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Cosi parlo Bellavista

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Paperback

Published October 1, 2019

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Luciano De Crescenzo

108 books124 followers
Luciano De Crescenzo was an Italian writer, film actor, director and engineer.

Born in Naples, he graduated in engineering and worked for IBM Italy until 1976, when he published the bestseller Così parlò Bellavista (Thus Spake Bellavista), a collection of facts and anecdotes about his city which sold 600,000 copies in Italy and was translated into numerous languages. In 1980 he debuted as actor in Il pap'occhio, under the direction of his friend Renzo Arbore, together with Roberto Benigni.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Irena Pasvinter.
416 reviews115 followers
March 4, 2025
Dialoghi socratici alla napoletana

Di Luciano De Crescenzo ho già letto Storia della filosofia greca: i presocratici -- istruttivo e piacevole. Adesso, prima di una visita troppo breve di solo un giorno a Napoli, ho cercato Napoli su audible.it e mi è apparso Napoletano? E famme 'na pizza -- una breve enciclopedia degli elementi stereotipici della napoletanità, ognuno accompagnato con una spiegazione dell'autore su come, nonostante sia Napolitano, non faccia parte di questi comportamenti stereotipati. Infine, per me il momento più significativo è stato quando ha menzionato Luciano De Crescenzo e il suo famoso "Così parlò Bellavista" -- ne avevo già sentito parlare...

Ecco perché "Così parlò Bellavista" e divenuto il mio libro successivo su Napoli. Ho iniziato a leggerlo prima di vedere un pizzico di Napoli e l'ho finito dopo. È stato un vero piacere -- la visita che il libro. Potrei descrivere questi dialoghi socratici alla napoletana con una formula matematica piuttosto semplice:

(Amore + conoscenza) x (filosofia + Napoli) = Così parlò Bellavista.

Per quanto riguarda la versione audio che ho ascoltato dovrei elevare tutto al quadrato, ma non complichiamo — proprio come sapeva fare Luciano De Crescenzo: mescolare la filosofia e la napoletanità nel modo giusto, offrendo molto cibo per la mente senza troppo mal di testa.


Luciano De Crescenzo (Crediti immagine: Qi124680, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons.)
Profile Image for ✨ tweety ✨.
477 reviews69 followers
March 9, 2025
Luciano De Crescenzo trae sapientemente il titolo di questo saggio/narrativa da un'opera famosa del filosofo tedesco Nietzsche, "Così parlò Zarathustra," modificandone però il nome in Bellavista. Bellavista, al contrario di Nietzsche che dal filosofo napoletano viene inserito sul piano cartesiano come una via di mezzo tra uomo di libertà ed odio, è un uomo a metà strada tra amore e libertà. Il sentiero di mezzo, come lo chiama Bellavista, sarebbe secondo lui la giusta via per non farsi influenzare dalla massa e vivere in maniera decente (essendo libero e amando il prossimo).

Bellavista e la sua cerchia formata da personaggi di diversa classe sociale parla di diversi temi sociali e ovviamente, non mancano menzioni di filosofi che sono utili ai fini del discorso.
Questi incontri ricordano molto quelli dei dialoghi di Platone e che prima di Platone intratteneva il suo maestro Socrate. Credo che questo fosse lo scopo: Bellavista vuole essere una sorta di guida morale per gli umili Saverio, Salvatore e Luigino ma anche per il 'borghese' ingegnere. I primi tre incarnano il napoletano stereotipato, umile e generoso che campa un po' di stenti e che cerca sempre di reinventarsi nonostante tutto. L'ingegnere, invece, rappresenta un borghese con diversi preconcetti. Nonostante le classi sociali differenti, le discussioni che vengono generate a casa di Bellavista sono molto interessanti e complesse e dimostrano che il messaggio che vuole dare il professore è universale e non importa la classe sociale. Tutti possono imparare (e sì, anche gli ingegneri laureati).

LDC in un certo senso dialoga anche con sé stesso. Sia Bellavista che l'ingegnere sono dei self-insert di Luciano De Crescenzo e delle sue 'identità', secondo me. Lui nasce infatti come ingegnere e lavora alla IBM di Milano per tanti anni, ma è anche un filosofo di Napoli.
Seguendo sempre la filosofia di Socrate, fa dialogare le sue parti per conoscere meglio sé stesso. La filosofia di Bellavista è però anche per tutti. Allo stesso tempo, parla anche a Napoli e ai napoletani, in un certo senso.

LDC è come la Napoli che descrive. Ha molte sfumature. Pregi e difetti. Le persone di Napoli vivono in un mondo a parte che nemmeno LDC come napoletano sa spiegarsi e che lo affascina, proprio perché non ha regole e si basa molto sull'improvvisazione e l'arrangio. Non a caso, Napoli è il tema principale della maggior parte dei suoi testi.
Profile Image for Vittorio Aita.
44 reviews
May 3, 2024
Non so come ho fatto ad arrivare a quasi 30 anni senza aver mai letto questo libro prima. Bellissimo. Lo voglio rileggere almeno una volta all’anno.
C’è così tanto da riflettere in questo libro che davvero mi sembra una lettura a cui tornare sempre con una mente diversa.
Lo consiglio tantissimo.
Profile Image for Book Tasting.
60 reviews1 follower
December 29, 2023
Leggere Così parlò Bellavista è come fare un viaggio a Napoli senza sostenere il costo del biglietto. Non uno di quei giri turistici con guida ed ombrellino, con date e nomi, con statue personaggi illustri e palazzi storici. Che pur non mancherebbero in una città come il capoluogo partenopoeo, culla di una cultura antichissima e variegata, frutto di popoli e storie che l’hanno forgiata così bella e irripetibile nel corso dei secoli.

Così parlò Bellavista è un viaggio nei vicoli e tra la gente, non racconta tanto di Napoli quanto della napoletanità. È un romanzo atipico dalla struttura regolare e accattivante: ai capitoli contenenti le lezioni di filosofia del professor Bellavista a personaggi semplici e pittoreschi, si alternano quelli che narrano storie di vita vissuta, grottesche e non necessariamente con una morale da impartire, nudi e crudi fattarielli, come De Crescenzo amava definirli.

Protagonista quasi assoluta del romanzo è la contrapposizione tra amore e libertà, questione che viene sviscerata dal filosofo con poetica semplicità e che è poi allegoria della tradizionale contrapposizione tra Nord e Sud, tra i napoletani e il resto del mondo. A partire dalla spiegazione di questa contrapposizione, apparentemente banale ma profonda e universale, nascono dibattiti che toccano questioni eterne come la povertà, l’amicizia, la solitudine.

La Napoli dei bassi
Il napoletano, in questo romanzo imperdibile che strappa sorrisi e timide lacrime, diventa un personaggio archetipico che si muove in un mondo destinato a cambiare e a lasciarlo indietro, superato ma felice nella sua capacità di cogliere ancora l’essenza delle cose semplici e quotidiane. Chi legge, con gli occhi velati dalla malinconia per un passato che ha vissuto troppo tempo fa, o che ha semplicemente sentito raccontare, si ritrova a riflettere su questioni alte ed universali e su inezie di nessuna apparente importanza, sempre sospeso tra la filosofia e la vita del vicolo.

Forse è proprio questa la bellezza di Così parlò Bellavista, la sua capacità di portare in alto il lettore senza fargli mai staccare i piedi da terra, la rara abilità di De Crescenzo di cogliere la tragica comicità di situazioni quotidiane che non smettono di appassionare e di parlare dell’uomo, oltre la sua provenienza e oltre le sue aspirazioni.


Tutto procedeva secondo le previsioni: sala pressoché vuota, spaghetto a vongole e per dopo la solita micidiale richiesta: carne o pesce?

Lo spaghetto a vongole è la gustosa e fugace comparsa del diciottesimo capitolo, Una colazione d’affari. Protagonista ne è il professionista della posteggia, un musicista improvvisato che, appostato appunto tra i tavoli di una trattoria, afferma di non suonare per non disturbare gli avventori del locale. Ricevuta comunque una mancia dai clienti, l’uomo si allontana e solo allora, grazie ad un cameriere, si scopre che in realtà il musicista non è particolarmente educato, semplicemente “è padre di figli, e non sa suonare”.

In questo aneddoto, comico e tragico allo stesso tempo, si riesce a cogliere l’essenza di una tipologia umana che strappa la vita a morsi, giorno dopo giorno, con stratagemmi inverosimili eppure efficaci. Persone genuine dall’inventiva inesauribile ma dalla forte dignità, commedianti che si muovono su uno sfondo d’eccezione: la bella Napoli. L’immortale Partenope, sulla quale ci si può affacciare in un giorno di sole, per godere della sfacciata bontà di un semplice piatto di spaghetti con le vongole e del profumo abbagliante dei limoni.
Profile Image for Silvia Maiorano il_mondodeilibri.
194 reviews9 followers
July 16, 2023
Se non avete ancora letto i libri di Luciano De Crescenzo vi consiglio di farlo, sono ironici, pungenti e vivaci.

In particolare “Così parlò Bellavista” si addentra, attraverso i racconti e gli aneddoti del professore, sui modi di fare dei napoletani e sul loro stile di vita, collegando tutto a discorsi filosofici e politici che suonano ancora molto attuali.

Il libro scritto nel 1977 descrive la società del tempo con uomini che puntano al potere, con un evidente propensione al capitalismo, una strada che porta verso il comando.

Il professore Bellavista cerca di far emergere il senso di amore e libertà che risiede in ogni uomo e le sue parole in proposito sono proprio queste “Se vogliamo vivere veramente questa nostra vita dobbiamo cercare di far funzionare la testa ed il cuore ed incamminarci sul sentiero di mezzo. La ricetta, poi tutto sommato, è pure abbastanza facile da ricordare: metà amore e metà libertà”.

I napoletani sembrano perseguire questa filosofia, questa strada da lungo tempo,
già durante il corso della storia “i napoletani sono stati estranei a qualsiasi tipo di potere”.

Questo saggio ci trasmette un po’ tutto, storia del regno di Napoli, filosofia, politica e chi più ne ha, più ne metta, il tutto all’interno di una cornice esaustiva, concisa e scorrevole.
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