“Revenge porn” (traducibile con “porno per vendetta”) è l’espressione con cui viene comunemente indicata la diffusione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti da parte di un individuo – spesso un ex partner – allo scopo di denigrare la persona che compare nelle immagini, perlopiù donne e ragazze. Ma questi contenuti non sono semplici “vendette” e di sicuro non sono porno, ma una vera e propria forma di abuso sessuale. Con la loro diffusione si vuole infatti punire la donna con la gogna pubblica, sapendo che chi li guarderà esprimerà un giudizio su di lei semplicemente perché l’ha vista nuda o, “peggio”, in atteggiamenti sessualmente espliciti.
Ma perché queste donne vengono perseguitate, additate come poco di buono, minacciate e dileggiate pubblicamente? Le immagini che ne “rovinano la reputazione” non sono fotografie in cui la vittima compare nell’atto di commettere un crimine abominevole o di compiere un gesto malvagio; non si tratta di testimonianze di comportamenti riprovevoli che ne dovrebbero compromettere la rispettabilità, ma sono solo momenti di intimità violati, l’espressione di una libera sessualità che viene però associata a qualcosa di abietto e disgustoso solo perché vissuta da una donna.
Non chiamatelo revenge porn racconta le storie vere di alcune di queste donne e ragazze che, senza alcuna colpa, hanno visto tradire la fiducia che avevano riposto in persone sbagliate. Oltre a queste storie di vite violate, Francesca Florio, grazie alla sua competenza in materia di diritto, fornisce strumenti e consigli legali per aiutare a prevenire il fenomeno e a proteggere le vittime future di questa ennesima forma di violenza di genere.
Solitamente quando scelgo la tappa dei motivi per leggere un libro ne elenco cinque. Nel caso di Non chiamatelo revenge porn ce ne sarebbero un’infinità ma tutti si possono riassumere in una semplice, quanto imperativa, parola: leggetelo!
Per me è stato difficile leggere il libro scritto da Francesca Florio, perché ero cosciente che ogni parola letta era vera, ogni storia apparteneva a un vissuto di una persona che ha subito questa forma di abuso.
Ultimamente il revenge porn viene definito con il termine non consensual pornography oppure image-based sexual abuse e Francesca Florio spiega benissimo la differenza, le leggi, la società e gli atteggiamenti che ruotano attorno a questo schifoso (diamo il giusto nome alle cose) fenomeno. All’inizio del libro l’autrice spiega molto bene cos’è il revenge porn, come la ‘vendetta’ viene attuata e in che modo e punta anche l’attenzione sulla differenza fra le vittime donne e le vittime uomini (mi dispiace ma è una differenza che fa venire la nausea).
Ogni capitolo riporta una storia scritta come se fosse un articolo, quindi ci sono i punti fondamentali del CHI, COSA, DOVE, QUANDO e PERCHÈ lasciando al lettor3 la libertà di assimilarlo e percepirlo come meglio crede.
Personalmente più andavo avanti con la lettura e più mi arrabbiavo, e più mi arrabbiavo più cresceva una sorta di sensazione di impotenza davanti alla stupidità delle persone.
Bisogna rendersi conto di due cose fondamentali: tutti, prima o poi, pratichiamo se@@o e quindi, in teoria, non c’è da scandalizzarsi nel sapere che qualcun3 che conosciamo lo fa a sua volta. Ma il fatto di riprendere, o fotografare, una persona e poi condividere il materiale SENZA LA SUA APPROVAZIONE non va bene! Perché, come ben raccontato nel libro, c’è chi è forte e riesce a reagire, denunciando e affrontando la situazione, magari con accanto qualcuno che non li giudica e li supporta, ma c’è anche chi non regge la vergogna e la gogna mediatica e si fa del male.
Una volta si diceva di contare fino a dieci prima di dire qualcosa, ora bisognerebbe farlo prima di postare qualcosa.
Questo è un libro che andrebbe consigliato nelle scuole, perché fin da subito bisogna far capire ai ragazzi che postare una foto, o un video, in una chat, in un gruppo o su un blog, senza il consenso di chi è in quella foto e/o filmato, è un reato. Sopratutto se ritrae la persona in un momento di intimità.
Tentativo pregevole e necessario che ho trovato compromesso da uno stile molto noioso. L'aspettativa era alta, aspettavo di leggerlo da mesi e supponevo fosse un saggio sull'argomento. Invece, le 5 storie sono raccontate con una novizia di dettagli che forse aiutano a contestualizzare la vicenda, ma che hanno ucciso mia fantasia. Ho fatto molta fatica ad arrivare in fondo. Interessante, vista la formazione dell'autrice, la spiegazione dei reati da un punto di vista legale, e molto utile il vademecum finale.
Linguaggio un filino pretenzioso in alcuni passaggi - considerando il target a cui è indirizzata l'opera - , ma che non ne inficia la scorrevolezza. Anzi, vorrei sottolineare la bravura dell'autrice nel semplificare in modo chiaro, ma mai banale, argomenti spinosi e corposi. Ho, inoltre, molto apprezzato la scelta di raccontare - per quanto possibile - casistiche diverse applicate alla realtà. Tant'è che ho fatto binge reading.
Un libro sicuramente interessante, parla dell’umiliazione e del revenge porn attraverso alcuni casi veri. Alcuni molto famosi li conoscevo già altri interessanti. Prendendone solo 4 l’autrice cerca di toccare i più svariati casi . Un plus del libro sono sicuramente le ultime 30 pagine piene di normative e che ti spiegano come comportarti in caso di una brutta situazione. Un libro che fa bene leggere
L'opera si propone come un tentativo lodevole e imprescindibile, ma purtroppo è compromesso da uno stile eccessivamente monotono. Nonostante le alte aspettative iniziali, le cinque storie risultano narrate con una ricchezza di dettagli che, sebbene possano contribuire alla contestualizzazione degli eventi, finiscono per sopprimere ogni spazio per la fantasia. Il linguaggio, a tratti un po' pretenzioso, aggiunge ulteriori ostacoli alla fruizione del testo. La forza della narrazione risiede nella cruda realtà di storie autentiche, rendendo la lettura dolorosa, soprattutto considerando il maldestro utilizzo della tecnologia, dietro cui molti si celano.
Seguo Francesca sui social da parecchio tempo ormai e le sono grata per le sue chiare spiegazioni di giurisprudenza. Molte volte mi capita di interrogarmi su tematiche grosse e i suoi contenuti sono molto preziosi, quando non si hanno determinate conoscenze. Una di questa è l'argomento di questo libro. Il "revenge porn", che nelle prime pagine verrà corretto in diffusione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti da parte di un individuo, in quanto la parola vendetta non è sempre collegabile a questo tipo di reati. Il volume è diviso in capitoli, nei quali vengono raccontati fatti realmente accaduti legati alla diffusione di questo tipo di immagini o video. Un caso in particolare mi ha fatto molto riflettere, in cui l'uomo è la vittima e la donna "il carnefice": perché la donna - se viene mostrata in atteggiamenti intimi - viene additata come poco di buono, mentre un uomo è un figo, un fenomeno? Perché però se quest'uomo denuncia la diffusione di sue immagini intime, inviate anche al suo datore di lavoro senza il suo consenso, non viene preso sul serio, ma viene anche deriso? Le varie sfumature di reato vengono poi spiegate nel dettaglio con un linguaggio non troppo complesso, ma comunque ricercato, che permette comunque di comprendere ogni chiarimento. Mi auguro che questo lavoro possa arrivare a molte persone: la tematica è poco conosciuta e il reato è stato introdotto solo nel 2019. Spero anche Francesca scriva molte altre opere di questo tipo.
Luci ed ombre in questo breve saggio. Sicuramente ammirevole l'intento, cioè - lo dice il titolo - trattare di un tema molto delicato e drammaticamente attuale, meno la resa. Il mio giudizio, al pari dell'opera stessa, è diviso in due: 1) la prima parte, dopo una breve introduzione, è articolata in 5 racconti di eventi reali, legati ciascuno al tema del titolo. È su questa prima sezione del libro che non posso sperticarmi in lodi: i racconti, seppur dettagliati, sono piuttosto brevi e, soprattutto, non se ne capisce l'utilità ai fini del messaggio che l'autrice vuole trasmettere. La sensazione - fortissima - è che siano stati aggiunti per fare numero, per trasformare in libro quello che altrimenti sarebbe rimasto un pamphlet (scelta che avrei preferito).
2) la seconda sezione, più breve, è un po' un vademecum informativo: qui emergono gli studi giuridici dell'autrice, che fornisce alcune informazioni teoriche e pratiche al fine di meglio potersi tutelare di fronte ad un fenomeno ahimè molto attuale e frequente, difficile da controllare e polimorfo nelle sue manifestazioni. A mia modesta opinione, la parte migliore dell'opera, che anzi, avrei trovato più azzeccata se formata solo da questa parte. Al costo, come dicevo, di risultarne poco più che un pamphlet.
Ho apprezzato molto questo libro perché non si limita a riportare le esperienze di uomini, donne e bambini o ragazzi che si sono trovati nella situazione in cui vedono delle loro foto "intime" pubblicate sui social contro la loro volontà, ma dà anche una spiegazione più approfondita di quello che noi chiamiamo 'Revenge Porn' sotto un aspetto giuridico, utilizzando un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, e di come le norme del Codice Penale tutelano le vittime. Un'altra cosa che trovo affascinante e molto utile è il manuale, se così si può definire, riportato all'ultimo capitolo del libro, che illustra quali sono le diverse fattispecie di reato sessuale, sia fisico che "informatico", e cosa fare nel caso in cui ci si trovi immischiati in questa situazione, spiegando per filo e per segno cosa fare e a chi rivolgersi.
Consiglierei la lettura a tutti perché è una situazione in cui chiunque, volente o nolente, si può ritrovare e che può portare alla distruzione di tutto ciò a cui si tiene se non si agisce in fretta.
Davvero stupendo. Un libro che letteralmente tutti dovrebbero leggere: uomini e donne, adulti e giovani (naturalmente questi ultimi meglio se accompagnati da una persona fidata e consapevole della serietà della faccenda, soprattutto nell’ottica di far sapere che è una battaglia da affrontare insieme, senza paura ma con risolutezza), a partire da quelli che “se l’è cercata”, passando per chi “a me non capiterebbe mai”, fino a coloro che per fortuna sanno già che le storie descritte, ahimè, succedono. Apprezzo da tempo le qualità di Francesca Florio nella divulgazione della giurisprudenza e delle norme legislative (non penso che serva, ma casomai chi legge non la conoscesse, la troverete su Instagram come “checcaflo”), la quale riesce a spiegarsi in modo efficace anche per chi di legge se ne intende ben poco, e non dubitavo che questo saggio sarebbe stato ottimo da quel punto di vista, ma a lettura ultimata non posso che considerarlo un vero e proprio gioiello.
Praticamente una raccolta di aneddoti a tema "diffusione di contenuti sessuali" dai primi anni 2000 ad oggi, conditi con una parte di narrazione che dovrebbe farci empatizzare con la situazione/i protagonisti. Cinque riassunti di eventi realmente accaduti che si potrebbero leggere in un qualsiasi blog online (errori annessi, visto che nella mia edizioni ho trovato un paio di refusi). La parte più interessante si può riassumere nelle ultime 20/25 pagine, dove si passa a una condivisione più pratica e tecnica delle diverse situazioni o possibili dinamiche.
In questo libro sono contenute diverse storie, esempi dei tanti modi in cui la violenza sessuale digitale può manifestarsi, perché parlare solo di "revenge porn" è troppo riduttivo ed esclude alcune fattispecie di reato e abuso. Lettura davvero consigliata anche per l'ultimo capitolo che contiene i riferimenti giuridici del caso e spiega come tutelarsi nel modo più efficace possibile.
Se fossi un genitore lo comprerei ai miei figli. In maniera semplice ma non banale racconta storie vere di ragazzi e ragazze che hanno subito traumi a causa del Revenge porn, incontrando però nella denuncia e nell'affidamento alla giustizia sempre un "lieto fine".
Leggere queste storie sapendo che sono vere fa davvero male. La tecnologia che viene utilizzata nel peggiore dei modi e dietro la quale molti si nascondono. Da leggere