Questa raccolta di racconti e articoli di giornale è una vera sorpresa.
Jan Neruda è un narratore sagace, ironico, capace di descrivere situazioni e eventi in modo preciso, delicato e leggero. Se a tutto questo aggiungiamo il fascino di Praga ne viene fuori un piccolo gioiello poco conosciuto.
Autoritratto
Jan Neruda si presenta al lettore col pretesto di una lettera ad un giornale per presentarsi al suo pubblico.
Ironico e sottile, nel riportare le opinioni su di lui. Bella idea
Rysanek e Schlegl
Storia di amicizia e rivalità che con pochi tratti precisi, descrive i due protagonisti e il contesto del quartiere di Mala Strana e dell'osteria in cui si svolge l'azione.
Sotto certi aspetti, la dinamica tra i due commercianti in pensione, mi ha ricordato quella di I duellanti di Conrad. Delizioso il finale.
Come fu che un mendicante si ritrovò in miseria
La Mala Strana ha il suo mendicante fisso, Vojtišec, a modo suo prospero grazie alla generosità degli abitanti del quartiere... ma non c'è niente come l'invidia e la malignità a colpire anche una persona così innocua.
Racconto amaro, sulla grettezza della gente.
Il cuore tenero della signorina Ruska
Hi-hi, e io che pensavo che le appassionate di funerali ci fossero solo in Italia!!!
Il dottor Guastamestieri
Il dottor Guastamestieri è un personaggio davvero singolare: ha studiato medicina, ma non pratica la professione e nessuno si aspetta niente da lui fino a quando, per caso, dimostra le sue capacità. Poi si richiude nel suo riserbo fino a scomparire dalla vista degli abitanti di Mala Strana e non si capisce se è stato solo fortunato o se per qualche ragione non ne vuole sapere della professione medica.
Come fu che Vorel affumicò la pipa
Anche questo è un racconto amaro. Viste le premesse, non mi sarei aspettata che finisse così.
Vorel è vittima delle tradizioni e della chiusura alle novità degli abitanti del quartiere, a cui si somma la sfortuna di un primo cliente sbagliato. Come dice il proverbio: "fatti la fama e dormici sopra"... nel suo caso però è una cattiva fama immeritata.
Ai tre gigli
Racconto di poche pagine, ambientato dell'osteria del quartiere dove una bella ragazza danza felice, poi esce e poi ritorna a danzare. Neruda racconta un modo per esorcizzare il lutto e il dolore. Lo fa in modo delicato, senza giudizio, narrando semplicemente i fatti così come accadono.
L'arpista Joseph
Altro singolare personaggio della Mala Strana: un artista apparentemente povero, ma forse non messo così male, un intellettuale sottovalutato, ma anche qualcos'altro: un uomo pieno di dignità e di capacità di amore per il prossimo.
Agli angoli delle strade
Triste, malinconico, ma anche tenero questo racconto con al centro una vecchietta che vive di espedienti. Un personaggio descritto nei suoi gesti, nelle sue parole, in modo delicato, ma estremamente efficace
Caccia ai cappelli
Fulminante il finale con la riflessione su ottimismo e pessimismo.
Frizzante, veloce, il racconto che narra un periodo storico a me sconosciuto prima della lettura.
All'epoca del subbuglio
Racconto amaramente umoristico su censura e libertà di stampa nella Praga asburgica di metà '800.
Chapeau a Neruda che riusciva a deridere un fenomeno che lo colpiva in prima persona!
Passate vincite
È un altro racconto di denuncia sull'uso e sull'abuso del lotto come forma di finanziamento statale per esempio con i numeri "chiusi" (non seglibili) per evitare di sbancare il banco.
Fenomeno tragicamente attuale.
Oggi devo scrivere di birra
E non fa fatica, Jan Neruda, a scrivere di birra, anzi! Confeziona un racconto estremamente divertente a cui contrappone la bevanda di malto al vino e ai suoi "nefasti" effetti!
Scene di vita di una libreria
Delizioso e divertente. I clienti di una libreria sono sempre uguali: cambiano i tempi, ma le domande appropriate e assurde e soprattutto le furbe risposte del libraio sono sempre le stesse.
L'arte nelle vie di Praga
Neruda riesce a fare ridere anche con le insegne dei negozi praghesi. Da non crederci!
La cucina al mercato
Grazioso, ma forse uno dei racconti che mi è piaciuto meno.
I vari Macha, Heine e Halek
L'idea della statua di S. Giovanni Nepomuceno che presta soldi alla statua di S. Venceslao fa troppo ridere!
Il Padreterno non ci era arrivato
Racconto satirico, attualissimo nel contenuto: a fronte di una serie di grosse notizie di politica interna ed estera, è fondamentale perdersi a disquisire sulla stampigliatura sulle uova?!?!
Dove lo mettiamo?
Jan e la sua governante alle prese con lo smaltimento di un vecchio pagliericcio, ma anche un preghiera contro le censure dell'edizione domenicale del giornale. Delizioso e ironico.
Finalmente
Bel racconto ironico su primavera e poesia.
Sì, l'idea della poesia sugli asparagi, mi ha divertito moltissimo!
Era il primo di maggio
Capisco perché la Russia sovietica ha trasformato questa descrizione della manifestazione del 1 maggio 1890 in una specie di manifesto da studiare nelle scuole. È intensa ed epica. Maestosa a suo modo.