Libro molto carino ed una lezione di vita incredibile. Non tanto per le descrizioni delle corse svolte da Maya (nata Galina) sennò piuttosto per le prime 55 pagine del libro (la metà più o meno) dove la protagonista ci racconta della sua infanzia in Moldavia. Questo libro dovrebbe essere lettura obbligata a scuola. Povertà in senso puro e vero. Famiglia rota per l’alcol … e per la incultura … maltratti, lavori quasi forzati sin da piccola … e la corsa come scappatoia. Tutto riempito d’aneddoti descritti molto bene che fano tremare e ci fa ricordare quanto ne abbiamo e quanto ci lamentiamo. Questa bambina/ragazza, oggi donna che abita nella provincia di Brescia fu nata a Lapusna, paesino di campagna al sud-ovest di Chisinau di meno di 5,000 abitanti, a tan solo 30 Km del confine con la Romania, ed ebbe una infanzia molto dura. Da ragazza, credo appena maggiorenne, dopo mili vicissitudini si trasferisce a Mosca, in Russia, col suo fidanzato per poi arrivare in Italia (a Rimini). Di là si sposta in provincia di Brescia dove diventa donna, sposa e mamma. E corre. Corre e tanto. E con tanta passione. Non solo per sport ma per raggiungere la pace interiore e per sentirsi parte di un gruppo. Nonostante la corsa sia uno sport individuale i runner sono infine un uno. Mi sono goduto molto questo libro. Si legge in una notte. 5 stelle.
Due estratti per me:
“Rispettare le regole sportive e attuarle alla luce dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è anche essenziale per la convivenza a scuola, al lavoro, per strada e nel tempo libero. Lo sport ci mostra che non si perde la libertà essendo rispettosi degli altri e che il rispetto delle regole, quando queste regole sono giuste e accettate dalla maggioranza, è un segno di maturità che rende più forti, non più deboli”.
“L’integrazione in un Paese, coi suoi costumi, le sue idee, le sue abitudini, la sua lingua, non è una cosa che si acquisisce come il permesso di soggiorno. La si costruisce nel tempo”. … “il mio prossimo obbietivo sarà quello di imparare a parlare perfettamente la lingua, con la cadenza perfetta, perché voglio sentirmi italiana a tutti gli effetti, …”.
E tre note:
Corsa del Passatore (100 Km): (6’03”/Km)
Meglio tempo a Berlino (maratona): 4’:29”/Km
Come il comunismo e la chiesa ti affoga e ti toglie la libertà.