Mina è una strega non particolarmente dotata, a dirla tutta i suoi poteri magici le valgono a malapena il titolo di “Strega”, ma le cose stanno per cambiare. È sulle tracce dello Scudo di Yrama, un potentissimo amplificatore magico che le permetterà di partecipare al torneo per stregoni di Oanna e di coronare i suoi sogni di gloria.
Vlud è un orco troppo piccolo per definirsi tale, non mangia carne e viene deriso da tutti i suoi simili per entrambe le cose. Quando la sua tribù cattura una piccola umana dai capelli rossi, finisce nei guai cercando di aiutarla a scappare. Ma la ragazza non è un’umana indifesa: è una strega, una ladra e una bugiarda e, dopo essere stato scacciato dal suo villaggio, è la sua unica speranza di salvezza nel mondo degli umani. «Io ti insegnerò a fingerti un umano. E tu lavorerai per me.» «Facendo cosa?» «Il mio cavaliere.»
*** "Il Gigante e la Maga" è il quinto capitolo della saga delle "Streghe di Villacorta" un romance fantasy / paranormal romance autoconclusivo destinato a un pubblico di soli adulti. Non è necessario aver letto i capitoli precedenti della saga per poter comprendere la trama, ma a chi lo ha fatto farà piacere ritrovare i personaggi degli altri libri.
Premetto che non ho letto i precedenti volumi della serie, quindi per me si tratta del primo volume della saga delle Streghe di Villacorta. Tutti i libri si possono leggere separatamente, dato che sono autoconclusivi.
Recensione un po' spoiler!
Siamo nel XIV secolo, in un mondo molto simile all'Europa basso medievale, con un Imperatore e una Chiesa (tutti elementi approfonditi nei primi volumi). I protagonisti di questa storia sono una giovane maga, Mina, e un orco di nome Vlud. Due personaggi bistrattati dai loro simili, due emarginati che si ritrovano a dover collaborare. Mina è una strega senza poteri, il che la rende bersaglio di angherie. Costretta a fuggire da Villacorta, impara a sopravvivere in strada, tra furti, inganni e incantesimi preconfezionati. Ma lei vuole diventare una vera Strega, e solo tramite un potente artefatto, un "amplificatore" magico, può sperare non solo di diventarlo, ma anche diventare reggente di Oanna, un regno abbandonato da più di ottant'anni e con un crudele passato. Per essere incoronati, è necessario partecipare ad un torneo di magia e vincerlo. Ma tale oggetto mistico agognato dalla ragazza, lo Scudo di Yrama, viene venerato dagli orchi come una reliquia sacra: decisa a rubarlo, Mina si fa catturare volontariamente dagli orchi, che vogliono mangiarla. Ed è qui che fa la conoscenza di Vlud, un giovane orco vegetariano ostracizzato dalla sua gente a causa dell'aspetto "umano" e dall'incredibile intelligenza (gli orchi sono essseri poco svegli, paragonabili agli uomini primitivi). E cosa importante, Vlud ha imparato a leggere da autodidatta, il che fa di lui una vera mosca bianca.
I due, dopo uno scontro iniziale per lo Scudo, si ritrovano a collaborare (Vlud è stato esiliato proprio per aver "salvato" la ragazza ed essere diverso dai suoi simili) e Mina decide di tenerlo con sé, rendendolo un "cavaliere": ogni Strega ne possiede uno. Ma Vlud, anche se molto simile ad un grosso ragazzone umano, è un orco. Intelligente e con un senso di giustizia tale da renderlo più umano degli esseri umani, ma pur sempre un orco.
Nonostante queste "differenze", i due continuano la loro "collaborazione" per vincere il torneo e diventare reggenti. Ma c'è qualcosa di oscuro nel regno di Oanna, misteri e pericoli talmente potenti che nemmeno i reali di Villacorta sembrano in grado di risolvere. A cosa serve in realtà il torneo? A trovare candidati per la Reggenza o per qualcosa di diverso?
Devo dire che questo libro mi ha sorpresa molto, specialmente perché non sono una grande amante del fantasy. Ma Il Gigante e la Maga è sì un fantasy, ma non ha quell"'epicità" e gli elementi tipici imprescindibili (viaggio dell'eroe senza macchia e senza paura e via dicendo): i protagonisti sono due emarginati che lottano per trovare il proprio posto nel mondo, Mina è una falsa strega e Vlud un falso cavaliere. Due esseri diversissimi, che piano piano imparano a conoscersi e a fidarsi l'uno dell'altra, fino ad innamorarsi, nonostante la natura differente. E devo dire che ho apprezzato molto questa scelta, una strega e un orco, come protagonisti. Il romanzo è classificato come romance, ma personalmente non l'ho trovato affatto "smielenso", tutt'altro: le scene "spicy" in realtà sono molto commoventi, perfette e nel contesto ben piazzate. Senza fare ulteriori spoiler, all'interno del libro c'è un colpo di scena molto thriller e macabro, che invoglia il lettore a continuare e capire cosa si cela dietro tutto.
Concludendo, un fantasy assolutamente godibile, con due personaggi particolari e con una trama intrigante. Consigliato anche a chi non ama molto i generi romance e fantasy.
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Letto per #unannodirosagdl di @giuliasacco.autrice su IG Mese: Gennaio Tema: Fantasy romance
È stata una lettura divertente! Un primo impatto con un mondo con vibes da Winx: c'è quello che piacerebbe trovare durante un'avventura fantasy, c'è ironia e poco prendersi sul serio (che apprezzo un sacco), e sinceramente io il glitter ce l'ho visto 😹 (sarà stata la Paperella???? 🦆)
Ci sono anche elementi più seri/drammatici, come il bullismo subito da Mina (già nel prologo, che pugno nello stomaco dopo la prima scena spassosissima) e la situazione in cui è cresciuto Vlud al villaggio degli orchi.
(E kudos, probabilmente solo da una fissata con 'sti dettagli, per le mestruazioni e il lubrificante presenti anche se è fiction e se è fantasy. Quei dettagli che mi fanno felice ♥️)
In generale però il mood della storia è leggero e fanservice, mi ci voleva più di quanto credessi, e l'aspetto che ho amato di più sono i due protagonisti:
Mina, che è astuta e truffaldina, il tipo di protagonista femminile che va dritta al mio cuore ♥
Vlud, grande, grosso, buono e piuttosto ingenuo, e proprio per questo un prezioso cuoricino da proteggere 🤩
Insieme si bilanciano bene, con Mina che trova spazio per una parte di sé più gentile e buona che ha dovuto schiacciare per non finire schiacciata 💔, mentre Vlud poco alla volta capisce meglio come muoversi nel mondo ma senza perdere quel cuore buono che lo caratterizza e gli fa affrontare le crisi in modo non scontato.
La storia si è conclusa come speravo, anche se a una certa stava andando tutto troppo nelle mie corde e mi son detta: non è che mo mi ritrovo un finale "educativo" per cui Mina la felicità la trova rendendosi conto che non era nel raggiungimento del suo obiettivo?
Per fortuna, in questa storia puoi essere ambiziosa, assetata di potere e avere un cucciolotto come partner allo stesso tempo, senza perdere smalto e dimostrare di essere bbbuona e pura di cuore 😬
In conclusione, lettura spassosa e fresca di cui avevo bisogno tra i titoli più angstosi che ho letto di recente :)
Quinto libro della saga delle Streghe di Villacorta! In questo romanzo troviamo Mina, una strega che non ha sviluppato i suoi poteri, ma riesce a colmare questa mancanza con furbizia, astuzia e anche qualche furtarello, non si fa scrupoli per nulla, basta che lei ne possa ricavare qualcosa; dall'altra parte invece c'è Vlud un orco che a differenza degli altri è molto intelligente e non è cresciuto assumendo un aspetto imponente e sovrastante da orco, bensì somiglia molto ad un umano, molto alto, ma pur sempre umano, a differenza di Mina, Vlud non sopporta i raggiri e cerca sempre di essere generoso ed altrusita. I due dovranno scendere a compromessi per lavorare insieme, ma scopriranno che non è poi così male come pensavano iniziamente, anzi a poco a poco apprezzeranno anche la reciproca compagnia! Questo slow burn vi renderà impazienti di arrivare alla fine per scoprire come ne usciranno i protagonisti!
Ormai anche i sassi sanno quanto io adori questa serie, ma qui si va OLTRE. Per la prima volta ci troviamo di fronte a personaggi che non sono collegati in maniera più o meno diretta a Viola e Ragnor: i protagonisti sono PG nuovi. Nella fattispecie la maga Mina e l'orco Vlud. E sono qualcosa di straordinario, forse i miei PG preferiti di tutta la serie!
Mina è nata e cresciuta a Villacorta ed è figlia di un potente Stregone, ma lei non ha poteri che la rendano una Strega, e per questo motivo da ragazza ha subito le angherie dei suoi compagni di scuola. Ma è determinata a partecipare al torneo stregonesco: in palio, c'è la reggenza al trono di Oanna. Perciò, gli incantesimi preconfezionati che ha preparato potrebbero non bastare, le ci vuole uno dei più potenti manufatti magici mai esistiti: lo Scudo di Yrama, che si trova nel territorio degli orchi.
Gli orchi sono bestioni stupidi e orripilanti: pelosi e puzzolenti come pochi, vivono in un villaggio attorniato da fosse con carcasse in decomposizione, costruiscono abitazioni con parti di pelle marcia e vivono nel sudiciume più totale.
Vlud è un orco molto diverso: non mangia carne, è molto meno sporco degli altri, è mingherlino e non è verde. Inoltre è anche arguto ed è l'unico che non usa le pagine dei libri per pulirsi il didietro. Gli piace leggere e, quando può, salva i libri dall'uso poco ortodosso che ne fanno gli altri. Inutile dire che è lo zimbello degli orchi. Dal punto di vista umano però è un ragazzone grande e grosso e, una volta ripulito, è pure parecchio piacente. È per questo che Mina, a causa della quale gli orchi hanno esiliato Vlud, gli propone di diventare il suo cavaliere: ogni Strega che si rispetti ne ha uno.
Inizia il loro viaggio verso Oanna, pieno di peripezie e di un cambiamento graduale di entrambi. Come dicevo, la parte che più mi è piaciuta di questo romanzo sono i personaggi, caratterizzati così bene e a fondo che è impossibile non innamorarsi di loro.
La non Strega Mina è spettacolare: vive di espedienti e furti, finge di essere ciò che non è tramite incantesimi preconfezionati, un demone familiare falso che è un corvo morto e un cavaliere che non è affatto umano, al quale deve insegnare a esserlo.
Anche Vlud è un personaggio speciale. Tonto come pochi, non è mai uscito dal villaggio degli orchi, perché quelli della sua specie gli umani li braccano con forconi e torce. Il suo ingresso nel mondo umano lo riempie di meraviglia, e non si spiega l'attrazione che prova per Mina: sa solo che preferirebbe morire vergine piuttosto che andare con un'orchessa, ma scopre che le umane gli piacciono un sacco.
La relazione tra i due passa dalla diffidenza e incomprensione reciproca a un'attrazione inspiegabile piena anche di affetto.
Un altro aspetto da non sottovalutare e che ha reso questo romanzo il mio preferito delle Streghe di Villacorta è la quantità massiccia di ironia. Ho riso dalla prima all'ultima pagina (più o meno, le ultime mi hanno stretto il cuore). Complici le caratteristiche dei due protagonisti, è un romanzo dallo stile frizzante, che lo avvicina più a quello dell'alter ego di Laura, Alma Rose, i cui romance contemporanei sono uno spasso totale. Ecco, anche questo romanzo lo è! Senza però tralasciare la quantità massiccia di magia tipica di questa serie e le ambientazioni spettacolari che Laura crea con dovizia di particolari, quasi esasperate, ma è proprio questo ciò che mi fa amare alla follia questa serie.
Il romanzo, come tutti gli altri, è autoconclusivo e non serve aver letto i precedenti, ma in questo caso è ancora più vero perché per la prima volta ci scostiamo da Viola e dalla sua discendenza e parenti indiretti. Certo, incontriamo sia lei che Ragnor, Etan e altri PG che abbiamo già conosciuto nei precedenti, e in qualche modo (non vi dico come) la storia è collegata agli altri, ma non è necessario averli letti per comprenderla. Un quinto volume imperdibile per gli appassionati di questa Autrice.
Villacorta è un fantastico mondo che richiama l’epoca medievale, per costumi e tradizioni cavalleresche, con una grande differenza rispetto alla nostra storia: lì è uso comune dare sfogo alle arti magiche, perciò streghe e stregoni sono veri e non vengono perseguitati, frequentano le giuste accademie e possiedono un ruolo attivo nel regno, anzi principale. Queste persone speciali hanno diritto a essere accompagnate e protette da fedelissimi cavalieri, dotati di gran coraggio e senso di lealtà. Questa incantevole realtà è ideata e narrata da Laura Fiamenghi in una serie di romanzi che possono venir letti singolarmente poiché ogni volta i protagonisti sono diversi, pur mantenendo la medesima ambientazione e sottofondo magico. Ora mi domando come ho fatto a non leggerli tutti perché ne sono rimasta affascinata.
Cos’hanno in comune una strega e un orco, i protagonisti di questo volume? Ebbene entrambi sono ritenuti diversi dai loro stessi simili. Mina è una ragazza volenterosa, sin da piccola si è sforzata per superare le aspettative del padre, uomo importante, e farsi valere alla scuola di magia a cui era iscritta. Il problema è che in lei di magia c’è assai poco ed è presa di mira dai compagni tramite battute e atteggiamenti infelici. Non è però un’aspirante strega che si crogiola nel vittimismo o nella commiserazione, non si è chiusa in un angolo e abbandonato l’idea di divenire la migliore. Mina si è rimboccata le maniche e ha trovato delle soluzioni che le permettono di amplificare i poteri. Crescendo ha aguzzato l’ingegno, anche un bel caratterino, è piuttosto tirchia e si è trasformata in un fenomeno degli imbrogli durante la sua fuga – viaggio di crescita personale, preferisco chiamarlo – ma ora ha deciso di sfoderare le sue carte ed essere giudicata per le sue doti, che spera le permetteranno di vincere un importante torneo. In ballo vi è un premio che muterà drasticamente la sua esistenza e soprattutto l’opinione che tutti avevano di lei, famiglia compresa. Oanna è una città senza una guida, una reggenza in palio, ed è il posto in cui si svolgerà la competizioni tra gli stregoni più potenti. Appunto al fine di affrontare questa sfida tosta, che Mina si trascina nel villaggio degli orchi, dove un antico manufatto è custodito da esseri putrescenti, pelosi e muniti di corna,
Vlud è più simile a un umano gigante che a un orco, di aspetto gradevole se strigliato e lavato, questa sua fisicità lo ha praticamente messo al bando nel luogo in cui abita. Preso in giro e messo da parte, l’omone è addirittura vegetariano, quando gli altri orchi mangiano pure gli umani vivi e probabilmente con poco condimento. Cuore sensibile e amante della lettura, è decisamente fuori posto. Grazie all’avventatezza – e al contempo sagacia – di Mina, il cammino di questi due si intreccia, portandoli a stipulare un accordo. Vlud sarebbe il cavaliere ideale, forzuto e nobile d’animo, forse troppo onesto agli occhi di una furfantella come Mina, si potrebbe rivelare un compagno vincente.
Mina e Vlud sono diversi non solo d’altezza e mole ma caratterialmente, però entrambi lottano affinché trovino il loro posto nel mondo e magari, aiutandosi, vincere quelle prove complicate imposte dal torneo. Naturalmente non è mai semplice ottenere i risultati sperati giacché, si sa, bisogna crescere e fortificarsi grazie alle esperienze, anche se per raggiungere lo scopo urge energia in più. Ho ammirato davvero questa coppia bizzarra, pure il loro beccarsi iniziale. Vlud è adorabile e non sopporta quando Mina cerca di ingannare il prossimo. Lei di certo non si aspettava di avere a che fare con un orco provvisto di codice d’onore e di morale. La vicenda è movimentata e composta da trucchi magici, ricerche e lotte d’ingegno, in più toni piccanti in alcuni pensieri che promettono momenti di passione. Tra i due infatti si prevede un incendio! Lo stile fresco e la storia mi hanno incantato, scorrevole, scorre davanti alle pupille in stile pellicola tanto è ben descritto. Il lettore si trova lì, accanto ai personaggi che creano la loro sentenza.
Consiglio vivamente se amate i fantasy romance, tra streghe e cavalier serventi.
Benvenuti fanciulli in una fiaba fantasy, dal retrogusto motivazionale, che ha saputo coccolarmi e donare quel brio che ricercavo da un po’. Sono molto contenta di aver collaborato con Laura Fiamenghi attraverso questo libro perché richiama a gran voce, tutto quello che cerco in un fantasy piacevole: una storia con senso, un obiettivo e se presente un pizzico di amoreeeeee non disprezzo ahahah. Di cosa parla?
La protagonista della storia è Mina, una strega ripudiata da tutto e tutti (soprattutto la sua famiglia) perché mancante nel suo essere strega: non possiede le doti necessarie a padroneggiare l’antica arte della magia. Esclusa senza troppe cerimonie, Mina ha scelto di dedicare la sua intera vita ad un sogno: essere la migliore strega del mondo. Rimboccandosi le maniche, ha studiato come oltrepassare quel piccolissimo cavillo “tecnicamente magico”, addomesticando a proprio piacimento, la magia. Attraverso alcuni stratagemmi, ha saputo “sopravvivere” senza l’aiuto di nessuno e superare molte prove personali e fisiche, diventando una piccola corazza, tutta pepe, che tanto amerete. Schietta, decisa e particolarmente “persuasiva” con soldi finti ahahah, è capace di smuovere anche l’animo più ferreo, mettendo in dubbio ogni certezza canonica. L’eroina che tutti noi ci meritiamo. Non molto femminile, il suo animale guida è un corvo piuttosto malandata...per non dire “andato” ahahah...ma cosa cerca di così preziosa, questa giovane Strega? Il suo obiettivo primario, che permetterà alle sue capacità di ampliare a dismisura, è lo Scudo di Yrama, conservato da un gruppo di orchi. Sarà una missione semplice??? Naaaaaaa.
Dall’altra parte, abbiamo un orco solitario, perché considerato diverso dalla sua specie perché meno “stupido” e “aggressivo” (oltre che piccolino per le taglie medie degli orchi), viene escluso senza provare a capire il suo punto di vista. Empatizzare con Vlud è un attimo perché vedere un uomo bullizzato perché diverso, fa riflettere sulla situazione attuale (ma ci arriviamo). Cosa potrà mai unire un orco escluso, da una strega agguerrita?
Cosa penso di questo libro? Ammetto di aver adorato tantissimo la storia di Mina e Vlud. Mi dispiace di aver scoperto così tardi Laura, perché ha saputo creare una storia fatta per tutti, anche per i meno avvezzi al genere. La scelta di puntare su due canoni diametralmente opposti dalla comfort zone attuale, mette il giusto accento all’obiettivo dell’autrice: il pregiudizio. Che sia strega, orco, cavaliere o mago, essere diversi è sempre sinonimo di sbagliato...ma perché? Forse abbiamo paura di capire, di immedesimarsi? Oppure perché ci fa paura guardare al di là del nostro naso?
Ho amato follemente l’impronta adoperata perché Laura Fiamenghi ha scelto di seguire una scrittura immediata, ritmata e frizzante. Tra le battute da camionista di Mina e la dolcezza di Vlud, avrete modo di avvicinarvi alle loro vite così simili, ma diverse. Obiettivi di rivincita, speranza e forza, sono solo alcuni dei pilastri che troverete in questo libro che vi consiglio caldamente...e poi...avrete anche del pepe caliente...che fai, te ne privi? Giusto uno sguardo all’impaginazione che presenta delle sviste e la mancata sillabazione, per il resto stupenda copertina che racchiude ogni componente della storia. Approvato Super consigliato a tutti.
Da tempo immemore, la strega viene intesa come una creatura femminea che destabilizza il concetto di donna. Veniva dipinta come un essere a metà tra una bestia e un essere umano, e se dal principio la sua descrizione era quella di una vecchia brutta e orripilante, con il tempo quest’ultima ha assunto una notevole avvenenza tale da divenire un esempio di fascino e sex-appeal. Ecco dunque la strega dismettere i panni della cattiva e spietata per indossare abiti fluttuanti e sensuali trasparenze, e non solo. Chi di voi ha mai visto la vecchia serie TV intitolata Strega Per Amore? Ecco, la protagonista di questa sit-com è la perfetta risposta al mio quesito. Madame et monsieur, bentrovati in questo delizioso spazio rosa ma non troppo. Quest’oggi vi parlerò de Il Gigante e La Maga, di Laura Fiammenghi. Un’opera che mi ha piacevolmente divertita e di cui avrete sentito parlare molto. Vedete, questo romanzo è il quinto libro della saga de Le Streghe di Villa Corta, e pur avendo avuto il piacere di leggere i precedenti volumi, sento in cuore di promuovere a pieni voti la suddetta opera. Mina (la protagonista di questa storia) è una maga adorabile e irriverente. Lei è una sorta di strega a metà, dovuto dalla scarsa presenza di magia nel sangue della ragazza. La strega, nonostante tutto, riesce sempre a cavarsela grazie all’utilizzo di alcuni magici escamotage. Quando Mina si troverà a solcare le terre degli Orchi, farà un incontro davvero inaspettato che prende il nome di Vlud. Quest’ultimo è un orco decisamente atipico, poiché è troppo affascinante e arguto per definirsi tale, e questo rappresenta un punto a sfavore del giovane, poiché viene emarginato da quella che è la sua gente a causa del suo aspetto e delle sue qualità. Insieme affronteranno un percorso fatto di scene cariche di goliardia e… anche qualcos’altro. Il Gigante E La Maga, per quel che mi riguarda, non è da meno rispetto ai volumi precedenti. Lo stile dolce e frizzante di Laura Fiammenghi ha conquistato il mio cuore di strega bicentenaria, e non posso far altro che consigliare questa simpatica, esilarante, commedia romantica in stile fantasy. Consigliatissimo!
Mina è una strega che per diventare tale ha usato espedienti diversi e soluzioni alternative, che le hanno fatto attribuire il nomignolo di "Mina la farsa". "Non sei neanche una maga. Non puoi liberarti. Che ci fai qui in mezzo a noi? Non è questo il tuo posto, non puoi fare niente. Mina la farsa". Anche lei ha un demone familiare: un corvo spelacchiato più morto che vivo di nome Bain.
Vlud è un orco, vive nel villaggio con i suoi simili ma non è ne forte ne un abile cacciatore, caratteristiche fondamentali della sua specie. "Vlud era piccolo per essere un orco, il più piccolo di tutto il villaggio e, quanto alla caccia, non aveva mai dato prova della sua abilità per il semplice fatto che la odiava".
Una mezza strega dalla lingua tagliente con un vocabolario colorito e un orco talmente simile ad un umano, da vestire senza problemi, i panni di un perfetto cavaliere, si uniscono per dare vita a una storia frizzante e piacevole, con dialoghi vivaci e fluidi. Andando avanti con la lettura si evince la crescita dei protagonisti che fanno della loro diversità un opportunità di rivalsa e la loro determinazione, lui nel proteggere lei e lei nel raggiungere il suo obiettivo, diventa il loro punto di forza. Due personaggi atipici che hanno tanto da dare.
Molto gradito il breve riepilogo dei precedenti volumi che si trova all'inizio del libro. Anche in questo quinto volume troviamo i vari personaggi della saga e come tutti gli altri è autoconclusivo e si può leggere da solo, ma si consiglia la lettura dei precedenti volumi per avere una migliore comprensione delle vicende narrate. L'ordine di lettura è il seguente: La strega e il cavaliere La figlia del demone L'alchimista oscuro La tredicesima strega Il gigante e la maga
✳️ Ringraziamo l'autrice per averci consentito la lettura in anteprima di questo libro. Recensione completa nella nostra pagina Facebook "Booksarelife - i Libri sono Vita"
Quinto volume della serie “Le Streghe di Villacorta”.
Un romance fantasy scritto in terza persona con un linguaggio fluido, chiaro e piccante: molte, infatti, sono le scene di violenze e sesso esplicito.
Durante tutto il romanzo l’autrice con la sua abile penna riesce a tenerci incollati alle pagine fino alla fine del libro. Ciò che esalta non sono solo i paesaggi o le avventure ben descritte, ma gli stessi Mina e Vlud. Entrambi mi hanno colpito per il loro rapporto, la loro amicizia che con il tempo è maturata fino a sbocciare in un senso di protezione e appartenenza, anche grazie al loro carattere forte ma non voglio svelarvi ciò che li fa emergere (farei troppo spoiler). Due personalità verso le quali non si può non provare empatia.
Un’opera e una serie che vi consiglio di non perdere e continuare.
Questo libro fa parte della serie di libri sulle "Streghe di Villacorta" è un autoconclusivo come gli altri quindi se vi capita di leggerlo per primo va bene. Infatti per me è il primo libro che leggo di questa serie e devo dire che mi è piaciuto, tanto da far crescere la mia curiosità anche sulle altre storie. La lettura è divertente e leggera, ci si affeziona subito ai protagonisti, anche perché, nonostante la lettura tranquilla, vengono trattati temi come il bullismo e la diversità molto importanti per farci capire la caratterizzazione di quest'ultimi Ho apprezzato la piccola avventura nella parte centrale e le varie interazioni tra Mina e Vlud così come la battaglia finale. Avevo proprio bisogno di una lettura così e vi invito a leggerla.
*Recensione del 24 giugno 2022, edizione copertina flessibile*
Nota di dicembre 2023: i disegni all'interno del volume sono bellissimi!
Siamo nel XIV secolo, in un mondo molto simile all'Europa basso medievale, con un Imperatore e una Chiesa (tutti elementi approfonditi nei primi volumi). I protagonisti di questa storia sono una giovane maga, Mina, e un orco di nome Vlud. Due personaggi bistrattati dai loro simili, due emarginati che si ritrovano a dover collaborare. Mina è una strega senza poteri, il che la rende bersaglio di angherie. Costretta a fuggire da Villacorta, impara a sopravvivere in strada, tra furti, inganni e incantesimi preconfezionati. Ma lei vuole diventare una vera Strega, e solo tramite un potente artefatto, un "amplificatore" magico, può sperare non solo di diventarlo, ma anche diventare reggente di Oanna, un regno abbandonato da più di ottant'anni e con un crudele passato. Per essere incoronati, è necessario partecipare ad un torneo di magia e vincerlo. Ma tale oggetto mistico agognato dalla ragazza, lo Scudo di Yrama, viene venerato dagli orchi come una reliquia sacra: decisa a rubarlo, Mina si fa catturare volontariamente dagli orchi, che vogliono mangiarla. Ed è qui che fa la conoscenza di Vlud, un giovane orco vegetariano ostracizzato dalla sua gente a causa dell'aspetto "umano" e dall'incredibile intelligenza (gli orchi sono essseri poco svegli, paragonabili agli uomini primitivi). E cosa importante, Vlud ha imparato a leggere da autodidatta, il che fa di lui una vera mosca bianca.I due, dopo uno scontro iniziale per lo Scudo, si ritrovano a collaborare (Vlud è stato esiliato proprio per aver "salvato" la ragazza ed essere diverso dai suoi simili) e Mina decide di tenerlo con sé, rendendolo un "cavaliere": ogni Strega ne possiede uno. Ma Vlud, anche se molto simile ad un grosso ragazzone umano, è un orco. Intelligente e con un senso di giustizia tale da renderlo più umano degli esseri umani, ma pur sempre un orco. Nonostante queste "differenze", i due continuano la loro "collaborazione" per vincere il torneo e diventare reggenti. Ma c'è qualcosa di oscuro nel regno di Oanna, misteri e pericoli talmente potenti che nemmeno i reali di Villacorta sembrano in grado di risolvere. A cosa serve in realtà il torneo? A trovare candidati per la Reggenza o per qualcosa di diverso? Devo dire che questo libro mi ha sorpresa molto, specialmente perché non sono una grande amante del fantasy. Ma Il Gigante e la Maga è sì un fantasy, ma non ha quell"'epicità" e gli elementi tipici imprescindibili (eroe senza macchia e senza paura e via dicendo): i protagonisti sono due emarginati che lottano per trovare il proprio posto nel mondo, Mina è una falsa strega e Vlud un falso cavaliere. Due esseri diversissimi, che piano piano imparano a conoscersi e a fidarsi l'uno dell'altra, fino ad innamorarsi, nonostante la natura differente. E devo dire che ho apprezzato molto questa scelta, una strega e un orco, come protagonisti. Il romanzo è classificato come romance, ma personalmente non l'ho trovato affatto "smielenso", tutt'altro: le scene "spicy" in realtà sono molto commoventi, perfette e nel contesto ben piazzate. Senza fare ulteriori spoiler, all'interno del libro c'è un colpo di scena molto thriller e macabro, che invoglia il lettore a continuare e capire cosa si cela dietro tutto. Concludendo, un fantasy assolutamente godibile, con due personaggi particolari e con una trama intrigante. Consigliato anche a chi non ama molto i generi romance e fantasy.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Un romanzo divertente, allegro e spensierato. Una coppia di protagonisti agli antipodi, che mi ha fatto sogghignare parecchio. Mina è sfacciata, astuta, imbrogliona e, sotto sotto, ha un cuore neanche troppo piccolo. Vlud è candido e luminoso, con una pazienza infinita. Insieme formano un duo che sembra improbabile ma che, invece, funziona benissimo. La storia scorre lieta e piena di avventure. Questo libro è una ventata di aria fresca! Hugs&kisses