Puglia, anni Sessanta . Con la fine dell’anno scolastico, per Michele iniziano lunghe giornate di libertà. Adesso può passare tutte le mattine a giocare, coi piedi nudi che affondano nel terreno del giardino di casa. Può gustarsi il sole del meridione che batte sul suo viso e imperla di sudore la sua pelle giovane. Ma non essendo più obbligato a recarsi alla scuola in città, a Bari, vede di meno Vittoria e Teresa. Lui è un Gentile , la sua famiglia coltiva piante e fiori da generazioni, mentre le sue due amiche sono delle Fiorenza, e i loro genitori confezionano profumi. Le rispettive famiglie, pur lontane per ricchezza e condizione sociale, sono unite da un antico sodalizio... ma quest’anno, per qualche motivo, Michele non è stato invitato in villeggiatura dai Fiorenza . I tre bambini si avviano sul sentiero impervio dell’adolescenza, ciascuno con i suoi tempi e le sue difficoltà, mentre gli adulti delle due famiglie sono costretti ad affrontare una tempesta imprevista che cambierà per sempre il loro rapporto e il futuro che li attende. A creare delle frizioni è prima di tutto un matrimonio inaspettato, ma non solo. Nonostante ciò Michele, posto di fronte ai primi, veri sconvolgimenti della sua vita, dovrà aggrapparsi con forza ai suoi sogni, all’affetto costante di Teresa e a quello spinoso e imprevedibile di Vittoria, dalla quale si è sempre sentito attratto e respinto al tempo stesso. Bianca Rita Cataldi torna a raccontare una Puglia profumata, incantevole e misteriosa con una scrittura poetica ed evocativa, fatta di colori, di profumi, sapori, riprendendo le gesta dei Fiorenza e dei Gentile. Le generazioni si accavallano, i rapporti di potere si rimodellano e i legami tra adulti e adolescenti, sempre difficili e conflittuali, infiammano gli avvenimenti che costellano una saga storica dal ritmo intenso e travolgente.
Bianca Rita Cataldi vive tra Dublino e Galway, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso la University of Galway. Con HarperCollins Italia ha pubblicato I fiori non hanno paura del temporale (2018) e i primi due volumi della Saga dei Fiorenza e dei Gentile: Acqua di sole (2020, Premio Zocca Giovani-Marco Sant'Agata 2021) e La stagione del tuono (2022). Nel campo della traduzione letteraria, ha tradotto in italiano testi di Anne Griffin, Jessica Berger Gross, Monica Heisey e John Patrick McHugh.
LA STAGIONE DEL TUONO di Bianca Rita Cataldi. Un bellissimo romanzo familiare, secondo capitolo della Saga dei Fiorenza e dei Gentile due famiglie molto diverse legate da un florido commercio, una storia senza tempo ambientata in una terra antica e ricca di fiori e profumi, la Puglia. <3 https://ilmondodichri.com/la-stagione...
Si torna a casa, col consueto viavai di Michele tra Terlizzi e Bari, tra la casa di famiglia e quella di città, che lo vede studiare nella "scuola dei ricchi".
Anche questa volta, Bianca Rita Cataldi eccelle nel lavoro di ricostruzione storica, portandoci, attraverso la crescita di Michele, ad attraversare una parte degli anni Sessanta e dei suoi cambiamenti.
#lamiafascetta Profumava di felicità, di calore e di casa.
Secondo volume della Saga dei Fiorenza e dei Gentile, nel quale ritroviamo i personaggi, già molto ben delineati dall’autrice nel romanzo precedente, nella Puglia rovente dell’estate del 1961. I ragazzi delle due famiglie, l’una contadina, l’altra di imprenditori borghesi, sono cresciuti ed ancora cresceranno in queste pagine, ognuno definendo la propria personalità e trovandosi ad affrontare più di un dramma; politica, crescita, identità ed anche morte occupano pian piano gli spazi della narrazione, rendendola essa stessa più matura e a tratti riflessiva. Una saga che parla di chi eravamo ma anche di semplici e umani sentimenti mentre Vittoria cerca di capire meglio che donna vuole essere, Teresa dà sempre segno del suo carattere solare e positivo e Michele si trova a comprendere la complessità della vita che lo porterà anche ad affrontare il distacco, perché la vita va avanti, nonostante tutte le tempeste che la percorrono.
una bella saga familiare, il secondo tomo l'ho trovato ancora più ricco e strutturato intrecciando le storie "leggere" dei bambini che diventano ragazzi ad uno scorcio di cultura e storia italiana
Da poco uscito in libreria, La stagione del tuono di Bianca Rita Cataldi è il secondo volume della saga dei Fiorenza e dei Gentile, che avevamo imparato a conoscere e ad amare con il precedente Acqua di sole, fotografia nitida delle due famiglie, rispettivamente creatori di essenze e coltivatori di fiori.
La storia riprende da dove era stata interrotta, l’estate del 1961 in Puglia, e galoppa veloce, tra colpi di scena e salti temporali, fino al 1965. I protagonisti indiscussi risultano, ancora una volta, i più giovani, in particolare Michele Gentile, che si trova a fare i conti con i dilemmi dell’età ingrata. Non voglio soffermarmi troppo sugli snodi narrativi, per non togliervi il gusto della scoperta, ma Michele deve gestire quell’insieme di sentimenti ambivalenti che lastrica il sentiero di ogni percorso formativo, non solo nei romanzi. La consapevolezza di un corpo che muta, lo svelamento delle ipocrisie degli adulti – che smettono di essere gli eroi invincibili dell’infanzia –, ma anche l’incontro con la malattia, il dolore e l’amore. Cresce lui e crescono le sue amiche della famiglia Fiorenza: Teresa, di un anno più piccola, sempre solare e ottimista, e Vittoria, la “ragazza corvo”, maggiore di ben tre anni, sarcastica e sincera, ogni giorno più simile nelle fattezze e nello spirito indomito a zia Betta.
Se questo trio, per certi aspetti, è il cuore pulsante del romanzo, anche gli altri personaggi, estremamente vividi e tangibili, hanno molto da comunicare al lettore, in questo continuo rapporto di lontananza sociale e vicinanza emotiva ed esperienziale che lega i due gruppi familiari. Emergono, tra gli altri, zia Maria, dolce e forte, Adriano Fiorenza, il cui animo buono contrasta le ombre di altre figure maschili e zia Betta, impegnata a costruire la sua felicità. Ognuno di loro ha una voce distinta e un punto di vista sulle cose, eppure il merito di Bianca Cataldi è di farci empatizzare con i comportamenti di tutti. Grazie a una prosa limpida e misurata, la scrittrice ci trasporta sia nella cucina dei Gentile, dove sembra quasi di assaporare personalmente il caffè fatto con la moka, un rito di calore e ospitalità (la stessa Margherita, in una risposta di impulso ad Adriano, spiega che il loro caffè è più buono perché fatto con il cuore), sia nella grande villa dei Fiorenza, dove segreti, sogni e rimpianti si annidano nei corridoi e nelle anime dei suoi abitanti.
Fin troppo spesso capita, con libri o film, che se il primo è buono, il secondo non lo sia altrettanto. Magari ci sono anche tutte le buone intenzioni, magari preso a sé sarebbe anche un ottimo elemento, ma semplicemente non regge il confronto col primo. E poi, capitano situazioni come questa, in cui il sequel è del tutto sintonizzato su un'armonia simile ma molto, molto diversa dal primo, e il confronto diventa impossibile. In senso positivo, però. Se "Acqua di Sole" è un libro di luce, speranza, gioia, "La stagione del tuono" è invece un libro intriso di malinconia, oscurità e tristezza. Un po' come la vita stessa del resto, che dopo il luminoso calore dell'infanzia spensierata finisce per scontrarsi con i dolori e le angosce della vita "dei grandi". E questo vale per tutti i protagonisti di questo libro, siano essi i bambini ormai cresciuti o gli adulti che già prima erano grandi, ma che si avviano a loro volta verso una nuova fase della vita. La magia del precedente c'è ancora, così come lo stile accattivante e coinvolgente dell'autrice, capace di tenerti per ore e ore incollato alle pagine. Ma tutto è intriso di un'aura meno scanzonata, più agrodolce. La tragedia che colpisce i protagonisti in questo romanzo senza ombra di dubbio riveste un ruolo primario in questo senso, ma non si tratta solo di quello. Certo, il lettore si ritrova in sofferenza nel leggere le scene connesse a questo triste evento, ma ci sono tantissimi altri momenti, meno drammatici ma altrettanto tribolati, dove ci si ritrova a empatizzare per il personaggio di turno. C'è il disincanto dell'addio alla vita fanciullesca, dove sogni e leggerezza devono necessariamente cedere il passo a obblighi, aspettative proprie e altrui, e a tutte quelle brutture che fanno parte del quotidiano, e che quando sei piccolo ti vengono ovattate e risparmiate. È un libro forse più maturo del precedente, ma che ti fa affezionare ancora di più alla saga di queste due famiglie, e ti lascia con le giuste curiosità e gli interrogativi per attendere con impazienza il prosieguo.
TITOLO: La stagione del tuono AUTORE: Bianca Rita Cataldi PAGINE: 288 In questo secondo capitolo della saga dei Fiorenza e dei Gentile cambiano gli equilibri, soprattutto per i piccoli di casa che si apprestano a lasciare il tempo spensierato dell’infanzia per addentrarsi nel più difficile momento dell’adolescenza, ognuno con sentimenti contrastanti, dubbi e difficoltà a sentirsi a proprio agio nella nuova condizione; crescere vuol dire anche non avere più filtri e schermature dal dolore, dover sopportare le perdite e gli abbandoni e dover affrontare il proprio futuro. Ma anche il futuro è diverso e sembra scritto in virtù della condizione sociale di appartenenza; se vivi in una famiglia benestante e sei donna dovrai fare l’impossibile per far valere i tuoi sogni e far accettare le tue scelte, ma se vieni da una famiglia umile che è radicata alla terra da generazioni, anche il proseguire gli studi può diventare un problema. Ciò che resta immutato è quel senso di appartenenza alla famiglia, un piccolo microcosmo di sentimenti veri e intensi che contribuisce a forgiare la personalità o, in ogni caso, a farla emergere; in quest’ottica ho particolarmente apprezzato la solidità di due zie fra tante, libere dai condizionamenti sociali, un passo avanti rispetto alle convenzioni, che tutto vedono e che incoraggiano con la loro attenzione discreta ma efficace. La scrittura si conferma fluida ed emozionante e la lettura piacevole e interessante.
TITOLO: La stagione del tuono AUTORE: Bianca Rita Cataldi PAGINE: 288 In questo secondo capitolo della saga dei Fiorenza e dei Gentile cambiano gli equilibri, soprattutto per i piccoli di casa che si apprestano a lasciare il tempo spensierato dell’infanzia per addentrarsi nel più difficile momento dell’adolescenza, ognuno con sentimenti contrastanti, dubbi e difficoltà a sentirsi a proprio agio nella nuova condizione; crescere vuol dire anche non avere più filtri e schermature dal dolore, dover sopportare le perdite e gli abbandoni e dover affrontare il proprio futuro. Ma anche il futuro è diverso e sembra scritto in virtù della condizione sociale di appartenenza; se vivi in una famiglia benestante e sei donna dovrai fare l’impossibile per far valere i tuoi sogni e far accettare le tue scelte, ma se vieni da una famiglia umile che è radicata alla terra da generazioni, anche il proseguire gli studi può diventare un problema. Ciò che resta immutato è quel senso di appartenenza alla famiglia, un piccolo microcosmo di sentimenti veri e intensi che contribuisce a forgiare la personalità o, in ogni caso, a farla emergere; in quest’ottica ho particolarmente apprezzato la solidità di due zie fra tante, libere dai condizionamenti sociali, un passo avanti rispetto alle convenzioni, che tutto vedono e che incoraggiano con la loro attenzione discreta ma efficace. La scrittura si conferma fluida ed emozionante e la lettura piacevole e interessante.
POICHÉ È IL SECONDO VOLUME DI UNA SERIE POTREBBERO ESSERCI SPOILER
Con Bianca Rita Cataldi ormai so che entro nella mia comfort zone. Entro nella bolla serena che solo una lettura soddisfacente sa dare.
Finalmente ho ritrovato la famiglia Gentile e Fiorenza e nemmeno questa volta avrei voluto lasciarli andare.
Siamo in Puglia, negli anni 60. I nostri tre protagonisti stanno crescendo. Un po' alla volta stanno dismettendo i panni di bambini per prendere quelli di ragazzi. Michele non viene più invitato in vacanza con i Fiorenza perché non sarebbe decoroso e passa l'estate a casa, in un paesino sperduto assieme alla sua famiglia. Gli mancano le sue amiche Teresa e Vittoria. Aspetta che l'estate finisca per poterle rivedere a scuola e non appena ciò si avvera ritrova Teresa, sempre la stessa nonostante gli anni passino, mentre Vittoria è sfuggente e lo evita.
Il sottotitolo è fuorviante. Non è una saga familiare, ma la storia di un ragazzino, Michele, che diventa maggiorenne in una famiglia semplice della provicnia di Bari. Una trama abbastanza asfittica, senza eventi e molti filoni narrativi lasciati a metà. La scrittura è piacevole e ben curata, con molte suggestive similitudini per cercare di descrivere le emozioni degli adolescenti e la loro scoperta. Se ci sarà un seguito, bene; altrimenti, così come è, resta un po' monco ...
ps.: Goodread indica accanto al titolo #1, ma in realtà è il secondo volume dopo "Acqua di sole". Forse dovrò rivedere questa recensione
Questo libro mi ha lasciato sensazioni contrastanti: da un lato, l'ambientazione suggestiva e l'atmosfera creata dall'autore sono coinvolgenti, ma dall'altro, la trama è molto prevedibile.
Mi è piaciuta l'evoluzione di alcuni protagonisti, mentre altri mi sono sembrati un po' superficiali.
Come per il primo volume, anche questo mi è sembrato veramente lento ed eccessivamente descrittivo in alcuni passaggi.
Di nuovo: un buon libro, ma non indimenticabile. Vale comunque la pena leggerlo perché, anche più che nel primo libro, vengono affrontate delle tematiche familiari abbastanza importanti.
Il secondo libro della saga, anche lui mi è piaciuto, forse un po’ meno del primo perché non ho un terzo da leggere ;) Anche in questo secondo libro, ho adorato la prosa e i personaggi. Spero esca un terzo libro :)
Premessa: il libro mi è piaicuto ma la conclusione è troppo aperta. Blanda. A meno che non sia in arrivo il terzo volume. A questo punto potrei rivalutare la mia recensione.
Ritorno in Puglia, per scoprire che ne è stato di Michele, Vittoria, Teresa e di queste due famiglie tanto diverse e tanto, indissolubilmente, legate. Una lettura leggera, perfetta per gli ultimi giorni d'estate.