*Non è molto sensata la mia attitudine a prendere libri che mi ispirano senza considerare il fatto che possano essere gli ultimi di una lunga serie. Questo è, se non ricordo male, il 9° volume della saga di Gaio Valerio Verre. In sostanza, mi sono innamorata di un personaggio straordinario, ben scritto, nel momento conclusivo della sua sfolgorante e avvincente carriera al servizio di Roma. Quindi, sinceramente, non saprei come definirlo in base al suo essere il "finale" di una saga; tuttavia è comprensibilissimo anche senza aver letto i precedenti.
*Questo è ambientato durante la conquista della Britannia, sotto i Flavi, molto prima della costruzione del famosissimo vallo adrianeo. Ai tempi, il governatore della Britannia era Agricola, alle cui "dipendenze" stava Verre, in qualità di legato e di comandante della IX Legione. Se pensate che sia un romanzo incentrato solo sulla guerra contro i barbari del nord, guidati dall'incredibile re Calgaco, vi sbagliate di grosso. La guerra è sicuramente un punto focale, ma questo è anche un romanzo di sotterfugi, di rivalità e competizioni, di intrighi di corte, di amore e di storia.
*È un romanzo che mi è piaciuto abbastanza, scritto con accuratezza, con un buon lessico, con personaggi che è difficile non amare (ai quali si accostano in maniera molto verosimile i personaggi reali), con descrizioni eccelse del paesaggio, che mi è sembrato di poter vedere con i miei stessi occhi. Tuttavia, ha anche dei difettucci, sui quali non posso soprassedere: la narrazione è un po' lenta in certi punti e il finale mi ha lasciata perplessa, come se non avesse molto senso, come se non avesse risposto a molte domande (ma anzi ne avesse create di nuove), come se non fosse all'altezza di tutta la narrazione precedente; sembrava anche estremamente frettoloso.
*In sostanza, ottimo romanzo storico, molto dettagliato e preciso, nonostante i difetti. Approvo e consiglio!