosa in pagine di grande intensità narrativa, abbinate a una dettagliata ricostruzione storica. Un romanzo di passioni sullo sfondo di un secolo di profondi e laceranti cambiamenti.
Una storia con un ottimo ritmo, i confini temporali della quale si estendono dall'inizio degli anni venti all'inizio degli anni sessanta.
Il romanzo narra del destino di una famiglia romena aristocratica, la quale viene spazzata via dalle vicissitudini politiche del tempo: democrazia, dittatura fascista durante la Seconda Guerra Mondiale, repubblica socialista (leggasi dittatura comunista) dopo la fine della guerra.
La protagonista indiscussa, Nina Angelescu, passa dall'età infantile a quella adulta, dovendo continuamente adattarsi all'instabile ordine politico e culturale, insieme ai fratelli e ai figli.
Il libro può essere letto come un manuale di storia da chi non conosce nulla sull'argomento. Ha un ritmo che sembra riprodurre quello della società. Un ricerca seria, lo si nota nei piccoli dettagli che costruiscono gli ambienti.
Ben scritto e molto interessante dal punto di vista storico, unica pecca, ho trovato fosse troppo simile all’Inverno dei leoni di Stefania Auci e L’ottava vita. Un cambio di luoghi ed epoche, ma la strage che colpisce la vita di una sola donna è la stessa.
Interessantissima la narrazione storica dal 1920 al 1960 di una Romania che mi era sconosciuta. Innamorata da subita della protagonista Ecaterina (Nina) e della sua vita
Proprio non ci siamo. Personaggi con lo spessore di un depliant con le offerte della pizzeria di quartiere, intreccio povero, vicende buttate lì una dopo l'altra senza nessuna costruzione, senza dare il tempo alla storia di crescere. Mi spiace, ma l'ho trovato di basso livello.