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Cuba, falso diario (Varianti)
Un uomo va a Cuba per "capire, capire e ancora capire" la Cuba che aveva fantasticato fin dal liceo, quando leggeva "Il Corsaro Nero" e Hemingway, e si entusiasmava per Che Guevara e Fidel Castro. Invece stringe improvvise quanto intense amicizie con uomini e donne e si perde nel divagante turbinio delle giornate, come il turista che non voleva essere.
Finisce per non scrivere - se non per pochi appunti, per pochi frammenti intercalati agli incontri e alle avventure - "il grande saggio politico, storico, sociologico, antropologico" che aveva progettato. Ma proprio per questa via trova la verità che cercava assai più di molti che dissertano sentenziosamente sulla caduta dei muri. Accetta l'inestricabile confondersi di ricordi, aspettative, figurazioni e "gocce di sentimento" con la spoglia realtà che ha sotto gli occhi e questa confusione rende "falso" il suo diario: perchè, ci spiega con autoironica aria di sfida, "quello che c'è da inventare lo inventerò, come si conviene a un reportage "obiettivo" da un'isola della fantasia".
Finisce per non scrivere - se non per pochi appunti, per pochi frammenti intercalati agli incontri e alle avventure - "il grande saggio politico, storico, sociologico, antropologico" che aveva progettato. Ma proprio per questa via trova la verità che cercava assai più di molti che dissertano sentenziosamente sulla caduta dei muri. Accetta l'inestricabile confondersi di ricordi, aspettative, figurazioni e "gocce di sentimento" con la spoglia realtà che ha sotto gli occhi e questa confusione rende "falso" il suo diario: perchè, ci spiega con autoironica aria di sfida, "quello che c'è da inventare lo inventerò, come si conviene a un reportage "obiettivo" da un'isola della fantasia".
160 pages, Paperback
First published January 1, 1993
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