Sulla soglia di questo libro troviamo la grande fotografa Berenice Abbott che per festeggiare il diploma di liceo si fa tagliare i capelli alla «Appena caddero a terra mi sentii più leggera e più libera». Un gesto inaugurale, che potrebbe essere l'emblema di ciascuna delle storie qui narrate. Anche nel dolore che attraversano, infatti, e nelle battaglie che devono sostenere, anche nei momenti più oscuri, queste venti «americane avventurose» mantengono uno stile che ha la grazia della leggerezza e una certa affascinante insolenza nel dichiararsi. Ed è con una leggerezza svagata e insieme con un occhio acutissimo che Cristina De Stefano ricostruisce le loro vite grazie a lei scopriamo (o riscopriamo) la grande, infelice attrice nera Dorothy Dandridge e la poetessa Hilda Doolittle, primo amore di Ezra Pound; la leader del movimento per il controllo delle nascite Margaret Sanger e Dorothy Parker, la donna più divertente che mai abbia scritto su un giornale americano; Slim Keith, che inventò un certo tipo di eleganza, e Lee Miller, che fu memorabile modella e poi altrettanto memorabile fotografa; e ancora Amelia Earhart, donna pilota, incarnazione perfetta dell'eroina americana, e Anne Sexton, la poetessa folle, e Kay Swift, musa e collaboratrice di George Gershwin – e la più strepitosa cattiva ragazza del cinema Mae West. Incontri folgoranti e scandalosi intrecci sentimentali, infanzie dorate e adolescenze desolate, amori travolgenti e matrimoni burrascosi, successi fulminei e altrettanto fulminee cadute – e sullo sfondo la storia tumultuosa del XX secolo. Alla fine si ha l'impressione che, a qualsiasi attività si dedichi, l'«americana avventurosa» del secolo ventesimo sia un tipo antropologico ben definito, che non smette di affascinare.
Venti brevi ritratti di donne controcorrente che con la loro esistenza hanno cambiato qualcosa, per quanto piccolo sia stato il loro campo d'azione. Libro dedicato a quelle con le bucce alle ginocchia, quelle che giocavano con le pistole, che salivano sugli alberi e comandavano una banda di maschi, che facevano a botte e ne prendevano la maggior parte, cercando di non piangere. Quelle arruffate come Piperita Patty, quelle di cui le altre ridacchiavano perché erano strane e fuori dal gruppo e non erano innamorate dei cantanti e nemmeno degli attori e nemmeno li ricordavano, i nomi. Dedicato a quelle che volevano essere D'Artagnan e Zorro e il Corsaro Nero, e guai a dirgli che non potevano perché erano femmine. Quelle che se ne sono fregate di tutti perché era l'unico modo e sono andate per la loro strada senza voltarsi indietro. Quelle che ci puoi camminare un pezzo assieme, ma non le puoi guidare né fermare. Dedicato a tutte le donne che facendo quello che volevano nel modo in cui volevano farlo sono diventate, per dirla con Gloria Steinem: the men we wanted to marry. Che poi, chi mai voleva sposarsi, di quelle ragazze là.
“Venti ritratti di altrettante donne che hanno segnato il secolo americano: venti ‘americane avventurose’ che, anche nel dolore che attraversano, e nelle battaglie che devono combattere, anche nei momenti più oscuri delle loro esistenze, mantengono uno stile che ha la grazia della leggerezza e una certa affascinante insolenza nel dichiararsi.”
1.Berenice Abbott (1898-1991): Nel 1939 pubblica Changing New York, una rivoluzione nella fotografia documentaria. “Devi volere una cosa con tutte le tue forze, e poi devi farla” diventa il suo motto. 2.Ruth Benedict (1887-1948) : “ Al pari di Margaret Mead, che fu sua allieva e amante e amica, è stata una delle grandi antropologhe americane”. 3.Rachel Carson (1907-1964) : ha scritto Primavera silenziosa, testo rivoluzionario, ecologista ante litteram. Per tutta la vita porta avanti la sua battaglia contro ddt e pesticidi. 4.Caresse Crosby (1891-1970): forma una coppia leggendaria col poeta Harry Crosby, si dedica al giornalismo e all’imprenditoria. Nel 1914 inventa, quasi per gioco, il reggiseno. 5.Dororthy Dandridge (1922-1965) Bellissima, sofisticata, pelle nera, una combinazione che le renderà difficile sfondare nel mondo del cinema, un mondo dominato ancora dal pregiudizio razziale. Diventerà amante di Otto Preminger ma è destinata alla solitudine e all’autoannientamento. 6.Hilda Doolittle (1886-1961) : primo amore di Ezra Pound di cui resterà amica per tutta la vita, scrive poesie, racconti, romanzi, con lo pseudonimo di H.D. diventa pioniera e simbolo della corrente dell’imagismo. 7.Dorothy Draper (1889-1969): celebre decoratrice di interni, ha lasciato un impero, la società di interiors design più antica d’America . Il suo libro “Decorating is fun” diventa best seller, show e rubrica su un giornale. 8.Amelia Earhart (1897-1937): la donna pilota più famosa del mondo, trasvolatrice di oceani, morta (e scomparsa) in volo sorvolando il Pacifico, cercando di stabilire l’ennesimo record.“Quando me ne andrò, aveva detto, vorrei che fosse sul mio aereo. E in fretta”. 9.Mary Frances Kennedy Fisher (1998-1992) : pioniera americana del food writing, ovvero parlare di cibo per parlare d’altro. Dedica alla vecchiaia il libro Sister Age: “Penso che si debba darle il benvenuto. E io le do il benvenuto come una sorella.” 10.Slim Keith (1916-1990): nota con il soprannome di Slim, sottiletta, per il suo fisico filiforme. La sua eleganza innata diventa uno stile leggendario. Truman Capote la annovera tra i suoi “cigni”, ha diversi matrimoni infelici, tra cui quello con il regista Howard Hawks. 11.Dorothea Lange (1895-1965) fotografa che racconterà l’America della grande Depressione, inventando la fotografia- documentario. 12.Lee Miller (1907-1977): “modella, musa, fotografa, reporter di guerra...ha fatto così tante cose che in lei il talento è stato spesso oscurato dalla leggenda”. Celebrata dai ritratti di ManRay, fu grazie a un suo errore in camera oscura che Ray scoprì la tecnica della “solarizzazione”. 13.Josephine Nivison (1883-1968): moglie di Edward Hopper, con cui ha una turbolenta e indissolubile relazione. Pittrice lei stessa, oscurerà la sua arte promuovendo quella del marito. 14.Sister Parish (1910-1994): la first lady della decorazione d’interni, ha arredato le più belle e prestigiose case d’America fino agli anni Cinquanta. 15.Dorothy Parker (1893-1967): si dice che fosse la donna più spiritosa d’America. Scrive racconti, poesie, liste delle sue idiosincrasie che deliziano i lettori. Si proclama comunista , partecipa alla difesa di Sacco e Vanzetti e contesta la commissione McCarthy. Lascia i suoi favolosi diritti d’autore a Martin Luther King. 16.Margaret Sanger (1879- 1966): si batte per tutta la vita a favore della contraccezione femminile, difendendo i diritti delle donne contro il moralismo bigotto dell’epoca e finendo più volte in carcere. Pratica l’amore libero che diventa un altro dei suoi princìpi. Nel suo romanzo “Il gruppo”, Mary McCarthy parla della clinica per aiutare le donne in difficoltà fondata dalla Sanger. 17.Anne Sexton (1928-1974) la poetessa americana più scandalosa degli anni Sessanta. Bella e maledetta, euforica e depressa, per prima parla del corpo, dei conflitti e delle nevrosi delle donne. Si dichiara dominata dalla paura e finisce per uccidersi con il gas di scarico della sua auto. 18.Kay Swift (1897-1993): fu il grande amore di George Gershwin, è stata la prima donna a comporre un musical per Broadway. È nata in una famiglia “piena di musica” e compone fino alla fine dei suoi giorni. 19.Tasha Tudor (1915-2008) illustratrice e scrittrice di libri per bambini, incarna perfettamente l’old style americano. Ha vissuto per tutta la vita nel magico mondo del suo cottage nel Vermont, in armonia con i ritmi della natura. I suoi libri hanno formato molte generazioni di bambini americani. 20.Mae West (1893-1980) : eccentrica, imprenditrice di se stessa, regina americana della battuta, è stata l’unica donna del suo tempo a scrivere, dirigere e interpretare tutte le sue opere teatrali e gran parte dei suoi film. La sua battuta più celebre: “Hai in tasca una pistola, o sei solo contento di vedermi?”
Americane avventurose di Cristina De Stefano (Adelphi) è un libro che mi ha permesso di scoprire personaggi che non conoscevo e soprattutto approfondire (seppur brevemente) tratti della vita di altre donne che per me, erano solo un nome e un cognome.
Geniali, tormentate, bellissime, sensuali e... tremendamente infelici. Ogni donna è diversa dall'altra, in comune hanno solo la nazionalità e il sesso. Ma tutte a loro modo, hanno segnato il XX secolo.
Sono venti biografie, ognuna con la foto della protagonista all'inizio. Mi è piaciuta molto l'idea di poter guardare in faccia queste donne mentre entravo nelle loro vite. Ad avermi colpito subito è stata Ruth Benedict (1887 . 1948), allieva, amante e amica di Margaret Mead. De Stefano racconta che Benedict è stata una delle grandi antropologhe americane, peccato che il suo nome sia stato oscurato da Mead. Recensione completa su www.lalettricecontrocorrente.it
Libro davvero bello che racchiude le biografie di 20 straordinarie donne che hanno, con il loro lavoro, cambiato il mondo e il modo di guardare alle persone o alle cose. Ha uno stile di scrittura talmente piacevole e coinvolgente da travolgere anche il lettore facendolo appassionare alle battaglie ora dell'uno e poi dell'altra e via dicendo. È fonte d'ispirazione per ricordarci di non fermarci mai... C'è sempre un nuovo obiettivo da conquistare.
3,5 Sterne Dieses Buch beschreibt 20 faszinierende Frauen, die Amerika auf verschiedene Arten geprägt haben. Der Stil ist sachlich, die Porträts kurz und dadurch nie langweilig. Allerdings hätte ich mir mehr Wissenschaftlerinnen in der Auswahl gewünscht. Ein Großteil der Frauen befasst sich mit Kunst und Innenausstattung (was nicht heißen soll, dass dies keine interessanten und wichtigen Frauen waren).
Storie di donne che mi danno la forza di essere donna. E ne conoscevo pochissime di queste 'americane avventurose', l'autrice ha fatto davvero un bel lavoro!
Una raccolta di minibiografie di americane toste e fuori dagli schemi, la maggior parte di esse nate alla fine dell'Ottocento, che rivela un mondo femminile inatteso e una società che a tratti appare più aperta della nostra.
20 magnifici ritratti di donne molto speciali del Novecento. qualche pagina (e quando sono tre sono fulminanti!) per raccontarne la vita avventurosa: c'è la fotografa Berenice Abbott, Lee Miller, modella di Man Ray, le poetesse Anne Sexton e Dorothy Parker, l'attrice Mae West e molte altre ancora. Cristina De Stefano (curatrice della, da me, tanto amata rubrica Storia di Donna di Elle) ha il dono della sintesi e insieme dell'assoluta pregnanza dello scritto. Un gioiellino!
Bello! Interessante perché si scoprono (o riscoprono) personalità eccentriche e controcorrente, nel senso più pieno e intelligente del termine (chi non ha mai sentito nominare Mae West, regina dell'aforisma al femminile?) e perché si rivivono momenti intensi e drammatici della storia, non solo americana, ma anche europea.