Scritto nei suoi ultimi anni di vita e pubblicato postumo, il Galateo di Monsignor Giovanni Della Casa fu dedicato al vescovo Galeazzo Florimonte (dal cui nome latino, Galatheus, deriva il titolo). L’opera segue il modello rinascimentale del dialogo platonico, sebbene l’interlocutore non intervenga mai, limitandosi ad ascoltare. Nei trenta capitoletti che la compongono, Della Casa affronta i temi più disparati, dal modo di stare a tavola al linguaggio da usare nella conversazione, dalla bellezza femminile ai motti di spirito, attingendo alla sua lunga frequentazione delle corti rinascimentali.