Presi singolarmente, Teresa, Margherita e Carlo sarebbero solo dei ragazzi di buona famiglia, magari un po' più belli, ricchi e annoiati di altri, consapevoli di quanto l'amore sia una faccenda che ha molto a che fare con la dipendenza, più che con la felicità. Ma quando Carlo conosce per caso Teresa – alla festa di qualcuno, per la settimana di qualcosa, fuori da un locale qualunque, mentre lei si vomita l'anima – e poi incontra Margherita, la sua migliore amica, tutto cambia per sempre. Perché loro tre, insieme, capiscono di voler essere un'altra cosa: non solo amici, amanti o complici; non etero, non gay, non prosaici, non romantici, bensì tutto e allo stesso tempo. Ma come fare? Fregandosene del mondo in rovina intorno a loro e dei ruoli che per anni hanno inseguito senza fiatare? Forse. O forse attraverso un piano che li porterà a un passo dalla vita, dal sentirsi davvero speciali, adulti, magari cattivi, ma finalmente intoccabili. In mezzo a chi li dava già per spacciati. Da anni punto di riferimento sul tema dell'accettazione di sé e del raggiungimento degli obiettivi personali e professionali, Maria Beatrice Alonzi racconta 'la generazione senza futuro', che si sente derubata di ogni possibilità, schiacciata da responsabilità e colpe che non gli appartengono, e pronta a tutto per riscattarsi.
Maria Beatrice Alonzi è scrittrice, esperta di comunicazione e nuovi media, specializzata nella gestione della reputazione, cultura ed etica degli spazi digitali. Oltre la laurea in Scienze Umanistiche – dell’Università Statale di Milano – ha un master in Tecniche e Metodi di Analisi Comportamentale e Analisi Scientifica del Comportamento non-verbale; è speaker di TEDx, relatrice per l’Università Sapienza di Roma e divulgatrice scientifica con focus sulla salute mentale. Dal 2019 ha scritto quattro saggi e un romanzo, tutti best-seller, tradotti in più di 15 Paesi. È inoltre editorialista televisiva e, sceneggiatrice.
Sta lavorando al suo prossimo libro, in uscita in primavera 2026 per Mondadori, e sta curando per Colorado l’adattamento audiovisivo della trilogia “Kiss Me Like You Love Me” di Kira Shell, scrivendo il soggetto e la sceneggiatura del primo film della saga.
Una stella solo perché non posso dare di meno… veramente il libro peggiore che abbia mai letto in vita mia. Se non l’avessi comprato a 2€ al mercatino dell’usato avrei chiesto un rimborso. Da leggere solo se volete farvi una risata per le scene di sesso più patetiche mai scritte nella storia della letteratura. Comunque l’autrice nella biografia poteva scriverlo di essere una tiktoker invece di elencare infinite superc4zzole
Stima assoluta per l’autrice e per tutti i contenuti che porta sui social però questo libro non mi ha trasmesso niente. Ho trovato tutto veramente troppo esagerato e ciò mi ha impedito di immedesimarmi nei personaggi e nella storia. A mio avviso le uniche parti che si salvano sono alcune riflessioni che sono state inserite
Seguo l'autrice su Instagram e questo è il suo primo libro che leggo.
I contenuti che porta su Instagram mi piacciono molto, onestamente non avevo letto la bio del libro ma mi aspettavo altro.
È un romanzo su tre adolescenti, molto crudo, molto "impattante", a primo impatto sembra "fuori dal mondo". Però andando avanti nella lettura, e considerando che si parla di ragazzi, in realtà sono cose che potrebbero accadere (e accadono, purtroppo) e allora si rimane "scioccati" di quanto l'approvazione dei coetanei possa incidere tanto sulla (qualità di) vita dei ragazzi.
Molto scorrevole e anche se l ho terminato da qualche giorno la storia continua a ronzarmi in testa, quindi forse l obiettivo dell' autrice è stato raggiunto.
"Cara Maria Beatrice, ho finito ora il tuo Romanzo. Ti apprezzo, così sarò sincera, tanto so di confrontarmi con una personalità strutturata. Scrittura: interessante, soprattutto nelle scelte lessicali. Leggo moltissimo (per intenderci, solo nel 2022 ho letto 46 libri) e alcune delle tue scelte lessicali le ho trovate straordinarie, veramente. Altri passaggi, in tutti i tuoi libri, li trovo molto fumosi, difficili, forse volutamente difficili, impalpabili al livello di concetto, come se volessi comunicare non in modo lineare/logico, ma per immagini (alla Foscolo, per intenderci): in quel caso la scrittura si fa stoppacciosa, ma ripeto , probabilmente è voluto.
La trama: ben strutturata, e ho anche apprezzato che sia RACCONTATO, dalla voce narrante intendo, e non - come si usa tanto adesso - narrato in modo alternato da un personaggio e poi dall'altro (che palle oh).
I personaggi: ecco per me le dolenti note. Cara mia, io sono figlia di due operai, sono riuscita a studiare per merito delle borse di studio e del culo che mi sono fatta per non perderle. Non sono una figlia di papà e mi hanno tirata su a pane, schiaffi e odio per i ricchi.
Questo è il principale motivo per cui non sono riuscita a emparizzare con quei tre stronzi loro malgrado viziati (questo è comunque quello che penso) dei tuoi protagonisti. Non li capisco, non ne capisco le motivazioni, non so cosa sia la noia, non so cosa sia il troppo e a un certo punto li avrei uccisi tutti e tre, non capendo minimamente cosa spingesse gli altri ad idolatrarli, peraltro. Ho una vita da povera, insomma e - cosa peggiore - me ne vanto un po' e - purtroppo è così, voglio proprio essere trasparente - mi sento superiore ai ricchi per questo . Rovescio della medaglia: leggere questa storia mi ha permesso di fare un esercizio molto importante, ossia capire che non tutti hanno la mia esperienza e che ESISTE (perché è bene focalizzarlo) nel mondo gente che vive esattamente come hai descritto; è importante capire bene che parte di mondo (la parte che decide per tutti, poi) va avanti esattamente come hai detto tu ed è bene che si sappia."
Per chi ha letto fino alla fine questa recensione: queste sono le esatte parole che ho scritto all'autrice dopo aver finito il libro, ossia il mio esatto pensiero sul suo romanzo. I contenuti di MB sul web sono molto interessanti. Posso certo affermare che la preferisco come divulgatrice piuttosto che come romanziera, ma questo è un gusto personale.
Ottima scrittura, il libro scorre una pagina dopo l'altra. Forse avevo delle aspettative completamente diverse, ma ho trovato il libro troppo crudo e senza spessore e soprattutto senza evoluzione dei protagonisti.
Un libro forte, darei più un 3/4. Fin dalle prime pagine si legge che questo non sarà come i precedenti libri dell'autrice. Che è qualcosa con cui sicuramente ha voluto direi, demolire, il muro del genere in cui si stava confinando. Un grido di tutte le generazioni, di tutte le persone che vivono queste situazioni. Una serie di persone reali con del vissuto che ti fa esclamare "oddio che vita brutta, pover*". Un libro sicuramente diverso, ma non meno impattante rispetto a quanto siamo abituati con Maria Beatrice Alonzi, che senza tanti giri di parole va al punto, ti spara le parole che saranno come uno schiaffo in faccia. Per mio gusto personale, avendo l'amore per l'happy ending nei libri che sò non esserci nel mondo, lo valuto un 3/4.
adoro beatrice, la seguo ed ascolto molto volentieri tutto ciò che dice ma questo libro per me è un grandissimo no. ho fatto fatica a finirlo, non perché sia scritto male (anzi, la scrittura è l'unica cosa buona di questo libro) ma perché non sono riuscita ad empatizzare con i protagonisti. li ho trovati fastidiosi, con dei pensieri orribili e molte volte tanto superficiali, forse il suo intento era quello, non so.
Sono rimasta piacevolmente stupita da questo nuovo libro di Bea. Molto diverso dai precedenti, non l'ho vissuto come un libro di autoaiuto, ma piuttosto come un bel romanzo che presenta la vita interiore di tre giovani ragazzi (e non solo) romani
Che malinconia finale mi ha lasciato questo libro... A volta è stato difficile leggere alcune parti perché mi hanno spiazzato e mi hanno lasciato un po' interdetta. Altre parti mi sono proprio entrate dentro