Siamo nel 1968. La piccola Anna Cannavò, di dieci anni, frequenta la quinta elementare a Siracusa. È una bambina poverissima. La famiglia vive ai margini della società. Eppure la piccola Anna non se ne accorge. È tutta protesa a carpire il mistero delle parole poetiche che sta imparando ad amare. Quando la maestra annuncia in classe che il ministero della Pubblica istruzione ha indetto un concorso e che il premio consiste nel trascorrere una intera settimana a Milano in compagnia di una famosa scrittrice, Anna Cannavò decide di partecipare. Il concorso consiste nello scrivere una lettera alla scrittrice raccontandole la propria giornata. La destinataria è Anna Maria Ortese. Con grande stupore di tutti la piccola Anna Cannavò viene selezionata e parte alla volta di Milano per trascorrere un’intera settimana con la «signora Anna». Arrivata a destinazione, però, la bambina avrà una grande sorpresa. Non c’è solo una signora Ortese, ma due: Anna e la sorella Maria. La piccola Anna si immette nel mondo delle due sorelle Ortese rompendo le solitudini di Anna Maria e accostandosi alla malattia degenerativa della sorella con tenerezza. Attraverso questa e altre storie intrecciate Simona Lo Iacono compie un altro viaggio dei suoi, di quelli che il pubblico in questi anni ha imparato ad amare: alla ricerca di un femminile che è talento e misura, forza e umiltà. Un romanzo che è soprattutto un ritratto nitido di una grandissima scrittrice, ma anche di una generazione e di un tempo perduto, malinconico e fiero. Con il suo stile ormai inconfondibile, denso e appassionato, Lo Iacono indaga la vita e i tormenti della Ortese. E al tempo stesso racconta una storia corale, una storia di donne che hanno con il culto della parola e con la dedizione al racconto un rapporto unico e commovente.
3,5* È difficile recensire questo libro. È ben lontano dall'essere un brutto libro, anche se, a mio parere un po' troppe cose stridono affinché possa definirsi un capolavoro. Per quanto questo libro breve sia un concentrato di spunti di riflessione profondi, alcuni passaggi li ho trovati eccessivamente forzati. Ad esempio i lunghi "spiegoni" nelle lettere sulle diverse fasi della vita di Anna Maria Ortese. In alcuni punti delle stesse lettere - per quanto rappresentino una corrispondenza tra due amanti della parola - ho avvertito troppo la ricerca della frase d'effetto. Anche il diario della piccola Anna Cannavò alterna momenti di credibile ingenuità infantile capace di meglio penetrare le maglie del mondo a esternazioni che stridono a mio parere troppo con l'età anagrafica del personaggio (per quanto intelligente e dotato). Tutto sommato però è una lettura più che consigliata, anche solo per gli spunti di riflessione che propone e per l'immenso amore per la letteratura che rappresenta. Mi ha fatto venire voglia di recuperare le opere della Ortese, che - ammetto la mia profonda ignoranza - non conoscevo prima di questo libro.
Un romanzo a due velocità per una storia, tutto sommato, doppia: quella della piccola Anna Cannavò e quella della scrittrice Anna Maria Ortese.
Si risente troppo della differenza di narrazione tra le due parti, una delle quali epistolari. Sicuramente la scrittura di Simona Lo Iacono non aiuta la scorrevolezza della storia.
#lamiafascetta Due storie in una, ma non funzionano allo stesso modo.
Un libro meraviglioso, che riesce a commuoverti con semplicità e a parlare dei grandi temi della vita e del dolore, dell'emozione dell'esistere, con la naturalezza che solo i bambini hanno. "Cercare la bellezza è emergere dal male" e questo libro cerca e trova la bellezza.
Carino,una prospettiva diversa sulla vita di Anna Maria Ortese e sua sorella..ho trovato la storia scorrevole e il punto di vista della bambina molto divertente.
Audiolibro. Tante piccole perle, una poesia intesse le pagine di questo libro che ripercorre un po’ della vita di Anna Maria Ortese. Intervallando porzioni dedicate a uno scambio epistolare tra la scrittrice e un’amica professoressa e parti scritte da una dotata quanto povera ragazzina ammaliata dalla poesia. Non ho ancora letto nulla di Ortese, questo libro mi ha acceso una grande curiosità.
Racconto su due piani che non si fondono del tutto. Interessante la narrazione epistolare, che traccia la biografia della Ortese e della sorella, che non conoscevo. Ho trovato un po' forzata quella sulla piccola Anna Cannavò.
Un bel libro, molto piacevole da leggere, ma che non mi ha convinta completamente.
TITOLO: Il mistero di Anna AUTORE: Simona Lo Iacono PAGINE: 160 Anna, bambina siciliana povera e priva di ogni possibilità di continuare gli studi, perché dovrà essere “messa a servizio” per contribuire al sostentamento della famiglia, ha sete di conoscenza, ama le parole poetiche, che su di lei hanno l’impatto di aprirla alle emozioni del mondo e la immettono nella complessità dell’esistenza e dei suoi misteri; attraverso esse lei decodifica il mondo, seppur a livello intuitivo, secondo un sistema che il mondo circostante spesso non comprende o addirittura fraintende. Anna Maria Ortese è il suo doppio adulto, il personaggio reale contrapposto al personaggio fantastico, in una connessione tra due anime affini, in un rapporto in cui l’esperienza di una si raddoppia a specchio nell’altra ed entrambe condividono la loro unicità nell’essere diverse e libere, grazie al potere della conoscenza. La narrazione, quindi, segue due piani temporali differenti e uno stile narrativo diverso poiché da una parte c’è il mondo di Anna bambina che si racconta, dall’altra l’espediente per portare l’attenzione sulla scrittrice è soddisfatto mediante uno scambio epistolare con un personaggio misterioso di cui solo alla fine si capirà il significato nell’economia della trama. A livello stilistico mi è sembrata molto più godibile e accattivante la parte riguardante Anna, mentre quella in cui si fa conoscere l’Ortese è più ridondante e meno coinvolgente, pur se ha il pregio di riportare l’attenzione su un personaggio femminile che ha dedicato la propria vita alla letteratura, nonostante gli stenti e i pregiudizi. Ho trovato delizioso il personaggio di Maria, sorella della scrittrice, che incarna una solida economia domestica in grado di riavvicinare le due anime eteree alla realtà e di lei mi ha colpito la totale abnegazione verso la sorella, di cui è stata il pilastro e insieme l’ombra silenziosa.
TITOLO: Il mistero di Anna AUTORE: Simona Lo Iacono PAGINE: 160 Anna, bambina siciliana povera e priva di ogni possibilità di continuare gli studi, perché dovrà essere “messa a servizio” per contribuire al sostentamento della famiglia, ha sete di conoscenza, ama le parole poetiche, che su di lei hanno l’impatto di aprirla alle emozioni del mondo e la immettono nella complessità dell’esistenza e dei suoi misteri; attraverso esse lei decodifica il mondo, seppur a livello intuitivo, secondo un sistema che il mondo circostante spesso non comprende o addirittura fraintende. Anna Maria Ortese è il suo doppio adulto, il personaggio reale contrapposto al personaggio fantastico, in una connessione tra due anime affini, in un rapporto in cui l’esperienza di una si raddoppia a specchio nell’altra ed entrambe condividono la loro unicità nell’essere diverse e libere, grazie al potere della conoscenza. La narrazione, quindi, segue due piani temporali differenti e uno stile narrativo diverso poiché da una parte c’è il mondo di Anna bambina che si racconta, dall’altra l’espediente per portare l’attenzione sulla scrittrice è soddisfatto mediante uno scambio epistolare con un personaggio misterioso di cui solo alla fine si capirà il significato nell’economia della trama. A livello stilistico mi è sembrata molto più godibile e accattivante la parte riguardante Anna, mentre quella in cui si fa conoscere l’Ortese è più ridondante e meno coinvolgente, pur se ha il pregio di riportare l’attenzione su un personaggio femminile che ha dedicato la propria vita alla letteratura, nonostante gli stenti e i pregiudizi. Ho trovato delizioso il personaggio di Maria, sorella della scrittrice, che incarna una solida economia domestica in grado di riavvicinare le due anime eteree alla realtà e di lei mi ha colpito la totale abnegazione verso la sorella, di cui è stata il pilastro e insieme l’ombra silenziosa.
Anna Cannavo’ frequenta la quinta elementare a Siracusa e vive in una famiglia modesta ma dignitosa, padre disoccupato e madre che cerca di mantenere tutti con qualche lavoretto. Un giorno, nel 1968, la ragazzina vince un concorso dopo aver inviato una lettera alla scrittrice Anna Maria Ortese, e ciò le permetterà di trascorrere una settimana a Milano con l’autrice. La bambina, affascinata dal potere delle parole, è molto emozionata e descriverà con toni poetici e incantati i momenti più importanti del suo soggiorno in quel mondo tutto nuovo, tanto distante e diverso dalla sua città. Nel libro però troviamo anche Anna Maria Ortese come protagonista, tramite una scambio epistolare con una professoressa, e ciò permetterà al lettore di conoscere la sua vita, i suoi drammi i suoi demoni e lo speciale legame con la sorella Maria. Lo stile narrativo è intenso, semplice, sensibile e coinvolgente nelle parti descritte dalla piccola Anna, mentre nelle parti in cui è protagonista la Ortese il lessico si fa più ricercato, l’atmosfera diventa malinconica e disillusa. Un racconto che non lascia indifferenti, soprattutto se non siete a conoscenza della vita travagliata della vincitrice del premio Strega. Ho apprezzato molto la narrazione della Lo Iacono, credo che leggerò altri suoi romanzi.
Libro molto bello nella sua semplicità. Un modo di raccontare la storia e vita di Anna Maria Ortense (storia che non conoscevo e che mi ha fatto scoprire il suo personaggio) in modo originale, tramite lo scambio di lettere con R. , amica di penna e tramite gli occhi di una bambina siciliana, anche lei di nome Anna che si trova a vivere una settimana in casa della scrittrice. Il racconto procede all'inizio quasi in maniera dissociata tra le due storie (Anna -Anna e Anna-R) con due modi differenti di scrittura (romanzo e epistola) fino a condurre al fil rouge che collega le tre protagoniste, così diverse socialmente, culturalmente e anagraficamente. È spiazzante l'ingenuità della piccola Anna che strappa un sorriso di tenerezza, la sincerità di R. e tutta la malinconia ancestrale di Anna Ortense. Consiglio la lettura!
In un misto di scrittura epistolare e pagine di diario, si incrociano i destini di due donne dal nome Anna. La prima è una ragazza poverissima ma con l'aspirazione per la poesia, la seconda è la scrittrice Anna Maria Ortese. In questo breve ma potente libro veniamo a conoscenza della biografia dell'autrice così come della composizione delle sue principali opere. Il punto a favore è la scrittura, delicata, potente e poetica! Meraviglioso ❤️
"Così siamo salite di sopra, e ci siamo sistemate sulla punta, e davvero abbiamo visto la Sicilia che si allontanava e l'Italia che si avvicinava, e io ho detto: maestra, ma non è un po' nostalgico questo fatto che per andare dobbiamo lasciare? [...] Sí, è nostalgico, ha bisbigliato con aria pensierosa la maestra, ma solo quando si lascia si cresce".
Ho amato ogni singola pagina di questo libro. È profondo, ricco di spunti di riflessione e ci spinge a guardare il mondo attraverso un punto di vista differente e a volte insolito, quello della piccola Anna Cannavò. L’ho trovato abbastanza scorrevole, anche se la struttura della frasi, a mio parere, è un po’ complessa. Vale oltre le cinque stelle che ho dato.❤️
Mi è piaciuto molto. La scrittura è delicata e coinvolgente, e ho apprezzato il modo in cui l’autrice intreccia realtà e mistero. La figura di Anna mi ha colpito per la sua intensità e per l’atmosfera quasi sospesa che accompagna la storia. È un libro che mi ha lasciato emozioni sincere e una lettura davvero piacevole.
3,5 perché è ben scritto, perché si sente che ha dietro una preparazione ed uno studio, perché sono due libri in uno e perché mi ha fatto venire voglia di conoscere e leggere almeno un libro della Ortese. Però il voler a tutti i costi far finire bene le favole per me resta un elemento che penalizza un libro, quindi la mezza stella che avrebbe portato alla quarta, resta sulla tastiera
La vita di Anna Maria Ortese, ma anche, e soprattutto, la storia di una bambina e del suo amore per le parole. Un atto d'amore verso la poesia della vita, e un modo per ricordarci di avere fiducia nello sguardo dei bambini.
Un racconto meraviglioso, dichiarazione d'amore assoluta alla letteratura, nel suo senso più puro. Anna Cannavò è sicuramente un po' stereotipata come personaggio ma non importa, all'amore puro si perdona tutto.
Mi piace veramente il modo in cui scrive Simona Lo Iacono ed è riuscita a trasferirmi con la sua storia e farmi creare immagini belle con la mente. Assolutamente consigliata questa lettura piacevole e introspettiva anche:)
Simona Lo Iacono,ci consente di osservare attentamente da vicino il doloroso mondo della scrittrice Anna Maria Ortese. Un mondo di stenti e dolori che hanno contribuito a formare una creatura fragile in una donna che ha fatto la storia della letteratura. La prima cosa del libro che mi ha colpita sono stati quei due grandi occhi neri della bambina in copertina, foto di Letizia Battaglia. In quello sguardo, traspare tutto l'universo di chi cerca un posto nel mondo tra sogni e speranze. Una sintesi perfetta, delle cose che ci abitano nella loro bellezza poetica, perché tutto ciò che ci circonda è poesia, se solo le guardassimo con gli stessi occhi di Anna Cannavò. La giovane protagonista che insieme alla Ortese ci mostra il mondo dei silenzi rivelatori, quelli che all’improvviso scandagliano la realtà dell’io interiore proiettandolo in una condizione alienante rispetto a tutto il resto. In conclusione, ci vuole poesia infatti per descrivere queste meravigliose figure. Consigliato. Buona lettura!