Esta Historia, de Herodiano (178–179 A.D) cubre el periodo de tiempo del Imperio Romano desde la muerte del Emperador Marcus Aurelius (180 A.D.) hasta el ascenso de Goridano III (238). Medio siglo de turbulencias en el que vemos una vez más, una revolución la cual, en palabras de Gibbon "siempre será recordada y aún se siente por todas las naciones de la Tierra". Esta época es caracterizaad por una sucesión de diversas crisis, por la falta de planeación económica que estableció un patrón de golpes de estado militares y el incremento de pluralismo cultural.
Sicuramente Erodiano non è un grande storico; il suo racconto molte volte è vago in termini militari, è pieno di ripetizioni (soprattutto negli ultimi due libri) e altri storici hanno coperto in modo migliore il periodo, trovandosi più vicini (e qui più informati) al potere, come Cassio Dione.
Gli va però riconosciuta una onestà di fondo, che lo porta a dire che l'odiato tiranno Massimino fu un grande imperatore per meriti bellici; interessantissimo il punto di vista su Commodo, per cui parla di "grandi speranze" tradite. Interessante anche il giudizio negativo sull'uomo Settimio Severo, infido e manipolatore come pochi.
Comunque da leggere perché quello di Erodiano è il parere della parte orientale ed ellenica dell'impero (potremmo dire quasi piccolo-borghese), giusto contrappeso a Dione, sempre greco di lingua ma senatore.
Herodiano da un tratamiento desigual y a menudo sucinto pero con una narración relativamente fluida, añade una perspectiva e ideologia diferente que complementa muy bien a Dion Casio (y llega un poco más lejos). Me ha gustado la lectura, la recomiendo.
"31 Był to Klaudiusz Pompejanus Kwintianus, syn męża Lucylli Pompejana z jego pierwszego małżeństwa, ożeniony z jej córką z poprzedniego małżeństwa z Lucjuszem Werusem."