Mediterraneo, 1600. Condannato dall'Impero Spagnolo e braccato dai suoi vecchi compagni inquisitori, Ambrosio De Los Reyes è combattuto tra il comando del suo galeone e il suo nuovo stato di fuorilegge. Durante un abbordaggio a un mercantile iberico la verità viene a galla: ci sono Streghe Zipa a bordo che viaggiano in catene verso una destinazione ignota. L'unico modo per liberarle consiste nel rubare l'oro del Nuovo Mondo che si trova nel luogo più inespugnabile di tutta Spagna. A Fiammetta non serve sapere altro per escogitare un piano a base di barili di cannonau e una innaffiata di magia, ma quando Zipa usate per esperimenti terribili si scateneranno contro di loro... sarà Un Bagno di Sangria!
Hey, I’m Tita. I’m a sci-fi and fantasy author, 2022 winner of the Cassiopea Prize for Best Italian Sci-Fi Novel. I love astronomy (duh!) and volcanoes. My life goal is to climb all the volcanoes on Earth and Olympus Mons on Mars. I’m traditionally published in Italy. Also, on Proxima Centauri b, but you’ll know for sure only in 4.25 light-years.
Nel seguito di “A colpi di Cannonau” le atmosfere si fanno più serie e drammatiche, la posta in gioco si alza. La capitana Fiammetta ha trovato finalmente un’impresa all’altezza delle sue aspettative; peccato che non tutta la ciurma sia disposta a seguirla senza discutere nella sua nuova folle avventura, a partire dall’ex inquisitore Ambrosio… Tornare a bordo di questa storia è come incontrare di nuovo vecchi amici per scoprire altre sfaccettature della loro personalità e del loro carattere. Il ritmo serrato della storia fa divorare le pagine davvero in fretta e ai poveri lettori non viene risparmiata una bella dose di angst (siamo sinceri, chi non lo ama?). Il finale lascia con l’acquolina in bocca per il seguito!
Ho amato questo libro, anche questa volta si è dimostrato il libro giusto al momento giusto. L'autrice riesce a giostrare benissimo tutte le parti del romanzo. Ora non resta che aspettare il terzo volume 🥃
Fiammetta mi aveva già conquistato con la sua prima avventura, questa però supera davvero ogni aspettativa.
Il worldbuilding e il sistema magico vengono approfonditi, i personaggi hanno occasione di brillare sia con le proprie azioni eroiche che attraverso i propri conflitti e drammi personali.
Titania riesce sempre a strapparmi un sorriso sincero, perfino bei momenti più tragici e perigliosi per i suoi personaggi!
Un fantasy consigliatissimo a tutti coloro che vogliono leggere un'avventura e che amano approcciare la vita con un sorriso e un pizzico di sana follia piratesca.
Un degno seguito di "A colpi di Cannonau" ottimo per continuare la storia, ampliare i rapporti tra i vari personaggi e preparare la rotta per l'ultimo libro!
Con questo secondo volume ho ritrovato la stessa energia "focosa" del primo. Lo stile rimane sempre uguale con un ritmo stavolta un po' altalenante. Ritroviamo sempre i due pov dei personaggi principali (Fiammetta e Ambrosio) e in questo secondo volume ammetto devo dire di aver apprezzato maggiormente lui.
Unica pecca è stata la difficoltà di tornare in quel mondo. Da un parte perché è passato del tempo da quando lessi il primo, dall'altra perché non ho trovato una sorta di resoconto e punto della situazione per rinfrescare la memoria a dove ci eravamo lasciati.
A parte questa difficoltà ho apprezzato gli avvenimenti, ho odiato alcuni personaggi e di certo non mi sarei mai aspettato un tale bagno di sangria, cosa che mi ha piacevolmente colpito.
Qui andiamo a vedere più nel dettaglio le relazioni tra i personaggi e i vari legami che si creano più che le ideologie che voleva portare il primo libro. Forse anche il nostro Ambrosio inizia ad addolcirsi e lasciarsi andare. E finalmente le zipa e i loro poteri iniziano diventare più centrali nella storia 😍
Se il primo mi aveva conquistato, questo però mi ha solo piacevolmente i trattenuo. Chissà cosa accadrà con l'ultimo volume
mi è piaciuto molto di più rispetto al primo che comunque mi è piaciuto. L'ho ascoltato su Audible e onestamente l'ascolto non è astato eccellente quindi recuperatelo in cartaceo. Mi è piaciuto molto lo sviluppo della storia e dei personaggi, soprattutto il personaggio di Ambrosio che qui ha maggiore spazio. Anche qui come il primo ha capitoli in prima persona e capitoli in terza persona, onestamente questa scelta stilistica non mi ha fatto impazzire e non so se sarà così anche nel terzo che sono curiosissimo di leggere
Okay allora come scritto negli aggiornamenti, questo libro mi è piaciuto un po' meno del precedente ma partiamo dalle cose positive.
Lo stile e il filtro psicologico. Lo stacco tra la narrazione di Ambrosio e quella di Fiammetta è netto e mette in evidenza tutto quello che caratterizza i due personaggi, i loro conflitti interiori e le loro aspirazioni. Non è affatto facile passare da una narrazione seriosa, preoccupata per ogni minima cosa, come quella di Ambrosio, a quella scanzonata e un po' menefreghista ma la penna dell'autrice si muove con agilità tra la testa dell'uno e dell'altra.
Altra cosa che mi è piaciuta tanto è la tematica dell'amore filiale e in generale della genitorialità. Era già stata accennata nel primo libro, ma qui trova uno sviluppo molto più approfondito per entrambi i protagonisti, che devono fare i conti con le loro perdite e i loro sentimenti. In questo contesto poi si inseriscono i personaggi di Stellina e di Michua, un ragazzino indigeno con una zipa dentro. Anche per loro la caratterizzazione è stata fatta molto bene, tanto da aver rubato la scena ad altri membri storici della ciurma di Fiammetta (Tipo Mercede e Ginevra). In ultimo, anche il rapporto tra Diamante e Fiammetta qui trova uno sviluppo molto bello che fa sentire tutta la loro complicità, con un momento in particolare che vi farà sicuramente commuovere.
Venendo invece a quelle che secondo me sono le note dolenti, in primo luogo c'è il rapporto tra Ambrosio e Fiammetta. Il primo libro doveva mostrare l'uscita di Fiammetta dalla propria comfort zone e quindi anche da alcuni suoi preconcetti sulla pirateria e sul mondo. Mi è piaciuto molto quando lei dice che gli uomini non possono avere Zipa (alias problemi) e che se ce le hanno sono serviti e riveriti per poi essere smentita da Ambrosio stesso. Mi aspettavo che questo segnasse l'inizio, non di un rapporto amicale, ma magari di progressivo avvicinamento anche tramite scontri e discussioni che li portassero a essere co-capitani e lottare spalla a spalla. Invece Fiammetta continua a essere una persona molto concentrata su sé stessa e sprezzante del rischio anche per la propria ciurma, dando sempre la colpa di tutto ad Ambrosio (e in generale a tutto il genere maschile) anche se è lui che alla fine si smazza di più, soprattutto alla fine. Nonostante quello che dicono altri personaggi, a me non sembra che lei sia la persona adatta per essere anche solo co-capitano: parla a sproposito di continuo, abborda navi per il gusto di farlo senza pensare al rischio per tutta la ciurma e poi scarica la colpa sugli altri, solo negli ultimissimi capitoli ammette un po' delle sue colpe ma perché è in una spirale di pensieri autodistruttivi e comunque alla fine è Ambrosio a salvare le chiappe a tutti (di nuovo). Insomma, visti gli ideali femministi che questo libro cerca di portare avanti avrei voluto vedere uno sviluppo alla pari dei due protagonisti, invece mi è sembrato che alla fine fosse Ambrosio quello dei due che è cresciuto di più.
Nonostante questo però ho già iniziato il terzo libro perché non vedo l'ora di scoprire la fine di questa saga e seguire la ciurma nel viaggio verso il Nuovo Mondo!
Torna la ciurma di piratesse più improvvisate, ma anche più piene di risorse e di iniziativa, del Mediterraneo. Fiammetta e le sue ragazze si uniscono ad Ambrosio ed il suo equipaggio per una missione ancora più folle e pericolosa della precedente. Combattimenti, colpi bassi (in tutti i sensi), colpi di scena, esplosioni (Fiammetta approved), imprecazioni fantasiose (Fiammetta dixit), momenti drammatici e tanto, tantissimo vino sono solo alcuni degli elementi che troverete in questo romanzo. Se già il precedente A Colpi di Cannonau mi aveva convinto, Un Bagno di Sangria è arrivato oltre. Una lettura divertente e rocambolesca che mi ha fatto fare le ore piccole ogni notte fino alla sua conclusione.
Ho faticato a entrare nel vivo di questo libro. In parte è colpa mia, perché ho lasciato passare troppo tempo tra il primo volume e questo e mi ci sono buttata senza neanche una mezza rilettura 🙈 In parte è perché ho avuto una sensazione di “falsa partenza”: prima l’arrembaggio al galeone, che fallisce; poi l’intermezzo con Galileo Galilei — insomma, la trama si prende il suo tempo e il prologo con il flash forward non aiuta. Dal capitolo XI in poi invece decolla e infatti mi ha preso tantissimo e l’ho finito in pochi giorni.
L’autrice si conferma bravissima nel mescolare umorismo, Storia e magia, ma in questo libro (come nel primo) c’è anche tanta attenzione alle sfumature dell’umanità: la ciurma della Rivincita è la definizione di found family, che i due capitani sono pronti a difendere a ogni costo.
L’evoluzione di Ambrosio è evidente: da pirata riluttante, ancora aggrappato ai brandelli della sua vecchia vita, a capo risoluto in grado di lasciarsi finalmente alle spalle il passato. Non mi aspettavo che lo facesse insieme a Berenice e all’inizio la ship non mi ha convinta, ma andando avanti mi hanno conquistato (anche perché Ambrosio impacciato fa tenerezza).
Fiammetta sembra sempre la stessa — cazzuta, impulsiva e sboccata — ma in questo volume le prende sui denti più volte e finisce per svelare una parte di sé che nessuno dei suoi compagni avrebbe potuto intuire: la donna che desidera disperatamente essere amata. Questo è il suo difetto fatale che la mette sempre nei casini, ma che rende anche così facile immedesimarsi con lei.
Il finale è una bomba (letteralmente), quindi devo recuperare anche il terzo (in tempi più brevi, stavolta 😅😂).
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È difficilissimo riconfermarsi, ma ancora più difficile è superarsi. Udite, udite, la Sangria è meglio del Cannonau, incredibile ma vero. Se il primo volume di questa meravigliosa saga ci fa innamorare di Fiammetta, eroina a modo suo, qui l’amore si espande a tutti i personaggi: a Diamante, che qui splende come da nome, a Berenice, che si eleva in spessore tra le altre della ciurma, ma anche a tutti gli altri memento della ciurma e, inevitabilmente, al personaggio che più di ogni altro schizza in cima alle mie preferenze. Ambrosio. Da antagonista a… a tutto. Ambrosio è l’altra faccia di Fiammetta: controllo contro istinto, sapienza contro improvvisazione, eccezionalità contro normalità. È bello vedere il loro rapporto crescere ed evolversi ed è bello vedere come questo fa crescere ed evolvere anche Ambrosio. Tutto bello, tutto, a parte due cose: 1. dov’è “O mirto o morte”? Lo voglio ORA! 2. Stellina. Ecco, Stellina deve morì male.
Come nel primo mi è mancata una sorta di narrazione corale che avrebbe dato molto più risalto alle caratteristiche della ciurma, considerando che i personaggi migliori sono Diamante e Berenice (per me). Inizia a dipanarsi la storia delle Zipa, e ne siamo contenti, ma il livello di cazzeggio all'interno del libro è altamente notevole.
La Capitana Fiammetta, terrore dei Sette Mediterranei, torna in azione.
Il seguito dell’originalissimo fantasy italiano A Colpi di Cannonau è, e lo dico molto a malincuore, un po’ deludente.
Il primo libro della serie aveva limiti e difetti sui quali si poteva sorvolare, focalizzandosi sui pregi come l’ambientazione ben realizzata, il sistema magico interessante e la particolarità della protagonista, che non era la solita giovaneebellissimaprincipessa/guerrierainvincibile/magapotentissima, ma una donna di mezz’età rozza e volgare. In questo secondo capitolo, purtroppo, i difetti sono più marcati e anche aspetti positivi costruiti nel precedente volume si vengono un po’ a disfare.
Fiammetta è sempre stata una protagonista sopra le righe, ma, specie nella prima parte di questo libro, temo che l’autrice abbia calcato un po’ troppo la mano sul suo linguaggio volgare, sui suoi comportamenti irrazionali e sul suo agire senza riflettere, rendendola una macchietta, quasi che volesse farla diventare la linea comica (cit) del libro. Eh, già, perché leggendo Un Bagno di Sangria, non riesci più a pensare a lei come la protagonista. Quel ruolo spetta ora ad Ambrosio De Los Reyes, che da principale antagonista che era in precedenza, diventa il punto di vista più importante, tanto che ora sono suoi i capitoli narrati in prima persona, mentre quelli di Fiammetta sono in terza, il contrario di quanto accadeva in A Colpi di Cannonau.
La trama è ambiziosa, forse troppo, tanto che molti eventi non sono raccontati, vi si sorvola come se fossero cose che si possono fare con facilità (giusto per citarne un paio: come hanno camuffato la nave di Ambrosio perché non venisse riconosciuta a Malaga? E come entrano così facilmente in porto?), quando invece non sembrano proprio esserlo. Il sistema magico si complica e non sempre è chiaro (anche se forse questa mancanza di spiegazioni è deliberata e sarà utilizzata nel terzo e conclusivo volume della serie). Talvolta mi è sembrato perfino in contraddizione con il primo libro (specie nella capacità di Ambrosio di utilizzare il suo potere e controllare la Zipa dentro di lui).
Una cosa di cui certo non si sentiva il bisogno in questo libro è una sottotrama romantica. Non aggiunge niente e sembra un po’ campata per aria, messa lì solo perché pare non si possa avere una serie di romanzi in cui non ci sia almeno una piccola storia d’amore. Cosa non vera, perché secondo me il primo libro se la cavava benissimo senza. Poi boh, magari sono esagerata io, ma
Altro punto dolente, sempre riguardo a Fiammetta:
Salvo il libro da una stroncatura perché l’ultima parte secondo me si riprende un pochino e il finale aperto lascia intravedere sviluppi interessanti nel seguito (che di certo leggerò), ma devo ammettere che, rispetto alla grande sorpresa in positivo che era stato il primo libro, questo è stato decisamente di livello inferiore.
Purtroppo questo secondo capitolo mi ha preso molto meno del precedente. Il mio entusiasmo è stato altalenante: l'inizio mi ha caricato tantissimo, poi il mio interesse è calato progressivamente nella parte centrale, e si è riacceso solo alla fine.
Il giudizio rimane positivo, perché comunque è tutto coerente e non ho trovato difetti che potrei reputare oggettivi, ma un sacco di cose non mi hanno convinto. La parte centrale era un'alternarsi di interiorità (che a mio avviso continuavano a ribadire le stesse cose) ed eventi che per me non avevano nessun senso. Era incredibile come la ciurma agisse SEMPRE al contrario di ciò che io avrei considerato ragionevole. Per certi aspetti mi sembrava che facessero queste cose insensate solo perché facendo così avrebbero scatenato un colpo di scena o scoperto informazioni che servivano più tardi alla trama. Il libro recupera con un finale davvero carico di tutto: emozioni, eventi, scene spettacolari, prospettive intriganti. E mi mangio le mani perché se fosse arrivato al culmine di un libro entusiasmante l'avrei amato alla follia, invece così è riuscito solo a riaccendere l'interesse e le speranze per il libro successivo.
La recensione finisce qui. Ribadisco che è un buon libro di collegamento per la saga, ma non posso dire che come storia in sé mi sia rimasta impressa.
Aggiungo un paio di cose, ma molto più di cuore, che di testa. Partiamo dal presupposto che tra i tanti personaggi l'unica a cui mi sono affezionato è Berenice, la persona più sfaccettata, empatica e ragionevole forse dell'intera ciurma. Ho sofferto tantissimo per non essere riuscito a entrare in sintonia con Diamante, che aveva tutti i presupposti per piacermi, ma era sempre troppo brava a controllare il suo conflitto interiore, troppo uguale a sé stessa nonostante stesse attraversando la fase più cruciale della sua esistenza. Se fossi riuscito a vedere più sfaccettature e più in profondità, probabilmente sarebbe stato il mio personaggio preferito in assoluto. Uno spin-off con il punto di vista di Diamante da giovane lo pagherei oro, just saying. Forse tutte le mie considerazioni nascono dal fatto che non ho empatizzato per niente con i due punti di vista: due personaggi estremamente egocentrici e totalmente incapaci di leggere, capire o gestire le persone intorno a loro. Persino Fiammetta, che ho amato nel libro precedente, qui mi dava a noia. Non pretendevo di vederla risolvere quel suo senso di colpa/bisogno materno, che a questo punto suppongo sia l'arco di trasformazione dell'intera saga, ma mi aspettavo quantomeno di trovare un personaggio cresciuto, la Fiammetta del finale di Cannonau, che aveva imparato il prezzo delle sue esagerazioni e ostinazioni, invece mi sembra che anche in Sangria abbia compiuto lo stesso preciso identico arco (o forse ricordo male io, a questo punto ne ho il dubbio). Ambrosio non posso dire che non sia coerente, ma l'autocommiserazione e la passività che ha maturato, per quanto mi riguarda, l'hanno reso insopportabile. Ho comunque buone speranze per Mirto, perché le prospettive con cui si è chiuso questo volume sono ottime e dovendo chiudere la storia, forse le differenze si vedranno già dall'inizio.
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie. Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmelo scappare? Assolutamente no. A colpi di Cannonau mi piacque veramente moltissimo e questo secondo volume riprende esattamente da dove lo avevamo lasciato, con Fiammetta che accetta di essere la vice capitana di Ambrosio. Ovviamente i contrasti tra i due non sono pochi in questo secondo volume ma devo dire che come sempre mi sono piaciuti tantissimo entrambi, con il loro cervello sveglio e le loro abilità. A proposito di queste, Ambrosio nonostante abbia deciso di usare il suo potere, continua a non fidarsi di esso e a tenerlo poiché, se perdesse il controllo, sarebbe un problema per tutti e al tempo stesso non vuole rischiare di perdere l'unica cosa che lo fa sentire speciale. Non c'è molto tempo però per pensare a sé stessi poiché ciò che era rimasto in sospeso o che era scaturito a causa delle vicende del primo volume, viene immediatamente messo in gioco in questo secondo che si rivela altrettanto ricco di colpi di scena. L'unica cosa che continuo a non apprezzare molto è il cambio di PoV tra prima e terza persona. Stavolta abbiamo Ambrosio in prima e Fiammetta in terza, e per carità, non si nota molto quando la scrittura ti prende, ma io su queste cose sono grammarnazi e non riesco assolutamente ad apprezzarla ahah Nonostante ciò, però, ho trovato molta più azione qui che nel primo seppur a volte ci sia stata secondo me un introspezione ai personaggi che in un secondo volume dovrebbe essere minore rispetto al primo, lasciando più spazio invece alle vicende. Ma sempre parere personale.
Ciò che da subito ho adorato di questo libro sono le ambientazioni, adoro che ci siano anche delle mete italiane in un'epoca affascinante come il 1600, così come la presenza di un personaggio noto. Questa è comunque una saga che si fa divorare, che bene o male anche se trovi qualcosa che non va, è così accattivante da non desiderare finirla e volerne di più quando hai concluso il romanzo. Insomma, alti e bassi mi è super piaciuto anche questo secondo volume.
Purtroppo, come accade frequentemente, questo libro, in quanto il secondo della saga, è decisamente inferiore al precedente. Sono pochi ma significativi gli elementi che mi fanno dare un simile giudizio.
Il primo è che la trama è più traballante della precedente, a partire dalle premesse: una ciurma di pirati che non ha praticamente mai combattuto che decide di dare l'assalto ad un forte? Possiamo cercare di giustificare l'argomento in un sacco di modi: Fiammetta che si infatua del nativo americano come se fosse un figlio ritrovato, Fiammetta con la sua ossessione di salvare le donne dagli uomini cattivi, una sorta di richiamo mistico che fa sì che le zipa siano indirizzate verso l'oro… ma a quel punto partono le contraddizioni, e sembrano essere piuttosto trascurate. Come fa il ragazzino a sapere un sacco di cose sul forte di Malaga? Come mai Diamante, che a tratti viene raffigurata come la voce della ragione, a non rendersi conto dell'assurdità del piano? Com'è possibile che la voce di una persona inculchi idee praticamente suicide in tutta la ciurma, contro l'evidente illogicità della proposta? E come mai nessuno, a parte Ambrosio, mette in dubbio l'affidabilità di quello che tutti sanno perfettamente essere una zipa?
Un altro problema di questo secondo libro è che ci sono alcune parti di brodo allungato inutilmente, con azione eccessiva. Insomma, a tratti sembra di leggere Dragonball, e l'autrice si crogiola approfonditamente in queste scene di azione, fino al punto di renderle un po' noiose.
Il terzo problema è l'inversione dei punti di vista rispetto al primo libro: il fatto che, in questo, Fiammetta sia narrata in terza persona e Ambrosio in prima, al contrario di quello che accadeva in A colpi di Cannonau, non solo rende lo stile meno scorrevole, ma non si capisce nemmeno il senso di questa decisione.
Tutto sommato non malaccio, ma purtroppo non all'altezza del predecessore. Come nella maggior parte delle trilogia, possiamo sperare in un recupero di qualità nell'ultimo volume.
Premessa importantissima: si tratta del secondo volume di una trilogia, perciò va letto dopo il primo, "A colpo di cannonau". Dato che il libro precedente mi era piaciuto TANTISSIMO, avevo pochi dubbi sulla riuscita del secondo, anche perché conosco bene la bravura di Titania Blesh. E devo dire che questa nuova puntata della saga piratesca si è rivelata all'altezza della prima. Non mancano i colpi di cannon...ehm scena e lo stile di scrittura è impeccabile, forse ancora più maturo, soprattutto per quanto riguarda i personaggi e tutto quello che provano di fronte alle peripezie che devono affrontare. Anche stavolta ho apprezzato particolarmente tutti i dettagli tecnici e storici che rivelano l'enorme studio che ci sta dietro. Tra l'altro stavolta troviamo anche un personaggio storico famosissimo, cosa che mi ha affascinato molto. Vi giuro che vi affezionerete ancora di più ai personaggi che avete amato in Cannonau. Finale spettacolare, che mi ha lasciato una voglia pazzesca di sapere come andrà avanti la storia. Attenzione, preparatevi alle emozioni forti, perché vi si spezzerà anche il cuore, ma ne varrà la pena. Che dire... un vero gioiello, consigliatissimo. Ora attendo il terzo volume!
Nel secondo volume i personaggi tornano in scena un anno dopo le vicende del libro precedente, in bonaccia, sfatti e senza un vero scopo. L'illuminazione si presenta come un gruppo di prigioniere impossessate da spiriti zipa nella stiva di una nave. E vino, ovviamente.
I forti messaggi di libertà e indipendenza trasudati nel primo atto di questa saga vengono messi da parte per lasciare spazio alla introspezione di Ambrosio e Fiammetta, ora entrambi posti allo stesso livello come protagonisti. Nella prima parte ho trovato la focalizzazione su di loro davvero eccessiva, un ribadire di concetti già chiari al lettore. Man mano che si prosegue la loro attenzione viene colta dagli eventi che precipitano loro addosso come una valanga, e il ritmo generale diventa più serrato e avvincente, fino al finale esplosivo. Il modo in cui è stato gestito il momento di massimo phatos mi è molto piaciuto, il finale lascia totalmente col fiato sospeso, e apre uno scenario vasto, dove tutto è possibile, per l'ultimo volume della saga.
Altra pecca che devo segnalare è il personaggio di Stellina. Oltre a essere irritante, a volte è esagerato il suo ruolo di variabile impazzita. La sua totale libertà lede un po' sulla credibilità degli altri personaggi.
Che dire? Alla fine la lettura varrebbe anche solo per l'ottimismo e la genialità di Diamante, e per vedere fino a quale altezza possono schizzare i poveri nervi di Ambrosio. Il suo muro di perfezione viene buttato giù, e l'animo profondamente umano dell'ex-inquisitore non ha più una barriera a fargli da scudo... Fiammetta si è dimostrata un personaggio con un carico introspettivo e un animo meno semplice di quanto sembri: le cicatrici di una vita senza affetti, e priva anche della possibilità di essere madre, emergono e la rendono quasi incapace di discernere realtà e inganno...
L'ho apprezzato meno del primo volume, ma resta sempre una grande storia!
In questo secondo volume la ciurma di pirati dalla Sardegna si dirige verso la Spagna alla ricerca dei dobloni maledetti. Ma i conflitti tra Fiammetta e Ambrosio creano non pochi problemi. La parte più divertente è stata proprio il rapporto tra Fiammetta e Ambrosio, con la prima che ricopre il secondo di insulti sempre più coloriti e assurdi. Trovo anche distribuita meglio la narrazione sui due protagonisti. L’azione è molto più spettacolare del precedente, ma paradossalmente ho trovato il ritmo meno veloce. E’ stato dato più spazio all’introspezione dei personaggi, cosa da apprezzare, però ho trovato alcune ridondanze nelle descrizioni e nei pensieri. Il numero di persone in grado di usare la magia degli zipa aumenta a dismisura, con sempre più battaglie a colpi di magia e un finale ancora più col botto del precedente. Recensione completa su http://andreinagrieco.it/2022/07/29/r...
Purtroppo la maledizione dei libri di mezzo ha colpito anche questa volta, infatti per quanto io abbia amato il primo questo secondo l’ho trovato un po’ più lento, un perenne spostarsi da un punto all’altro senza risolvere nulla, se non ovviamente negli ultimi capitoli. Però nonostante questo devo dire che questa autrice ci sa fare, la caratterizzazione dei personaggi è grandiosa e anche se non amo il protagonista maschile lei riesce comunque a farti affezionare a lui, ma in genere a tutti i suoi personaggi, perciò fate attenzione perché questa è una vera storia di pirati e non tutto è rose e fiori… non voglio fare spoiler ma siate pronti a tutto, anche a dire addio. Donne forti, colpi di scena, tradimenti, trappole e inganni, battaglie, pirati e magia, devo aggiungere altro? Vale la pena di leggerlo? Ma assolutamente si!!!! La scrittura è piacevolissima, e la storia coinvolgente, ma poi ci sono i pirati e le zipa, non vi serve sapere altro se non che non ve ne pentirete!!!
Era da molto che non leggevo una serie che mi appassionasse così. Vuoi perché i pirati sono sempre ai primi posti della mia lista di propietà o altro; Fiammetta e il suo caratteraccio mi hanno conquistato da subito È bello ogni tanto vedere una protagonista sconclusionata e casinista; indifferente nella sua pazzia ma che vuole solo un po' di amore Non propriamente una protagonista standard ecco, ma non meno amata Personalmente la amo, ma forse mi ci rivedo molto e questo me la fa apprezzare di più ad ogni parolaccia Come tutti è cambiata dal primo libro della saga, ma credo fosse un cambiamento necessario Ora non vedo l'ora di sapere cosa succederà in "O mirto o morte" e come si svilupperà una certa relazione (riusciranno quei due ad avere un momento per loro poveracci) quindi VERSO EL DORADO
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L'avventura delle piratesse del mediterraneo cresce e si fa più complessa, su grande scala. Tanto cuore, tante emozioni e tanti pianti (quel maledettissimo finale!). Una stella in meno del primo solo perchè ho sentito, rispetto alla conclusione di A Colpi di Cannonau, un passo indietro nell'evoluzione di Fiammetta. E per certi versi anche per Ambrosio, mio amor. Poco importa, qua si procede a vele spiegate verso un finale con il botto
Anche questo secondo volume è stato divertentissimo da leggere e perfetto per l'estate. Mi è piaciuto un pochino meno del primo ma comunque l'ho divorato 😍 tra i punti di forza c'è sicuramente il maggior spazio dato ad Ambrosio che già mi aveva convinto nel primo libro e anche lo sviluppo del personaggio di Fiammetta che sul finale mi ha fatto anche commuovere. Ho adorato anche i battibecchi tra i due a suon di insulti sempre più creativi 😂 Le uniche pecche per me sono l'aggiunta della sottotrama romance che non mi ha molto coinvolto e la ripetitività di certi elementi della trama. Nel complesso questi due libri sicuramente rientreranno tra le migliori letture dell'anno e ne ho un bellissimo ricordo💙🏴☠️ ora come si aspetta il terzo? 😱
Questo secondo romanzo delle avventure della piratessa Fiammetta e dell’ormai ex inquisitore Ambrosio De Los Reyes mantiene sempre quell’atmosfera caciarona e di ignoranza a cui Titania ci ha abituato. Diversi personaggi subiranno dei cambiamenti e non mancheranno i momenti drammatici, che a parer mio in questo libro saranno molto più intensi. Sempre parere mio: il miglior personaggio Diamante che in questa storia brillerà tantissimo e tra personaggi come Fiammetta e Diamante, l’autrice ci mostra come si scrivono davvero dei personaggi femminili forti senza fare delle Mary Sue. Detto questo aspetto la conclusione di questa trilogia con impazienza….e quasi dimenticavo O MIRTO O MORTE! E CHE SIA MIRTO!
Salpare con la Rivincita significa immergersi in avventure rocambolesche, in cui la ragione di Ambrisio, che ha ormai perso ogni fiducia in sé stesso, si scontra con la temerarietà di Fiammetta, una improbabile vice-capitana forgiata nel ferro da una vita dura che, nonostante sia piena di rancore e di sfiducia verso gli uomini, non ha perso la capacità di amare, alla continua ricerca di fuga attraverso l’avventura. Intrighi, tradimenti, colpi di scena si susseguono in un turbinio di azione e combattimenti. Sarà la ragione o l’ardimento a prevalere alla fine di tutto? Non ci resta che attendere l’uscita di o mirto o morte per avere la risposta definitiva.
Che bello è stato tornare a casa tra i membri di questa ciurma sgangherata 🍷 In questo secondo volume le cose si fanno ancora più... focose. L'autrice è bravissima ad alternare le scenette più comiche tra i protagonisti (vedi Fiammetta e il nostro amato Ambrosio) a scene ad altissima temperatura (di cui spesso è colpevole il suddetto ex inquisitore coff coff), con tensione drammatica e distruzione - spesso anche caotica - come piace a me. Insomma, il risultato finale è un successone dirompente 🔥
Il secondo volume non delude le aspettative, anzi! Torniamo in Italia, abbiamo uno special guest che mi ha fatto fare i salti insieme a Diamante e dei colpi di scena che fanno male🥲. Ho apprezzato molto le scene d'azione, lo svolgimento della trama e la parte finale BOOOM. Davvero ottimo. I personaggi sono rimasti fedeli a loro stessi ma con sviluppi interessanti, c'è anche un pizzico di romanticismo che da amante del genere mi ha convinta! L'irriverenza la fa da padrone, e questa cosa mi è piaciuta davvero tanto. Non vedo l'ora di vedere come questa avventura piratesca finirà!
Ancora una volta Fiammetta, la protagonista, ci porta in un mondo di avventure. Le sue battute salaci ci strappano più di un sorriso e la voglia di sapere come va a finire il libro, si scontra con il desiderio di continuare a leggere l'evolversi di questo intrigo di un passato non così lontano. Non vedo l'ora di leggere il seguito e aspetto con ansia che questa arguta autrice ci porti nuovamente nel suo mondo magico.
Sono andata più lenta in questo secondo volume che ho trovato più denso e doloroso del primo, meno scanzonato anche se sempre esilarante in alcuni punti. Per buona parte del tempo volevo scrollare la protagonista e per l'altra abbracciarla. Terzo atto appassionante, pieno di colpi di scena, di azione e di emozione. Mi ha lasciato tanta voglia di leggere il seguito. Titania Blesh ha un ottimo stile, alcune frasi colpiscono nel profondo e con le parole sa dipingere scene vividissime.