Amelia byla pilnou a zodpovědnou holčičkou, pak pilnou a zodpovědnou puberťačkou a dnes je rozčarovanou, zato pořád pilnou mladou ženou. Za sedm dní jí bude třicet a její nejnovější kratochvílí je sestavování seznamů vlastních neúspěchů. Ten poslední je delší, než by čekala:
Bydlí u rodičů ve sklepě, aby se uživila, píše trendové články do hipsterského magazínu, který ale moc neplatí, takže musí taky třikrát denně venčit psa své sousedky… a dělat číšnici v baru plném opilých teenagerů v centru města. Její známí jsou šťastně zadaní, mají rozjetou kariéru, berou si hypotéky a plodí děti, zatímco ona neví, jakým směrem by se měla v životě ubírat. Její přítel je chudý básník, bydlí u své maminky a v dohledné době na tom nehodlá vůbec nic měnit.
Nejlepšími přáteli a rádci v existenciálních otázkách jsou Amélii čtyři důchodci, se kterými se spřátelila při venčení psa – dokážou ji ale jejich svérázné rady navést na správnou cestu? Aby toho nebylo málo, šéfredaktor hipsterského magazínu, pro který pracuje, se jí rozhodl dát poslední šanci. Má napsat superúspěšný článek na téma 28 800 plastových kachniček, plovoucích v oceánu po námořní katastrofě. Na odevzdání jí dal přesně sedm dní, a tak začíná odpočet:
Sedm dní na to, aby Amelia napsala nejvíc cool článek své kariéry a vyhnula se vyhazovu. Sedm dní na to, aby pochopila, jestli je vůbec zamilovaná – a do koho. Sedm dní, aby zjistila, co opravdu v životě chce.
Je lepší se dál topit a máchat kolem sebe rukama jako o život, nebo do toho prostě skočit po hlavě a nechat se unášet proudem?
“Oggi ho compiuto trent’anni e se qualcuno mi chiedesse se era proprio così che avrei immaginato la vita a trent’anni la mia risposta sarebbe chiara, senza esitazioni: assolutamente no.”
Essere dei trentenni nella società attuale non è di certo semplice. La pressione a cui siamo sottoposti dal futuro che i nostri genitori desiderano per noi, dalle frecciatine che la zia acida a Natale ci riversa addosso; dagli amici con un lavoro, una casa e prole al seguito, di certo non ci consentono di vivere la nostra vita in maniera libera, lontana dai luoghi comuni e all’altezza dei nostri sogni.
Sì, perché a trent’anni sei ormai un adulto a tutti gli effetti e secondo una mentalità retrograda, ma ancora ben radicata nella mente dei ben pensanti, se non hai un lavoro fisso, un marito e hai messo in cantiere almeno un figlio, puoi ritenerti un fallito.
A raccontarci in modo brillante, ironico e frizzante, il calvario di noi trentenni è Valentina Ferrari, con il suo romanzo “L’arte di restare a galla”.
Amelia è un ragazza bella e intelligente, ma come molti di noi non ha avuto le opportunità che meritava per realizzare tutti i progetti di quella vita ideale che tanto sognava.
Ma le deviazioni che incontriamo nella nostra esistenza sono solo negative? Non possono trasformarsi in grandi occasioni? E se imparassimo a prendere la vita così come viene e non come ci aspettiamo che sia, non riusciremmo a godercela al meglio?
Le risposte a queste domande ce le dà Amelia e la sua storia che invito tutti a leggere.
L'esordio di Valentina Ferrari, con un tono leggero e ironico, racconta un problema forse spesso trasparente alla vista, ma che esiste nella mente di molte persone coetanee di Amelia: capire il proprio posto nel mondo, il proprio modo di essere, ciò che si vuole dalla propria vita in un momento in cui sembra arrivi una scadenza. Purtroppo la pressione psicologica che molti giovani avvertono all'alba dei trent'anni può far soffrire, è vero, ma a volte, se si comprende che si tratta di una barriera mentale, questa può aiutarci a rimettere in discussione la nostra vita, spingerci ad aggiustare ciò che non va, e magari ricominciare, perché per quello non è mai tardi.
Allora. Andrò controcorrente e mi dispiace, ma non posso farci nulla. Sicuramente mi è piaciuta la leggerezza del libro, che scorre veloce senza annoiare e si candida come perfetta lettura da treno, da ombrellone ecc. Per il resto, per me sono due stelle e mezzo. Il libro è dedicato a tutte le Amelie lì fuori e io penso di essere una di loro. Ma in questo libro non mi ci sono proprio ritrovata. Probabilmente a fregarmi sono state le aspettative che avevo sul libro una volta letto l'abstract e le note sull'autrice.
Il disagio dei trentenni di oggi è appena citato in una pagina. Non che mi aspettassi un'introspezione filosofica da un libro di narrativa leggera, ma insomma, pensavo fosse un tema più preponderante. Tra l'altro i classici tormentoni della parente pettegola che ti giudica a numero di figli e del capo HR che non assume donne in età fertile sono stati trattati proprio in questo modo: due episodi cliché praticamente distaccati dalla narrazione.
La protagonista è stata per me fonte di frustrazione e rabbia per vari motivi, alcuni dei quali probabilmente dovuti a mie fisse personali, per carità, fatto sta che riuscivo a dare ragione a tutti tranne che a lei.
Peccato
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Non so se sia stato il momento giusto, la trama perfettamente calzante, lo stile scanzonato, ma profondo, il mix di tutte queste cose, ma ho divorato in 24h di un martedì lavorativo questo libro. Ho fatto le 3 di notte per farlo. Per capire Amelia e le paperelle che fine mi avrebbero regalato, il coraggio che mi avrebbero dato. Perché questo libro riesce a fare questo, diverte e da coraggio. Il coraggio di restare a galla nonostante tutto, di imparare a lasciarsi andare seguendo la corrente, senza averne paura. Che la vita è imprevedibile e piena di tempeste, ma se si trova il coraggio di cambiare e di tenersi a galla, la felicità arriva e sa dove bussare. Strsconsigliato a tutte le trentenni (o quasi) che hanno paura di non essere all'altezza delle aspettative, che non hanno ancora realizzato i propri sogni, ma sanno cercare il coraggio per farlo.
Amélia nie je tá z Montmartru, ale z Ríma, no je dostatočne popletená a má občas panické záchvaty. Ako aj teraz. Mať týždenný deadline na hipsterský článok o gumených hračkách, ktoré sa v roku 1998 počas búrky stratili z kontajnerovej lode a dodnes križujú oceány je jedna vec. Vec druhá je mať termíny aj na osobný život. To mi pripomína známu hlášku z filmu Jak básnikům chutná život - ako hovorí Hájek: „Výchozím bodem je samozřejmě svatba. No a potom už jsou jenom samá pozitiva a sociální jistoty. První dovolená v Jugoslávii, následuje první dítě, pak již výše zmíněný automobil, zde se stávám zástupcem ředitele, druhá dovolená v Jugoslávii, druhé dítě.” Ona sociálne istoty nemá, okrem zaručeného bývania. A ešte poznámka, nestratili sa žlté kačičky, ale aj červení bobri, modré korytnačky a zelené žabky - a z pôvodných cca 28 800 hračiek dodnes ešte pláva v moriach a oceánoch približne 2 000 - pomohli oceánografom s určením morských prúdov, ako aj obrátili pozornosť na znečisťovanie… Ale späť k Amelii. Budúca tridsiatnička má pocit, že musela byť vždy tou dokonalou, ale teraz sa tak necíti. Nechcem povedať, že je to kniha o hovne, ale keď je jej pivnica pod rodičovským bytom zaplavená splaškami, tak aj je. Vtedy ma autorka stratila. Nebavilo ma jej fňukanie, nerozumiem jej. Mladá, s vidinou ďalšieho krížika na krku, mierne závidí kamoškám tehotenstvo a kúpu domu. Ona má iba tri práce, písanie jej trvá veky (1. job je v časopise), oveľa radšej venčí psa (2. job) a stretáva sa s generáciou 70-tnikov, ktorí vzhľadom na svoj vek sú totálne úprimní (vedľajší efekt tej druhej roboty je bonus mať priateľov s nadhľadom a skúsenosťami). A po večeroch vypomáha v bare, kam sa chodia odviazať študenti z univerzity (3. job), ktorých nazývajú upíri (a zvyčajne zašpinia záchody, podlahy a tak podobne - vedľajší efekt tretej roboty). Frajer je nejaký divný básnik, ktorý sa nechce usadiť - nedávala som mu dlhú životnosť - viac sa mi pozdával ten kolega z baru. Mala by teda konečne nájsť niečo, čo ju dokáže udržať nad vodou, ale kačičky to nie sú. Ako to celé skončí? Však tie očakávania má iba ona, nie spoločnosť a okolie! Uvedomí si, aké má šťastie na priateľov a rodinu? A aj to zdravie, nech si berie inšpiráciu z postoja k infarktu tej staršej kamarátky z venčenia! Naozaj ide o hovno/kačičky, ak nejde o život. Nie je to motivačná kniha, ale pôsobí tak. Niekoľkostranové detailné poďakovania v závere len znásobujú pocit, že autorka to sama nedokáže. Taktiež ľutujem kúpu eknihy, papierovú by som aspoň mohla posunúť ďalej…
RECENSIONE COMPLETA: https://opinionilibrose.blogspot.com/... Buongiorno Librose, Oggi vi parlerò di "L'arte di restare a galla" di Valentina Ferrari, neo-scrittrice della Mondadori. Ringrazio la CE per la copia ARC. Avete presente quei libri che quando leggete la trama sentite una connessione e a quel punto decidete di doverlo leggere assolutamente? Ecco, è successo a me con questo libro e anche se non ho 30 anni, mancano 7 mesi al mio 27 esimo compleanno. Vedete? Il 7 si ripete, come i 7 giorni di scadenza per Amelia. È destino. 😄 Amelia tra 7 giorni diventerà trentenne e dovrà lo stesso giorno anche consegnare l'articolo al lavoro. Questa scadenza inizia a metterle pressione. Non tanto per l'articolo che scrive e cancella dopo due secondi ma quanto per l'età. È alla soglia dei 30 anni e si sente soffocare. Vede le sue amiche che stanno per avere figli o sposarsi e hanno un lavoro decente. È lei?
Se dieci anni fa mi avessero chiesto come ti vedi a trent’anni, non avrei di certo risposto: nella confusione più totale. La mia idea era molto più simile a una donna in carriera, con due figli, un giardino e un labrador.» Non è soddisfatta sia dal punto di vista lavorativo che sentimentale. Insomma fa tre lavori per mantenersi e nessuno di questi la gratifica. Neanche le cose con Andrea, il fidanzato, vanno tanto bene.
Letto in due pomeriggi e con il sorriso sulle labbra per tutto il tempo. Mi sono rivista in Amelia nel suo stilare liste con obbiettivi temporali ben scanditi che puntualmente la vita ti fa saltare facendoti sentire in ritardo sulla tabella di marcia. Amelia focalizza tutta la sua attenzione a rincorrere i suoi “obbiettivi in scadenza” diventando rigida, triste, insoddisfatta, a volte insopportabile! chi non si rivede in lei?! Sbilanciandosi troppo nel futuro si perde di vista quello che di bello ci passa accanto e la leggerezza di acchiapparlo al volo. Ho invidiato tanto la combriccola di amici agé sempre pronta a sostenere Amelia. Quattro voci sagge, ironiche e divertenti che con il loro dialetto romano le danno ogni tanto qualche scossone riportandola ai suoi trent’anni e ricordandole di “Farsela na’ risata”. Un bel romanzo che ti fa riflettere sull’importanza di non sprecare tempo prezioso programmando in maniera ossessiva cosa ti dovrà accadere. Ti spinge a cambiare il tuo sguardo non puntando sempre gli occhi sugli obbiettivi che ha raggiunto chi ti sta accanto perché ognuno di noi è diverso e ha desideri diversi. Ognuno di noi ha la possibilità di spendere al meglio il proprio tempo e le proprie energie oggi basta volerlo! Ricordandoci che solo le azioni che scegliamo di compiere nel nostro presente influenzeranno al meglio ciò che accadrà nei prossimi anni.
Amelia ha trent'anni e vorrebbe aver già raggiunto agognati pilastri della vita quali la "casa vera", il matrimonio, la maternità, un lavoro a tempo indeterminato. È, però, fidanzata da anni con un sedicente poeta e sogna di fare la scrittrice: non assaporare un amaro insuccesso osservando le sue amiche sposarsi e figliare è quasi impossibile.
Il romanzo, nella sua leggerezza estiva, si divide su più piani e il pungente sarcasmo della protagonista si mescola al romano stretto dei vecchietti del parco, che le fanno compagnia mentre lavora da dog-sitter, le ironiche descrizioni dei frequentatori del locale notturno in cui fa da cameriera si uniscono a profonde riflessioni sulla vita (e 28.000 paperelle di gomma... ma ci arriverete).
L'autrice, al suo esordio, riesce a indurre il lettore a una lettura non-stop (sono passate solo 18 ore tra inizio e fine, nel mio caso), con uno stile scorrevole e immensamente piacevole unito a una trama avvincente, nella sua semplicità e verosimiglianza. Molto consigliato!
8! Un romanzo di intrattenimento, leggero e contemporaneo, in cui la protagonista racconta con ironia la fatica di avere trent'anni e la sensazione del tempo che sfugge dalle mani. Amelia e’ una trentenne come tanti, circondata da cliché e da personaggi stereotipati. L’autrice, nel raccontare una quotidianità comune a quella generazione riesce a coinvolgerti e a strapparti un sorriso. E’ il suo romanzo d’esordio. Il pretesto di un articoli commissionato dal direttore del giornale sulla storia vera delle 28800 paperelle disperse nell’oceano e’ di fatto l’avvallo del consiglio del padre di Amelia “Devi restare a galla, amore mio. Vedrai che poi andrà meglio.” “Non stava andando da nessuna parte. Non faceva altro che limitarsi a stazionare in quella specie di baratro senza appigli, ma con crepe in abbondanza, che non si faceva andare bene. Era vuota, senza alcuna prospettiva di un futuro, quantomeno di un futuro decente.”
Mít seznam, co a jak chci v životě stihnou je fajn. Mít u toho i deadline je ale dost skličující. Amelie je postava, která nemohla mít větší smůlu a vše jí padá na hlavu. Její vztah je v podstatě spíš monotónní záležitost, bydlí u rodičů ve sklepě a její práce je otrava. Tahle kniha je takový krásný příběh, který vždy zlepší náladu. Je to důkaz toho, že když se obklopíme správnými lidmi, bude nám v životě líp. Má to několik hlubších témat, ale jsou moc hezky zpracované. Navíc ty vystouplé kachničky na obálce jsou nádherný :)!
La rappresentazione in romanzo di ciò che spiega Stefania Andreoli sui giovani adulti. Forse per questo un po' banale.
Mi è sembrati di star vedendo una di quelle serie tv leggere che segui ma non segui, tanto per distrarti e staccare la testa. Non ho trovato molta profondità né uno stile di scrittura che mi ha catturata.
Sarà che sto dall'altra parte della barricata (casa, mutuo, matrimonio) ma ho fatto proprio fatica a entrare in connessione con la protagonista.
Una storia simpatica, sincera, leggera ma non per questo priva di spunti di riflessione. Amelia, la protagonista, è una giovane donna con una normalissima vita incasinata, e che sta imparando e accettando che la vita non può essere programmata. Che non c’è una strada già segnata. Che il suo ideale di vita perfetta è solo un ideale. Che la vita di nessuno è perfetta, per quanto possa sembrarlo all’apparenza. È che la vita bisogna accettarla così com’è, nei suoi imprevisti e con le sue incertezze cercando di ‘restare a galla’ come meglio si può.
‘’Dovete solo trovare il vostro personale modo di restare a galla. Questo basta per essere felici, almeno un po’. Quando vi sembrerà di sentire l’acqua filtrarvi nei polmoni, sputatela. ‘’
Era il 1992 quando per colpa di una tempesta migliaia di paperelle galleggianti in fuga da una nave cargo si riversarono nel Nord dell'Oceano Pacifico andando alla deriva. Direte: e che ci frega? Ecco pure ad Amelia, protagonista di questo romanzo tragicomico, all'inizio non interessa molto, anzi, non sa proprio come fare, perchè sulle paperelle in fuga ci deve scrivere un articolo. E non un articolo qualsiasi ma l'articolo che può significare o meno il suo licenziamento. Maledette paperelle in fuga! Ma la vita di Amelia non ruota intorno solo alle paperelle fuggiasche. A 30 anni si barcamena tra tre lavori, il gruppo di amiche storiche, gli amici del parchetto dei cani, un fidanzato che crede che scrivere poesie sia un lavoro e che ad impegnarsi non ci pensa nemmeno un po'.
Paperelle a parte (che ho detto paperelle?), L'arte di restare a galla mi ha divertito, ma proprio tanto, tra le disavventure della povera Amelia e gli amici che la circondano. Ho seguito Amelia in sella al suo motorino in lungo e in largo, l'ho vista sprofondare nell'acqua ( e non solo) che ha allagato il suo appartamento nella cantina dei genitori e correre in ospedale da un'amica in difficoltà. L'ho vista sprofondare nell'autocommiserazione, arrabbiarsi per l'ovvio, invidiare per ciò che non ha e vorrebbe (forse). Amelia è una protagonista così umana e normale da destabilizzare il lettore, da spingerlo a sperare che prima o poi anche per lei ci sia quella fantomatica, meravigliosa, splendente gioia. Ho scoperto con lei l'arte di restare a galla, perchè a volte sopravvivere, riuscire a galleggiare nel mare dei problemi e delle preoccupazioni è l'unico modo per andare avanti, per uscire da una fase che proprio bella non è.
"Quando vi sembrerà di sentire l'acqua filtrarvi nei polmoni, sputatela, e tenete sempre a mente che, se il 10 gennaio del 1992 ce l'hanno fatta 28.800 paperelle di gomma, potete farcela anche voi."
A fare da contorno alle avventure di Amelia abbiamo un bel nuvolo di personaggi che forse a volte sono esasperati nella ricerca dell'effetto ironico ma che non riuscirete a non "guardare" con un sorriso: la madre psicologa e un po' alternativa che con trucchi e trucchetti cerca di trascinare la povera figlia nei suoi gruppi di aiuto; o gli amici del parchetto giochi dei cani, tra cui soprattutto le due sorelle Milvia e Lidia, due Sora Lella dei nostri giorni, che romane più romane non si può; ma anche la storica amica Virginia, che incinta del primo figlio trascina Amelia al baby party per scoprire il sesso del nascituro e nel baratro della riflessione per antonomasia: chi sono, dove vado, cosa faccio?! Belle domande Amelia.
Pecche? Qualcuna. O meglio, non vi dovete aspettare grandi rivelazioni filosofiche o drammi appassionanti. La storia è molto semplice e lineare e forse per questo l'ironia che popola questo romanzo spicca così tanto ed è così efficace. È stata una lettura frizzante e coinvolgente, puro intrattenimento. Questo è anche il romanzo di esordio dell'autrice e, per quanto mi riguarda, è un si.