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Pornocultura: Viaje al fondo de la carne

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Después de mucho tiempo, tras haber irrigado la literatura, la vanguardia del espectáculo, la fotografía y otros meandros de la industria cultural, el porno tuvo el rol de sorprender el escenario, de fustigar la moral pública instituida y de criticar el buen gusto en nombre del placer y del cuerpo. Sin embargo, el reino del porno-erotismo ha confluido en la cultura pop, al punto de constituirse como uno de sus pilares. ¿Cuál ha sido el resultado? Una suerte de pornificación de lo cotidiano, visible no solamente en línea, sino también en los accesorios de las revistas y mercados, en el diseño y el lenguaje comunes y corrientes. Una edulcoración del porno a gran escala. Esta saturación de la pornografía tradicional, la proliferación de los fetichismos visuales, que atraviesan las fronteras rígidas del gender para verterse en un escenario eróticotrans-gender, la omnipresencia de la seducción, el impulso vertiginoso de los deseos, el consumo y la consumación del cuerpo hacen que su carne sea medio y mensaje. En nuestra época, el cuerpo se hace verbo y el sexo está en todos y en ningún lado.Claudia Attimonelli es socio-semióloga y medióloga, doctora en teorías del lenguaje y ciencias de los signos. Enseña cine, fotografía y televisión en la Universidad de Bari Aldo Moro. Es miembro del comité de redacción de Les Cahiers européens de l’imaginaire. Sus pasiones y sus intereses de investigación se concentran alrededor de la socio-semiótica de la música, la cultura visual, la me-diología y la moda. Entre sus publicaciones está Anatomies Barroques (París, 2015),¬To be continued¬ (Bari. 2011), Underground Zone. Dandy, Punk and Beautiful people¬ (Bari, 2011) y Ritmi Afrofuturisti¬ (Roma, 2008).Vincenzo Susca es sociólogo del imaginario, profesor-investigador de tiempo completo en la Universidad Paul-Valéry de Montpellier, donde dirige el departamento de sociología. Es director editorial de Les Cahiers européens de l’imaginaire. También, es investigador asociado en el Centro de Estudios de lo Actual y lo Cotidiano (CEAQ-Sorbona) y es miembro en el Centro McLuhan de la Universidad de Toronto. Entre sus publicaciones estᬠLes a nités connectives¬ (París, 2016; Porto Alegre, 2019),¬Joie Tragique¬(Milán, 2009; París 2010; Madrid, 2012),¬Récréations (Milán, 2009; París 2009),¬À l’ombre de Berlusconi¬ (Milán, 2004; París 2006),¬ Ai confiini dell’immaginario¬ (Milán 2006; Porto Alegre, 2007). También es autor, junto con Alain Béhar, de la obra teatral¬ Angelus Novissimus¬(2014). EDITORIAL PROMETEO ARGENTINA.Este libro contiene el desarrollo de los siguientes ***Prefacio ..........................................................13I. Genealogías .................................................19II. El entretenimiento radical .........................43III. Augmented libido .......................................67IV. La obscenidad integral .............................103Con este libro usted podrá conocer a fondo de qué manera el reino del porno-erotismo ha concluido en la cultura pop, al punto de constituirse como uno de sus pilares, y los resultados a gran escala que aquello produjo.

150 pages, Kindle Edition

First published November 10, 2016

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Claudia Attimonelli

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Svalbard.
1,151 reviews68 followers
December 1, 2022
Ho scoperto la sociologa Claudia Attimonelli guardando un video del SoundMIT, la manifestazione torinese dedicata alla musica elettronica (se dovesse interessare, questo: https://youtu.be/UBvQ_Aww05I). Parlava della musica techno e house, su cui aveva fatto delle ricerche tempo fa. Mi è sembrata una persona con delle idee molto interessanti. In particolare mi ha colpito una sua affermazione: il fatto che le donne impegnate in questo genere musicale sono in qualche modo costrette dal sistema in cui agiscono ad adottare un atteggiamento il più possibile asettico ed asessuato, dove invece, se voluta, una maggiore sessualizzazione dell’aspetto e degli atteggiamenti non dovrebbe essere interdetta.

E’ un argomento che ho trovato molto interessante. Una volta tutti, uomini e donne, sarebbero stati pronti a stigmatizzare l’artista o la professionista che nel suo ruolo mettesse una componente sessualizzata: ecco, si sarebbe detto, una che cerca di farsi strada col corpo e non col talento e le capacità… Non è che poi io abbia una grande conoscenza di questo genere musicale (che comunque non schifo a priori), ma in effetti ho pensato ad alcune musiciste che saltuariamente mi capita di seguire: Giorgia Angiuli, pluristrumentista pugliese che - a prescindere dalle sue eccellenti capacità musicali - si veste in una maniera molto da ragazzina, cosa anche accentuata dal fatto che spesso sceglie di utilizzare strumenti musicali giocattolo (spero che, se dovesse leggere questo mio intervento, non si senta offesa, non è un giudizio negativo); il duo siciliano Giolì e Assia, due tecnomusiciste nelle cui esecuzioni, sempre in posti naturalisticamente bellissimi (l’Etna, l’Islanda, ecc.) sono sempre serissime e paludatissime. Paradossalmente nell’ambiente della musica classica, o anche in quell’area di confine tra la classica e la leggera che sta andando sempre più per la maggiore, una maggiore sessualizzazione sembra aver preso decisamente piede; penso alla pianista Yuja Wang, con schiena nuda e vestiti minimali, all’arpista Micol Harp (Micol Picchioni) che, oltre ad essere bravissima, ha delle gambe superlative e sa di averle, a gruppi musicali come l’Otta Orchestra russa, una eterogenea banda di ragazze piene di gambe e di tacchi, le rumene Amadeus String Quartet o il quartetto d’archi italiano Alter Echo, dove queste ultime non solo sono bravissime ma si fanno fotografare con magnifici vestiti e atteggiamenti da fotomodelle (come non notare i capezzoli che ogni tanto “bucano” prepotenti i tessuti leggeri…) o addirittura dopo una seduta di body painting.

Insomma, la Attimonelli mi ha molto incuriosito, allora ho cercato sue pubblicazioni e ho trovato non il testo in cui affronta il mondo della techno-house, quello grazie al quale il SoundMIT ha ritenuto di offrirle uno spazio, ma quest’altro, che per l’argomento affrontato ho pensato potesse interessarmi, e l’ho ordinato su Amazon.

E in effetti si tratta di un testo molto interessante, scritto a quattro mani con un altro sociologo, Vincenzo Susca. Al di là del fatto di dare puntuali riferimenti bibliografici di qualsiasi cosa si dica (ma forse dipende anche dal fatto che oggi, soprattutto in ambito universitario, c’è il terrore di apparire come ladri di pensieri ed idee altrui), il concetto di base è abbastanza chiaro: dopo la stagione della morte, che nel modo occidentale si è conclusa con le guerre mondiali, è cominciata quella di Eros. La pornografia è il suo strumento, e si è progressivamente insinuata, spesso mascherata e dissimulata, nei media (televisione, cinema), nelle pubblicità, nella moda. Internet ha poi fatto in modo che questo elemento diventasse accessibile a tutti e venisse in qualche modo “sdoganato” e reso meno clandestino di una volta, al punto di arrivare ad un ambito di pornografia “social” e autoprodotta (penso a siti come Onlyfans) e al paradosso che anche le pornostar vere e proprie cominciano a girare video dilettantistici (in cui, va detto, hanno una maggiore libertà di comportamento e di scelta, nonché di divertimento, e forse anche guadagni più interessanti rispetto alle produzioni delle majors del porno) e a metterli sulle apposite piattaforme.

La cosa che ho più apprezzato è la mancanza di moralismo di questo testo; il giudizio sulla “pornocultura”, se c’è, è sostanzialmente positivo. Tuttavia personalmente penso che la dimensione “pornografica”, ovvero il piacere di guardare immagini sessualmente esplicite e/o persone che compiono atti sessuali, sia stato presente un po’ in tutte le epoche, a volte più, a volte meno stigmatizzato dalla morale (il sesso non deve distrarre dai doveri civili, sociali ed economici! E poi si scopre che il maggior consumo di pornografia via internet avviene proprio durante le ore di lavoro…) La preistorica Venere di Willendorf, secondo me, non ha un valore cultuale-sacrale (la solita scontatissima dea della fecondità…) ma puramente pornografico (qualcuno si sarà eccitato a farla e a vederla); nell’antica Roma spesso a teatro aveva luogo la nudatio mimarum, e possiamo immaginare il resto; in tante culture le immagini sessuali esplicite sono un fatto normale, e presso certe popolazioni (tribù indiane-native del Nord America) il sesso di gruppo era prescritto dagli sciamani come un rimedio a quella che oggi potremmo chiamare depressione.

Comunque un libro interessante, e un’autrice da seguire.
Profile Image for Guilherme Smee.
Author 28 books195 followers
November 8, 2019
O pornô está por tudo. É impossível sair livre dele na sociedade em que vivemos, em que o acesso aos conteúdos pornográficos se tornou mais fácil e anônimo. Todos acessam algum tipo de conteúdo pornográfico porque ele também está imiscuído na nossa cultura, não apenas nos streamings de vídeo de PornTubes e XVideos. Por isso os autores deste livro trabalham com o conceito de pornoerotismo que permeia a pornocultura. Os autores deste livro, dois pensadores italianos, não possuem nem uma linguagem e nem um texto de fácil compreensão ao mesmo tempo que exploram diversos tipos de atividades sexuais que vão das bonecas de silicone até a podolatria, a maioria deles, intermediado através de videos que os apresentam para o público geral. É um livro muito capcioso, que também é um livro corajoso por abordar um tema que - apesar de nossa sociedade de ponocultura - ainda é tabu para muitos que se recusam a pensa e assumir a presença da pornografia em sua vida e como ela os afeta. É preciso, sim, entender como nossa sociedade e cultura lidam com o desejo sexual para poder entender o consumo para o qual ela se submete, mas principalmente o desejo pelo consumo, como forma de aplacar as necessidades mais escusas.
162 reviews9 followers
April 30, 2023
Un libro que trata sobre la evolución y status del porno actual y los traspola a la cultura en general en lo que denomina la "pornocultura". El libro explora y analiza el porno y sus derivados pasando por varios tipos y prácticas e intentando dar una explicación sociológica a cada una de ellas. Es interesante pero, a mi parecer, se queda corto y solo da un pantallazo, me gustaría que profundizará más en su análisis. Por otro lado, es espectacular el uso del lenguaje qué un poco nos traslada a esa pornocultura de la que habla. Curioso libro para tener en cuenta si te interesa abordar el tema.
Profile Image for Cristina.
2 reviews
May 9, 2025
Excelente lectura. Con mucha ejemplificación y data para armar el discurso. Esto q estoy haciendo - escribir y rate del libro- se diluye en la pornocultura
This entire review has been hidden because of spoilers.
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