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Fontamara: Les Cahiers Rouges

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Fontamara, premier roman d’Ignazio Silone paru en 1933, traduit chez Grasset en 1949 (nouvelle édition d’après le texte italien définitif en 1981), a été un succès mondial, sauf dans l’Italie fasciste où il a été interdit, n’y étant publié qu’après la guerre. Dans les années 1920, alors que l’Italie est dirigée par Benito Mussolini, le ruisseau du pauvre village de Fontamara, dans les Abruzzes, est détourné sur ordre des autorités. Or, ce cours d’eau est la seule ressource des villageois pour cultiver leurs terres. La population s’inquiète, une délégation de femmes va à la rencontre maire pour se plaindre. De maire il n’y a plus ; la ville est désormais dirigée par un grand bourgeois cynique et tyrannique. Les habitants, menés par le valeureux Berardo, se révoltent contre l’injustice ; ils ne pèsent rien face à l’alliance de la police, des propriétaires terriens et de l’Église. La rébellion est réprimée de façon sanglante. Qu’adviendra-t-il de leur meneur, Berardo ?Conte tragique sur la barbarie, Fontamara est aussi une des premières fictions antifascistes d’Italie, ce livre qui a été un succès mondial se lit aujourd’hui avec frayeur. Qu’est-ce qu’un régime dit « illibéral » et quelles sont ses méthodes d’intimidation puis de violence au quotidien, on ne le voit pas mieux que dans ce grand roman. 

Kindle Edition

Published February 24, 2021

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Ignazio Silone

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Figlio di una tessitrice e di un piccolo proprietario terriero, perde assai presto il padre e la madre, nel terremoto che nel gennaio del ‘15 distrugge gran parte della Marsica. Interrotti gli studi liceali, si dà alla politica quale socialista attivo e prende parte alle lotte contro la guerra e al movimento operaio rivoluzionario; nel 1921 partecipa a Livorno alla fondazione del Partito Comunista (che rappresenta a Mosca, con Togliatti, nel Komintern), ma se ne stacca nel 1930, in disaccordo con le purghe staliniane. Antifascista, resta in esilio in Svizzera dal 1930 al 1945, anni durante i quali matura la sua vocazione di scrittore. Pubblicato in traduzione tedesca a Zurigo nel 1933, “Fontamara” è il suo romanzo d’esordio, che lo impone all’ attenzione generale: oltre ad essere una straordinaria analisi della cultura centro-meridionale, “un documento su una civiltà ormai definitivamente morta” (Fofi), è pure con ogni probabilità il più bel libro sui contadini italiani che sia mai stato scritto. Il successivo “Pane e vino” del ‘36 riprende, in una chiave più sentimentale, meno ironica, i temi del fortunato predecessore, laddove “Il seme sotto la neve” (1942) sembra stazionare tra manierismo e ritualità. Frattanto, nel periodo 1932-'34 egli è redattore del mensile in lingua tedesca, edito a Zurigo, «Information», cui collaborano artisti ed intellettuali del calibro di Thomas Mann, Bertolt Brecht, Robert Musil. Fiorente, pure, la sua attività saggistico-culturale, che annovera il saggio “Il fascismo, le sue origini e il suo sviluppo” (1934) ed il trattato di filosofia politica “La scuola dei dittatori” (1938). Nel 1944, rientrato in Italia, si stabilisce a Roma, ove aderisce al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. La sua produzione letteraria continua con il lavoro teatrale “Ed egli si nascose” (1944) e con i romanzi “Una manciata di more” (1952), “Il segreto di Luca” (1956), “La volpe e le camelie” (1960): meno originali dei precedenti, più legati ad un modello di letteratura tardo-ottocentesca, esprimono una sorta di conversione del nostro, che approda qui ai lidi di un socialismo ibridato col cristianesimo. Di grandissimo interesse, invece, “Uscita di sicurezza” (1965), raccolta di saggi politici in cui egli racconta il doloroso travaglio che lo condusse infine a distaccarsi dall’ ideologia comunista, e “L’avventura di un povero cristiano” (1968), sua ultima fatica apparsa in vita, un intrigante romanzo - saggio incentrato sulla figura di papa Celestino V, in seguito trasformato in testo teatrale. Ebbe a dire di lui Albert Camus: "Guardate Silone. Egli è radicalmente legato alla sua terra, eppure è talmente europeo".

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