Vita avventurosa di Elsa Oliva, classe 1921, pittrice e antifascista, che si unì alla resistenza partigiana prima nella Brigata Alpina Beltrami e poi nella Brigata Franco Abrami. Intrepida e coraggiosa, volle essere una combattente armata ed attiva nel pieno contesto di una formazione partigiana. La sua è una delle poche storie di donne impegnate nella Resistenza che oggi viene ricordata.
Aspettavo di leggerlo e soprattutto trovarlo da un pezzo, da quando l'ho conosciuta grazie alle testimonianze delle partigiane piemontesi. Devo dire che mi aspettavo di trovarla più indipendente ed emancipata nei confronti degli uomini, giacché in quel libro dichiarava che non aveva rammendato neanche un calzino ai partigiani, era lì per combattere. Qui spreca invece grandi sentimenti ed emozioni per i compagni, per cui prova un amore fraterno, comprensibile per le esperienze condivise ma talvolta melenso e retorico. Per il resto, devo dire, mi piace lo stile semplice ma chiaro e concitato, una battaglia dietro l'altra, tipica di un diario che immagino abbia tenuto. E' una testimonianza importantissima di una donna che non era semplice staffetta (qui non hanno neanche un nome, purtroppo), ma combattente armata, temeraria, animata da un grande senso di giustizia. Mi piacerebbe averlo. Lo leggo durante una gita in montagna, non c'era posto migliore per farlo.