"Solastalgia. Una parola nuova, variante dell’ecoansia di uomini e donne di oggi, che per l’Enciclopedia Treccani descrive l’angoscia che affligge chi ha subito una tragedia ambientale a causa dell’intervento umano sulla natura."
È il sentimento dominante in questo romanzo in cui tre fratelli si ritrovano, per l’ultima volta, nella casa che affaccia sull’Oceano dove hanno trascorso l’infanzia. La casa fu voluta da nonno Joe, emigrato in America, figura autorevole e autoritaria, a seconda di chi racconta la storia, ma comunque creatore di una fortuna che nessuno dei fratelli è riuscito a sostenere tanto economicamente quanto affettivamente. Un’eredità non solo materiale ma anche sentimentale che viene condensata nel contenuto di tre scatole, una per ciascun fratello, che scegliendo cosa tenere di ciò che resta nella casa, ripercorre la propria vita. E' una riunione di famiglia, voluta dalla figlia di mezzo, Anna, per recidere definitivamente i legami rimasti in sospeso in quella casa che ormai ha perso qualsiasi valore, anche immobiliare: l’ innalzamento del mare infatti rende ormai estreme le inondazioni in quel tratto di costa atlantica.
Alternando tecniche narrative che passano dall'io narrante alla terza persona, ciascun capitolo è dedicato a ognuno dei fratelli, lasciando scorgere, tramite una penna che, priva costruzioni artefatte, risulta sempre accurata, le contraddizioni di Anna, la fragilità di Geoff e la risolutezza di Bruno, che si susseguono nelle pagine abitate dall'eco dell’infanzia di tre bambini che non esistono più.