Un viaggio eccezionale nell'Italia degli anni ottanta, attraverso i luoghi e le esperienze degli operai della Fiat. Un reportage che va oltre l'universo metallico delle grandi fabbriche automobilistiche, qui descritte in "presa diretta", per raccontare la vita nei casermoni di periferia, le metamorfosi avvenute nei paesini meridionali degli emigranti, gli operai divisi tra robot e lavoro contadino, le patetiche gite aziendali in cui si ricerca la socialità un tempo vissuta nel sindacato. Non è solo la storia di una sconfitta collettiva, ma anche il racconto di mille vittorie individuali nell'inedita lotta per emanciparsi dalla condizione di operaio. Un racconto pieno di sorprese e di imprevisti, che si dipana fra il Piemonte e l'Irpinia, Milano e la Brianza, Termoli e Cassino. Gad Lerner incontra gente indimenticabile, di tale ricchezza umana da coinvolgere come i protagonisti della migliore narrativa: operai costretti a mantenere la famiglia con un milione di lire al mese e altri che hanno trovato gli espedienti per guadagnare di più, e poi anche i loro figli rocchettari, i capireparto, i comunisti smarriti, gli specialisti in attività ricreative, gli esiliati dei reparti-confino, gli operai dalle mani d'oro. Tra le catene di montaggio tradizionali e le nuove officine della robotica più avveniristica, si dà voce e identità a cinque milioni di operai dimenticati, ma che pure continuano a evocare un'irrisolta questione di giustizia sociale.
Ho trovato Operai un libro interessante e ben documentato. È un’inchiesta giornalistica che racconta il mondo della Fiat dagli anni Ottanta fino quasi ai giorni nostri, seguendo i grandi cambiamenti che hanno attraversato l’azienda e, insieme a lei, il mondo del lavoro. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui Lerner racconta la realtà degli operai e tutto quello che ruotava intorno alla Fiat. Non c’era solo la fabbrica, ma un intero sistema fatto di famiglie, aziende dell’indotto, piccoli imprenditori e territori che vivevano anche grazie alla grande industria. Il libro fa capire bene quanto la Fiat abbia avuto un peso enorme nella storia economica e sociale italiana. Interessanti anche alcuni riferimenti storici, dalla stagione delle grandi lotte operaie fino alla trasformazione dell’azienda e alla progressiva perdita di centralità della fabbrica. Si vede bene il percorso fatto dalla Fiat negli anni, con i suoi momenti di crescita ma anche con le crisi, le scelte industriali e le conseguenze sui lavoratori. Ho trovato però alcuni passaggi un po’ farraginosi e, in certi momenti, quasi macchiettistici nel modo di raccontare alcune situazioni e alcuni personaggi. Inoltre mi è mancata un po’ di più la parte relativa alla realtà attuale, che avrei trovato interessante approfondire. Nel complesso, però, è stata una lettura che ho apprezzato. Un libro che racconta non solo la storia della Fiat, ma anche un pezzo importante della storia del lavoro e dell’Italia.
E' raro che gli autori dei libri siano degli interpreti efficaci delle proprie opere (una rara eccezione è Alice Basso), quando poi l'autore, di suo, ha dei manifesti "difetti" di pronuncia dovrebbe lasciare spazio ad un professionista. Non metto in dubbio il riconoscere la voce che ci sta parlando quando questa è tanto caratteristica, ma la lettura ad altra voce è altro e l'ascolto ha necessità di una buona intonazione e di chiarezza. In questo caso da prendere in considerazione la versione cartacea.