Marcello Cini, fisico ed epistemologo, negli anni ’70 del XX secolo introdusse in Italia un pensiero critico e autocritico sulla scienza, che metteva duramente in discussione il dogma della sua neutralità. L’opera di Cini sollevò polemiche aspre anche perché sembrava minacciare l’oggettività e la fiducia nella razionalità sovraindividuale. Ma se la scienza non era più neutrale, certo non era ridotta al rango di opinione: metodo e coerenza di spiegazioni e sperimentazioni erano fuori questione. Si trattava di fare della scienza e del suo uso qualcosa di critico, disvelandone i nessi con la società, l’economia e la politica, e così le sue connessioni con gli interessi e le ideologie dominanti.
Sorge oggi l’esigenza di raccontare la sua vita e le sue opere, e di riprendere il filo delle sue idee. I saggi raccolti in questo volume si tendono tra due poli: parlano di Cini e parlano con Cini, percorrendo i piani della riflessione sociale, dell’epistemologia, della storia e delle politiche della ricerca.
Con saggi di: Gianni Battimelli, Marcello Buiatti, Leonardo Cannavò, Luciana Castellina, Guglielmo Chiodi, Rosalba Conserva, Uliano Conti, Mattia Della Rocca, Elena Gagliasso, Pietro Greco, Alfonso Maurizio Iacono, Ignazio Licata, Gianni Losito, Michela Mayer, Carlo Maurizio Modenesi, Giorgio Parisi, Rosanna Memoli, Walter Tocci.