Sono nato ad Alessandria il 10 maggio 1961, dopo gli studi di filosofia e pianoforte ho iniziato giovanissimo la carriera giornalistica. Prima sull’Europeo e poi dal 1987, chiamato da Giovanni Valentini alla redazione del settimanale L’Espresso, giornale dove ho lavorato per 16 anni. Dal 1993 al 2001, sotto la direzione di Claudio Rinaldi, sono il responsabile delle pagine culturali e per più di un decennio uno dei critici letterari del settimanale. Sono stato editorialista di Panorama e dell’Unità. Tra il 1988 e 1989, con lo pseudonimo di Mamurio Lancillotto ho scritto stroncature letterarie per l’inserto culturale del Sole 24 Ore. Ho condotto per alcuni anni la Mezzanotte di Radio Due, e nel 2010 il programma sul cinema indipendente de La7: La 25ª Ora. Dirigo la Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss di Roma, e i master creativi della Luiss (Luiss Writing School, Master of Art, Master of Music). Ho una rubrica settimanale su Sette del Corriere della Sera, “Blowin’ in the Web”, e pubblico recensioni sul Messaggero. Vivo a Roma e ho due figli.
Scritto con eleganza e misura, Chet è un omaggio sincero e malinconico a uno dei volti più fragili e magnetici del jazz. Cotroneo scrive bene, con un linguaggio raffinato e una sensibilità autentica per la musica e la solitudine del suo protagonista. Tuttavia, mostrando sin dall’inizio l’esistenza di Chet, il romanzo perde parte della sua tensione narrativa: il mistero evapora presto, e resta soprattutto l’atmosfera, il ritmo sommesso, l’eco delle note.
Attraverso la lettura, però, ho scoperto il CD dell’ultimo concerto di Baker — e quello sì, è davvero bellissimo: malinconico, essenziale, come se la musica dicesse più del libro.
I jazzisti si inseguono tra loro, come dei bimbi che corrono e ridono, corrono e litigano, e magari piangono, e a volte urlano. I jazzisti amano i colori scuri, e amano la notte. Perché la notte li sa nascondere, e la notte li protegge da loro stessi. Io li ho visti, i jazzisti, ho visto i loro sguardi, ho spiato le loro vite senza che neppure se ne accorgessero.