Avec ses faux airs de parc d'attractions, Padovaland emmène le lecteur dans la province et les banlieues du nord-est de l'Italie, une histoire chorale où le bien ne se distingue plus du mal, le coupable de la victime, où chaque relation, chaque geste, chaque personne se retrouve à agir dans une zone grise, morale, dénuée de sens.
Dans ce récit parfois presque clinique, nous suivons la vie d'un groupe de jeunes de vingt ans anesthésiés par l'ennui et l'alcool spritz, les réseaux sociaux et les relations amoureuses désastreuses. C'est le portrait froid d'une génération sans but qui nous fait réfléchir sur la désolation dans la sphère des relations humaines à l'ère du numérique.
Miguel Vila is an Italian cartoonist, born in Padova in 1993. His first book Padovaland (2020, Canicola) won the Cecchetto prize for Breakthrough Artist (“Artista rivelazione”) at the Treviso Comic Book Festival and the Gran Guinigi Award for Best New Artist (“Miglior esordiente”) at Lucca Comics. The following year, his second graphic novel Fiordilatte (Canicola, 2021) - translated as Milky Way by Fantagraphics Books - received the Micheluzzi Award for Best Comics at Lucca. Third in his 'trilogy of the North-East' is Confortless (Canicola, 2023). He has also released Fortezza volante (Minimun Fax, 2023), written by Lorenzo Palloni. Vila's books have been published in France, Spain, Finland and the US.
Avendo studiato a Padova per 3 anni e mezzo (prima che la pandemia mi costringesse a passare l'ultimo anno e mezzo a casa) non potevo farmi mancare questa graphic novel che descrive la gioventù della periferia padovana. Gente che mi sembra di aver conosciuto, posti che sicuramente ho già visto. Molto bello.
Miguel Vila adotta una scansione non lineare delle tavole, giocando con mini e micro vignette, economizzando sui tratteggi, con una linea chiara dettagliata e descrittiva che ricorda Chris Ware. Tutta la imperfezione di una periferia Veneta, dimessa e impegnata a vivacchiare, si ritrova immortalata nei corpi sformati e percorsi da rughe, nei volti che si popolano di efelidi o di punti neri. Il risultato finale, al di là del riferimento altissimo (per l'italia si potrebbe anche citare Bacilieri, ma nel suo caso c'è quasi sempre un'idea o immagine globale in cui iscrivere le tavole: qui sono le singole vignette a dominare e orientare la lettura e la panoramica grafica) è davvero efficace, piacevole e sopratutto personale.
I percorsi dei personaggi di questo spaccato di vita sono poco importanti, quasi nulli. Lezioni di vita piccole e grandi che finiscono quasi tutte con l'essere fagocitate da una realtà immobile. L'etica dell'opera è proprio questo canto svogliato di una realtà periferica e poco a fuoco, ai margini. Eppure ho letto e mi ci sono appassionato, perché c'è una bellissima capacità narrativa. Davvero un talento da tenere d'occhio.
È un fumetto fico e disgustoso al tempo stesso, fin dalla copertina i personaggi sono resi grotteschi: compaiono venuzze, smagliature, calzini appallottolati, punti neri e lividi. Miguel Vila non si risparmia nelle pagine successive: il pene flaccido di Rocco (ha il frenulo corto), il sondino nel naso della nonna di Giulia, la cintura di sicurezza dell’auto che divide in due i seni cadenti di Chiara, il fidanzato di lei che viene picchiato con il volume del Trono di Spade e preso a calci con le pantofole di Pikachu. Dettagli insignificanti dei disegni rendono tutto e tutti irrimediabilmente brutti. Il set per eccellenza è il centro commerciale dove lavora Irene. Quando Fabio dovrà presentare allo studentello tedesco che ospita in casa le bellezze della città veneta si troverà in difficoltà: “Is Palladio from Padua?” “Yes, sì, mi pare…”, il castello è chiuso (“La villa non è mica accessibile al pubblico” “Davvero?” “Eh sì, da un annetto”). Si tratta di scorci di vita di una provincia qualsiasi (“Mi fa troppo imboressare quando parla così”). La stessa Giulia per la sua tesi di laurea fotografa villette, grondaie, pupazzi di Babbo Natale che scavalcano cancelli, bidoni per la raccolta differenziata, fiocchi azzurri che testimoniano un nuovo nato (Maicol): “Perché fai foto?” “Salve” “Vuto che ciame la polissia?”. “Sarebbero sempre architetture della periferia veneta” “Perché veneta? Ha controllato se non ci sono anche in Sicilia?”. È una bruttezza sciatta, universale, che rende impossibile stare davvero insieme: quando Irene e Rocco amoreggiano nella piscina di un centro benessere lei inizia a sanguinare durante un ditalino, ed il sangue ed i pezzi di pelle (“ho le mucosi deboli, tutto qui”) sporcano tutto, spaventano Rocco, rovinano la serata. Il giovanissimo Andrea riesce ad avvicinarsi a Giulia, per cui si è preso una cotta, soltanto mentre lei è addormentata, sdraiata sul letto, stanca ed ubriaca dopo la serata alcolica. La tocca, le sfila le mutandine, le nasconde in tasca.
Mi ha fatto molto ridere “Nick”, che finge d’essere pugliese per sembrare più interessante: “Guarda che io non ti frego nessuno… sono gli altri che di solito mi seguono” “Già, basta che uno è terrone e piace automaticamente a tutti quanti”
Yllättävän puhutteleva sarjakuvauutuus, joka meinasi mennä kokonaan ohi. Onnistunutta ihmisyyden kuvausta ja nykyajalle ominaista merkityksettömyyden tunnetta. Karun piirrostyylin hienoudet tulevat esiin sarjakuvan edetessä. Tekisi melkein mieli lukea uudestaan!
"Per tutta la mia vita è come se non fossi stato in nessun altro luogo che a Padova. Il che è strano perché in effetti non ci ho mai messo piede. È un dejà vu che nasce sfogliando Padovaland di Miguel Vila, passando in rassegna le torri acquedotto, i centri commerciali, le villette con piscina, i nani da giardino, una carrellata di immagini che messe in fila formano un paesaggio onnipervasivo, in grado di colonizzare luoghi e anime. Questo paesaggio è la provincia italiana e ha quel curioso effetto non desiderabile di riuscire a spegnere ogni scintilla di curiosità intellettuale.
Là dove l’ennesimo supermercato ruba spazio a una libreria o a un qualsiasi luogo di cultura e aggregazione, si compie l’egemonia del nulla, che svuota la vita di ogni significato. […] Vila ci consegna un ritratto lucido dal piglio quasi neorealista di questo particolare habitat raccontando le vicende di un gruppo di ragazzi alle prese col disagio che si cela dietro una quotidianità fatta di gite al supermercato, feste di laurea e spritzini. […] Tutti fingono di essere qualcun altro al solo scopo di essere accettati. Se cogliete una nota di biasimo in quanto scritto me ne scuso, ma forse non sono stato abbastanza chiaro: il disagio raccontato da Vila è lo stesso disagio di noi tutti e poco importa che veniamo o meno dalla provincia: le vecchie mura hanno ceduto, la provincia ormai è ovunque." Per la rece completa, cliccate qui: http://www.playersmagazine.it/2020/11...
Ho passato più di due anni della mia vita a Padova, studiavo Psicologia ed ero uno studente fuori sede.
Pensavo di trovare la Padova che conoscevo, i luoghi tipici, Prato della Valle, il tram blu, l'Arcella e simili. Invece Miguel Vila ha deciso di raccontare una Padova diversa, attraverso la natura artificiale, le strade a quattro corsie, le case degli studenti, i grandi supermercati e sopra ogni cosa le persone.
Vera e propria serendipità. I personaggi sono estremamente reali, in tutti i disegni si trova un gusto del brutto che all'inizio fa un po' storcere la bocca, ma col passare delle pagine diventa un vero e proprio piacere. Alcol a fiumi, feste in casa e relazioni disfunzionali. Da recuperare se si conosce Padova ma anche se non la si conosce.
Dopo aver conosciuto alcuni dei grandi fumettisti italiani, ci vuole un po’ per abituarsi a Miguel Vila. Il suo stile è, oserei dire, meno raffinato? È meno orientato alla ricerca di un'atmosfera artistica, ma si muove perfettamente a suo agio nella cultura del fumetto classico. Questo vale soprattutto per i suoi disegni. Tuttavia, la presentazione della sua opera “Padovaland” è estremamente moderna e davvero unica. Il ritmo narrativo è dinamico, con frequenti cambi di scena, quasi come se si stesse guardando un film. Il "montaggio" è molto originale: Vila non aspetta una nuova pagina per cambiare scena, ma la transizione avviene gradualmente, lasciando che l’immagine si prolunghi prima di introdurre la successiva. Tavole panoramiche a tutta pagina, che sembrano disegnate con un drone, si alternano a piccoli riquadri in stile Instagram per i dettagli. Scelte di regia che funzionano perfettamente.
Il titolo “Padovaland” e la copertina del libro dicono già molto su ciò di cui parlerà la storia. Nessuna sorpresa in questo senso, ma anche una conferma può risultare appagante. Padova, la provincia. Nessuno sembra davvero felice, per quanto si sforzi di apparire diversamente. Le vere amicizie sono rare, il pettegolezzo è il denominatore comune. La cosa interessante è che, da lettore, ti ritrovi a riconoscere somiglianze con la tua cerchia di conoscenze. Così come altri, senza dubbio, ti riconosceranno da qualche parte dentro “Padovaland”.
Grottesco ma perfino troppo realistico. C'è del marcio nella provincia di Padova e chi ha fatto questo graphic novel lo ha proprio voluto mostrare. I personaggi si mettono in ridicolo o fanno azioni comprensibili, ma a cui non si può empatizzare. Non è una bella lettura, ma solo perchè difficile da "accettate" e si vorrebbe che fosse una narrazione non incontrabile nella realtà. Ha tristemente senso di esistere questo volume... Anche questa è un faccia dell zona.
Certe volte leggi qualcosa e realizzi che conosci già i personaggi. Sono i tuoi vecchi compagni di scuola, la gente che vedi per strada... Se poi aggiungiamo il fatto che a Padova sono cresciuta, questa graphic novel é estremamente realistica in quelle parti della vita che forse vorremmo eliminare o far finta che non ci siano, ma che sono sempre lí.
Best comic book I've read in a long while. Intriguing deciption of different personalities with all their good and bad. The art style breathes and feels lively, and yet gruesome at the same time. This story left me thinking for a long time. Excellent postmodern comic about modern problems and disconnection between people.
No suelo comulgar con obras pesimistas o que rocen la misantropía, y sin embargo aquí me molesta poco. Encuentro una honestidad relajada, despojada de negatividad, en su malicioso retrato de una pequeña comunidad; divertido, simpático y, para bien o para mal, probablemente acertado.
Read it at friends' house. It was such a weird read. I can imagine people recognizing il Veneto and their life but it's so rough to read and it made me so uncomfortable even though some moment and panel are pretty. Conclusion: GOD I HATE MEN.
Era nella mia lista da un sacco di tempo ma hype non ha guastato la lettura. Di un grottesco meraviglioso, divorato in una sera e non vedo l'ora di rileggermelo.
Un atlante delle mostruose "meraviglie" padane orientali. Non si può fuggire da Bessaniga e da questa vita di e da giovani adulti. Un approfondimento sul brutto. Cosigliatissimo.
Persoonallisella tyylillä toteutettu sarjakuva-albumi kaveriporukasta tai oikeastaan ihmisten verkostosta. Tarina sisältää enemmän epämiellyttäviä henkilöitä kuin mitä minun makuuni sopii.