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Bambiland

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Esta obra reúne dos textos de aire teatral sobre una actualidad en guerra permanente y su reflejo en los medios. «La literatura y la transformación literaria de la materia prima que ofrece el mundo no podría ser más actual… Esta obstinada obra de Jelinek que combina el análisis del lenguaje con la apropiación y desarticulación de conceptos erróneos de lo inexistente, la declamación, el humor, la sátira y la idolatría, el encanto vienés, la autorreflexión y el desnudo mediante la escritura, resulta una terapia explosiva, iluminadora y, sí, entretenida… Uno puede escuchar a escondidas a un yo que habla de sí mismo, empapado de los incidentes del mundo interior del mundo exterior, que reflexiona sobre los muertos y los vivos, sobre la cantinela, el endurecimiento y la ignorancia de los medios de comunicación, sobre Arabia y Dick Cheney… Bambilandia es injusto, polémico y clarividente, tendencioso, profundo, todo oídos y una obra de arte musical… Tal vez el primer, el único acontecimiento lingüístico de la guerra.» Alexander Klug, Frankfurter Rundschau

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First published January 1, 2004

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About the author

Elfriede Jelinek

162 books1,138 followers
Elfriede Jelinek is an Austrian playwright and novelist, best known for her novel, The Piano Teacher.

She was awarded the Nobel Prize in Literature in 2004 for her "musical flow of voices and counter-voices in novels and plays that, with extraordinary linguistic zeal, reveal the absurdity of society's clichés and their subjugating power."

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Maria AC.
136 reviews3 followers
January 17, 2025
De verdad intenté terminarlo. Me interesaba mucho su mensaje antibélico, pero cada página se hizo más insufrible que la anterior. Es un libro que exige mucha paciencia y yo no la tengo.
Profile Image for Sara.
189 reviews77 followers
July 20, 2020
"Povero potere. Rende i poveri più poveri e i ricchi più ricchi. È la sua particolarità, tra le molte altre stranezze. Tutto ritorna sempre, specie le guerre. Ma il fatto che ritornino sempre rappresenta appunto il massimo avvicinamento di questo mondo del divenire a quello dell’essere. Tutto È, perché tutto è distrutto. Perché l’abbiamo detto noi e basta. Basta. Basta. Basta. Noi stiamo sulla vetta della contemplazione, ci guardiamo attorno, vediamo che ciò che è apparenza, appena è finalmente diventato nulla, e distogliamo lo sguardo e guardiamo dentro di noi e fuori da noi. Non sappiamo niente, non conosciamo niente, ci sbagliamo, ricominciamo da capo, ci inganniamo, inganniamo gli altri, siamo delusi per non aver ancora vinto. Ma presto avremo vinto. Presto ci compreremo un altro biglietto della lotteria, presto ci sbarazzeremo di noi, qualcuno ci aiuterà pure, non sono io, non ancora, ma presto, presto. Basta. Basta. Basta."

L'invasione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti, Dick Cheney, Bush nostro Signore, gli interessi petroliferi e l'Halliburton, i missili col "margine minimo" di errore, padri iracheni che sventolano ai soldati le foto dei figli uccisi dagli esportatori di democrazia. Un'apnea di una settantina di pagine sulla guerra in Iraq ma anche su tutte le guerre, sulla macchina della propaganda e sulla sempiterna falsificazione di crimini di guerra da parte dei vincitori.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books74 followers
April 24, 2016
Prime righe: questo non è il mio genere, penso, questa densa poesia in prosa dal linguaggio immaginifico il cui traduttore ha palesemente sudato sette camicie (e ogni tanto lo dice sotto forma di N.d.T.) per renderlo in italiano.
Poi mi prende e non mi molla più, come è giusto che sia per un poema epico, una moderna Iliade.
Fortunatamente sono soltanto 72 pagine, altrimenti l'apnea mi avrebbe ucciso.
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