3,5 - Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo libretto, anche se è stata una sorpresa piacevole.
Diciamo che non è un vero testo narrativo, né una vera graphic-novel; è una sorta di ibrido, un'opera a metà, con una sua storia, ma anche no. In realtà, lo potremmo definire un inno delicato e struggente, più evocativo che altro, al notevole potere dei libri, ai loro messaggi, ai mutamenti che possono portare nella vita di ciascuno di noi.
Un vecchio re morente chiede a due uomini di girare per il mondo e di tornare a raccontargli tutte le storie contenute nei libri più rari. Poi i due tornano e incominciano a narrare, condividendo con il re il loro bottino.
Veniamo così a conoscenza dell'esistenza di libri così veloci che nessun lettore riesce a raggiungerli e a leggerli, di libri gemelli e con la polizia alle calcagna, romantici e dispettosi, da palleggio e rimbalzo, spigolosi e fruscianti, pieni di precetti politici o maledetti, invisibili o divoratori di segnalibri, noiosi o sorridenti.
Ci sono libri che si scelgono i propri lettori, che sono equilibristi, che mutano, che sono pieni di bontà, che si trovano dove non dovrebbero, comprese le scene del delitto.
E alcuni sono persino morsicati, fatti a pezzi, dimenticati; a volte sono pieni di ricordi, o ancora si sono formati come un diario (quello di Takeuchi e Misaki), altre volte raggiungono la persona per cui sono stati scritti, altre volte giacciono nel silenzio di una libreria.
Lo stile è decisamente giapponese: sapete quando si gira intorno e si è volutamente ambigui o criptici? Però traspare tenerezza e malinconia, non mi sono annoiata.
Il testo meritava però una grafica più ricca e non così semplice.