Certo che esiste l’amore eterno: è quello non corrisposto. Lo sa bene Olivia, di mestiere fa divorziare le persone. La sciagura sentimentale è il suo pane quotidiano, tanto che divide i clienti in due categorie: i Lascianti e i Lasciati. Accomodanti e solitamente muniti di un amore nuovo di zecca i primi, agguerriti i secondi (hanno già perso nel matrimonio, non hanno nessuna intenzione di perdere nel divorzio). Anche Olivia è stata lasciata, ma siccome Dario continua a mandarle messaggi su WhatsApp è sicura che tornerà da lei, manca pochissimo. Del resto, «lasciarsi non è mai quando ci si lascia: è una cosa che succede quando non puoi più negare che il tuo ex si è innamorato di un’altra». E oggi per scoprire che all’improvviso lui non è più «disponibile», basta sbirciare su Facebook – comodamente da casa, in pigiama, versando lacrime sul sushi ordinato a domicilio. Con un’acutezza un po’ spietata e il talento raro della battuta fulminante, Ester Viola ci regala un romanzo divertentissimo, affilato, così corrosivo da risultare terapeutico. Perché capita a tutti di toccare il fondo, ma è meglio se capita a qualcun altro.
"Quelle miserabili felicità per cose senza futuro sono tenaci".
Un libello dall'ironia feroce sulle relazioni d'amore al tempo del visualizzato senza risposta su whatsapp. Il cinismo amaro della Viola si esprime attraverso uno stile sentenzioso, come un immorale Seneca dei sentimenti mediati dal cellulare. Un romanzo dall'intreccio futilissimo se comparato al contesto che lo anima: la Napoli dei lustri, degli studi legali specializzati in divorzi, della Mergellina, di Via Partenope, del tribunale kafkiano. è un'arguta commedia di costume (con qualche immancabile riferimento alle celebrità contemporanee) che si destreggia nel ritrarre personaggi benestanti, che si sforzano di essere formidabili nel lavoro e nelle relazioni, fallendo miseramente (o quasi). Peccato per qualche momento in legalese stretto. Sì, Giurisprudenza ti tempra quanto fare il Liceo Classico, abbiamo capito (quest'ultimo riferimento è ai tweet di Ester Viola, se non la seguite già, fatelo).
Una lettura frizzante e scorrevole ma priva di originalità. Tante pillole sull'amore 2.0 colme di luoghi comuni. Un finale non entusiasmante. Ho iniziato a leggerlo piena di aspettative e mi ritrovo un po' delusa. Nel complesso un libro che non mi ha "lasciato" molto.
Tre stelle per la boccata d'aria fresca. Il cinismo di questa scrittrice sulle relazioni è divertentissimo, ho riso tantissimo ed è un libro che non si prende serio, anzi. Scrittura sicuramente scorrevole di cui il maggior difetto è la mancanza di descrizioni, veramente poche all'interno del romanzo. Sicuramente i personaggi sono dimenticabili (trattandosi di gente non caratterizzata), ma il motivo per cui si legge è l'ironia e la critica sagace alle relazioni di coppia nell'era dei social e del ghosting. Ecco, sicuramente non Sally Rooney (che tratta questi temi con altissimi livelli di introspezione psicologica), ma un libro che ti coinvolge e se la prende a morte con i romantici. Consiglio soprattutto a chi è in fase blocco del lettore.
Il Libro dell'Estate 2016, divertente, intelligente, perfetto! Non so quante volte ho pensato, ok, sta parlando di me... Una su tutte, la Legge Jolie-Pitt, il riallineamento dell'universo. Geniale!
Lettura leggera e piacevole su cui pesano però i troppi stereotipi: una selva di brillanti liberi professionisti inseriti nel meglio della Napoli altolocata con problemi sentimentali vari.
“L’amore è eterno finché dura” è il romanzo d’esordio di Ester Viola edito da Einaudi. Io in realtà l’ho letto dopo aver divorato “Gli spaiati” non rendendomi conto che in realtà si trattava di un secondo volume. Ma sviste a caso, Ester Viola è riuscita nell’impresa di scrivere una storia sull’amore delle nuove generazioni, quello nutrito a colpi di social network e di imprevedibili incontri fortuiti, sullo sfondo di una Napoli caotica ma affascinante come poche altre città.
Ester Viola cura una rubrica su Vanity Fair, una posta del cuore in cui le sue lettrici chiedono consigli spassionati per salvarsi dalle disgrazie in amore. La Viola ha un modo tutto particolare di rispondere che punta più alla riflessione che a risposte definitive. C’è sempre una chiave di lettura nascosta in mezzo al caos stanco di chi ormai vive a stretto contatto con la tecnologia e i social network. E anche Olivia, la protagonista del romanzo, non è da meno, anzi affronta con una certa dose di ironia e tanta buona volontà una situazione sentimentale che potrebbe sembrare un campo di battaglia, ma conserva in sé i resti di incontri occasionali, infiammate improvvise e accomodanti cene. Poco più che trentenne, Olivia è un avvocato divorzista nello studio napoletano di Luca Ardenghi. Non sempre particolarmente entusiasta dei casi che le arrivano, Olivia cerca di dribblare i Lascianti e i Lasciati, i due schieramenti che fanno la loro comparsa alla fine di un matrimonio, mentre si destreggia tra una vita sentimentale a tratti insoddisfacente, a tratti fin troppo affollata. Oliva vive, senza prendersi troppo sul serio, mentre le vicende scorrono come il fiume della vita di tutti i giorni, anche quando tutto sembrerebbe andare a rotoli. A tratti insicura, a tratti fulminante, Olivia è una donna come tante, che cerca di non lasciarsi andare tra un lavoro soffocante e una curiosità quasi patologica, perché quando l’interesse aumenta, cercarne ogni causa e ogni effetto è inevitabile, soprattutto in un circolo piccolo come quello dello studio dove lavora. Tra massime universali, giornate di shopping, sedute in studio e serate nel suo appartamento, osserviamo la vita di Olivia come spettatori disinteressati salvo poi fare il tifo per lei, perché in fondo bramiamo il lieto fine anche nei momenti più impossibili. Lo stile arguto, rendono la lettura scorrevole e si arriva in un lampo a girare l’ultima pagina, con un certo sconcerto e una curiosità che non lascia presagire niente di buono. Perché la vita non è una commedia romantica e bisogna fare i conti con i sentimenti di tutti. Se la vita di tutti giorni e un terno al lotto, in cui gli ostacoli si susseguono senza sosta, l’unica vera certezza resta Napoli, che fa da sfondo alla vicenda. Napoli con il clamore delle vie del centro storico, la confusione organizzata del Centro Direzionale, le serate a Mergellina, il Vomero, Napoli caotica, irriverente, spettacolare.
Il particolare da non dimenticare? Un balcone…
L’acuto e ironico ritratto di una donna del nuovo millennio, che cerca di barcamenarsi tra la ricerca di una relazione stabile e un lavoro a tratti stressante a tratti odioso. Ester Viola rappresenta una intera generazione, con le sue fragilità e le sue insicurezze, perché in fondo, il lieto fine non esiste. Buona lettura guys!
Per parlare delle relazioni di coppia ai tempi delle notifiche sull'iPhone, serve sfrondarlo della pesantezza della vita quotidiana, dei chili in sovrappeso e dei lavori mortificanti. Sono le regole del gioco da accettare per divertirsi (moltissimo) a leggere in un fiato Ester Viola. E anche se la protagonista mi sembra non riuscire a decidere mai veramente nulla della sua vita sentimentale (non bacia, è baciata sempre) non si può non adorare un personaggio che è stato omaggiato dell'eleganza di Marni.
acclamatissimo esordio letterario di una twitstar- soliti temi: l'amore, la solitudine, i rapporti umani al tempo dei social network, la carriera. tutto molto glamour e superficiale, intrattiene ma non aggiunge nulla alla banalità sagace già mostrata su twitter. finale inaspettatamente (o quasi) acidulo, buono svago per qualche ora. (facendo lo stesso lavoro della protagonista, le ho molto invidiato quegli assistiti così semplici e danarosi)
Due stelle e mezzo in realtà. Carino, godibile, superficiale e patinato. Esattamente come una rivista Condè-Nast. Non a caso l’ho letto mentre mi facevano colore e piega.
In questo periodo mi sento come un’anima in pena, cerco il mio posto e la mia soddisfazione nel leggere il libro giusto, quello in grado di adattarsi al mio stato d’animo. Vado alla ricerca di personaggi femminili decisi, simpatici, magari anche un po’ sfortunate in amore ma che prendono tutto con filosofia. Questa descrizione corrisponde perfettamente a Olivia Marni, brillante avvocato divorzista, protagonista del romanzo “L’amore è eterno finché non risponde”, di Ester Viola.
La mia cara Olivia ha un ex fidanzato che continua a telefonare, scrivere, e lei si interroga perché questo flusso di comunicazione stia continuando. Olivia non sa scegliere l’uomo giusto per lei, ma in compenso sa benissimo come far separare due persone; proprio per questo motivo, infatti, otterrà un posto presto uno studio legale.
Il romanzo è spigliato, brillante, completamente disincantato e offre una visione dell’amore molto pratica, il cui massimo indicatore è una notifica sul cellulare. L’amore ai tempi di internet e dei cellulari è anche questo, dimmi quante notifiche hai e ti dirò quanto è innamorato di te. Ecco perché Olivia non capisce perché il suo ex continui a scrivere a qualunque ora del giorno e della notte.
Avevo bisogno di questa leggerezza e di questo modo brioso nel parlare di sentimenti e relazioni. Ester Viola non cerca a tutti i costi un lieto fine, ma cerca di dare il finale giusto a ogni protagonista, anche a una Olivia che piange per aver scoperto che il suo ex in realtà è felicemente fidanzato. Ci vuole pazienza, sono uomini…
Romanzo d'amore scritto in modo freddo e cinico. Può sembrare una cacofonia in termini, e in effetti lo è. Alla fine non mi ci sono immedesimata molto, in questo libro di Ester Viola, che parla della storia d'amore tra due avvocati divorzisti sempre alle prese con le disavventure sentimentali degli altri. Tuttavia riconosco che ho molto apprezzato alcuni spunti brillanti e la visione un po' cinica dei rapporti amorosi che assolutamente condivido. Il punto è che probabilmente è molto difficile parlare d'amore in termini realistici, senza cadere nel patetico e nell'inutile da una parte e nel cinico dall'altra. L'autrice sicuramente si è posta il problema, la soluzione è a mio avviso un po' legnosa.
Libro letto in pochissimo tempo: è scorrevole, divertente, ma qualcosa non quadra, non solo nel finale; mi ha lasciata con un senso di insoddisfazione fastidioso, da aspettative non raggiunte.
"Niente al mondo, neanche l'amore del primo minuto, è forte quanto la voglia di andarsene dell'ultimo." pag. 11
"Nella vita scopri le cose solo per rimpiangere il panico di quando le cercavi." pag. 44
Questo libro mi ha fatta divertire come non mai, la protagonista è esilarante e vedere tutte le sue paranoie mentali è stato come leggere nella mente di tutte le persone innamorate. Ho adorato che le chat tra i vari personaggi siano riportate con delle immagini: ha reso la lettura ancora più scorrevole e piacevole. Il finale mi ha lasciata a bocca aperta: all'inizio ero sconvolta, poi l'ho riletto una seconda volta e mi sono fatta un grossa risata perché l'ho trovato geniale!
Sono appena uscita da una lunga relazione e questa lettura mi ha fatto bene al cuore, mi ha proprio tirata su di morale.
Molto intrigante l'inizio, interessante le parti in cui si descrive il lavoro dell'avvocato divorzista senza i sensazionalismi a cui ci ha abituato la televisione. Apprezzo la volontà di raccontare una storia diversa, una storia realistica. Alla fine però l'ho trovato un po' ripetitivo e per questo non ho dato più che tre stelline.
Romanzo intelligente. Il cinismo con il quale indaga le relazioni è decisamente adatto ad un avvocato divorzista. Fondamentalmente è ciò che scriverebbe una Birdget Jones se facesse l'avvocato e vivesse a Napoli (con la differenza che le pene d'amore, qui, non fanno ingrassare ma il contrario). 3 stelle perchè non troppo originale. Da leggere, comunque.
Questo libro mi ha conquistata sin dal primo capitolo, non è profondo, non è un giallo, non è un thriller, è semplicemente il quotidiano reso accattivante e simpatico. Mi sono rivista nella protagonista molte volte e in più di una occasione, solitamente mentre sono in metro, mi sono messa a sorridere leggendo questo libro. Un libro che trasmette tanto buonumore.
cinque stelline perchè le ho date a bridget. perchè mi sono divertita. perchè ci sono picchi di imbarazzante immedesimabilità. perchè l'ho letto in un "momento storico" perfetto. perchè i libri letti in riva al mare guadagnano un sacco di punti.
Senza infamia e senza gloria. Scritto bene, come se l’autrice fosse quella tua amica un po’ cinica che ti aiuta a vedere le cose nel modo giusto...il suo a parer suo. Il finale l’ho letteralmente odiato.
Lettura lèggerà, ma allo stesso un bel ritratto di una giovane donna presa tra lavoro ed amore. Napoli sullo sfondo, uno studio di avvocati, divorzi e separazioni, e riflessioni profonde su un mondo che corre.
Divertente, verosimile, una commedia degli errori in toga. Mi è piaciuto un sacco, tranne per il finale… qualcosa si intuiva già da pagina 47(o giù di lì) Speravo nel colpo di scena. E invece: ghosting emotivo.
Arguto, divertente, si divora in poche ore. Scoperto per caso, grazie a una trasmissione di Augias, l'ho letto solo ora, complice un guasto alla linea internet. Da non perdere!