«Questo viaggio non è stato una passeggiata per la durezza degli spostamenti e perché ci siamo sentiti diversi, a volte persino malvoluti. Ma per lo più ci siamo sentiti amati e vezzeggiati, onorati come ospiti sacri da gente che ci ha aperto il cuore senza compromessi. Ho trovato una nazione orgogliosa di sé, dei propri confini, delle proprie forze armate. Ho vissuto l’importanza della religione, ho potuto parlare con tante persone differenti. Non potrò mai scordare il Pakistan degli Ottomila metri. Scenari di monti, di sogni, di avventura».
Dall’11 settembre il Pakistan è finito dietro la lavagna dei cattivi e da vent’anni è uscito dai radar del turismo mondiale. Marco Rizzini ha voluto andare oltre questa etichetta, vedere con i suoi occhi, ascoltare con le sue orecchie la realtà di questo luogo considerato inospitale e pericoloso. Il risultato è più di un viaggio: una lunga avventura on the road in un paese che sa ancora stupire, ospite di famiglie accoglienti, tra ottimo cibo, montagne indomabili e orizzonti sconfinati, una fede totalizzante, metropoli roventi di uomini e ovini. Per capire il cuore di un popolo fiero e generoso, difficilmente addomesticabile.
È un libro scritto bene, interessante, scorrevole, con la giusta quantità di descrizioni. Ma il suo più grande pregio è la visione priva si pregiudizi. L'autore ha la curiosità di un bambino, la stessa fame di conoscenze ed incontri letta in "Panda o Morte", ma unite ad una maggiore maturità e conoscenza sociale e storica. Il Pakistan non è il "posto dei cattivi" ma una terra sfaccettata , piena di meraviglie e con una natura che (immagino dalle parole del libro) lascia senza fiato.
Ce ne fossero di libri come questo, dove si viaggia con l'autore, dove si ride e dove si apprende di mondi lontani senza la pesantezza di chi si crede meglio di te. Un libro che si fa leggere con facilità e che non lascia mai spazio alla noia. Bravo Rizzini!
la narrativa di viaggio con il giovane milanese rizzini ha fatto una grande acquisto!! nuovo terzani? non esageriamo, è ancora presto ma a me ricorda molto alcuni suoi libri per la voglia di conoscere senza giudicare