Vi è mai capitato di uscire da una storia d'amore, senza uscirne per davvero? E se l'unico modo per ripartire fosse confrontarsi con altri cuori a metà?
La fine di certe storie d'amore equivale alla fine universale dell'amore. Invece di aprirti al futuro, hai la certezza di non riuscire mai più a trovare un amore come quello che hai perso. Questa è la certezza di Pietro, che non sente Ginevra da due mesi e cinque giorni, dopo essersi lasciati e ripresi così tante volte da non ricordarsi più quante. Compresa l'ultima, per lui, come se fosse la prima. Fino a quando capisce che se l'amore a volte crea dipendenza e altera la percezione della realtà, allora, come per altre dipendenze, il prezioso sostegno di un gruppo d'ascolto può davvero essere la soluzione. Così a Pietro arriva l'illuminazione: fondare il Circolo degli ex, un centro di recupero per la fine di certe storie d'amore. Cesare, il suo migliore amico, ospiterà le riunioni del mercoledì, il Decalogo per la libertà amorosa è stato stilato, i partecipanti hanno già il dito sul campanello. Nel corso delle settimane il Circolo diventa un appuntamento imprescindibile, uno spazio fisso nel quale aprirsi, guardarsi in faccia per raccontare la propria storia e, perché no, tornare a innamorarsi. Grazie alla sua scrittura originale, Massimo Vitali illumina il lato più paradossale e tragicomico di certe relazioni, con una delicata e profonda commedia ispirata a una storia vera: quella di tutti noi, il cui universo almeno una volta nella vita si è fermato per la fine di un amore... fino al successivo.
2,5 Un libro molto leggero, facile da leggere. ho trovato la trama abbastanza originale ma i tanti luoghi comuni non mi hanno entusiasmata. I personaggi sono un po' piatti a mio parere, però alcune loro riflessioni sono interessanti. La scrittura è molto scorrevole e poco impegnativa. Un classico libro da leggere sotto l'ombrellone in spiaggia.
Mi attirava moltissimo, e invece ha finito per non piacermi affatto. In primo luogo, l'ho trovato eccessivamente lungo per una trama così scarna. Meno male che la scrittura era abbastanza scorrevole e i personaggi gradevoli, altrimenti credo che l'avrei abbandonato immediatamente! Ciò non è bastato, comunque, a risollevare le sorti di questo romanzo, che ho finito per terminare appesantita da una stanchezza indicibile e dalla voglia che si concludesse presto.
Carina l’idea ma troppo lungo! La prima parte poi non la consiglio a chi è appena stato mollato, troppo melensa. La seconda un po lunga. Interessante l’idea di creare un circolo per cuori infranti, ma non quella di chiamare con lo stesso nome le due donne di Pietro. Decisamente no il finale.
Credo non ci sia parola più adatta per concludere questo libro. Un romanzo che non ha nessuna pretesa, ma che parla di relazioni, di amore (compiuto, finito, in corso, in teoria, in pratica). È uno spaccato sull'amore moderno con la volontà di provare a interpretarlo, anzi, ad accettarlo. Tutto questo attraverso le chiacchiere dei vari personaggi.
“Una volta ho letto da qualche parte che esistono due modi per affrontare la vita: si può scegliere un punto nel futuro e andare in quella direzione, oppure sceglierne uno nel passato e allontanarsene”.
Questo non è un libro qualsiasi, per me è un libro geniale 🤩
Dopo l’ennesima rottura con Ginevra, Pietro si rende conto che per superare la sofferenza e la solitudine la cosa più utile è sfogarsi con chiunque abbia voglia di starti a sentire.
Ma allora perché non creare un gruppo d’ascolto per guarire dalla dipendenza affettiva come succede per tutte le altre dipendenze?
Nasce così Il circolo degli ex… tanti personaggi, ognuno con la propria storia, si ritrovano ogni mercoledì sera a raccontarsi agli altri per ritrovare se stessi e tornare a sorridere.
Ho amato tanto la divisione in capitoli brevi che rende la lettura ancora più semplice e scorrevole.
Un romanzo divertente, ironico e leggero, tutt’altro che superficiale.
Che tu sia single o no questo è un libro proprio per tutti, perché i drammi sentimentali non risparmiano nessuno e se c’è una cosa che ci accomuna è essere stati, almeno una volta nella vita, un cuore infranto.
Ognuno di noi ha una Ginevra da dimenticare, una Ginevra della quale innamorarsi o chissà quale altra Ginevra. Ginevra è quel pugno nello stomaco in una fredda mattina di febbraio, Ginevra è uno schiaffo in pieno volto in un'afosa notte d'inizio estate. Ma Ginevra è anche un sorriso nel mese di maggio quando torna la speranza, o una carezza floreale in un tardo pomeriggio d'autunno.
Con l'ironia Massimo Vitali riesce a rendere esilarante anche il passaggio più malinconico come la rottura di un rapporto amoroso. Il Circolo degli Ex nasce per necessità comune. Quanti di voi avrebbero voluto confrontarsi con altri cuori infranti una volta finita una relazione?
Finito tanto per finirlo. Ci mette un po' troppo ad avviarsi, ma quando la storia inizia a muoversi diventa più piacevole. La lettura è però resa difficile da alcuni errori (punteggiatura ma anche consecutio temporum e concordanze sbagliate), dalle perifrasi e dalle frasi inutilmente complesse. Secondo me ci sarebbe parecchio da tagliare. Ci sono tanti luoghi comuni e frasi fatte e la scrittura è per lo più "robotica": l'autore descrive ogni singolo gesto insignificante e ogni pensiero che fa il protagonista, anche se alle volte non apportano niente alla scena o alla storia. Ho poi trovato quest'ultima abbastanza debole. Per esempio non ci viene raccontata l'incompatibilità tra Pietro e Ginevra 1: ci è stata spiegata ma non raccontata, dunque non la capiamo e non riusciamo nemmeno a essere convinti che lei sia tossica per lui e che dunque se la debba dimenticare. Tutti i personaggi femminili (inclusa Ginevra 2, che dovrebbe essere uno dei personaggi chiave) sono lo stesso personaggio e non hanno nessun tratto particolare, a parte Emma, ma solo perché è odiosa.
La prima parte è coinvolgente e mi è piaciuta molto, però poco prima di metà del libro mi stavo chiedendo cosa fosse rimasto ancora da raccontare per avere tutte quelle pagine ancora da leggere. Diventa tutto troppo lungo, un brodo allungato a più non posso che ad un certo punto purtroppo stanca