Marco Besana, è assopito nel suo bozzolo di noia e routine quotidiana, fino a quando lo chiamano dal giornale per qualcosa di importante. Deve curare l'articolo per una morte avvenuta vicino a Pisa in circostanze incredibili, una donna è stata bollita viva in un bacino naturale di acqua bollente. Lo scafato giornalista di cronaca nera, dà il suo ok solo se gli verrà affiancata Ilaria Piatti, la giovane giornalista emarginata dai colleghi solo perché più brava di loro. La polizia, avrà presto per le mani un colpevole che si dichiara tale, ma secondo la coppia di giornalisti investigatori, qualcosa non quadra. Troveranno infatti collegamenti e dettagli che gli consentiranno di risalire a casi simili ed associarli ad un assassino seriale così bravo che non solo non è mai stato preso, ma nemmeno mai sospettato. Ora questo elemento, sembra voglia mettersi in mostra per manifestare le sue incredibili abilità, tanto che i primi quattro cadaveri martirizzati, vengono scovati nel passato dalla Piatti. La quinta vittima, viene collegata grazie ad un indizio, che la coppia di giornalisti investigativi trovano dopo trent'anni, ancora li in bella mostra di sé…e poi altre uccisioni ancora. Un poliziotto, vecchio amico di Besana, li aiuta nell'indagine e gli mostra qualsiasi prova loro chiedono, rispondendo a tutte le loro domande.
Non mi sono piaciute le esagerazioni e sono molte. Anche il fatto che si sono invertiti i ruoli. I giornalisti indagano e i poliziotti stanno a guardare. La diffidenza giornalisti inquirenti qui non esiste, anzi sono buoni colleghi, riservatezza e privacy, trattati come due valori non solo dimenticati ma anche condivisi.
È il terzo libro che leggo di questi autori che si sono rivelati. Dietro allo pseudonimo Dario Correnti, infatti, ci sono Andrea Accorsi e Massimo Centin, criminologo e giornalista. Lo stile è consolidato con i parallelismi passato presente, anche i personaggi sono ormai noti, e mi piacciono, ma la storia non coinvolge. Ogni vittima è uccisa in maniera sensazionale, si va oltre la violenza e si arriva al martirio. Anche in questa terza puntata della serie, considero il rapporto tra il vecchio Besana e la giovane Piatti la cosa migliore.