Non siamo soli nelle nostre città. Confuse tra i fiori dei balconi volteggiano farfalle variopinte; al limitare della strada, volpi furtive sgusciano e si nascondono fra gli arbusti dei parchi, scomparendo nel loro labirintico sottobosco in cerca di cibo; nel buio della notte metropolitana, una civetta va a caccia, padrona delle ombre. Per quanto impressionante ci possa sembrare, ognuno di loro – zanzare e topi compresi – contribuisce a mantenere in equilibrio un ecosistema unico e che perlopiù ci è ignoto, sebbene proliferi sotto i nostri occhi. Il biologo Marco Granata ci apre le pagine di questo sorprendente bestiario urbano. Il suo è un inedito manuale illustrato dell'ecosistema cittadino, che ci porta alla scoperta degli animali che abitano gli spazi a noi più prossimi, raccontandoci in che modo si siano adattati alla nostra presenza: dalle cornacchie, che hanno imparato a riconoscere le luci dei semafori per farsi aprire le noci dalle automobili, alle vespe, la cui femmina dopo la fecondazione inizia da sola la costruzione del proprio nido nei sottotetti o nelle cavità dei muri in cemento; dai grandi scarabei eremiti che profumano di pesca alle testuggini dalle orecchie rosse, alieni che hanno invaso i laghetti dei nostri parchi. Un racconto scientifico in prima persona dei misteriosi collegamenti che la biologia intesse tra la sala e il tetto, tra le grondaie e le fognature, tra i campi di periferia e le grandi piazze. Bestiario invisibile ci svela i segreti delle città selvatiche, dell'universo che vive silenziosamente accanto a noi. Un'opera che ci mostra come in ogni momento e in ogni contesto sia possibile trovare qualcosa di straordinario nascosto nelle pieghe dell'ordinario, perfino sotto la terra di un vaso o tra i fili d'erba al centro di una rotonda.
Bestiario invisibile è innanzitutto una guida da campo, ma è anche il racconto di una scoperta. Dalle stanze di casa alle strade della periferia, Marco Granata ci mostra che lo spazio urbano è tutt’altro che un mondo asettico, e che non siamo affatto gli unici abitanti delle città che pur chiamiamo “nostre” – anzi, forse non siamo nemmeno la specie che meglio si adatta ad esse. Con passione e rigore biologico, l’autore passa in rassegna i diversi rappresentanti di quel mondo parallelo, vicino ma di fatto invisibile, e che si disvela solo all’occhio attento e aperto, capace di riconoscere la presenza dell’altro.
Un vero e proprio manuale da campo sulla fauna urbana! Un bel libro, ben scritto e ben pensato. Tante curiosità su animali che si incontrano frequentemente in città e tanti interrogativi su cosa sia natura in un testo scorrevole e accessibile anche per chi non ha una formazione scientifica.
Libro che ho quasi finito di leggere la notte di Capodanno, tra un botto e un fuoco d’artificio, mentre gli uccelli del mio cortile volavano via terrorizzati. E ho avuto consapevolezza di come siamo così poco attenti alla ricchezza di vita che ci circonda anche qui, nella periferia torinese, tra asfalto e cemento. È un racconto molto interessante, soprattutto quando non si limita a elencare le specie. Ho scoperto molto infatti sulle piccole vite che ci circondano, e soprattutto ho imparato quanto la tutela della biodiversità inizia soprattutto dalle aiuole e dai parchi sotto casa.
Semplicemente bellissimo. Un viaggio nella biodiversità delle nostre città, con cenni sulle politiche ambientali per tutelarla e riflessioni sul nostro rapporto con la natura, in particolare in città. Da agronoma sono familiare soprattutto con le guide botaniche, ma non vedo l'ora di addentrarmi nelle guide di campo degli animali. Da leggere assolutamente!