«Esistono storie che non esistono», diceva una vecchia, saggia voce fuori campo. Ma è tutto è possibile, se è Maccio Capatonda a scrivere. Infatti, dopo il clamoroso successo di Libro, l'autore torna con un nuovo, sconvolgente libro dal titolo Libro 2. Tra queste pagine il lettore inizia un viaggio senza bussola nel mondo di Maccio, in cui dovrà cercare le risposte alle domande più assurde (è nata prima l'acqua o la bottiglia?), rivivere drammi storici (come la depressione di Cristoforo "Cris" Colombo), seguire insoliti personaggi (come il simpatico bolo Aldo Boccone). Ai folli racconti si mescolano verosimili ma improbabili spiegazioni su come sono andate a finire veramente le barzellette (perché la maestra di Pierino, alla fine, si è rotta le palle delle battutacce) e dialoghi al limite dell'impossibile (a proposito, non si accettano altre domande nella sezione N.f.a.q. del libro), ma anche storie incredibilmente infatti Marcello Macchia aggiunge nuovi aneddoti autobiografici (questa volta facilmente riconoscibili grazie alla Vero), condivide intimissimi scorci della sua vita (come il suo codice fiscale) e spiega come funziona il mondo con istruzioni di una precisione mai vista prima. Inoltre, come si evince dal sottotitolo Racconti da mare, il libro si propone come compagno di viaggio in vacanza e invita il lettore a cimentarsi con stravaganti enigmi. Attenzione però: solo 1 persona su 158 riesce a risolvere i quesiti. Un libro che, ancora una volta, racchiude la genialità, l'imprevedibilità e l'ingegnosa, dissacrante, esilarante fantasia di Maccio Capatonda.
P.S. Non dimenticatevi di leggere il vostro oroscopo, soprattutto i nati sotto il segno dello Sgorbione.
Adoro la comicità di Maccio per cui le aspettative già erano altine. Consalevole del fatto che far ridere per iscritto è molto difficile credevo comunque che sarebbe riuscito meglio nell'intento di quanto effettivamente ho sperimentato. Ho letto libri molto più divertenti e assurdi di questo (tipo quello di Lundini, oppure Serra, Ammanniti, Eco, ma poi si vanno a toccare i grandi maestri con cui non si può nemmeno fare un paragone perché parliamo di tutt'altro tipo di Letteratura, quella con la L maiuscola). E infine, a dirla tutta, costa veramente troppo per quello che offre. Pagine bianche prima dei capitoli, un font gigante e racconti brevissimi, alcuni un po' banali e altri nemmeno così originali. Me lo hanno regalato altrimenti non lo avrei preso, perché quasi 20€ per un libro non li darei nemmeno ad uno che li merita (ma anche qui si entra in un discorso commerciale che non ha niente a che vedere con l'autore, che comunque continuerò a seguire e a stimare)
Da fan di vecchia data e Vecchio Conio, trovo che le poche cose davvero divertenti siano i brevi racconti autobiografici e le gag già presentate a LOL 2. A differenza del primo Libro, che ho apprezzato molto, questo è veramente solo una mossa, fatta anche in modo svogliato, di fare qualche soldo facile contando sulle letture sotto l’ombrellone. Spero che Maccio aspetti di trovare l’ispirazione per il prossimo, invece di buttarlo fuori fatto male e di corsa per cavalcare l’onda del successo di LOL 2. Certamente gli ridarò fiducia, ma questo Libro 2 veramente si può evitare.
Scrivo con molto ritardo questa recensione perchè devo ammettere che questo libro non mi ha lasciato un'impronta come il primo. In effetti non credo fosse il suo intento pertanto non mi sento di giudicarlo malissimo. A tratti alcune storie non-sense mi hanno divertita molto, altre molto annoiata. Dai Maccio confido nel terzo, sù! o giù... non so fai tu!
Un libro che punta tutto sull’assurdo e sul nonsense, con racconti e trovate volutamente caotiche. Personalmente ho faticato a entrare in sintonia con questa comicità, che mi è sembrata ripetitiva e poco coinvolgente. Una lettura che non ha funzionato per me.
Adoro Maccio,ma questo libro non mi ha entusiasmato proprio per niente. Tanti capitoli sono così senza senso che non hanno proprio motivo di esistere. Molto meglio il primo libro.
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Penso genuinamente che Maccio sia un commediante una spanna sopra chiunque altro in Italia, che ha fatto del nonsense il suo cavallo di battaglia. Ho apprezzato tantissimo il libro precedente - coerente, scritto bene - quindi non capisco perché il secondo sia una tale bruttura. Zoppicante, poco divertente, frammentato, pensieri sparsi malamente come se qualcuno gli avesse rubato gli appunti scritti sui fazzolettini del bar e li avesse pubblicati.