Il commissario Bordelli è andato in pensione e la malinconia si fa sentire, nonostante la presenza sempre più stretta della bella Eleonora e le immancabili cene della Confraternita. Il giovane sessantenne fa lunghe passeggiate in collina, ripensa al passato, e a poco a poco si fa strada nella sua mente l’idea di risolvere l’unico caso della sua carriera rimasto insoluto: un ragazzo, figlio di un industriale fascista, ucciso nel 1947 con diverse coltellate... forse una vendetta? Era la sua prima indagine, e all’epoca non era riuscito a venirne a capo, anche perché molto presto era arrivato l’ordine di lasciar perdere, non era il clima giusto per rovistare nelle tragedie della guerra, l’Italia aveva bisogno di pace e di serenità. Ma adesso, dopo ventitré anni, può provare a risolverlo, anche se non ufficialmente. Nel frattempo cerca di dare una mano a Piras, diventato vice commissario, e finisce per ritrovarsi alle prese con due crimini odiosi che reclamano giustizia, una giustizia che forse andrà cercata al di fuori delle regole...
Marco Vichi was born in Florence. The author of eleven novels and two collections of short stories, he has also edited crime anthologies, written screenplays, music lyrics and for radio, and collaborated on and directed various projects for humanitarian causes. His novel Death in Florence won the Scerbanenco, Rieti and Camaiore prizes in Italy. Marco Vichi lives in the Chianti region of Tuscany.
Sempre piacevole leggere Vichi . Spero che la serie continui anche con il commissario pensionato; mi piacciono le descrizioni dei panorami fiorentini, mi piacciono le storie raccontate dagli amici, mi piace il suo rapporto con il suo cane : la parte poliziesca mi interessa relativamente , anche se la seguo volentieri.
Avevo sentito parlare di questo romanzo su un noto social network, ma poi l’ho acquistato mesi dopo in occasione di un mio viaggio in Toscana. Il romanzo è un giallo, molto avvincente, ma sviluppa anche altri piani: metaletteratura, amore, gastronomia e geografia del luogo sono solo alcuni aspetti di quest’ottima scrittura. L’autore riesce a tenere il lettore incollato alle pagine: non si riesce a chiudere il libro poiché si vuole arrivare subito alla fine. Non do quasi mai cinque stelle ai libri, ma questo le merita tutte!
Troppo lungo di nuovo. Più di cento pagine dedicate alla cena con gli amici, dove ognuno racconta una storia, che a volte è interessante, ma a volte non ha neanche una conclusione, per me resta più di quello che aggiunge a questo romanzo. Comincia il nuovo ex Commissario Bordelli con un 'incarico personale', scoprire l'autore/l'auttrice d'un reato nel passato, ma non arriva manco a fare un buco nell'acqua, mentre si conoscono diversi personaggi attorno alla famiglia della persona uccisa, che alla fine del libro, ti chiedi, ma cosa c'entrano?
Ovviamente questo caso si risolvera nel prossimo libro, ma lamento dire che, per me, Marco si sta ripetendo tropo negli ultimi anni. Soprattutto i libri sono troppo lunghi, con molte conversazioni, chiaccherati che occupano spazio sulla carta ma non nel cervello del lettore, almeno questo qua.
Detto questo, la parte finale dove l'ex Commissario risolve due casi che riguardano minorenni è eccellente e mi ha tralascaito al meglio stile Vichiano. Sarebbe interessante sapere gli opinioni di altri lettori.
Nei primi tre quarti non succede niente: esposizione del caso, senza significativi avanzamenti delle indagini; passeggiate, letture, Eleonora e l’ormai classica cena con gli amici che concludono la serata raccontando aneddoti a turno. Nell’ultimo quarto il romanzo si anima: viene scoperto un cadavere e il relativo colpevole, viene risolto un caso di pedofilia e… si passa frettolosamente alle conclusioni auspicando la futura soluzione del caso principale. Non tutto è perduto ma la stanchezza prevale.
Abbandonato. Non mi piace il modo in cui è scritto. Storie che non c entrano nulla con il caso di polizia, ripetizioni continue del protagonista sul fatto che è un ex commissario, e ci sono troppi puntini sospensivi in ogni pagina.
Ero rimasto indietro qualche mese ben consapevole di esserlo. Quando ho visto in libreria il nuovo Bordelli in questi giorni sapevo benissimo che a casa ad aspettarmi c’era ancora la sua penultima fatica, questa. La verità è che avevo una paura folle di iniziare a leggere. Con il commissario in pensione, e la tendenza di Vichi a perdersi nel raccontare storie non legate alle indagini, la mia più grande preoccupazione era quella di avere in mano una storia monca, piena si della vita quotidiana del mio amato commissario, ma monca della parte poliziesca. Non vi nascondo che verso metà libro le mie paure in qualche modo stavano per confermarsi. L’ormai abituale cena con storie ormai conta dieci invitati e la digressione inizia ad essere piuttosto rilevante. Ma Vichi è sempre stato maestro nel non annoiare il lettore e anche qui- e proprio in alcune di queste storie- ho capito che potevo proseguire la lettura senza patemi d’animo. Il libro infatti si anima con due casi inaspettati a quali Bordelli e il lettore (e lo scrittore) non possono rinunciare per nessun motivo al mondo. C’è sempre un sacco di Storia del bel Paese, quella che conta sul serio, e delle persone meno belle che da sempre l’hanno popolato e vissuto questo Paese. E c’è il mio commissario preferito, che nonostante la pensione e per fortuna, non riesce proprio a smettere di essere quello che da sempre conosciamo.
Indicazioni editoriali Il commissario Bordelli è andato in pensione e la malinconia si fa sentire, nonostante la presenza sempre più stretta della bella Eleonora e le immancabili cene della Confraternita. Il giovane sessantenne fa lunghe passeggiate in collina, ripensa al passato, e a poco a poco si fa strada nella sua mente l’idea di risolvere l’unico caso della sua carriera rimasto insoluto: un ragazzo, figlio di un industriale fascista, ucciso nel 1947 con diverse coltellate... forse una vendetta? Era la sua prima indagine, e all’epoca non era riuscito a venirne a capo, anche perché molto presto era arrivato l’ordine di lasciar perdere, non era il clima giusto per rovistare nelle tragedie della guerra, l’Italia aveva bisogno di pace e di serenità. Ma adesso, dopo ventitré anni, può provare a risolverlo, anche se non ufficialmente. Nel frattempo cerca di dare una mano a Piras, diventato vice commissario, e finisce per ritrovarsi alle prese con due crimini odiosi che reclamano giustizia, una giustizia che forse andrà cercata al di fuori delle regole...
I enjoyed reading the latest novel in the Bordelli series. I benefitted from previous reading to understand how the various elements of the novel inherited from the earlier books - the appearance of Rosa, Eleonora, Ennio, Dante, Piras and the dinner story-telling - all fitted together to give a satisfying read.
7! Un romanzo giallo ben scritto. Il protagonista e’ il commissario Bordelli, ormai in pensione, ma che continua a collaborare nelle indagini. Una fidanzata molto più giovane. Una compagnia di amici con cui a cena ci si scambia storie per più di cento pagine. La storia piacevole, ma non mi sono sentita catturata. In alcuni passaggi mo è’ sembrato più un’esecuzione di stile.
Una serie imperdibile, un protagonista unico e che amo moltissimo, tanti personaggi vari che contribuiscono a creare un gruppo organico e variegato e ogni libro è pieno di tante storie e su tutto spicca tanta umanità. Una lettura a cui non so rinunciare. Bellissimo anche questo come tutti gli altri.
Uno zibaldone. Racconti, storia della sua vita da pensionato, ricordi suoi e degli amici ed una paio di ulteriori indagini. Molto piacevole, alcuni punti interessanti a su cui riflettere. E ancora, un incensamento di Albe de Cespedes.
La lettura è piacevole, i personaggi sono carini ma forse il tono della narrazione e i ritmi non sono fatti per me. Tuttavia credo che Bordelli sia un personaggio da trasposizione televisiva: auguro a Vichi che qualcuno gliela proponga.
Il commissario finalmente è in pensione! Ma per tenersi occupato vuole cercare l'assassino dell'unico caso che non è riuscito a risolvere nel lontano 47. Nel mentre continuano gli incontri con la bella Eleonora, e aiuta Piras in due casi. Naturalmente organizza la famosa cena con tutti i suoi amici