La diciottenne Hope Adamson porta sulle spalle il fardello degli errori di sua madre; e in una piccola cittadina è difficile scrollarsi di dosso i pregiudizi. Deve soltanto superare l’ultimo anno di scuola, poi sarà libera di frequentare un college dall’altra parte del Paese, o almeno questo è il suo piano, fino a quando Ray Sutton, giovane promessa del football, non le sbarra la strada in un modo che lei non si sarebbe mai aspettato. Ma Hope sa che essere felice è un lusso che non può permettersi.
Chi segue Elizabeth Rose non potrà non restare stupito da questo nuovo romance in cui dimostra, ancora una volta, la sua continua crescita, il costante bisogno di approfondire uno stile atto a creare personaggi sempre più sorprendenti e storie sempre più originali. Next to me racconta la storia di Hope e Ray, due giovani ragazzi all’ultimo anno del liceo alle prese con drammi familiari e personali cuciti addosso nello stile ormai coerente a questa autrice, strutturato in un percorso psicologico e drammatico così raffinato e ben delineato da riuscire sempre a catturare l’attenzione dall’inizio alla fine, senza concedere mai distrazioni.
“Oscillavo tra l’inferno e il purgatorio, sapendo che esisteva un paradiso; ma ero condannata. O dannata. Forse ero nata con il destino già scritto, un “non vivere” ormai marchiato a fuoco nelle pagine di un fato che sorrideva sempre agli altri, mai a me”
Hope con la sua storia terribile mi ha conquistata totalmente. Figlia della prostituta del paese, donna perfida e glaciale con una mente criminale e accecata dalla gelosia verso di lei, Hope è costretta a vivere con continui abusi fisici e psicologici descritti in modo talmente accurato da far rabbrividire. La rabbia è un’emozione predominante che resterà per gran parte della lettura. Hope è una figura mite, una vittima che non sa reagire sia per la sua giovane età priva di esperienze, che per la mancanza di punti di riferimento stabili che le negano un aiuto verso un’opportunità migliore. È la descrizione perfetta della donna abusata che perde ogni stimolo verso la vita, ogni speranza e ogni sogno, con quella sottile paura radicata nelle vene che non le permette di essere lucida al punto di stimolarle una reazione di rigetto e tentare di andare oltre. Durante la lettura ero davvero arrabbiata per la sua situazione, per ciò che era costretta a subire e soprattutto non accettavo la sua passività, pur rendendomi conto che Hope rappresenta tutte le donne di cui ogni giorno sentiamo parlare alla tv, “il paio di scarpe rosse poggiate a terra” simbolo di quelle vittime che non ce l’hanno fatta.
Quella di Hope è una disperazione silente a cui, per un istante troppo breve, pensa di dare voce attraverso l’amicizia prima e con l’amore poi verso Ray, suo coetaneo e compagno di studi.
“Sgorbio! Non so perché il mio fottuto cervello si sia fissato con lei. Non ha nessun senso! Io sono il quarterback, e quella è la più grande sfigata che esista qua dentro. E poi con quella madre…”
Il personaggio di Ray resta ambiguo per gran parte della storia fino al momento in cui riesce a percepire la vera essenza di Hope: una ragazza di immensa dolcezza, la cui fragilità lo colpisce nel profondo, spingendolo a voler sapere di più sul perché voglia passare sempre inosservata, nascondendo così una bellezza anche fisica che in un momento di vulnerabilità Ray riesce a vedere. Ray è l’opposto di Hope, porta allegria nel suo dolore, così sbruffone da annullare la serietà che la contraddistingue, capace di farla sentire amata per la prima volta nella vita. Testardo e invadente, Ray desidera Hope con una forza che pensava di non possedere.
Con grande perseveranza Ray riesce a far breccia nella vita di Hope iniziando a costruire un legame che si rivela prezioso e a cui nessuno dei due vuole rinunciare. Sarà però, ancora una volta, il destino a decidere per loro, dividendo per sempre le loro strade e portandoli a vivere la sofferenza più grande mai provata.
“Non avevo mai provato niente del genere: era intenso, profondo, mi scuoteva e non riuscivo a dargli un nome, una dimensione, non riuscivo a contenere i pensieri sconnessi. Passavo da un bisogno fisico di possesso al desiderio di prendermi cura di lei”
Next to me è un romanzo strutturato in due tempi: il passato che ci fa conoscere i due protagonisti al liceo e il presente che li racconta ormai adulti, separati dall’unica vera scelta che Hope è stata in grado di compiere in un impeto di coraggio. Quando Ray incontra Hope dopo sette anni, sono tanti e forse troppi i tasselli da dover ricomporre ma a lui, anche se divenuto un uomo di successo, con una vita piena di tante opportunità, sono mancate le emozioni che solo Hope sapeva donargli.
Ray nel corso della lettura si rivela un personaggio camaleontico capace di evolversi fino a diventare perfetto. Hope ha un’evoluzione minima invece, troppi sono i traumi che l’hanno resa incapace di donarsi ancora, di fidarsi, concedersi all’amore, alla bellezza della vita e alla felicità. Sarà meraviglioso vedere come, lentamente e con pazienza, Ray riuscirà ad aggiustare tutti i pezzi rotti riportando in lei la gioia di vivere.
Tra segreti inconfessati e sfumature suspense, in pieno stile Rose, Nex to me si rivela il romanzo più bello di questa autrice, surclassando la bellezza di quelli precedenti e da cui si differenza per lo stile di scrittura, narrato per la prima volta in prima persona. Continua a leggere su: https://www.vanitiromancebook.com/boo...
Elizabeth Rose è sempre una garanzia: nei suoi romanzi i personaggi sono ben caratterizzati, le storie avvincenti, e ogni sentimento si percepisce con estrema precisione nelle sue innumerevoli sfumature. In questo libro diviso in due parti, ognuna delle quali riserva costanti emozioni e colpi di scena che attorcigliano lo stomaco, l’autrice ci racconta l’innamoramento e le dinamiche familiari: rapporti dai quali traspare un affetto profondo, altri in cui è il terrore a far da padrone. Percosse fisiche e mentali si alternano a sentimenti puliti nei quali rifugiarsi e trarre speranza.
“… non cercavo le ragazze. Perché io ero il miele, e loro le mosche.”
Ray Sutton si presenta come un ragazzo arrogante, circondato da amici e con una situazione familiare non troppo complicata. Passa da un’avventura all’altra, eppure gli basta udire alcune note stonate e posare gli occhi su quella strana ragazza per non levarsela più dalla testa. Una fissa che diventa tormento e infine amore, ma un amore di quelli che non possono avere vita facile, perché lui è il quarterback della Gleertown High School, il ragazzo più popolare, e lei è Hope Adamson, un’emarginata nota col soprannome Sgorbio. Ray l’avvicina, la corteggia nonostante lei si sforzi di tenerlo a distanza.
“Oscillavo tra l’inferno e il purgatorio, sapendo che esisteva un paradiso; ma ero condannata.”
Hope. La sua storia si insinua nel cuore. Il nome significa speranza, eppure la scoperta della sua origine trasmette tristezza. Da lì si viene catapultati in un vortice di paura e violenza che toglie il respiro. Non si parla solo di discriminazione a scuola, ben peggiori sono i maltrattamenti di cui è vittima dentro le mura domestiche; una brutalità cui non sa e non può ribellarsi, che la induce ad annientarsi e a desiderare di diventare invisibile. Un segreto più doloroso della sua reputazione. Nonostante la superficialità che lo caratterizza, Ray riesce ad andare oltre le apparenze e a vedere sotto la maschera di ragazza insignificante che si è dovuta cucire addosso, con pazienza e tenerezza la conquista e le dona una nuova speranza. Il loro incontro avviene per caso, la storia d’amore nasce all’improvviso e da quel momento le loro vite si allacciano in maniera indissolubile, ma sfuggire ai propri aguzzini non è semplice, e Hope si trova risucchiata in un vortice di ricatti e menzogne dal quale non sa uscire. La separazione è inevitabile, il dolore anche. Il tempo scorre, tutto cambia, ma l’amore resta. Appena iniziato ne sono stata risucchiata. La storia avvincente, la scorrevolezza e il linguaggio privo di orpelli fanno entrare subito in affinità con i protagonisti. Ne ho percepito i turbamenti, ma soprattutto l’amore che non vuol saperne di arrendersi; un viaggio in immersione totale, grazie al pov in prima persona alternato, sia nella mente dei protagonisti sia in ciò che li circonda. Ogni elemento è realistico, la storia si presenta come uno spaccato di vita che tratta temi purtroppo comuni come il pregiudizio e il terrore domestico, l’omertà e l’egocentrismo, il tutto ben bilanciato dalla forza dell’amore, dal sacrificio per un bene superiore e, soprattutto, dalla speranza, caposaldo di questo romanzo struggente e completo dal punto di vista emozionale.
Se pensate che ogni madre ami i propri i figli, dovreste prima conoscere la storia di Hope: una ragazza normalissima, timida e intelligente, che ha avuto la sfortuna di nascere dalla persona sbagliata. La madre della protagonista di questa storia emozionante è una maledizione. Una donna cattiva, egoista e di facili costumi, in una piccola cittadina è sulla bocca di tutti e stavolta non sono solo dicerie; è la pura verità. Hope è marchiata come la "figlia di" quando è completamente diversa. Gira con lo sguardo basso, intenta a non attirare l'attenzione tanto che apposta si imbruttisce. Ciò però non basta a salvarla, è un facile bersaglio tra battute e insulti dei compagni di scuola. Sgorbio è il nomignolo affibiatole ingiustamente. Un'emarginata che racchiude un cuore d'oro e tanta sofferenza, destinata a rimanere sconosciuta. Almeno fino a quando Ray non scopre la reale essenza di Hope. Lui è l'opposto della ragazza. Popolare, stella del football, circondato da amici e civette adoranti, proprio quelle che bersagliano lo Sgorbio di frecciatine, amato dal padre e dalla sorella. Una cerchia "sana" e normale e un futuro roseo sul campo da gioco. Basta aver scorto le vere sembianze di quella ragazza emarginata per svegliarlo, per caso. Un attimo che cambia l'esistenza di entrambi. Ray è uno che sa imporsi e piano piano incrina il guscio di Hope, in cui si è rinchiusa fin troppo tempo. Nonostante i dubbi legittimi, lei capisce che quella stella che sembra animarlo non è artefatta, il sentimento di Ray è più che sincero. Al contrario di ciò che tutti suppongono, sarà invece Hope a spezzare il cuore del giovane. Il motivo? Provate a indovinarlo. Il nuovo romanzo della Rose è differente da quelli da me letti in precedenza, per l'età dei protagonisti, ma non per le forti sensazioni. Si può comunque suddividere in due parti. La prima è young adult, Hope e Ray frequentano il liceo ed è lì che inizia la loro storia tormentata. Nella seconda sono cresciuti e uno dei due ha realizzato i propri sogni, mentre l'altro vede trascorrere le giornate quasi passivamente. Apprezzo i rincontri dopo anni nei libri, il cambiamento e la crescita dei personaggi, con un pezzo di sentimento ancora vivido. La vicenda di Hope mi ha tremendamente commossa. Si può giudicare in vari modi il suo carattere: a primo impatto è stato debole, ma è comunque sopravvissuta a una situazione orribile, in cui altre avrebbero sbarellato. Non è semplice trovare la forza di ribellarsi e uscire dalla propria prigione. Mi è piaciuto molto il suo rapporto con Ester, una delle poche persone buone che l'ha aiutata. Un'amica adulta, la madre che non ha mai avuto. Ray è molto impulsivo e ha anche sbagliato, ma dopotutto è umano, ed è stato uno dei pochi a vedere oltre le apparenze. Credo di aver odiato pochi come la madre di Hope, se ci ripenso vorrei entrare nel romanzo e prenderla a pedate. Tuttavia, lo rileggerei ancora.
Recensione a cura del blog A libro aperto. Elizabeth Rose riesce sempre a stupirmi. Quando credo di aver letto il suo romanzo più bello, ecco che mi meraviglia con un nuovo capolavoro. In questo suo ultimo scritto è uscita dalla sua comfort zone fatta di protagonisti adulti, professionisti stimati, spesso con differenze di età importanti, per prendersi cura di una coppia giovanissima e coetanea, due studenti all’ultimo anno di liceo, Hope Adamson e Ray Sutton. Ma non è la sola novità: in questo piccolo capolavoro l’autrice utilizza per la prima volta la prima persona con POV alternato. Eppure, nonostante questi cambiamenti importanti, il suo stile resta riconoscibile. Le emozioni e i turbamenti dei protagonisti raccontati con precisione quasi scientifica; i dialoghi che sembrano usciti da un copione cinematografico; la scrittura elegante, appassionata e romantica, in cui nessuna parola è lasciata al caso e che non risparmia scene crude e drammatiche condite con un pizzico di thriller: le sue lettrici affezionate (tra cui io) ritroveranno tutto questo e molto di più. Ma veniamo alla storia, in breve. Hope ha diciotto anni, nessun amico, una famiglia disastrata e un bagaglio pieno di sogni. Non vede l’ora di andarsene da Gleertown e di poter ricominciare una nuova vita come “Hope” e non come “figlia di”. L’unica persona che le vuole bene è l’anziana Esther, amica della defunta zia Molly. Hope è talmente insignificante che quei pochi che si accorgono di lei la chiamano “Sgorbio” e Ray Sutton non fa eccezione. Ray è il quarterback più popolare della scuola, beniamino di ogni femmina di Gleertown. Ha una relazione con l’odiosa Tina e un codazzo di fans che gli sbavano dietro. Può capitare che un brutto anatroccolo non impieghi anni per diventare un bellissimo cigno, magari lo è sempre stato, solo che si mortifica facendo di tutto per celare la propria bellezza. Così, in un pomeriggio qualunque, accade che Ray apra gli occhi e che, contro la sua stessa volontà e incredulità, si accorga che Hope, guarda un po’, senza i suoi abiti dismessi, gli spessi occhiali e il bisogno di nascondersi, è tutto fuorché “sgorbio”. Hope non è immune al fascino di Ray, tuttavia esiste un enorme “però” che le impedisce di essere felice. Come premessa credo possa essere sufficiente, lascio a voi scoprire come si dipanerà il resto della storia. E non accennerò nulla volutamente riguardo al “cattivo” di questo romanzo: lascio a voi il piacere di scoprirlo, posso solo anticiparvi che è uno degli antagonisti meglio riusciti di cui abbia mai letto. Sarà un bellissimo viaggio, lo garantisco. Un viaggio che nel corso di un pomeriggio mi ha fatto cambiare più volte umore, fino alle lacrime. E guardate che a me capita raramente di emozionarmi fino al pianto: spesso mi commuovo, soffro, empatizzo, ma difficilmente scendono le lacrime. Mi piace pensare a “Next to me” come a un testo fuori dagli schemi: young adult, new adult, sport romance, second chance, ma anche romanzo di speranza, di famiglia e di rinascita. Già, i rapporti e le dinamiche familiari, talvolta difficili, tragici e controversi, altre volte intensi e colmi d’affetto, caratterizzano ogni scritto di Elizabeth Rose e “Next to me” non fa eccezione: Hope e la madre, Ray e la sorella, Ray e il padre, Hope e la zia Molly, Hope ed Esther. In questo romanzo impariamo che anche nel momento più nero della nostra vita, si può e si deve trovare la forza per rialzarsi e agguantare quella serenità che sembra sfuggire di mano. Una serenità che, con l’aiuto delle persone giuste, può diventare felicità: nessuno si salva da solo e in questo la scelta dei nomi dei personaggi principali non è casuale, Ray (raggio) e Hope (speranza). Raggio di Speranza. Dicevamo che lo stile di Elizabeth Rose non è cambiato. Ecco, gli stessi protagonisti, ne sono una prova lampante. Ray e Hope non sono poi così diversi dai personaggi che abbiamo tanto amato negli altri scritti dell’autrice. Nonostante siano molto giovani – la storia inizia che sono diciottenni e termina che sono venticinquenni – hanno in sé molto dei loro “fratelli e sorelle maggiori di carta”: la possessività, l’amore assoluto che Ray prova per Hope, le attenzioni che le riserva per proteggerla, il dispotismo e la rudezza che spesso utilizza nel farlo, il suo essere roccia a cui aggrapparsi, non sono poi così differenti dagli atteggiamenti dell’avvocato Patrick Hanks di “Be my Christmas present” e del poliziotto Mike Warren di “Due vite, un destino”. E l’apparente fragilità di Hope, il fatto che abbia un vissuto difficile, drammatico, che l’ha messa a dura prova fin dall’infanzia, ma che non le impedisce di credere e difendere ciecamente i propri ideali, di essere forte quando tutti la credono debole, la rende molto somigliante alla dolce e risoluta Reese Sheridan e alla dottoressa Amy Ascott. Elizabeth Rose ci dimostra che quando si è capaci a scrivere, quando dalla propria penna fuoriescono emozioni che generano altre emozioni, le categorie si azzerano, nulla è impossibile, restano solo romanzi imperdibili da leggere assolutamente. Che è ciò che vi consiglio caldamente di fare. Leggetelo e non ve ne pentirete.
In questo Nuovo Libro di Elizabeth Rose troviamo un’autrice cambiata, cresciuta, dalla penna riconoscibile ma sempre diversa. Si tratta di un Romanzo Rosa sulle Seconde Possibilità. La Storia è Ambientata in una piccola cittadina nei pressi di New York, dove è difficile progettare il futuro e ritagliarsi un posto nel mondo. Ma i nostri due Protagonisti hanno le idee ben chiare; il loro obiettivo è terminare gli studi e trasferirsi fuori paese, lui per diventare una stella del football, lei un bravo avvocato. Hope è una ragazza sola e solitaria, non si piace perché nemmeno la mamma, la persona che più al mondo ti dovrebbe accettare, la ama. Ray è superficiale e schivo ai sentimenti, fino a quando in una giornata al lago viene letteralmente folgorato dalla strana bellezza di Hope, che gli desta curiosità e attrazione inspiegabile. Mai due persone potrebbero essere più diverse; nessuno penserebbe neanche lontanamente di poterli vedere insieme, ma Ray è testardo e tutto quello che vuole è conoscere Hope e ci riesce. La ragazza d’altro lato ha un’esistenza tormentata e una vita familiare difficile. Non accoglie l’aiuto di nessuno, perché nessuno è disposto ad aiutarla veramente. Il campione ci prova ma non fino in fondo, sono troppi i fantasmi e i dolori che la sua ragazza tiene dentro, a costo di sacrificare i propri sogni e il proprio futuro. Dopo ben sette anni, quando tutto sembra cambiato tranne i sentimenti, le emozioni tornano a galla come un uragano, cosa succederà a questo punto nelle vite di Hope e Ray? In questa storia Elizabeth ci parla come sempre di Amicizia, Famiglia, Amore e tratta il tema delicatissimo dei maltrattamenti in casa che da nido si trasforma in prigione. La sua purezza d’animo che ritroviamo nella personalità della protagonista vi farà venire la pelle d’oca e allo stesso tempo vi scalderà il cuore.
Elizabeth Rose ha fatto ancora una volta centro con una storia dolce, delicata, commovente. Ray e Hope sono i giovanissimi protagonisti di questo contemporary romance; si incontrano al liceo: lei è una ragazza timida, riservata, che nasconde un segreto molto grande, oltre a nascondere se stessa al resto del mondo. Studia, ha le sue ambizioni, come quella di lasciare la città; non è popolare né carina ma spesso oggetto anche di scherno e bullismo. Sgorbio è il suo soprannome. Lui, Ray, è il ragazzo d’oro di Gleertown, il giocatore di football pieno di talento e di ragazze. Finché, un giorno, al lago, lui vede “Sgorbio” da sola e si accorge che dietro quegli occhiali spessi si nascondono due occhi bellissimi, puri, estremamente intelligenti; si scopre incuriosito dal mistero che nasconde quella ragazza e attratto inspiegabilmente da lei. Inizierà un corteggiamento serrato a cui la giovane inizialmente si opporrà, finché non cederà alla voglia di prendere qualche briciola di felicità per se stessa. Ma ecco che la situazione precipita e Ray ed Hope verranno separati da ciò che la ragazza nasconde. Sette anni dopo si rincontrano ormai adulti e quella scintilla, quel fuoco tra loro torna a divampare ma avranno il coraggio, ora, di darsi una seconda possibilità? Di lottare per quello che è l’amore di una vita? Lo scoprirete solo leggendo. Devo dire che questo romanzo è stato davvero emozionante, come tutti quelli che ho letto di questa autrice, davvero bravissima nel creare coppie ben amalgamate, atmosfere romantiche e commoventi, trame sorprendenti. Adoro i suoi personaggi maschili, protettivi, forti, onesti; adoro ancora di più le sue eroine, forti, anche se sembrano fragili, capaci di grande sacrifici per amore, di lealtà, generosità e abnegazione. Ho amato tantissimo Hope, ragazza pura, buona, che ha subito un trauma e che ne porta i segni ma che lotta per conquistare la sua indipendenza e difendere i suoi sentimenti. Mi ha estremamente commosso il suo sacrificio, credo che sia uno dei personaggi più riusciti della Rose. L’intreccio è molo coinvolgente, tiene con il fiato sospeso, le scene d’amore sono romantiche e delicate. Il finale è bellissimo ed assolutamente perfetto. Ottima l’introspezione psicologica e la caratterizzazione di tutti i personaggi, anche di quelli secondari. Sorprendenti anche i colpi di scena. Lo consiglio a tutti, soprattutto a coloro che amano le storie romantiche, molto commoventi, i NA, i romanzi sulle seconde possibilità. Chapeau all'autrice non solo per aver scritto un libro bellissimo ma anche per aver parlato di un tema difficile con delicatezza, sensibilità e intelligenza.
Hope Adamson deve soltanto superare l’ultimo anno di scuola, poi sarà libera di frequentare un college dall’altra parte del Paese, o almeno questo è il suo piano, fino a quando Ray Sutton, giovane promessa del football, non le sbarra la strada in un modo che lei non si sarebbe mai aspettato. Ma Hope sa che essere felice è un lusso che non può permettersi. Se ripenso a questo libro mi vengono le lacrime agli occhi, è una storia devastante. Hope cammina sempre a testa bassa per rimanere invisibile, ma un giorno Rayan si accorge di lei e ciò le costerà caro. Quello che è costretta a subire Hope mi ha spezzato il cuore: la crudeltà della gente, le occhiate di disprezzo, le battutine pungenti, questo solo perché figlia di una donna poco rispettabile. Mi chiedo come sia possibile arrivare ad emarginare una ragazza, tra l’altro brillante, bella e rispettosa, additandole una colpa che non ha, solo per dei pregiudizi. Sarà Rayan a spezzare questo brutto sogno: finalmente si accorge di lei e inizia a provare interesse. Il libro è diviso in due parti e nella seconda ritroviamo i protagonisti 7 anni dopo. Rayan è diventato un giocatore professionista mentre Hope non ha mai lasciato la sua cittadina, non si è mai realizzata. E dopo tante peripezie, riemerge finalmente il passato che ha devastato le loro vite e quando Rayan lo scoprirà farà di tutto per riavere Hope al suo fianco, questa volta per sempre. Vi dico che questa libro è appena entrato nella pia top 5. Super consigliato. Alepassionelibri 📚
3.5 Lo stile di questa autrice mi è piaciuto molto e la prima parte del libro mi ha appassionato come di rado succede. Poi, col proghedire della storia si è perso un po' l'equilibrio dei pesi che compongono la trama, almeno secondo me. Un'eccessiva separazione che ingombra molti capitoli, un dramma eccessivo, l'ostilità tra i due espressa in modo sommario, questa madre e la sua cattiveria che sembrano i veri protagonisti della storia. Dopo aver messo tutta questa carne sul fuoco, ecco che invece tutto si risolve molto facilmente... Insomma, la storia non mi è parsa perfettamente calibrata. Ma intendo leggere altri romanzi di questa autrice perchè la sua scrittura mi piace e credo che meriti. Certo, l'ambientazione americana mi disturba sembre un po', ma spero che queste autrici prima o poi si ravvedano e spostino nella nostra meravigliosa Italia i loro romanzi.
un libro pieno di tormento come piace a me, peccato che il finale sia stato troppo veloce e poco articolato, si poteva mettere parecchia più carne al fuoco dati i personaggi in campo (anche la questione del padre di Hope bypassata con troppa fretta)
Carino se non fosse per il carattere della protagonista. Avrei voluto si ribellasse, che parlasse, che chiedesse aiuto. Non amo la violenza e soprattutto non amo chi non fa nulla per fermarla.