Leggiamo sempre la storia narrata dal punto di vista dei vincitori e soprattutto degli uomini. Ma cosa succede quando a parlare è una donna? E soprattutto una donna, una moglie, un'amante e una madre che è stata dimenticata ma non cancellata dalla storia. In questo romanzo l'autrice dà voce a Servilia, l'amante di Caio Giulio Cesare, madre di Marco Giunio Bruto. Ella fu una nobildonna romana che nacque nel 100 a. C. e morì nel 42 a. C.
Cosa succede quando la storia viene raccontata dalla madre di colui che ucciderà il suo amante, il grande Giulio Cesare? Il libro è narrato in prima persona e ciò ci permette di immedesimarci nell'animo della donna che ha dato tutta se stessa al console sperando di restare nel suo cuore a vita. Servilia racconta tutti i suoi pensieri, sentimenti, emozioni ma anche la sua frustrazione e rabbia nel scegliere fra il suo amore e il sangue del suo sangue. Servilia ha passato tutta la propria vita a ubbidire agli uomini, a suo padre, a suo marito e anche al suo amante. E' impossibile per noi capire il suo stato d'animo se studiamo la Storia solo dal punto di vista degli uomini, dei soldati, dei consoli e imperatori. Le donne hanno avuto un ruolo fondamentale, sono loro le generatrici della prole e sono solo che durante le loro gravidanze speravano che nascesse un maschio per far felice il marito. Ma purtroppo non avevano una voce o meglio, la avevano ma non potevano usarla e l'autrice ha reso omaggio a una di loro, a Servilia Cepione, scrivendo in prima persona tutto il caos nel suo cuore e nella sua anima.
Un romanzo diverso che ci mostra l'altro lato della storia, quello che è successo "dietro le quinte" dei successi e delle conquiste di Caio Giulio Cesare. Tutto ciò che è accaduto in privato e nei cuori di tante persone. Il linguaggio dell'autrice è molto soave ed elegante, ricco di termini arcaici capaci di trasportare il lettore in quel mondo antico che continuiamo a studiare e ammirare ancora oggi.
Ho apprezzato molto la scelta dell'autrice di raccontare una storia dal punto di vista di una donna, di colei che non aveva voce all'epoca ma l'ha avuta in questo libro.