Nella Via Privata Vassallo, a Sestri Ponente, il tempo passa lentamente, le tradizioni si rispettano e il clamore del mondo arriva attutito. Regine di questo regno, chiunque vi abiti lo sa, sono le signorine Devoto: Santa, Mariannin e Siria, uguali eppur diverse, e convinte che il genere umano si divida in due: le persone per bene, rispettabili, cristiane e all’antica, e quelle poco raccomandabili, cioè tutte le altre. Miti e riservate, saranno proprio loro, tuttavia, a scendere in campo per prime e con insospettabile decisione quando la tranquillità e il buon nome del loro mondo verranno minacciati. Qualcuno infatti ha messo gli occhi sulle belle proprietà della Via Privata Vassallo, qualcuno pronto anche al crimine pur di ottenere ciò che vuole. Il romanzo di Renzo Bistolfi è una fotografia degli anni Cinquanta, velata di amabile nostalgia per un luogo e un tempo ormai scomparsi, e per un piccola folla di personaggi di straordinaria umanità.
Il primo di Bistolfi è stato Lo strano caso di Maria Scartoccio: ovvero, un brutto fatto di cronaca a Sestri Ponente, cogliendo l’occasione dell’ebook in offerta. Questo è il secondo di Bistolfi, e non mi ha deluso, anche se l’altro mi era piaciuto un po’ di più. Certo è una lettura scacciapensieri, c’è un po’ di Vitali e di Malvaldi ( a mio avviso) che sono comunque autori che apprezzo e ottimi “scacciapensieri “ , appunto. Rilassante e carino, sicuramente chi conosce Sestri e la Liguria lo apprezzerà ancora di più.
E niente, a me il garbato mondo lontano raccontato da Renzo Bistolfi piace. Un'Italia che si è persa, ma che pulsa ancora, forse, in certi paesini e quartieri dal sapore antico. E mi piace la semplicità della sua scrittura: dove non riesco più a leggere Andrea Vitali, irritata dai sui vezzi, Bistolfi un sorriso me lo strappa sempre. Un bicchiere di acqua fresca, i suoi romanzi: lasciano poco, forse, ma tonificano e ristorano, soprattutto quando si è stanchi.
In un tranquillo paesino in provincia di Genova, Sestri, abitano in una via residenziale e in un palazzo d'epoca delle sorelle molto in là con gli anni, le signorine Devoto: Siria, Mariannin e Santa. La loro vita scorre tranquilla, ritmata da appuntamenti fissi, come la messa mattutina, le visite delle amiche e le uscite d'estate per comprare frutta e verdura dall'ortolano. Quando l'amministratore del condominio fa presente loro le spese previste nei mesi futuri, sotto consiglio dell'amica Velardi, decidono di affittare una stanza per arrotondare le loro entrate, con discrezione, per tutelare la loro eccellente reputazione. In realtà anche altri anziani condomini, allertati dalle parole preoccupate dell'eccessivamente interessato amministratore Dalmonte, cominciano a sentire il peso della loro età e delle proprie scarse finanze. Tra questi la signorina Velardi, anzitempo, aveva optato per affittare il magazzino e il pianterreno della sua casa a una famiglia di audaci imprenditori, che oltre a pagarle la pigione, la circondano di un affetto e un'attenzione da lei mai provata. E se le signorine Devoto mantengono la loro abitudinarieta' senza troppo concedere alla loro affittuaria, anzi, mantenendo le giuste distanze, com'è usanza delle donne nobili di un tempo, la signorina Velardo, invece, decide di partire per le vacanze con i suoi inquilini, ospite della loro casa al mare, e di concedersi quella confidenza insolita. Le anziane sorelle, nella loro routine consolidata, con la complicità di decenni di convivenza, scorgono subito dei segnali di novità e di stranezza e decidono di indagare per conto loro.
Il romanzo "I garbati maneggi delle signorine Devoto" si presenta come un racconto leggero della Genova degli anni cinquanta, della mentalità chiusa e pettegola della nobiltà del tempo e, creando un siparietto spassoso e originale, mette in scena un piccolo giallo le cui protagoniste si aggirano tutte attorno all'ottantesimo anno di età ma la cui lucidità e preveggenza, nonché coraggio, sorprendono soprattutto i personaggi giovani di questo racconto.
Si conferma una lettura piacevole dal sapore amarcord. Le signorine Devoto sono delle simpatiche e acute vecchiette che sarebbero potute benissimo essere le amiche della mia cara nonna. Una carezza che strappa sorrisi un po' amari pensando a un mondo che non esiste più se non nel cuore.
Ho trovato questo romanzo scorrevole e gradevole, si legge piacevolmente e in poco tempo ed è l’ideale come lettura leggera e poco impegnata, quindi sono stata contenta che mi sia stato consigliato. Purtroppo però non sono riuscita a instaurare un buon feeling con i personaggi: i (pochi) giovani non fanno una gran figura in questo romanzo, mentre gli anziani sono quasi tutti svegli e acuti. La diffidenza nei confronti del nuovo e dello “sconosciuto” in questo caso è ben riposta e paga e, sebbene sia senz’altro auspicabile raccomandare ai vecchi una certa prudenza e il consiglio e il sostegno di chi vuol loro bene, ho percepito in questo libro una sorta di “chiusura” che mi ha un po’ infastidito. Le anziane sorelle e amiche sono le prime a spettegolare su chi sta al di fuori del loro cerchio di amicizie, salvo poi fare fronte compatto quando a farne le spese è qualcuno della loro cerchia, e questo stride con il loro essere “buone cristiane” secondo me. Bistolfi non è scrittore di professione, fa un altro mestiere e questo purtroppo si nota in alcuni difetti della struttura: i personaggi delle sorelle Devoto avrebbero potuto essere sviluppati meglio nello corso della storia, anziché far accontentare il lettore di qualche breve informazione sul loro carattere all’inizio del romanzo; anche l’ambientazione a Sestri Ponente poteva essere meglio realizzata: se non fosse per l’utilizzo di qualche termine in genovese potremmo essere in qualsiasi paese di campagna italiano. Il “giallo” si chiude in modo un po’ troppo spiccio e sbrigativo, ma risulta comunque piacevole e ben inserito nel contesto.
Se avete bisogno di una lettura leggera, leggera ma simpatica, rilassante e nella quale si respiri un'atmosfera semplice e "paesana", allora forse "I garbati maneggi delle signorine Devoto" è il libro che fa per voi. Il romanzo è ambientato in un quartiere genovese degli anni cinquanta e vede protagoniste tre anziane sorelle, zitelle e timorate di dio, che si trovano al centro di un piccolo giallo quando una serie di strani eventi iniziano a verificarsi nella loro via. Fanno da cornice tutta una serie di altri pittoreschi personaggi che accompagnano le tre sorelle nella loro indagine e che, con le loro personalità rappresentano forse il punto di forza del romanzo. L'ambientazione non è particolarmente dettagliata e questo è un peccato perché l'epoca è interessante e se l'autore fosse stato in grado di renderla più presente nel racconto avrebbe sicuramente reso il risultato finale più interessante. Lo stile è davvero molto, molto semplice e scorrevole, ideale per spezzare una lettura più impegnativa oppure se avete bisogno di un po' di distrazione e di "staccare il cervello" per qualche ora, ma non se cercate una lettura intensa e appassionante.
Una storia davvero simpatica! I libri con i protagonisti anziani mi divertono sempre molto, e l'ambientazione di Genova è curata nei luoghi, nei costumi e nei cibi. I personaggi sono leggeri, ma riconoscibili anche quando marginali. È stata una lettura molto piacevole!
Fare la conoscenza con i personaggi dei romanzi di Bistolfi è una esperienza appassionante La complessità di ognuno di loro è, per me, notevolissima, ogni volta mi chiedo quanto l'autore si sia ispirato a persone che ha realmente conosciuto...e la postfazione mi aiuta sempre a chiarirmi le idee
Io ci ho provato, ho superato il 50% di lettura ma proprio non ce l'ho fatta. I garbati maneggi delle signorine Devoto è il primo romanzo del 2016 ad essere stato prima nominato e poi eliminato. Per dimostrarvi la mia buona volontà ecco che cosa penso del mio 50% letto.
Le espressioni dialettali, se non vengono spiegate, io le trovo inutili. Ho dovuto fare avanti e indietro dalle note per un paio di volte perchè a quanto pare le postille si trovano alla fine del testo (da kindle è stata una tortura trovarle). Le tre sorelle sono decisamente tre donne molto diverse da loro ma che effettivamente si completano l'un l'altra. Tra le tre la mia "preferita" è sicuramente Siria, la cieca. L'ho preferita perchè nonostante la cecità la vede molto più lunga delle sorelle ed è l'unica a ragionare sulle questioni e a far da portavoce. Le altre due mi sembrano solo buone a parlare male della gente e a giudicarle. L'unica scena godibile è stata la chiusura nell'armadio di Santa. Mi ricorda una scena personalmente vissuta, solo che nessuna mi ha dimenticata chiusa dentro!
Detto questo, era necessario scrivere almeno tre pagine Kindle di pranzi e cene e pietanze? No dico, ma cosa danno al racconto se non pagine in più? Perchè non approfondire le storie di tutte le zitelle pettegole del quartiere? Sono arrivata a leggere metà romanzo solo per leggere di Isolina che a pelle mi era sembrata l'unica simpatica ma dopo aver aspettato che finissero di pranzare, cenare, predicare e chi più ne ha più ne metta mi sono stufata.
E niente, non fa per me. Ho dato la loro chance a 'ste signorine Devoto ma non mi stanno simpatiche!
carino anche se un po lento. la trama arranca un po' all'inizio a decollare . ci vengono proposti diversi personaggi che a parte le protagoniste principali sono difficili da inquadrare. quasi tutte donne, quasi tutte anziane, descritte in tutta la loro parentela e minuziosamente nel carattere e nell'aspetto. da metà in poi si fa più avvincente si capisce mano a mano quale sia l'"inghippo" e tutto diventa più piacevole e scorrevole. in definitiva una lettura piacevole ... grazie per il consiglio
Un terzetto di anziane "signorine" colpito dai comportamenti atipici di una loro amica portano a galla un complesso schema di truffa e speculazione ai danni di persone anziane. Un bel po' di luoghi comuni, una narrazione lieve, un colpo di scena ma anche qualcosa di non detto, delle allusioni e dei toni che non mi hanno convinto. Un tacito con detto che passa come scorre in Agatha Christie che ha l'attenuante (flebile perchè si può essere anche illuminati e controcorrente) del periodo storico in cui è vissuta. Giudizio sospeso
Un romanzo che vi farà tornare indietro nel tempo e che per questo ho ribattezzato "il romanzo dei ricordi". Trovate la recensione completa sul mio blog: http://appuntidiunagiovanereader.blog...
Una storia più da guardare che da scoprire. Un mondo minuziosamente ricostruito, un ventaglio di personaggi d’antan che ogni tanto fa piacere incontrare, per ricordarci da dove veniamo. La storia in sé, bah.
L’autore Renzo Bistolfi, appassionato di teatro e in passato attore in una compagnia amatoriale, pone sulla scena tre irresistibili vegliarde che da sempre vivevano in simbiosi, tanto da apparire come un essere indifferenziato piuttosto che tre individui distinti. Il romanzo è una preziosa e raffinata cartolina degli anni Cinquanta, che scopre e riscopre l’inimitabile commedia all’italiana. Infatti, il lettore, divertito ed entusiasta, immagina quali attrici potrebbero interpretare i ruoli delle originali protagoniste che non esitano a scendere in guerra usando “garbati maneggi” quando vedono minacciato il loro piccolo mondo antico da qualcuno pronto a tutto, anche al crimine pur di impossessarsi delle loro proprietà. Con questo romanzo è davvero facile tornare indietro nel tempo, tanto che ho deciso di ribattezzarlo 'il romanzo dei ricordi'. In particolare, questa lettura, mi ha fatto a lungo pensare alla mia nonna risvegliando quelle sensazioni, quei profumi così familiari che credevo di avere dimenticato da tempo, e che invece erano solo nascosti sotto la superficie. Ecco, questo libro mi è piaciuto proprio per questi due motivi. Innanzitutto, il modo semplice di raccontare la quotidianità. Di appartamento in appartamento, l'autore ci porta nella vita della gente che li abita, nei loro segreti, nei dolori e nelle piccole gioie quotidiane. Mantenendo le sorelle Devoto come perno centrale della storia, riesce a farci conoscere una serie di personaggi che tutti vorremmo avere come vicini di casa! Poi, quasi a metà storia, quando pensi che tutto si svolga tranquillamente, ecco il giallo. Ed è un giallo semplice, ma allo stesso tempo esilarante! Non aspettatevi grandi misteri e tempi infiniti per arrivare ad una soluzione. Ma attendetevi, sicuramente, tanti sorrisi! Uno stile fluido e scorrevole vi farà entrare nel mondo delle protagoniste sin dalle prime pagine, suscitando quell'empatia che vi farà parteggiare per loro. I personaggi così straordinari e ben caratterizzati, le descrizioni puntuali e precise da far rivivere le vicende narrate come se fossimo al loro fianco, seduti in quel salottino a conversare sul da farsi, mi hanno fatta letteralmente innamorare delle signorine Devoto; anche loro sono dei personaggi che difficilmente dimenticherò perché mi hanno strappato molte riflessioni e più di un sorriso. In definitiva si tratta di un giallo che non può mancare nelle librerie degli amanti del genere, ma allo stesso tempo rappresenta uno spaccato degli anni cinquanta che ci permette di entrare in connessione con i nostri antenati. Un libro fresco come una brezza di primavera e rilassante come guardare un vecchio film alla tv, ma soprattutto un elogio ai valori che contano nella vita, come l’amicizia fondata sul rispetto e la conoscenza reciproca e la forza che deriva da queste unioni. Un romanzo elegante, divertente e scritto con una leggerezza degna dei più abili narratori questo di Renzo Bistolfi, donando un affresco di una realtà non troppo distante da non appartenerci ma neppure così vicina da non farci provare un prezioso senso di nostalgia. Alle sorelle Devoto viene spesso ripetuto che il mondo sta cambiando e che dovrebbero rivedere molte delle loro rigide posizioni, ma quelle posizioni sono ancorate a valori saldi, di cui loro sono portatrici. E saranno proprio quei valori - di cui oggi più che mai c’è bisogno - a rimettere apposto ogni tassello e a riportare ordine nella quotidianità di un paesino attraversato dagli intrighi. Una storia di grande piacevolezza che strappa più di un sorriso e che fa venir voglia di andare a suonare il campanello delle sorelle. Ma attenzione, evitare accuratamente l’ora del pranzo, del riposo e soprattutto avvisare prima di andare!
In Via Privata Vassallo, a Sestri, la vita scorre tranquilla ed immutata ogni giorno. E' una di quelle bolle che resiste alla modernita', negli anni 50, quando tutto comincia ad accelerare qui ancora i ritmi sono gli stessi di prima della guerra, o quasi. Ed e' in questo panorama che le signorine Devoto, Siria, Santa e Mariannin, si muovono con i loro abiti decorosi ed i cappellini un poco strambi. Adorabili vecchiette, ciascuna con i propri acciacchi, dignitose e con ben chiaro in mente cosa sia appropriato e cosa no. E cosi quando troppe cose sembrano cambiare ed accelerare all'improvviso, ecco le antenne delle abitudinarie vecchine si sollevano. Non per spettegolare sull'amica che di colpo ha cambiato le sue abitudini o su quella che e' indietro con i pagamenti condominiali, no, questo non si fa, ma con reale ed autentica preoccupazione. Sottovalutate da un mondo in accelerazione, da figli e nipoti proiettati nella gioventu', saranno proprio loro ad essere fondamentali nella risoluzione del mistero che sembraessere calato nella loro via.
ho adorato i personaggi di questo libro, estremamente vivi e realistici, tanto da richiamarmi alla mente momenti della mia infanzia circondata dalle nonne e dalle loro amiche, adorabili vecchine che ne sapevano una piu' del diavolo. L'atmosfera ricreata dall'autore e' davvero suggestiva e palpabile, richiama quel momento della storia in cui tanti progressi ed innovazioni convivevano con una mentalita' ancorata al passato ed alle tradizioni (non intese in senso negativo di arretratezza, ma con diversi valori e metri di giudizio, con velocita' e priorita' differenti). Lo stile narrativo e' scorrevole e piacevole, con dialoghi che a volte appaiono superficiali ma che ricalcano quanto accade normalmente: a volte si dicono cose profonde ed intelligenti, altre volte banalita', eppure tutto questo fa parte del naturale svolgimento della quotidianita'. Vengono tarttati con affetto e delicatezza temi delicati quali l'invecchiamento, il confronto tra generazioni diverse, la solitudine e la fragilita' di molti anziani che, nonostante siano passati anni dall'ambientazione del libro, ancora oggi si trovano soli ad affrontare il mondo che cambia a velocita' vertiginosa. Non ultimo il tema dell'amicizia e della forza che deriva dall'essere insieme ad affrontare i problemi.
Voglio essere anche io una signorina Devoto. sì, quando avrò 80 anni voglio essere genuina come loro, vispa, pronta all'avventura, e circondata da un mondo in cui esistono solidarietà e amicizia vera. ecco, è questo ciò che mi ha lasciato questo romanzo. è una lettura scorrevole e leggera; con pochi tratti, l'autore delinea il carattere di ogni personaggio, indirizzandolo verso la nostra simpatia o antipatia. La sottile linea gialla si manifesta piano piano e ti tiene incollato alle pagine. Testarde, unite, decise, le signorine Devoto coinvolgono tutto il paese per dipanare il mistero. Simpatica anche la nota dell'autore, che spiega come sia arrivato a scrivere questo libro così carino. cit. "e mi accorsi che certi personaggi, passati inosservati allo sguardo della cronaca, mantenevano una vividezza, uno spessore tale che, anche illuminati dalla cruda luce dei nostri giorni, reggevano la botta e dimostravano un'originalità e una freschezza meritevoli di attenzione. Raccontare di loro significava farli rivivere".
La cosa che maggiormente mi è piaciuta di questo libro, sono state le caratterizzazioni dei singoli personaggi e la loro meta e senza pienamente in linea con il ricordo che ho io dei miei amici liguri, dei loro racconti, del loro modo di parlare, e del loro intercalare fra massime e mugugni. La narrazione è piacevolissima, pur essendo una specie di “giallo” non mi sono mai annoiata e io non amo solitamente questo tipo di letture. Grande plauso all’autore voce narrante tangibilmente ligure delle avventure delle mitiche signorine Devoto delle quali ho deciso che diventerò grande estimatrice, avendo scoperto che questo non è l’unico libro che le racconta.
mmmhh... la storia è carina, ma quel vago senso di nostalgia del periodo fascista mi è rimasto sul gozzo. Per non parlare dei "cattivi" della storia. Gente "da fuori", e i complici... bah, non dico nulla per non fare spoiler. Vorrei provare un altro libro di questo autore; tutti i suoi romanzi ambientati alla fine degli anni '50, a Sestri / Genova, e vediamo seerano solo le signorine devoto & co ad avere questa questa mentalità
Un altro libro delizioso sotto tutti i punti di vista, leggero, divertente, simpatico con delle protagoniste che sono delle vere e proprie piacevolezze. Bistolfi non sbaglia neanche questa volta, un altro libro da leggere assolutamente anche per l’accuratezza della scrittura e per il perfetto inquadramento nel periodo. Ogni volta è come fare un tuffo nel passato, una lettura che incanta e diverte in maniera intelligente.
Un libro nel quale l’autore, Renzo Bistolfi, tratteggia con mano sapiente i contorni di una Sestri Ponente della fine degli anni ’50 farcita di personaggi potenti, complessi e articolati in una storia dalle tinte gialle con uno stile leggero ma non banale. https://www.voxreading.it/2019/11/21/...
le sorelle Devoto sono tra i personaggi più interessanti che ho incontrato ultimamente. un po' anacronistiche ma con cervelli lucidi , abitudini consolidate è una schiera di amiche e conoscenti formidabili. l'autore si diverte a rendere uno spaccato di mondo borghese anni '60 e gli riesce bene. la trama gialla è debole, ma qui sono i personaggi a fare il tutto.
Delizioso. Secondo libro di Bistolfi che leggo e come nel precedente questo scorcio di questa Genova degli anni ‘50 con i suoi personaggi descritti con molto spirito ci trasmette tutte le sensazioni e le emozioni vissute. Consigliato
Un giallo leggero leggero, in cui la parte del leone la fa la ricostruzione del periodo e dell'ambiente. Una lettura piacevole o meglio un ascolto piacevole, nel mio caso. Mi chiedo, però, perché non affidare la lettura a un attore. L'autore se la cava, ma di sente che non è un professionista.
La Liguria dei racconti d'infanzia che ascoltavo dai vecchi zii. Signorine Devoto io ne ho conosciute veramente, anche se io ero bambina e loro già decrepite. Per questo amo i romanzi di Bistolfi, mi riportano ad un mondo conosciuto, ma sparito. Ascoltando l'audiolibro ho apprezzato moltissimo che la voce narrante fosse dell'autore, è riuscito a ricreare davanti ai miei occhi scene di vita spicciola con l'accento, le inflessioni della voce, la naturalezza del raccontare, senza impostazioni o sovrastrutture.
Un gruppo di arzille signore si improvvisano investigatrici per dipanare il caso di loschi individui senza scrupoli. Il livello non è pari agli altri volumi di Bistolfi ma è comunque godibile (ricorda forse un po' Centazzo?).
Sono ufficialmente invaghita della penna di Renzo Bistolfi, sarà che a me "i gialli con i vecchietti" piacciono tanto. Di questo libro mi è piaciuto tutto, ambientazioni, protagonisti, insomma continuo entusiasta la lettura degli altri libri dell'autore.