Quattro autrici, quattro protagoniste per questo mystery italiano, non tutte nuove per me.
Di Gabriella Genisi e di Grazia Verasani ho letto già qualcosa, in particolare della prima, la serie con Lolita Lobosco. Le altre due sono autrici quasi sconosciute per me, avevo visto i loro nomi ma mai letto uno dei loro romanzi. Tra l'altro ho scoperto chi ha scritto e creato "Imma Tataranni", di cui ho visto qualche episodio della serie senza sapere che fosse tratto da dei libri.
Quattro storie ambientate da Nord a Sud. Si inizia con la Puglia e l'altra protagonista creata dalla Genisi, Chicca Lopez, alle prese con misteriosi morti in mare, una sirena assassina e una lunga vendetta che va avanti da anni, trafficanti stranieri nel tratto di mare più estremo della penisola italiana. Una protagonista altrettanto simpatica che, per forza di cose, ho paragonato a Lolita, un carattere sicuramente diverso ma allo stesso tempo simile.
Dato che non mi decidevo ad iniziare questa nuova serie ho avuto modo di "saggiarla" e devo dire che il primo impatto è stato positivo e che la inizierò sicuramente, spero a breve.
Marilù Oliva ci porta nel mondo della musica, con un discografico trovato morto nel suo appartamento/studio, una vecchia vendetta portata avanti da una figlia insospettabile, da nuovi rancori per le promesse infrante, di sfondare nel mondo della musica se non dietro "ricatti".
Anche questa una piccola ma complessa storia, ben descritta da una autrice nuova per me, mai letta prima.
Il terzo racconto ci porta nella Matera della Tataranni, una storia diversa dalle altre per il modo in cui è scritta, una lunga lettera al sostituto procuratore che ripercorre le indagini, gli eventi che hanno portato all'arresto di colei che scrive e confessa ciò che la Tataranni aveva già compreso. Una donna diventata un'attrice famosa, la pausa dalle scene in seguito al matrimonio e alla maternità, il ritorno sul set e la tragica morte dell'adorata figlia per mano di colei che l'aveva messa al mondo. Nella lunga lettera della confessione la protagonista riassume il perché del gesto.
Scritta così, in terza persona, la storia è particolare, veloce da leggere. Anche questa autrice per me è "nuova" e come primo incontro non c'è male, avevo già in mente di leggere qualcosa di suo dopo aver visto la pubblicità della nuova serie che volutamente non ho guardato.
Ultima la storia della Verasani, una single quasi sessantenne, senza lavoro, vessata dalla madre che non perde occasione di rinfacciarle la sua obesità, la sua inutilità che, incontra una giovane donna con problemi matrimoniali. E' evidente che la giovane subisce le violenze del marito, così lei vuole aiutarla, sicuramente nel modo più sbagliato possibile.
Così le si presenta, le propone un patto, un Do ut Des, come dice il titolo. Il sogno di lei è quello di liberarsi della madre così se lei la libera dal marito violento lei potrà ricambiare.
Non ho una storia preferita, ognuna ha qualche piccola parte "no" e ognuna allo stesso tempo mi è piaciuta, vuoi per l'ambientazione, vuoi per il mondo in cui è stata scritta, o ancora per qualche particolare che mi ha avvicinata alla protagonista.
Una lettura che ho divorato, sia per la curiosità che per la brevità del testo.