Apocalemme. Capolinea di tutti gli eserciti, cancello di tutti gli inferni. Sudario , re di guerra e brace, chiama a raccolta i suoi reduci per l’ultima Cappiata, dove non sono ammessi poemi né proclami. In un’apocalittica partita a necrobriscola contro le orde dei quattro Pascoli, il sovrano e la sua armata arrancano tra maceria e nobiltà. La linea del fronte è in la Cattedrale sorta dalle acque infiamma l'orizzonte e le sue campane muggiscono coi toni della fame più nera. Intanto, a Castel Notturno, tra le ombre di un vecchio rogo i Fratelli di Taglia uniscono le lame per la resistenza finale, mentre un cardinale e i suoi apostoli cospirano per deformare il Regno a propria immagine e truculenza.
“Caduta è Apocalemme e la sua vanagloria. Il tempo è fuggito, il Tempio è fuggito. Nazioni, snudate le Spade, contate i Denari, spezzate i Bastoni e vuotate le Coppe. Impiccato è il Messia che potrà salvarvi.”
L'inferno oggi è un posto più sicuro. Perché è vuoto. APOCALEMME è il quarto romanzo della saga grimdark del Regno di Taglia dopo VILÙPERA, MATTANZA e SUDARIO, il primo fantasy italiano con un worldbuilding ispirato alla briscola.
*[Contiene 20 demoni illustrati da David Genchi e un glossario dei personaggi]
Ho letto tutti i libri del duo delle meraviglie, quindi mi sento dire con certezza che si sono superati un'altra volta. Libro scorrevolissimo, azione a non finire, giochi di parole, citazioni, dialettismi, tutti i tratti distintivi del loro modo di scrivere sono stati migliorati ulteriormente. Da leggere assolutamente se avete letto Vilupera. Tra l'altro la copertina di Genchi è spettacolare, in fondo al libro ci sono anche le sue illustrazioni dei demoni. A questo punto non vedo l'ora che esca il seguito, Bugìfera!
La degna prosecuzione della Saga di Taglia. Se Vilupera è un'affilata storia di vendetta, Mattanza un giocattolone colorato utile per darti dei grandissimi personaggi, Apocalemme è una botta di adrenalina, che ti trascina nella tragedia dell'apocalisse incombente e di come ognuno, re e non, faccia di tutto per combatterla. Perché a volte l'importante delle guerre non è vincerle o perderle, ma combatterle.
HO INIZIATO APOCALEMME CARICO DI ASPETTATIVE NATE DOPO LA LETTURA DI VILUPERA E MATTANZA.
HO FINITO APOCALEMME CARICO A CANNONE, CON UN HYPE PER IL QUARTO VOLUME CHE NON SENTIVO DA ANNI. UNO PENSA "BEH DOPO DUE LIBRI CARICHI MAGARI QUESTO È UN PO' SOTTOTONO" E INVECE, GLI AUTORI ALZANO ANCORA L'ASTICELLA DELLO SCRIVERE BENE. SEMBRA UNA BANALITÀ MA È RARO INCONTRARE PRODOTTI COSÍ PREGNI DI PERSONALITÀ, STILE, GENERI DIVERSI CHE SI FONDONO A CREARE UNA LETTURA COLOSSALE.
UN LIBRO DOVE OGNI PAROLA TRASUDA EPICITÀ, DOVE I PERSONAGGI SONO TRATTEGGIATI COSÍ BENE DA DIVENTARE EPICI ANCHE SE LI SI INCONTRA PER POCO, DOVE OGNI PAROLA È PESATA, POTENTE, EVOCATIVA.
Questa volta il duo di autori si è superato.. Apocalemme è la consacrazione del grimdark very dark italiano.. lo stile è sempre più alto, ogni frase sanguina poesia e senso della frase.. ogni scena stilla umori e viscere nell'animo.. ogni personaggio dilaga sulla scena e nella mente con profondità e perfetta imperfezione.. a differenza degli altri capitoli autoconclusivi, questo benché termina molte linee narrative, troverà la sua piena conclusione solo nel quinto e ultimo volume della saga.. rendendo la storia del Regno di Taglia epica ma non etica, violenta e dolente, efferata e devastante... Uno tra i migliori fantasy italiani di sempre..
Quarto libro della serie diventata un film d’azione, con tradimenti, gang che si riuniscono, esplosioni e un re sanguinario che porta giustizia mentre l’apocalisse lo insegue con demoni che incarnano la briscola; tutto quanto in una bolgia di sangue, urla e terrore… Ne abbiamo fatta di strada, da Vilupera.
Mazza e Sensolini continuano l’epopea del Regno di Taglia costruendo un arco narrativo più ampio che prosegue da dove ci eravamo fermati con “Mattanza” e mette a frutto tutte le informazioni importanti che ci hanno dato in “Sudario” sul re che sta combattendo ad Apocalemme, o meglio, che combatteva, perché se l’inferno si stanca di aspettare viene lui da te. Qui troviamo il re di Taglia che scappa cercando di avvisare il suo regno dell’arrivo della grande cattedrale, inseguito da demoni e creature da incubo, mentre il Barbiere e la Lebbrosa si ritrovano dentro le trame di Flagellanti.
Torneranno dei personaggi che abbiamo visto in “Mattanza” e qualche nuovo elemento, che però seguirà più l’arco narrativo del re. Ho percepito come se in questo libro tutti i combattimenti e le vicende violente fossero maggiormente addomesticate, più per un uso narrativo e non scene che fanno pensare a una storia alla Tarantino ma fini a sé stesse. Si sente che ogni scontro ha un ruolo nell’avanzamento della trama e si sente di più il rischio di morte per i personaggi principali e secondari, questo perché non si percepisce più la plot armor dei protagonisti.
Il finale ha una sua potenza particolare, riesce a creare tristezza ma, allo stesso tempo, far venir voglia di saperne di più su ciò che è rimasto, o chi; siamo solo all’inizio della fine e ben lontani dalla conclusione, ma sicuramente è partita col botto. Apprezzo veramente la scelta di usare la briscola per dividere i gruppi di demoni, dà un tono di sacralità blasfema che solo una bestemmia con un bianchino mentre si calano i bastoni sa dare.
La scrittura resta graffiante ma sempre più semplice da leggere e godere dopo tutto l’allenamento fatto. Si comprende l’utilità di aver letto il prequel prima di questo libro per lo spessore che si riesce a dare a re Sudario, oltre a certi collegamenti fra i vari libri che durante la lettura danno un senso di interconnessione. Vedremo come proseguirà l’Apocalisse.
Ho letto tutti i libri del duo delle meraviglie, quindi mi sento dire con certezza che si sono superati un'altra volta. Libro scorrevolissimo, azione a non finire, giochi di parole, citazioni, dialettismi, tutti i tratti distintivi del loro modo di scrivere sono stati migliorati ulteriormente. Da leggere assolutamente se avete letto Vilupera. Tra l'altro la copertina di Genchi è spettacolare, in fondo al libro ci sono anche le sue illustrazioni dei demoni. A questo punto non vedo l'ora che esca il seguito, Bugìfera!
Cappiolavoro. Scrittura maturata ed enormemente migliorata rispetto ai precedenti romanzi. Tanto di cappella al duo italico. Bravi regaz. Aspetto l'ultimo romanzo come una boldra aspetterebbe, inginocchiata, la venuta del suo signore.
In realtà siamo nella dimensione tra il 3.5 e il 4 per tutto il libro tranne che nel finale che siamo sul 4.5 abbondante. Stavolta c è una notevole riduzione dei termini dialettali che sono un marchio di fabbrica di quest opera, tutto si snoda in un lasso di tempo abbastanza breve e narra pochi ma estremamente significativi avvenimenti porta a imperitura gloria il re Sudario (ammetto di averlo amato come pochi personaggi) e porta tutta la saga a un passo dalla sua conclusione quindi credo sia inutile dire quanto siano alte le aspettative di chi come me c è più o meno dall inizio di questa cappiata! Difetti: pochi se non che a volte si percepisce u a certa confusione nella descrizione delle scene d azione. Certe volte basta tornare un pò indietro con la lettura per riprendere il filo (ipertrofico e testosteronico) altre volte il dubbio mi è rimasto (soprattutto durante l assedio di Incudine) ma in generale stiamo parlando di sciocchezze paragonabili al sesso degli angeli. Se siete stanchi del solito fantasy fatevi un regalo e concedete una chance al fantasy italiano, il fantasy di meNare.
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«Lo avvertite anche voi, il male alle ossa?» mormorò il Broccaccio. «Ai nervi.» Sudario scrollò gli spallacci. «Il Male è come lo scolo. Sbagli bordello una volta e te lo porti dietro per sempre.»
«I cieli cagheranno anime.»
In questo quarto e penultimo libro della Saga di Taglia, gli autori cercano di mettere ordine nei personaggi e nelle vicende seminate durante i precedenti volumi. Dei tre filoni iniziali, tutti interessanti e che sarebbe stato bello approfondire equamente, quello di re Sudario diventa presto preponderante, togliendo spazio agli altri.
Sudario resta sicuramente uno dei personaggi meglio costruiti dal duo, ma a volte é difficile seguirlo nelle scene d’azione, cariche di dettagli e non sempre chiare.
La narrazione attraversa momenti altalenanti, passando da massime incisive a descrizioni contorte e poco leggibili. L’ultimo assalto riesce a creare una buona suspense e a tenere il lettore incollato agli avvenimenti, ma sarebbe stato bello trovare questo coinvolgimento anche prima.
Nel complesso, migliore di Mattanza ma non di Vilupera e Sudario.
Altro libro letale, anzi letalissimo. Mi è piaciuto una spanna meno degli altri, ma sto spaccando davvero il capello in quattro, e credo che la colpa sia del tempo che è trascorso tra una lettura letale a l'altra. Se da un lato la costante presenza infernale mi ha messo addosso una sensazione di ansia, dall'altra è proprio questa la protagonista, e sfido chiunque a riuscire a mantenere un'atmosfera del genere per un romanzo intero. In certi momenti sembrava di avere tra le mani un inferno dantesco sotto amfetamine. Non vedo l'ora di arrivare all'epilogo della saga, e mi rallegro ogni giorno che passa per essermi potuto godere questo piccolo gioiello letterario.
Brividi. Molteplici, dilazionati e, a tratti, dilanianti. Terzo capitolo di una saga che ha del sublime nella sua ideazione. Ero già stato rapito dalla genialità del mondo di Taglia grazie ai primi due volumi, che mi avevamo fatto conoscere una scrittura unica, fatta di trama fitta, personaggi intrisi di caratura, metrica tagliente, non semplice da digerire ma mai banale. Ho venerato questo libro come pochi in passato. Pagina dopo pagina ha fatto ribollire il fomento da Cappiata che è insito in me. A fuoco lento è evaporato ogni dubbio su quanto il dark possa essere padroneggiato in chiave fantasy in maniera magistrale, curando ogni dettaglio, ogni battuta, ogni descrizione. Un worldbuilding epico che in questo capitolo si puntella di azione e lungimiranza pazzesca. Che dire..Jack e Luca siete dei geni. Forse al pari del Broccaccio. Grazie
Devo dire che in questo libro ho avuto una notevole sorpresa quando ho capito che non è la conclusione della saga.
Nel complesso, un discreto libro ma che non mi ha convinto più di tanto. È un libro con una grande quantità di azione (ma non quanto in Mattanza), dove vengono a congiungersi svariate trame e storie viste nei precedenti volumi.
Come in Sudario, gli autori hanno un po' moderato il livello di vernacolo, che rendeva i primi due libri poco comprensibili. Resta invece inalterata la ricerca di nomi storpiati in deformazioni tragicomiche, ed aumenta a dismisura il livello di volgarità.
La sottotrama dello Straccione & co. è appena accennata, non si capisce bene perché non sia stata direttamente rinviata ad un libro successivo a questo punto, però mi viene il dubio che gli autori volessero solo rompere un po' il ritmo della guerra continua tra gli eserciti di Taglia e quelli di Apocalemme.
Restano diverse domande aperte, alcune chiaramente previste per un seguito (in particolare Vangelo Flagellanti, i suoi figli ed i carnefatti), altre che invece mi chiedo perché non abbiano trovato risposta in questo libro. Ad esempio: perché la cattedrale emerge proprio ora? Perché i quattro semi delle carte a rappresentare le legioni di Apocalemme?
Tutto sommato, fin qui, una discreta saga (ma un capolavoro a paragone della generalmente scadente letteratura fantasy italiana), ma alla lunga lo stile Regno di Taglia, molto gradevole nella sua novità dei primi due libri, viene un po' a noia.
Aggiungo un piccolo apprezzamento per un paio di splendide citazioni di Valerio Evangelisti, nonché per la frase "il sacerdozio è il padre dei vizi" che da sola vale forse non tutta la saga, ma sicuramente questo libro.
"Quando è l'inferno a dare le carte non importa se vinci o perdi, ma quanto fai durare la briscola."
Il quarto capitolo della saga del Regno di Taglia è giunto, e lo stavamo aspettando come la seconda venuta dell'Appeso.
"Colpi bassi, metriche alte" è un motto che vi sarà familiare se avete già avuto trascorsi con i dopati di Ignoranza Eroica e APOCALEMME ce lo ricorda a ogni frase, a ogni morte.
Diavoli nella foggia di semi della briscola stanno sorgendo da Apocalemme, la fine dell'uomo si avvicina. A tenere il fronte, solo il re di guerra Sudario e ciò che rimane del suo esercito di sbandati, disertori e disperati. Quando calano gli assi, solo chi è temprato nell'acciaio ha speranza di resistere.
Apocalemme funge da punto di incontro dei precedenti capitoli della saga. Se ognuno di essi poteva esistere come storia a sé stante, in Apocalemme i fili iniziano a venire tirati e personaggi provenienti dalle vecchie storie fanno la loro ricomparsa.
Ritroviamo quindi il Barbiere, la Lebbrosa, Andrea G. dei Picchetti (la G. sta per Genio) e molti altri sopravvissuti alla feroce follia del Regno di Taglia. Incontrarli mi ha fatto l'effetto di rivedere un vecchio amico che non incontri da molto tempo e che ha delle nuove storie interessanti da raccontare davanti a qualche boccale di Vecchia Romagma (gradazione Penumbria).
Il vero protagonista di questa storia è però di nuovo Sudario, un re che ha passato in guerra la maggior parte della sua vita e che ormai ha poco da perdere, nulla da guadagnare e tantissimo da offrire ai lettori affamati di storie sanguinose.
Se avete letto i precedenti volumi della saga non vi dirò di leggere Apocalemme, sono sicuro che lo farete senza inviti. Ma se non vi siete mai addentrati nel Regno di Taglia, allora sappiate che il grimdark italiano esiste e non vede l'ora di saziarsi della vostra carne.
NO SPOILER Non è semplice dare un’opinione su questo libro, ma in estrema sintesi a differenza dei precedenti Vilupera e Mattanza, che mi hanno divertito molto, in questo libro l’effetto “schiaffo” mi è mancato. Nei primi due libri infatti la trama galoppa e ti strapazza facendoti conoscere personaggi e ambientazione memorabili.
Preciso che ho letto Sudario e Apocalemme uno dopo l’altro e forse anche per questo la sensazione di dejavu dovuto alla centralità del tema della “ritirata” ha appesantito la lettura. Le vicende di Re Sudario non presentano particolari colpi di scena e dopo capitoli di battaglie avevo solo voglia di arrivare al finale, che purtroppo è stato anche abbastanza “telefonato”. Quanto invece ci viene raccontato dei Gualtieri&Co, per quanto poco, mi ha interessato di più.
Purtroppo più ripenso alla lettura e più mi sembra che questo romanzo sia davvero un romanzo di passaggio verso la conclusione della saga Bugifera, che spero sarà caratterizzato da evoluzioni di trama entusiasmanti e soprattutto inaspettate.
alla fine arrivò il turno di Apocalemme e qui il turpe invidioso che alberga anche in me, per un attimo ha sperato che Sensolini/Mazza fallissero, che avessero fatto il passo più lungo della gamba che, con un copy and past di mestiere, avessero riempito le pagine del nuovo romanzo ma ho dovuto ammettere la mia miopia ed inginocchiarmi sui ceci e con un cilicio di adamantio fustigare la mia blasfemia ed i miei peccati...siamo oltre il fantasy, (come ha scritto qualcuno altro migliore di me) siamo nel terreno ricco ed ubertoso dell Epica dove i cuori colgono il senso della vita e la mente si piega alle lacrime del destino. Niente spoiler, solo un grande immenso atto d’amore per questi due bastardacci che hanno fatto irruzione nella mia vita di lettore di fantasy cambiandone i paradigmi. Viva Giganteschio e una volta Diocaniere, Diocaniere per sempre. AD MAIORA.
Apocalemme mi è piaciuto più di Mattanza. L'ho trovato più strutturato e ho molto apprezzato la figura di Sudario. Gli autori hanno giocato e sperimentato con la lingua italiana, come nel loro stile, e non mi è dispiaciuto, anche se a volte questo rende la lettura un po' faticosa. Nell'insieme siamo tornati alle quattro stelle. Ora non mi resta che attendere Bugìfera.
Mi spiace non poter dare di più, anche se in realtà forse meriterebbe qualcosa di meno. Non è ispirato come Vilupera e nemmeno divertente come Mattanza; le parti di Re Sudario si dilungano senza uno scopo mentre quelle sui Fratelli di Taglia in paragone sono troppo poche e troppo brevi. Purtroppo, come in tutte le cose, bisogna capire quando è ora di finirla.
Che dire. Un nuovo romanzo del duo Sensolini Mazza, e ancora una volta una cannonata. Precisazione, i fatti di questo romanzo seguono a stretto contatto le vicissitudini di Vilupera, il primo libro,ma x una migliore comprensione, consiglio di leggere anche gli altri 2, Mattanza e Sudario, xchè danno un respiro più ampio anche alla ambientazione e alcuni personaggi compaiono anche qua, c'è cmq un glossario dei personaggi che li riassume in maniera perfetta.piu che altro leggendo solo questo si spoiler quello che avviene nei primi 3 libri. Pur essendo,infatti tutti i libri autoconclusivi,mi sento di dire che questo ne giovi parecchio x lla comprensione della storia e del contesto. Per il resto che dire. Se siete arrivati fin qua sicuramente apprezzerete lo stile e il mondo del Regno di Taglia,ironico ,grottesco. Ma violento e blasfemo al punto giusto, con un black humor che ci permette di apprezzare anche le scene più turpi. Alla carrellata di personaggi che ritornano,su tutti il Re Sudario,se ne aggiungono altri altrettanto indimenticabili,da Caracarla a gianfango e via discorrendo. La trama vede il Re Sudario impegnato ad Apocalemme in una guerra decennale, e forse giunto alla resa dei conti. E qua ancora una volta vediamo un romanzo con un concept da urlo ma con idee sempre nuove amalgamate in maniera eccezionale. Vediamo quindi un racconto che mischia l'apocalisse di Giovanni viene mischiata alla briscola,qua chiamata necrobriscola,x Dar luogo a schiera di demoni che riprendono i 4 segni del mazzo. Una storia di guerra,di massacri e si anche d'amore .quasi un high fantasy,x gli amanti delle etichette. Menzione speciale x la fantastica copertina e le illustrazioni interne, qualità sopraffina x, ricordiamo, degli autori indipendente. Che dire quindi: Poco di etico,ma, a questo giro, moooolto di EPICO