Anna, Cantoni e Tonino vengono ingaggiati dai figli di un anziano suicida, Luigi Barani, per investigare su una possibile truffa testamentaria. Barani, industriale vedovo molto benvoluto, ha disposto infatti un lascito in denaro a favore della collaboratrice domestica e i due figli sono convinti che la donna abbia manipolato il padre a suo favore. Grazie al suo talento molto speciale, Anna trova ben presto il modo di interrogare il cane di Barani - un carlino con l'idea fissa del sesso -, scoprendo che la domestica è innocente, ma soprattutto che qualcosa di ben più grave si annida in quella morte. La sera del presunto suicidio il vecchio industriale non era solo in casa: una persona lo ha raggiunto e i due hanno avuto una breve conversazione - poche parole, dopo le quali Barani si è impiccato come eseguendo un ordine. La polizia, però, decide di non riaprire il caso: Cantoni non può certo dire che il suo testimone chiave è un cane, in fondo il suicidio di un anziano solo non stupisce nessuno... L'Agenzia si ritrova a proseguire in solitaria le indagini su incarico della collaboratrice domestica, che non ha mai creduto all'ipotesi del suicidio, mentre il carlino, fiutando che i figli del suo ex padrone hanno intenzione di castrarlo, fugge prima di svelare ad Anna altre informazioni decisive per la risoluzione del caso. Oltre all'indagine e all'indaffarato trantran casalingo con il marito Alessandro, il piccolo Luca e il gatto Banzai, Anna deve fare i conti con il padre, che si ammala, ha bisogno di lei e con il quale c'è tutta una vita da trattare da capo, vecchie ferite da ricucire e nuove forme di comunicazione da costruire. Per fortuna però, sia nella vita privata sia sul lavoro, può avvalersi dello sguardo non convenzionale degli animali di sempre e di quelli incontrati lungo la risoluzione di questo difficile caso: il cane carlino erotomane, una gatta junghiana frustrata dalla convivenza con una psicologa freudiana, una lucertola che si interroga sull'evoluzione del genere umano, un gruppo di pipistrelli che passa da un rave all'altro...
Sarah Savioli nasce nel 1974 in Sardegna. Laureatasi a Parma in Scienze naturali, consegue un master in Scienze Forensi e uno in Chimica analitica e per più di dieci anni lavora come perito tecnico scientifico forense, prima in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Parma e con il ris dei Carabinieri, poi in libera professione. Gli insospettabili è il suo primo romanzo.
Divertente quanto il primo, ritroviamo Anna alle prese con improbabili testimoni di un suicidio che forse tale non è, mentre si destreggia con qualche problemuccio coniugale e di gestione della prole – umana e non – che si aggira per casa. *** As amusing as the first novel, in this book we find Anna struggling with unlikely witnesses of a suicide that perhaps is not a suicide, while she juggles some marital problems and management of the children - human and otherwise - that wander around the house.
Questi di Sarah Savioli sono dei gialli anomali, in cui gli indizi per scoprire i colpevoli vengono raccolti da Anna, una donna che parla telepaticamente con animali e piante, con uno stile frizzantissimo, che è un piacere leggere. In questo caso, il testimone chiave è un carlino pervertito, di proprietà di un industriale in pensione che si è suicidato... o forse è stato costretto a farlo. Solo che quando viene ventilata la possibilità di castrarlo, Carlo il carlino si dà alla macchia, e così Anna deve indagare sfruttando altri mezzi (animaleschi e non) per tentare di scoprire chi sia l'uomo misterioso che ha costretto al suicidio Luigi Barani.
Lettura divertente e rilassante, e anche surreale con l’investigatrice che ha la capacità di dialogare con animali e piante in cerca d’informazioni. Se si accetta questa stranezza, si scoprirà che l’intreccio giallo non è male e la narrazione è scorrevole. Alla trama si mescolano le vicende familiari dell’investigatrice Tutto inizia con un suicidio, ma l’indagine porterà a scoprire ben altro. E’ il secondo libro della serie, meglio iniziare dal primo: Gli insospettabili.
Continuano a piacermi le avventure strampalate della strampalata detective che parla con animali e piante - spesso molto più sensati degli umani, ma di solito altrettanto fuori di capoccia! Un modo per far vedere la vita - e noi stessi - da un'altra angolazione: con un riso amaro in bocca. Speriamo che arrivi presto il prossimo, che sono già quasi alla fine del terzo!
Di buono c’è che è finalmente iniziata l’estate e io d’estate rinasco. Sarà il sole, sarà il caldo che asciuga l’umidità che ho assorbito nelle stagioni precedenti, sarà che presto andrò al mare che è il mio ambiente naturale.
Luca si volta, mi vede, sorride. Leggo sul labiale un “mamma!” mentre i suoi occhi scintillano. Butta il bastoncino e fa per correre da me, ma gli faccio un cenno con la mano: resto lì e non vado via, che giochi tranquillo. Allora lui si china nuovamente e ricomincia a scavare con impegno, di nuovo è concentrato, di nuovo il mondo è tutto terra, lombrichi, foglie e respiro di bambini. E io, fuori dalla recinzione, provo a imparare l’arte difficile dell’aspettare chi si ama.
l'ho adorato. probabilemnte piu' del primo. una storia bella e delicata con momenti in cui ho riso da sbellicarmi. sicuramente non guardero' piu' i pipistrelli nelo stesso modo. davvero da leggere.
Più concentrato sull'aspetto personale/emotivo che su quello giallo, ma mi è piaciuto proprio per quello. Nel caso giallo ho apprezzato l'idea di presentare i personaggi in un modo e poi smontarli man mano.
Luigi Barani, un industriale molto benvoluto della cittadina, rimasto vedovo da tempo, prima di togliersi la vita ha disposto un lascito in denaro a favore della collaboratrice domestica, ma i due figli sono convinti che la donna abbia manipolato il padre a suo favore. A indagare viene chiamata l'Agenzia Cantoni, che si avvale del talento molto speciale di Anna capace di comunicare con piante e animali. Anna scova un testimone importante: il cane di Barani un carlino con l'idea fissa del sesso e incline al ricatto, ma grazie alle cui laconiche dichiarazioni l'Agenzia Cantoni scopre che La domestica è innocente e qualcosa di ben più grave si annida in quella morte. La sera del presunto suicidio il vecchio industriale non era solo in caso: una persona l'ho raggiunto e i due hanno avuto una breve conversazione. Poche parole, dopo le quali Barani si è impiccato. La polizia, però, decide di non riaprire il caso: Fantoni non può certo dire che il suo testimone chiave a un cane, e in fondo il suicidio di un anziano solo non stupisce nessuno. L'agenzia si ritrova a proseguire in solitaria le indagini, mentre il Carlino, più tanto che i figli del suo ex padrone hanno intenzione di castrarlo fugge prima di svelare ad Anna le informazioni decisive. Per fortuna però Anna può avvalersi dello sguardo non convenzionale degli animali di sempre e di quelli incontrati lungo la risoluzione del nuovo caso: una gatta junghiana frustrata dalla convivenza con una psicologa freudiana, un randagio poeta che si esprime solo in versi, un pitone con il gusto per le freddure, un gruppo di pipistrelli che svolazzano da un rave all'altro. Allora se volte un libro fresco, da leggere al mare, che vi scorra fra le dita, e che abbia il sapore del giallo e del noir, questo è il libro che fa per voi. Seguito de "Gli insospettabili", ritroviamo Anna, che dopo un incidente ha scoperto di avere la capacità di parlare con gli animali e le piante, marito e figlio, il suo titolare Cantoni e Otto, un alano arlecchino paurosissimo. La scrittura è ironica, come nel libro precedente, e vi assicuro che vi faranno ridere soprattutto gli interrogatori di pipistrelli drogati, tartarughe ipocondriache e piante frustrate. Qui il personaggio di Anna, viene più allo scoperto, infatti si scopre un po' di più della sua vita privata e delle paure del marito. Insomma non ci resta che vedere la serie della quale è in corso lo sviluppo. Ve lo consiglio!
Un giallo per niente “pesante” o troppo contorto, ottimo per chi si vuole avvicinare al genere. Quello che non mi ha fatto impazzire, e che considero un difetto un po’ in qualsiasi romanzo investigativo, è la “soluzione illuminata”. Mi spiego meglio. E’ quando la soluzione appare improvvisamente nella mente del protagonista, non ci sono elementi o collegamenti che in un certo senso fanno arrivare anche il lettore alla conclusione del caso.
Io, alla lettura di questo romanzo, sono ancora una pivella del generegiallo, nel senso che non ho letto ancora abbastanza romanzi investigativi per fare un vero e proprio confronto, ma mi piacciono di più quei gialli in cui il lettore stesso può seguire tutti gli indizi e tutti i passaggi per poter arrivare alla risoluzione del mistero insieme al protagonista o l’investigatore di turno. Quindi quei libri che ti fanno sentire partecipe e ti permettono di immedesimarti nel personaggio che sta cercando il colpevole.
La saga degli Insospettabili - con la sua detective imbranata che prova a risolvere crimini mentre la sua vita privata le si sgretola intorno - mi dà le stesse dolci e nostalgiche vibes da fiction di RaiUno che mi davano le serate in casa di mia nonna, a guardare con lei Provaci ancora prof.
Questo capitolo a mio parere pecca di un po' troppa frettolosità sul finale, ma resta indubbio che la penna di Sarah Ravioli sia sempre incredibilmente piacevole da leggere.
Mi è piaciuto molto di più questo secondo libro della Savioli che ha come protagonista Anna, investigatrice dell’Agenzia Cantoni. Sempre esilaranti e improbabili i suoi dialoghi con i suoi “aiutanti” di natura animale e vegetale. L’inchiesta è interessante e ricca di risvolti umani!
Il secondo caso di Anna Melissari mi è piaciuto un po' meno,ma ho ritrovato i personaggi che avevano amato nel primo e anche questo è stato divorato al mare. Lo stile dell'autrice non cambia, semplice,circoncisa , dialoghi non proprio illuminati,ma in linea con la trama e i caratteri dei personaggi.
4.5 Romanzo esilarante, dovuto soprattutto alla particolare capacità della protagonista di parlare con piante e animali. Il giallo è ben sviluppato e si riesce a farsi una personale idea sulla risoluzione del caso.
metto 3 stelle ma è più da 2,5. la tipa mi sta troppo sulle scatole. il suo potere è praticamente inutile. ogni volta che c'è un testimone con informazioni utili non parla perche scappa o non vuole, e lei quindi non serve a nulla. le rivelazioni finali escono cosi senza che al lettore sia data la possibilità di arrivarci da solo. si parla più del figlio e del marito e della sorella e del padre e della suocera e dell'amica che mangia i bomboloni fritti che del mistero
Parto dal secondo della serie e quindi alcune dinamiche per un po’ mi sono sfuggite, ma ciò non toglie che questo romanzo mi sia piaciuto! Molto scorrevole e ironico, a tratti di una giusta profondità e con un intreccio intrigante. Ha qualche afflato da dottor Dolittle e da fiction Rai per le feste scolastiche, che così la guarda il bambino coi nonni, ma devo dire che l’approccio non mi è dispiaciuto e sono davvero affezionata al gatto Banzai. Mi ha ricordato il gatto di Coraline e non c’è un complimento più grande che potessi fare onestamente. Gli altri animali sono un po’ troppo caricaturali forse: nel tentativo di dare una personalità a ognuno, viene appiccicato loro un tono di voce spesso e volentieri molto stridente (i pipistrelli ad esempio). La protagonista mi pareva un po’ troppo improbabile, ma ho apprezzato le sue stramberie proseguendo nella lettura. Gli altri personaggi si apprezzano subito e in generale ci si affeziona in fretta a loro, che sono persone forse un po’ stereotipate, ma non così tanto come sembra all’inizio. Siamo a 3 stelline e non 4… ma siamo a 3 e mezzo!
Negli ultimi anni ho scoperto che, mentre ero distratta dalla vita, in Italia sono cominciati ad uscire tanti tanti tanti gialli con protagonisti anomali ma che sanno catturare il cuore con la loro simpatia e il loro cervello. Pensionati, fioraie, librai, di tutto e di più, e tra loro spicca Anna, di certo la più particolare tra tutti. Perché? Beh, perché lei parla con animali e piante, e sono loro ad aiutare lei, Tonino e il loro capo, l'investigatore Cantoni, a risolvere i casi che affrontano (solo due, per ora, ma spero che ne seguano tanti tanti). Oltre al caso vero e proprio, l'autrice ci immerge anche nella vita privata della nostra protagonista, che oltre ad essere una novella Dott. Doolittle, è madre, moglie, figlia e sorella, con tutte le difficoltà che comportano queste sfaccettature. Il caso stesso è interessante e costruito realisticamente, testimoni a parte, in alcune parti anche molto triste, ma a queste sfumature tristi e alle sporadiche riflessioni serie sulla vita e sull'umanità in toto (che ho sentito personalmente molto azzeccate e vicine) fa da contraltare la simpatia della penna della scrittrice, che in alcuni punti mi ha fatto ridere di cuore. Io lo consiglio vivamente, questo e ovviamente anche il primo.
Libro leggero e piacevole come un gelato d'estate. Scrittura semplice e scorrevole che ti fa divorare capitolo dopo capitolo, anche per vedere quali assurdi incontri animaleschi farà la protagonista. Ho trovato però che la storia si sia risolta di punto in bianco e avrei gradito che la scrittrice si fosse presa un po' più di tempo per elaborare le scoperte fatte dalla protagonista e come l'hanno portata alla conclusione del caso. Mi mancava giusto un capitolo tra i pipistrelli/civetta e la scoperta dell'assassino.
In ogni caso già consigliato a tutti per una lettura simpatica e contro tendenza.
“il testimone chiave” è la seconda indagine di Anna Melissari- con la sua dote unica di poter parlare con gli animali, un po’ come il dottor Dolittle, ora che ci penso!- e di Cantoni, Tonino e Otto. Vengono ingaggiati da Andrea e Giorgio Barani per indagare su un lascito del padre alla signora che andava a fargli le pulizie: trentaduemila e quattrocento euro,una somma importante. E vogliono capire se la signora Oxana l’abbia in qualche modo circuito prima che si togliesse la vita. Perché quello di Luigi Barani sembra proprio il classico gesto di un uomo solo e triste, distrutto dalla perdita della moglie. Ma quando Anna e Cantoni si trovano nella villa dei Barani c’è qualcuno che mette in discussione il suicidio. Carl il carlino erotomane, ricattatore e un filo psicopatico dice di aver visto un uomo parlare con Cantoni e mettergli la corda al collo, e di sapere chi è quell’uomo, ma dice ad Anna che parlerà solo se in cambio qualcosa. E quel qualcosa è quasi impossibile da trovare, perciò la frustrazione della squadra è alle stelle. e quando sembra essersi aperta possibilità, ecco che Carl scompare nel nulla. Cantoni e i suoi nel frattempo scopriranno di più sulla famiglia Barani e sull’adorata moglie Rachele, rendendosi conto che quasi mai le cose sono quelle che sembrano. Alla fine risolveranno il caso, non senza colpi di scena, momenti poetici e risate. La soluzione arriva come un’intuizione e gli amici a quattro zampe e vegetali a volte confonderanno le idee e le acque. Mi sono divertita a leggerlo, più che per il mistero dell’indagine e il gusto di risolvere il caso ( non avrei mai indovinato) , per saperne di più su Anna e la sua vita. Stavolta infatti Anna deve mettersi totalmente in discussione, dopo un diverbio col marito e dopo il precedente caso. Mi piace come l’autrice descrive le dinamiche di coppia, i ruoli, i sensi di colpa, il non detto, l’amore che c’è ma non basta, non sempre. C’è anche un maggior peso di Lavinia che finalmente sembra aver trovato l’uomo della sua vita e lo presenta alla sorella.
Un altro aspetto che mi è piaciuto è che questa è una storia dove i padri sono più o meno protagonisti: Pietrone, Barani, il padre di Anna. Ma anche in senso figurato Padre Giorgio Barani e Claudio il prete protestante compagno di Lavinia. All’indagine sull’omicidio c’è quella parallela sull’animo umano, sull’essere genitori e figli, sui tentativi di farlo bene.
E c’è un personaggio che mi ha fatto davvero sbellicare dalle risate: Ada, l’analista di Anna, anche lei, come tutti, non è quella che sembra e la scena della cioccolata alle nocciole e delle patatine me la ricorderò a lungo. (così come il cane meticcio Bergerac, una delle new entry della serie).
Nel complesso, quindi, un bel secondo volume, per cui il mio voto è 4 stelle!
Non mi resta che leggere il terzo!
Vi lascio con una citazione: “ Non c’è nulla di semplice alla fine, siamo fatti di equilibri precari fra azioni che svolgiamo spontaneamente e senza pensarci e doveri ai quali non abbiamo la forza di sottrarci. A volte dimostrarci persone degne non è una questione di bellezza interiore, ma solo di coraggio nelle proprie azioni.”
Non ho davvero parole per descrivere quanto questo libro mi sia piaciuto. Se il primo era stato una piacevole sorpresa, questo secondo capitolo della storia di Anna supera ancora di più le aspettative. Il libro si legge in modo scorrevolissimo e la storia fila via in modo spedito ed intrigante, tanto che una volta iniziato si vuole assolutamente vedere dove va a finire e diventa difficile fermarsi; la trama è molto interessante, la struttura del giallo è molto solida secondo me e non mostra parti deboli; i personaggi sono uno dei punti forti della storia, sia le persone che gli appartenenti al mondo della flora e della fauna: i primi riescono a rappresentare una grande varietà di umanità, sono personaggi tridimensionali e sfaccettati che non cadono mai nella trappola dei buoni e dei cattivi, ma sono complessi come le vere persone. I personaggi che già si conoscevano dal libro precedente, approfonditi con ciascuno uno spazio a lui dedicato, e quelli nuovi, tutti ben riusciti e ben delineati, si intrecciano tra loro in modo organico e senza che nessuno passi in secondo piano; i secondi sono, in mia opinione, il vero pezzo forte del libro: dal pitone con la passione per le freddure (il mio personaggi preferito in assoluto XDDD) alla banda di pipistrelli con la passione per i rave e le sbornie passando per il cane che declama versi poetici e la gatta psicologa (younguna, per giunta XD) fino al gatto randagio con la passione per la cucina e la lucertola filosofa, io li ho adorati letteralmente tutti! Che caleidoscopio di personaggi assolutamente esilaranti e che capacità di creare personalità assolutamente uniche per ciascuno di loro. E infine, lo stile dell'autrice: io mi sono innamorata di questa sua capacità di raccontare le "banalità" della vita quotidiana di tutti i giorni e nello stesso tempo descrivere dei sentimenti di una profondità e delicatezza immense, producendo delle riflessioni che più di una volta mi hanno fatto inumidire gli occhi durante questa lettura. 4 stelline che per me sono 4 stelline e mezza.
This entire review has been hidden because of spoilers.
A very original book indeed, a nice surprise. The protagonist is Anna, a private investigator who works for a strange agency made up of her, her boss, Cantoni, and her colleague, Tonino. Anna has nothing in particular, apart from her extra-sensory ability to speak with animals and plants. You got it right: Anna talks to plants and animals. Said in this way, it might seem like the umpteenth gimmick of some second-rate writer who invents these things to come up with a book that can sell a good number of copy. But in this case it is not so, because the book is written with a beautiful style, the detective-story plot has its pleasant unfolding and the book is read with great pleasure. Anna's dialogues with animals and plants are certainly surreal, also and above all because they are expressed with a very refined language, certainly more refined than that used by humans. The animals in question, when they talk to Anna, seem like philosophers and, without making any spoilers, I give you an example below, taken from a dialogue between Anna and a lizard, who observes humans toiling on an exercise bike behind the windows of a gym. The lizard says to Anna: "I catch the hidden poetics of pedaling on a fixed object, thus struggling to stay in the same place, to indicate the pain of living working hard without reaching the desired goal". These pleasant dialogues are the "trick" devised by the author to tell us what is her vision of the world and life, and the fact that animals and plants are wiser and more cultured than humans is a clear clue as to how the author sees the world, populated by shrewd humans and observed by plants and animals which, although apparently having lower instincts, are actually more mature and deeper than humans. Apart from this ploy, the noir plot is very well thought out and if you think that the Key Witness of the title is a little dog who witnessed the central crime of the book, you can imagine the atmosphere of the book. Three stars well deserved.
Secondo capitolo della saga ritroviamo: Banzai, Otto, Tarata, Rughina, Anna, Cantoni, Tonino. L’agenzia investigativa viene ingaggiata dai figli di un anziano morto suicida, Luigi Barani, per investigare su una possibile truffa testamentaria. Il morto appare come un industriale vedovo, buono e benvoluto. Ha lasciato del denaro a favore della sua badante Oxana e i due figli. Uno dei figli è convinto che Oxana abbia manipolato il padre a suo favore. Anna dovrà interrogare il cane di Barani Carl, il carlino con l'idea fissa del sesso, scoprendo che la domestica è innocente, ma che qualcos’altro si annida in quella morte. La sera del presunto suicidio il vecchio industriale non era solo in casa: una persona lo ha raggiunto e i due hanno avuto una breve conversazione. La polizia, però, decide di non riaprire il caso. L'Agenzia si ritrova a proseguire le indagini su incarico della badante, che non ha mai creduto all'ipotesi del suicidio, mentre il carlino, fiutando che i figli del suo ex padrone hanno intenzione di castrarlo, fugge prima di svelare ad Anna altre informazioni decisive per la risoluzione del caso. Anna deve fare i conti con il padre, che si ammala. Anna incontra altri animali: una gatta junghiana frustrata dalla convivenza con una psicologa freudiana che è stata la psicoterapeuta, una lucertola che si interroga sull'evoluzione del genere umano, un gruppo di pipistrelli che passa da un rave all'altro ed un rettile patito di freddure. Anche questo libro è molto ironico e divertente. L’ho apprezzato molto.
Ho scoperto questa autrice per caso, mi ha attratto la copertina con il carlino, io amo i carlini, e quindi mi sono incuriosita, pensate la mia sorpresa nello scoprire un dottoressa Dolittle all’italiana elevata a potenza visto che può comunicare anche con le piante, che è pure un po’ Signora Fletcher! Ho anche parlato del suo primo libro della serie, Gli insospettabili, andate a recuperare il post nel mio feed.
Anna è così, dolce quanto imbranata, sempre alle prese con la sua famiglia d'origine (composta dal padre, dalla seconda moglie dell'uomo e dalla sorella, oltre al marito ed al figlio piccolo), continua a lavorare con l’agenzia investigativa mettendo a disposizione il suo "talento" per risolvere i casi sempre supportata da Tonino, Giovanni Cantoni e da Otto, un cane alano arlecchino dolcissimo.
Questa sgangherata squadra si troverà ad indagare sul misterioso suicidio del facoltoso industriale Luigi Barani, del quiale l’unico testimone è il cane Carl il carlino, peccato che scompaia poco dopo aver detto ad Anna di aver visto una misteriosa presenza la notte del presunto suicidio.
Mi hanno fatto morire dal ridere gli "interrogatori" fatti a pipistrelli drogati, tartarughe ipocondriache, erbette frustrate e cagnolini pieni di sè, che però offrono un nuovo punto di vista delle cose che a noi umani spesso sfugge.
"Questa è la situazione, Anna. Che degli altri non sappiamo mai abbastanza, però attacchiamo le nostre etichette comunque (...), comprendere ci aiuta ad affrontare il mondo in maniera più costruttiva, non pensi?"
Anna è una persona come tante, ha una famiglia, una sorella minore, un gatto e un ficus. Anna è una persona come tante, ma ha la capacità straordinaria di parlare con piante ed animali, capacità che le permette di sentire quotidianamente le lamentele del suo ficus e le pillole di saggezza di Banzai, il suo gattone, ma anche di scoprire piccoli dettagli utili alle indagini per l'agenzia investigativa per cui lavora. Anna è il personaggio comune ma allo stesso tempo divertente e strambo che insieme a Banzai il gatto, Otto il cane, Tarta e Rughina le tartarughe e il piccolo Luca rendono questo noir diverso da tutti gli altri. Tra una scambio verbale con Cantoni, uno amichevole con Tonino e una litigata con Alessandro, il trio investigativo arriva a chiuder un altro caso.
Divertente come il primo libro, Sarah Savioli riesce a strappare più di una risata grazie alla sua strampalata eppure così straordinariamente normale protagonista Anna.
Per fortuna è già in mio possesso il terzo libro 🤣 sto sviluppando una dipendenza da Anna e Co.
Continuano le avventure della nostra Annarella, la buffa investigatrice che parla con gli animali e le piante! Perché sì, se non la conoscete ancora, Anna in seguito ad un incidente ha ottenuto un ematoma che premendo sul cervello le ha dato un superpotere, quello appunto di riuscire a captare i pensieri di piante ed animali e addirittura di poterci comunicare! Questa bizzarra dote le permette di essere un membro insostituibile della stramba e piccola agenzia investigativa in cui lavora, perché molto spesso i suoi piccoli amici sono testimoni unici e involontari delle cattiverie degli uomini. Il problema sta tutto nella comunicazione, da morire dal ridere, piuttosto difficile con un Carlino erotomane e con un gruppo di pipistrelli "fatti" di antizanzare, come in questo caso! I "nostri" questa volta sono chiamati ad indagare su un caso di una possibile truffa ai danni di un anziano, suicida, che ha lasciato una cospicua somma di denaro alla sua badante. I figli dell'anziano sono infatti convinti che la donna l'abbia manipolato per ottenere quei soldi. Anna, il suo "terribile" capo e i suoi collaboratori, umani e non, non solo dovranno scoprire la verità, ma anche convincere la polizia che probabilmente non si tratta nemmeno di suicidio, ma di omicidio, peccato però che il testimone chiave sia il Carlino più folle del mondo 🤭 Questo secondo libro è stato sempre divertentissimo, ma anche più profondo e riflessivo, perché Anna, che non solo deve sempre dividersi tra l'essere moglie/mamma/figlia/sorella/lavoratrice, nonché psicologa di tutti gli strani esseri non umani che incontra, ma si troverà anche ad affrontare una difficile situazione famigliare con una piccola crisi con il marito -che vorrebbe che lasciasse il suo strambo e rischioso lavoro- e la malattia del padre, con cui già di normale ha un difficile rapporto. La parte investigativa è un po' all'acqua di rose, ma comunque ben fatta e nonostante l'essere surreale della situazione riesce sempre a far riflettere e commuovere su tanti temi importanti, grazie alla profonda saggezza degli animali che sono sempre un passo avanti a noi miseri umani!
Anche il secondo romanzo che vede come protagonista Anna, una donna che parla con gli animali e le piante e che usa questa sua caratteristica lavorando per una agenzia investigativa, porta avanti amplificandole leggermente le caratteristiche che rendevano particolare il primo, nel vasto settore del genere. La storia più propriamente gialla - uno strano suicidio di un anziano ex-imprenditore - cede infatti molto spazio alle varie vicende personali della protagonista, riuscendo a miscelare toni davvero diversi in un'opera che risulta quindi interessante e piacevole, anche giocando, oltre che con il carattere degli animali, con un po' di filosofia, o proponendo elementi sociali e generazionali. Questo senza però che l'aspetto investigativo risulti banale o scontato - solo, parzialmente secondario perché il centro di tutto, a mio parere, non è la storia, ma la protagonista. Consigliato.
Sara Savioli non delude mai …….. tra carlini “erotomani” e pipistrelli “drogati” che nemmeno “nei peggiori bar di Caracas” si dipanano le bislacche indagini dell’agenzia investigativa Cantoni…. Svolte in maniera esilarante, ma allo stesso tempo, efficace, da Anna, una donna che parla e comprende animali e piante …. Starà a Lei, a Cantoni, ex poliziotto, ora investigatore privato e a quel “ quintale di uomo” di Tonino, loro collega, risolvere il caso del suicidio dell’imprenditore Luigi Barani….lettura scorrevole che tocca temi delicati come il suicidio e la malattia, ma regala risate di vero cuore. Consigliato, vi innamorerete del giustiziere Cantoni della favolosa Anna e dei panini di Tonino..
Che piacere ritrovare Anna e i suoi dialoghi con gatti, cani, tartarughe, ficus e ..un irriverente carlino! Insieme a Cantoni e Tonino dovrà risolvere il misterioso suicidio di un imprenditore molto ben voluto in città, ma sarà stato davvero un uomo onesto e trasparente? Spesso le cose non sono come sembrano, i contorni del presunto suicidio non sono così scontati. I personaggi meravigliosi coinvolti in questo libro sono davvero tantissimi: il carlino ricattatore, il trovatello poetico, la gatta malefica, l'erbaccia adottata da Anna che si coalizza con il ficus. Ma soprattutto i pipistrelli sballati: sono fenomenali!
Con questa lettura ho ritrovato Anna e le sue chiacchiere con animali e piante grazie ai quali aiuta Cantoni e Tonino nelle indagini dell'agenzia investigativa per cui lavora. Lettura sempre piacevole, leggera nel senso buono del termine. C'è sempre anche il bimbo Luca sempre attento a quello che dicono gli adulti e le sue uscite da bambino innocente ma sincero e vero come solo i bambini sanno essere. Secondo libro di una saga, qualche riferimento al primo libro ma si può leggere anche da solo. Consigliato.
Protagonista del libro è Anna, un' investigatrice strombolotta e pasticciona, che parla con gli animali e le piante, testimoni più o meno attendibili che le forniscono, a pizzichi e smozzichi, tanti preziosi elementi per capire se, quello del ricco imprenditore trovato con la corda al collo, fosse davvero un suicidio. Una scrittura leggera, divertente, scorrevole, fa di questo libro un simpatico giallo da ombrellone o da viaggio, senza troppe pretese ma davvero simpatico e gradevole.
Divertente e sorprendente. L'inizio è un po' lento, un po' troppo introduttivo per essere un seguito, ma dopo circa 50 pagine si entra nel vivo del crimine e le cose prendono una piega totalmente diversa. Ho apprezzato il finale, una risoluzione del caso ben congegnata. Spero ci sia più azione nella vita personale della protagonista nel prossimo romanzo, in questo c'è stata prevalentemente la parte distruttiva, aspetto quella costruttiva!