Se dovessi dare un titolo a questa lettura, direi che assomiglierebbe a “l'eterno lamento”.
A posteriori, mi sembra chiaro che questo non fosse il romanzo giusto con cui conoscere l'autore. Eppure, inizialmente, le premesse erano ottime, a partire dal genere distopico-apocalittico (edit: ci tengo a precisare che non si tratta di un distopico in senso stretto, in quanto non è propriamente presente una forma di governo).
Personalmente – e questo è giusto sottolinearlo – non è stato tanto lo stile a sollevarmi dei dubbi, quanto momenti e situazioni precise che interrompevano il ritmo, digressioni lunghe, pesanti e fuori contesto. Di sicuro, la crudezza del romanzo non giova a questa lentezza, in particolar modo se collegata ad un protagonista scialbo, che fatica ad ingranare. I personaggi secondari sono spesso appena abbozzati, quasi un contorno, che si muovono in un lungo via vai durante il viaggio.
Mi è dispiaciuto molto, perché penso che possa offrire molti spunti di riflessione sia sul nostro presente che sul nostro futuro. La violenza, coprotagonista del romanzo, poteva essere approfondita meglio: quando si è manifestata? Come? Quali sono i segni che lascia nelle persone? Tante domande, ma quasi nessuna risposta. Non mi stanco di sottolinearlo: c'era la possibilità di rendere la lettura illuminante, capace di farti guardare all'interno delle angosce, delle paure e dei mostri che speriamo di esorcizzare – meccanismi dolorosamente necessari in questo genere di libri.
Non ho ben compreso la ragione di censurare i nomi delle città (tramite l'iniziale e l'asterisco) che, in ogni caso, risutano facilmente riconoscibili se si tiene conto che le vicende si svolgono in una parte d'Italia a confine tra Francia e Svizzera e il viaggio procede verso il mare, passando dagli appennini.
Infine, sembra banale, ma le somiglianze con altri prodotti usciti in precedenza renda la lettura assurdamente irreale – e si, è necessario sottolinearlo con un'abbondanza di “-mente” – ridondante. Per quanto mi riguarda, insistere poi nella descrizione di determinate scene di violenza, va ad aumentare il senso di pesantezza, diventando morboso.
Va da sé, come si piò capire, che non è una lettura che tutti possono affrontare. Ci sono scene particolarmente esplicite e che si può faticare ad elaborare: io stessa in alcuni punti ho dovuto interrompere e poi ricominciare solo dopo aver metabolizzato. Prima di affrontarlo, dunque, meglio dare un occhio ai 'trigger warning' e procedere con consapevolezza. Lo sconsiglio ai minori, ci sono molti altri romanzi che affrontano il tema in maniera migliore.