Un manuale per essere liberi, felici e rumorosi. E far l'amore con chi hai voglia tu.
Raffaella che canta, balla e brilla. Che lotta, ride e si commuove. Raffaella che rischia, che sbaglia. Che sceglie, sempre. Ognuno ha la sua Carrà, un motivo per cui volerle bene. È l'eredità più grande di un'artista che, credendo fermamente in sé stessa, ha dato fiducia e ha liberato tutti quanti. Questo libro è un viaggio nella sua vita e nei suoi insegnamenti, affrontato anche attraverso i ricordi di chi ha lavorato con lei e le ha voluto bene. Con un ambizioso obiettivo: prendere un po' della sua indipendenza e leggerezza, e farle nostre. Perché la grandezza di Raffaella Carrà andava ben oltre il suo immenso talento: l'opera d'arte era lei, quello che riusciva a trasmettere con il suo modo di stare al mondo. L'arte di essere Raffaella Carrà celebra una donna straordinaria attraverso dieci piccole «regole». Per imparare a dare valore alla propria persona, soprattutto quando gli altri non lo fanno. A mettersi in gioco e non avere rimpianti. Ad amare la propria unicità. Per vivere tutti un po' meglio. Con o senza paillettes.
Con interventi di: Laila Al Habash, Giovanni Benincasa, Daniela Collu, Vanessa Incontrada, Vladimir Luxuria, Michele Masneri, Rossella Migliaccio, Raquel Peláez, Marinetta Saglio Zaccaria, Thierno «Billo» Thiam, Alessandro Zan.
Que una persona sea guay no necesariamente significa que sea interesante. De hecho, suele ir de la mano que la gente más execrable es la más interesante. O al menos la que más tiene que contar.
Narrativamente no vas a ningún sitio (y menos a 236 páginas) con “hizo su primera película y desde entonces todo éxitos hasta que murió”. Pues como personaje Raffaella es aburridísima independientemente de las incontables horas de diversión que haya dado y que tenga ese poder tan escaso de que en una boda junte a personas de toda índole y edad. Por hacer una comparativa un poco actual, hace poco leí ’El español que enamoró al mundo’ y aunque Raffaella y Julio sean dos megaestrellas de cuando la gente era una megaestrella de las de verdad, el libro de Julio no es solo interesante es que es tan inverosímil que a ratos parece una novela. Porque tiene subidas y tiene bajadas. Tiene miserias, crimen, chismorreos y amoríos. Este pues yo que sé, Raffaella tiene éxito.
Lo más interesante es el prologo de Raquel Peláez donde hace un poco una radiografia desde lo personal de quién eras tú en el mundo de Raffaella que creo que tiene más que aportar que: showgirl, rubia, triunfaba.
Por otro lado, y ya un poco offtopic. Estoy un poco hasta el coñete de estos momentos de las políticas de una misma y esas tramas que venden en cualquier película – serie - documental – libro sobre una estrella: Era una adelantada a su tiempo. Siempre vivió como quiso. Fue ella misma que es lo más importante. Pues hombre cari, si quieres, con todo el armamento del privilegio más extremo que no seas tu misma y te pases las convenciones por el ojete, apaga y vamonós.
Non so bene come pormi rispetto a questo decalogo di princìpi guida: mi ci sono avvicinata perché, banalmente, ne avevo bisogno. Avevo bisogno di una luce che riportasse ogni bega alla sua reale importanza, ogni preoccupazione alla sua scarsa influenza, ogni cosa bella alla sua potente luminosità, ogni giudizio bieco e cattivo al suo misero valore e che rendesse alla fiducia in me stessa quell’oggettività e quella potenza che a volte vedo scemare, vuoi per indole tendenzialmente autodistruttiva, vuoi perché suggestionata dalle malelingue i cui pareri, a volte, invece che essere supportivi anche nelle piccole cose (ma per me molto significative), suonano come infide e stridenti unghie sulla lavagna. Quindi ecco perché dovreste leggerlo anche voi: Raffaella Carrà ha fatto della sua vita un manifesto umano che proprio per la sua purezza si è presto trasformato in un manifesto politico che cantava la libertà in ogni sua forma. Quella di amare chi ci pare, di esprimere noi stessi seguendo le nostre naturali inclinazioni, di pretendere rispetto, di desiderare chi vogliamo, di creare con estro lavorando duramente per quello che realmente vorremmo essere. Mi viene da piangere, tanta è la semplicità di questi concetti che per una paradossale ingiustizia sono anche i più contrastati, socialmente ed emotivamente. Con la sua rivoluzione limpida ma in qualche modo “silenziosa” ha fatto un rumore che suona ancora oggi proprio perché così ben definita e consapevolmente piazzata. Vorrei svegliarmi più Raffaella, più leggera ma sempre sul pezzo, e vorrei pure, se un giorno putacaso non fossi sul pezzo, arrogarmi il diritto di lasciarmi avvolgere dall’ombra per trovare una soluzione lucida senza dover smaniare per dimostrare qualcosa a qualcuno, senza dovermi improvvisare inscalfibile ma senza pensare che quella è l’infelicità che mi merito e che sono destinata ad avere. (Si, si può. Mi vorrei un instante riposare per un po' e poi subito ricominciare)
Questo libro mi ha fatto molto arrabbiare. Mi ha fatto scoprire tantissime cose su Raffaella Carrà che non sapevo, e mi sono arrabbiata perché questa donna non è stata abbastanza celebrata. Ma almeno questa biografia le ha reso giustizia. Si tratta di una biografia molto chiara, la divisione in dieci regole per essere come lei funziona molto, ognuna di queste permette di spiegare le fasi importanti della sua vita. Molto interessanti anche le testimonianze. Un dettaglio molto importante che ho apprezzato: l’autore non mette mai l’articolo davanti al cognome di Carrà, chapeau. Vorrei solo che questo libro non fosse stato scritto, perché significherebbe che lei è ancora con noi.
“Carrà la determinata, la libera, la sfrontata, la passionale, e pure l’autoritaria, colei che non aveva paura di pretendere degli spazi per sé e di mettere da parte il maschio di turno.”
È trascorso un anno dalla morte di Raffaella Carrà e gli effetti della sua vita e della sua arte, come spesso accade, si notano sempre più con la distanza. Si dice di molti che sono morti troppo presto, ma mi sento di dire che Raffaella se ne è andata esattamente quando doveva andarsene, senza recriminazioni, senza rimpianti (da parte nostra), senza aver tralasciato nulla, senza aver dato l’impressione che qualcosa ci fosse ancora da esprimere. Lei aveva detto e fatto tutto. E ora, in televisione e nelle radio, la sua mancanza è compensata dai continui rimandi (più spesso impliciti che espliciti) al suo enorme lavoro, sia dal punto di vista artistico che soprattutto da quello morale. Nessuno può togliermi dalla mente che il movimento femminista, tra gli altri, le debba moltissimo e che senza il suo coraggio artistico l’Italia (almeno) sarebbe molto più povera dal punto di vista culturale e dei diritti. Ma tutto questo lo capisco ora dopo aver letto il libro di Paolo Armelli, che è sia una biografia che un saggio: una biografia, perché c’è una narrazione cronologica che tocca in modo analitico i punti salienti della vita e della carriera di Raffaella Carrà; un saggio, perché Armelli discute le innovazioni che la bionda nazionale ha portato nella musica, nella televisione e nello spettacolo italiani, con un occhio ai contesti. “L’arte di essere Raffaella Carrà” è quindi una guida, molto ben scritta, accattivante e coinvolgente, per chi intenda ripercorrere quanto serve sapere di Raffaella, ma anche per chi la voglia conoscere meglio; in questo aiutano (anche se a volte risultano banali) i contributi di alcune persone che hanno collaborato con lei o l’hanno avuta come amica. Peccato l’assenza di immagini, che non è del tutto compensato dalla ricca “bibliografia”.
Tengo que reconocer que Raffaella Carrá no me caía bien cuando, de pequeña, la veía en Hola Raffaella. Pero esta mujer ha sido toda una institución en el mundo del espectáculo y forma parte del imaginario de todos nosotros.
Por eso, me pareció buena idea leer este libro ya que, viniendo de la mano de Blackie Books la apuesta no era muy arriesgada (está editorial me encanta).
El libro no me ha entusiasmado. Me parece que el autor adora a Raffaella y muestra casi en exclusiva sus luces, pero no encuentra sus sombras. Es, más que una biografía, una alegoría a la figura de la cantante, una oda a sus maravillas. Hace una recopilación de la parte pública de su vida, pero en realidad desvela pocas cosas que no se supieran. No me ha entusiasmado, me ha faltado un poco más de intimismo, de mostrar su vulnerabilidad aunque ella se esforzara en ocultarla.
Y la última parte en la que hace una recopilación de las películas, programas y discos me ha parecido absolutamente de relleno.
Magnífico. Raffaella Carrà era muy celosa de su privacidad, por lo que su biografía no podía ser muy detallada y extensa, pero lo que nos dejó ver de sí misma nos enseña mucho sobre cómo afrontar la vida. Se la idolatra por su lado reivindicativo (fue criada por su madre y su tía, en sus primeros años tuvo que luchar muchísimo como mujer para conseguirse un hueco y lograr hacer lo que le daba la gana en la televisión, comunista declarada, no se casó jamás, icono gay y madrina del World Pride ) aunque también tenía un trasfondo muy tradicional (en la intimidad era muy religiosa, devota del padre Pío, se lamentaba de no haber tenido hijos porque trabajaba sin parar y no podría preocuparse de ellos). Más allá de todo esto consiguió unir a toda Italia, conquistó España y media Europa. Era muy trabajadora, llegaba la primera para repasar el plan, siempre controlaba hasta el último detalle para que cada paso fuera brillante: nada era suficiente. Pese a que siempre salía con una sonrisa, ella no era un florero: sabía muy bien lo que valía, que era la reina, tenía muchísimo carácter y nadie querría tenerla como enemiga. Además de sus innumerables programas (en rtve, rai, canale 5) fue presentadora de una edición de Sanremo y fue fundamental para el retorno de Italia a Eurovisión
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“El mundo está lleno de Carrà y es probable que nunca deje de estarlo. Desde sus inicios, en el cine cuando era niña, y hasta el final, en el teatro, en la televisión, en la música, no hizo otra cosa que regalar experiencias, sueños y hechizos a millones de personas en todo el mundo. Para algunos fue un flechazo de juventud, para otros la divinidad que encarna una determinada orientación o incluso una identidad de género, para muchos la compañía de tantas noches solitarias frente a la televisión. Raffaella, de un modo u otro, te alegraba la vida.“
Este párrafo se sitúa en el arranque de “El Arte de Ser Raffaella Carrà“, el libro de Paolo Armelli que Blackie Books ha publicado recientemente en nuestro país. Y lo cierto es que no se me ocurre mejor forma de definir este libro que con este párrafo que sintetiza a la perfección lo que significó, significa y significará Raffaella Carrà, sobre todo a la luz de su todavía reciente muerte el pasado 5 de julio del año 2021.
Y es que el punto de partida de Armelli no podría ser más elocuente y oportuno: evitar la hagiografía habitual en la que suelen caer los ejercicios bibliográficos, tanto los que se hacen desde la literatura como los que se realizan desde el periodismo (como es su caso), y centrarse en el hecho de que de la mera existencia de Raffaella Carrà se desprenden todo un conjunto de enseñanzas que pueden ayudar a todo el mundo a mejorar su vida. Tal cual.
Porque el autor podría dedicarse a desgranar la biografía de La Carrà haciendo hincapié en los highlights y/o en los momentos más sensacionalistas y escabrosos. Podría hablar de su éxito para que las luces de sus lentejuelas den más sentido a las épocas más oscuras en las que la popularidad parecía escurrírsele de las manos. Podría hacer hincapié en algunas decisiones dudosas (como, por ejemplo, su fichaje por la cadena privada de Berlusconi) sin necesidad de deslucir grandes logros como su lucha effortless por la cultura del sex positive y por el feminismo interseccional. También su lucha eterna contra el mansplaining y la cultura macha del show business.
De hecho, Paolo Armelli hace todo esto y mucho más. Pero lo interesante es que lo hace proponiendo una divertidísima estructura que, tras un repaso inicial de su biografía y su importancia dentro de la cultura tanto italiana como internacional, aborda un divertido decálogo en el que desgrana los principios de Raffaella Carrá: “Nadie tiene los tobillos demasiado frágiles” (porque, en vez de hundirse cuando sus tobillos le impidieron ser bailarina, prefirió reinventarse y triunfar), “Hazte con tus tres minutos de gloria” (aunque tengas que luchar por ellos con uñas y dientes), “Un nuevo corte de pelo lo arregla todo” (sobre la importancia de tener una marca propia y ser fiel a ella), “Eres mucho más que tu ombligo” (y no dejes que nadie te reduzca a un objeto sexual), “España no sabe vivir sin ti” (dilo, tata), “Haz el amor con quien quieras tú” (algo que las mujeres de los 80 aprendieron gracias a la mítica canción), “A veces las lentejuelas no iluminan lo suficiente” (pero no te preocupes, que la oscuridad nunca dura para siempre), “Mejor probar y equivocarse que quedarse de brazos cruzados” (sobreponte a deslices como fichar por Berlusconi), “Si no tienes un tío argentino, quizá el tío argentino seas tú” (pero, en cuanto te des cuenta, deja de serlo) y “Los rumores van bien siempre que decidas tú” (así que no dejes que lo que digan los demás sea tu verdad, a no ser que quieras que lo sea).
Como colofón, “El Arte de Ser Raffaella Carrà” se ve coranado por una “Carragrafía razonada” en la que Paolo Armelli lista los mejores pildorazos de la artista, ya sean canciones, discos o apariciones en cine y televisión. Pero, de nuevo, esta estructura de biografía al uso no tiene nada que ver con lo que realmente interesa en este libro, que no es otra cosa que las mil y una enseñanzas que se desprenden del texto. “Desde la óptica de Raffaella Carrà, si se te cierra una puerta, debes buscar otra más grande para abrirla de par en par“, por ejemplo.
También “Si en las personas con las que os juntáis no encontráis el amor eterno, podréis reservarles un espacio en vuestras vidas como cómplices, aliados, colaboradores, inspiradores; de las máximas amorosas de Carrà, esta bien podría ser la primera y la más importante“. Y, cómo no, “Que alguien como Raffaella Carrà haya tenido problemas sentimentales significa que todos, antes o después, estamos predestinados a tenerlos“.
Si estas tres pastillitas de sabiduría han arrojado un poquito de luz sobre tu existencia, está claro que la lectura de “El Arte de Ser Raffaella Carrà” es el libro que vienes necesitando. Porque, en él, Paolo Armelli aclara que lo que convirtió a la artista en un mito no fue lo que hizo en sus años de esplendor: lo que la convirtió en un mito fue más bien que su vida y obra siguen siendo vigente en el presente no solo porque sus canciones no hayan envejecido y sigan siendo pegadizas a más no poder. Su mera existencia sigue resonando en el presente y, curiosamente, es más inspiradora en el aquí y ahora que las existencias de todos esos artistas que nos intentan vender desde la industria cultural.
Y, de la misma forma que he abierto esta reseña con una cita del libro, no se me ocurre mejor forma de cerrarla que con otra cita que, al final de todo, es la enseñanza final de Raffaella Carrà para todos nosotros: “Ella ya había reflexionado tiempo atrás sobre el extraño juego entre presencia y ausencia (en la música y, sobre todo, en la televisión): «Me da más miedo que la gente diga “Otra vez ella” que “¿Dónde está?”». Solo los más grandes conservan una modestia como la suya. De su adiós aprendimos una de las valiosas enseñanzas que hemos intentado reflejar en este libro: hay que echarse a un lado antes de que los demás te inviten a hacerlo, hay que saber siempre cuál es el momento adecuado para mostrarse y cuál para ocultarse“. Amén, hermana.
Si en la anterior publicación dije que Einstein nunca sería mi ídolo, Rafaella podría serlo. Me gustó en vida, viendo “Hola, Rafaella” en la adolescencia y bailando sus temazos en las bodas, y me gustó todavía más tras su muerte, cuando la conocí un poco mejor porque todo el mundo se lanzó a hablar bien de ella, que es algo que suele pasar cuando te mueres. Imposible saber cuánto hay de mito en la construcción de su personaje: sospecho que mucho, pero concedo al menos que salió un mito coherente y entrañable.
Sin embargo el libro, que prometía ser un compendio de su filosofía, se me quedó en biografía sin alma, casi solo un repaso de su carrera con alguna anécdota personal de poca profundidad. Creo que Rafaella merecía más.
La recensione che avrei voluto scrivere, l'ha scritta in maniera IMPECCABILE Andrea Muraro. Io ho tolto una stella alla valutazione perché ho ascoltato l'audiolibro ma la lettura però non mi è piaciuta.
Un sentito omaggio a una delle più grandi icone italiane scritto in uno stile semplice ma coinvolgente, perfetto per catturare l'attenzione sia dei fan di lunga data che dei più giovani che hanno scoperto Raffaella negli ultimi anni. Il libro ripercorre con passione la vita e la carriera di Raffaella Carrá, soffermandosi non solo sui suoi successi artistici, ma anche sul suo impatto culturale e sociale. Dai programmi televisivi indimenticabili alle canzoni che hanno fatto storia, ogni aspetto del personaggio viene raccontato con equilibrio e profondità alternando i fatti più noti a aneddoti e aspetti meno conosciuti, oltre ai punti di vista dei diversi personaggi che Carrà ha incontrato sul suo lunghissimo cammino nel mondo del cinema, della televisione e della musica, in Italia e in giro per il mondo. L'autore non si limita a narrare, ma riesce a far emergere l'importanza della Carrá come simbolo di libertà e emancipazione per l’intero Paese, ma soprattutto per le donne. Un libro che è molto più di una biografia: è una celebrazione del talento, del carisma e della modernità di Raffaella Carrá. Consigliato a chiunque voglia conoscere e lasciarsi ispirare dalla sua storia unica.
Per me Raffaella Carrà é legata a la scena lgbtq, a canzoni come "Fiesta" o "Para hacer bien el amor", però, ovviamente, la Carrà era molte altre cose, specialmente in Italia, ma non solo. Il libro è stato per me un'ottima opportunità per scoprire tante altre facete della Carrà, l'attrice, la ballerina, la presentatrice di TV... Scritto con ammirazione però senza nascondere i dettagli scuri, i sbagli, è un bell'omaggio alla donna che mi ha fatto ballare tantissimo.
Mucho más recomendable ‘Nada es eterno salvo la Carrà’, de Editorial Dos Bigotes. Una biografía enfocada a lo que la artista significó para España y con testimonios de su círculo cercano. Además, Pedro Ángel Sánchez, el autor fue el periodista al que la artista le concedió su última entrevista.
Esta obra de Armelli se benefició de publicarla con prisas, pero al leerla ofrece poco más allá de lo básico.
Un bel tributo. Permette a chi come me non ha potuto "vivere" Raffella Carrà in "vita" di avete una panoramica con tanti contributi di vita reali. Penso possa comunque essere interessante anche per chi ha vissuto i suoi successi, per poterla ricordare con un mezzosorriso accennato e involontario. Di sicuro serviva.
“El arte de ser Raffaella Carrà” celebra a la icónica artista italiana (y más internacional que patriótica) como símbolo de libertad y empoderamiento femenino. Con una visión global, moderna, destaca su feminismo práctico, rompedor y universal, inspirando generaciones a liberarse de prejuicios a través del arte, la sensualidad, la reivindicación de derechos a la vez quw el baile y la música.
Amorosa, admirada y motivadora biografía libre de Rafaella Carrà. La vida de la Carrà desde una perspectiva profundamente comunitaria y micro política, en relación a sus afectos y las comunidades con las que vivió y a las que tocó. Funciona como libro de auto ayuda, en el mejor sentido de la palabra, si una quiere.
Es imposible no querer a Raffaella, todos la recordamos con su media melena rubia, danzando y con su sonrisa eterna.
Paolo Armelli ha creado un homenaje-biografía atípicos en este “El arte de ser Raffaella Carrá”.
Es un homenaje por cada página destila admiración y respeto por una profesional excelente que fue, sin quererlo, un ejemplo delante y detrás de las cámaras.
Es una biografía porque el libro repaso gran parte de su carrera, parando en algunos detalles personales de la artista.
Pero el libro es infinitamente mucho más. Consigue engancharte y que estés sonriendo constantemente. Es un libro de autoayuda sin quererlo ser. La forma de vida de Raffaella es una filosofía en sí misma y siendo ella misma nos hace mejores.
En cada cosa que hacía Raffaella era libertad y nos anima a todos a serlo, sin atender al qué dirán ni a los convecionalismos. Nos anima a ser nosotros mismos.
El libro juega con esa gran verdad que la mera existencia de Raffaella supone un conjunto de enseñanzas en sí misma. El libro recoge algunas de ellas y consigue meterte de lleno en un universo del que no quieres salir.
El repaso de la vida de Raffaella es un ejercicio extraordinario que se llena de nostalgia en el relato de su muerte discreta y silenciosa.
Como siempre, Blackie Books ha hecho una edición preciosa y cuidad con una portada muy potente que me ha encantado pasear por las calles de Barcelona.
Soy muy fan de Raffaella pero esta biografía… Mñe.
No se puede esperar mucha polémica de una artista que “ni bebía ni tomaba cocaína”, pero me parece un poco mal que el autor haya aprovechado la ocasión para sacar a pasear sus ideas políticas un poco sin venir a cuento.
Se repite mucho que Raffaella jugaba a las cartas y noto un especial deleite en el uso de la palabra “estajanovista” para definir el disciplinado trabajo de la artista.
Al final, creo que para rellenar, hay un pequeño resumen sobre sus apariciones en cine y televisión (donde se repite lo de Sinatra, bla bla…) además de mencionar algunos de sus hits más internacionales (y venga de nuevo, como unas 3 veces, la importancia de Bob Sinclair y su remix del “A far l'amore comincia tu” que supuso el renacer de Raffaella y venga y dale…).
Curiosamente, después de enfatizar lo “accidentalmente” feminista que era la Carrà, ni se menciona casi el significado real de su tema “53 53 456”. Pero sí y mucho el de “Lucas”, por ejemplo, porque el autor se ha centrado en lo suyo y ya está.
Questa biografia è la più completa che potrete mai trovare su un’artista italiana a cui siamo legat* tutt* per ragioni diverse, ma non solo: attraverso il racconto della sua vita e della sua carriera, l’autore trae delle lezioni da applicare alla vita di tutti i giorni e riflette sull’impatto che ha avuto Raffaella Carrà sull’evoluzione della figura femminile nella televisione e nella società, con analisi argute - e anche divertenti - su come è cambiata la percezione di alcuni aspetti nel corso degli anni.
(avvertenze: per un po’ non ascolterete altro che Pedro, Tanti auguri, A far l’amore, Rumore...)
Me ha gustado el libro, pero creo que tantas páginas le quedan grandes. Repite los mismos datos una y otra vez y, aunque aporta detalles nuevos, se pierden entre lo repetitivo.