Jump to ratings and reviews
Rate this book

Le confessioni

Rate this book
Nelle "Confessioni", un libro antico e nuovo, Agostino, a metà della propria vita, si volta indietro e ricorda gli affetti e le inquietudini, i fallimenti e i doni ricevuti, la memoria di sé e quella di Dio in un mondo, quello fra IV e V secolo, attraversato da rapidi e violenti cambiamenti. Questo testo è un film interiore, un romanzo di grande tensione poetica e al centro è la responsabilità, l'appello a prendersi cura degli altri, di sé e delle cose, in vista di quella pace che è somma di ogni bene.

Paperback

Published May 14, 2014

6 people are currently reading
60 people want to read

About the author

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
4 (12%)
4 stars
9 (28%)
3 stars
15 (46%)
2 stars
3 (9%)
1 star
1 (3%)
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
225 reviews
July 14, 2023
Un uomo è da poco approdato a una età matura, quella in cui si fa l’ineluttabile bilancio della propria vita e ci si guarda indietro, talvolta meravigliandosi della strada che si è percorsa fino a quella che con una certa approssimazione si può chiamare pace. Quest’uomo, nella fattispecie, è un cristiano in un’epoca così diversa eppur così simile alla nostra, in cui seguire la via di Dio significa a volte combattere contro la seduzione del mondo e il piacere dei sensi, contro correnti filosofiche e spirituali più affascinanti, talvolta contro alcuni degli affetti più forti e quasi sempre contro la propria ragione. Tra sofferenze varie, inquietudini dure a morire, incontri destinati a lasciare il segno e repentini cambi di idea, egli delineerà a sé stesso prima che agli altri il disegno di una continua rincorsa verso l’irraggiungibile.

È quanto ci viene restituito dalla lettura delle ‘Confessioni‘ di Agostino d’Ippona, tolti i testi propriamente sacri l’opera più letta e amata che sia mai stata partorita dalla letteratura cristiana, paradossalmente meno per il suo interesse teologico-spirituale quanto per quello umanistico. Si tratta a tutti gli effetti della prima, vera autobiografia della letteratura mondiale e di un’opera di assoluta rottura rispetto ai modelli visti fino ad allora. Le biografie già si erano viste ma nessuno, prima di Agostino, riteneva il racconto della propria vita tanto importante da esser preso come soggetto di uno scritto. In ciò si vede la vera svolta data dalla diffusione del cristianesimo, una religione autenticamente nuova nel valorizzare l’individuo e nel dare importanza a emozioni ed esigenze che gli antichi non tenevano in gran conto.

In questo libro leggiamo, attraverso la sua stessa voce, la storia di Agostino a partire dall’infanzia a Tagaste (oggi in Algeria), con la narrazione dei rapporti con i genitori, delle prime esperienze scolastiche, delle amicizie e persino delle marachelle – celeberrima diverrà quella del furto delle pere – il cui ricordo finirà col tormentarlo. Si prosegue con il racconto della crescita e del trasferimento a Cartagine, nonché dell’incontro con il manicheismo, la dottrina che lo avvince per diverso tempo prima di convertirsi al cristianesimo; da qui quello degli studi, dell’insegnamento e degli ulteriori viaggi, come quelli decisivi a Roma e a Milano, ove incontra l’allora vescovo Ambrogio (339/40–397), fino ad arrivare all’abbraccio della vita ecclesiastica. Sembra un percorso lineare ma l’impressione non lo è, non c’è passaggio in questa vita perfetta o quasi che non sia accompagnato da dubbi, incertezze o rinunce dolorose.


Più che un’opera volutamente esemplare, poiché l’esperienza di Agostino può e deve valere soltanto per Agostino, le ‘Confessioni‘ rappresentano l’opera che più di ogni altra rappresenta una certa idea del cristianesimo, oggi minoritaria e incomprensibile: quella di una lunga ed estenuante lotta contro il mondo e la vita stessa. Agostino combatte senza sosta le pulsioni sensuali, i pensieri peccaminosi, le tentazioni e persino l’eccessivo attaccamento ai propri affetti, così come le proprie stesse emozioni, come la gioia non derivante dallo spirito e il dolore. Prova ad analizzare la sorgente dei suoi pensieri e si rivolge costantemente a Dio dichiarandogli una fiducia in verità non ancora raggiunta: i brani dedicati alla perdita di un amico e della madre ancora pulsano dalle pagine, e poco importa che tutto sia ampiamente previsto dai piani di lassù. L’influenza del neoplatonismo, quindi la conformazione del racconto all’idea che negli esseri ci sia un desiderio intrinseco di un ritorno alla totalità di Dio, si cita per completezza ma non si percepisce.

Innumerevoli le curiosità sui costumi del tempo e gli aneddoti di sicuro interesse, come il brano, divenuto famosissimo, sull’incontro con Ambrogio intento a leggere in silenzio – cosa nuova quei tempi, visto che lo si usava fare a voce alta. Rimarrà una lettura da compiersi nel momento di raggiungimento del distacco rispetto all’orientamento ideologico dei testi consultati, poiché nemmeno un cristiano di oggi accetterebbe di buon grado certe punte di fanatismo. A ogni modo l’opera conoscerà un successo lungo e imperituro, venendo citata e imitata da molti autori, non solo religiosi – ‘Le confessioni‘ (1782) sarà anche il titolo dell’autobiografia di Jean-Jacques Rousseau (1712–78). In generale, confessioni sarà il nome che si darà a ogni serie di opere, anche cinematografiche, incentrate sull’autoanalisi e sull’abnegazione nello sforzo di migliorarsi come esseri umani.

Non sono mancate trasposizioni cinematografiche. Si cita per dovere la miniserie TV (1972) diretta da Roberto Rossellini. Più recente “Augustine: son of her tears” (2018) diretto dall’egiziano Samir Seif, produzione tutta nordafricana.

“Per chi vado narrando queste vicende? Non certo per te, Signore, ma alla tua presenza le racconto ai miei simili, al genere umano, per quei pochissimi che si imbatteranno in questo mio scritto. E a che scopo? Perché io stesso, e chiunque mi leggerà, possiamo considerare quant’è profondo l’abisso da cui dobbiamo levare il nostro grido a te. Nessuno è più vicino al tuo orecchio di un cuore che ti riconosce e di una vita di fede”
Displaying 1 - 2 of 2 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.