Ne "Il crepuscolo del mondo", Herzog concentra l'obiettivo della sua macchina da presa narrativa sull'ufficiale giapponese Hiroo Onoda.
Una delle particolarità di Werner Herzog, che lo rendono quasi unico nel suo genere, è quello di procedere per sottrazione. Lui non scrive libri lunghi centinaia di pagine. Anzi. La sua bravura sta nel condensare in poche pagine ambientazioni, scenari, sensazioni, riuscendo a descrivere un universo mondo.
Sin dall'inizio, Herzong precisa che non tutto è basato interamente sui fatti: lui ha a cuore l'essenza della storia. Come scrivevo prima, Herzog procede per sottrazione, andando al cuore delle cose: “Ciò che stava a cuore all’autore, infatti, come dovette riconoscere durante il suo incontro con il protagonista, era altro: l’essenza della storia.”
Questo romanzo nasce da una delle visite dell'autore in Giappone: “Nel 1997 misi in scena, a Tōkyō, Chushingura, l’opera del compositore Shigeaki Saegusa, che più volte mi aveva sollecitato a occuparmene in occasione della prima mondiale. Chushingura è la più giapponese di tutte le storie giapponesi. ”
E mentre l'imperatore giapponese fece sapere a Herzog che sarebbe stato ben lieto di incontrarlo, lui, con un ardire sorprendente, dichiarò di non voler incontrare l'imperatore. A nulla valse la stretta della moglie per tappargli la bocca. Ormai la gaffe era fatta: “Poi, da quel silenzio, si alzò una voce e chiese chi, se non l’imperatore, avrei desiderato incontrare in Giappone. Senza riflettere, risposi: Onoda.
Onoda? Onoda?
Sì, dissi, Hiroo Onoda. Una settimana dopo lo incontrai.”
In questo libro, Herzog fa una carrellata su gran parte della vita di Onoda, un uomo che per un trentennio è stato all'oscuro della fine della Seconda Guerra Mondiale, ha vissuto nella giungla, sull'isola filippina di Lubang, continuando a combattere, in difesa, per il Giappone.
“Tra le canne che ondeggiano lentamente scorge una piccola bandiera giapponese. Onoda alza con molta cautela il suo binocolo, ormai consumato dai molti anni trascorsi nella giungla. ”
Onoda è considerato uno degli ultimi soldati fantasma giapponesi della seconda guerra mondiale.
“Onoda vuole sapere cosa accadde dopo che, a quanto si dice, le bombe vennero sganciate sul Giappone. Il Giappone si arrese senza condizioni, prosegue Suzuki. Era l’agosto del 1945. L’imperatore si rivolse al popolo con un discorso alla radio, dichiarando inoltre di non essere un dio vivente. Un’affermazione di questo genere è talmente impensabile per Onoda che, proprio per questo, la considera la prova che Suzuki sia stato mandato da lui per ingannarlo. Preme nuovamente la canna del fucile tra gli occhi di Suzuki.
“La verità è che la guerra non è mai terminata. Si sono solo spostati i teatri di combattimento.”
Suzuki rimane impassibile. “In Occidente, la Germania ha perso la guerra. La resa è avvenuta addirittura mesi prima di quella del Giappone.”"
Herzog, nel ripercorrere la storia di Onoda, che ha dell'inverosimile, affronta anche il tema del disagio psichico: “Dopo che Onoda si fu arreso alle forze armate filippine, venne trasportato in elicottero a Manila. Il presidente filippino Ferdinand Marcos, che aveva iniziato da poco a governare il paese decretando lo stato d’emergenza, fece ripetere per lui la cerimonia di consegna della spada. Fu un grande spettacolo mediatico. Anche Marcos restituì immediatamente la spada a Onoda che, su richiesta, aveva indossato nuovamente la sua uniforme tutta a brandelli, anche se a Lubang gli erano stati consegnati abiti civili. ”
E alla fine non si fa altro che provare tenerezza nei confronti di questo ufficiale che per trent'anni è rimasto fedele alla sua causa. Niente poteva dimostrare che fosse sveglio o che vegliasse durante tutti quegli anni.
“Dopo la visita al santuario, ci fermammo a conversare in un parco fino a tarda notte. Era stato un sonnambulo, per tutti quegli anni, o aveva sognato, allora, l’oggi, l’adesso? Spesso, a Lubang, si era posto questa domanda. Non c’era nessuna prova che quando era sveglio fosse sveglio, e nessuna prova che quando sognava stesse sognando. Il crepuscolo del mondo. Le formiche, quando per ragioni misteriose si fermano, muovono le loro antenne. Fanno sogni profetici. Le cicale gridano all’universo. Nel terrore delle notti, un cavallo dagli occhi incandescenti fumava sigari. ”
Davvero molto bello!