Un macabro ritrovamento, nel cuore del quartiere San Lorenzo, a Roma, sconvolge la tranquilla routine estiva della polizia: bisogna agire in fretta, un delitto del genere non può restare impunito a lungo, chi lo ha compiuto dev’essere fermato, subito. Il vicequestore Giacomo Chiesa ha un indiziato perfetto, ma le cose si complicano quando quest’ultimo per scagionarsi si rivolge al più improbabile degli investigatori privati…Qui entra in scena Woodstock. Maestro elementare, hippie fuori tempo massimo, scapestrato impenitente, Woodstock ha un dono. Quando fa uso di droghe diventa capace delle più acrobatiche deduzioni: uno «Sherlock Holmes tossico», come lo definisce un cliente. E mette le proprie abilità al servizio dei disgraziati, dei derelitti a cui nessuno mai presterebbe aiuto. E così il rigido e incorruttibile Chiesa e il generoso avanzo di centro sociale si troveranno a percorrere le stesse strade, in una vorticosa indagine ricca di colpi di scena. Personaggi memorabili, un intreccio avvincente, un ritmo sempre incalzante, sullo sfondo di una Roma vitale e umanissima, fanno dell’Angelo custode un esordio dirompente. È arrivato Leo Giorda, un giovane giallista di razza. E con lui Woodstock, un detective originalissimo e capace, nel giro di poche pagine, di diventare un fedele amico del lettore.
L'ANGELO CUSTODE Un’indagine di Woodstock di Leo Giorda. Un esordio travolgente per un'indagine dal ritmo cinematografico, la prima indagine di Woodstock che ha tutte le carte in regola per conquistare il pubblico che ama i gialli e non solo ❤ https://ilmondodichri.com/langelo-cus... #langelocustode #romanzo #PontealleGrazie
Nel quartiere San Lorenzo a Roma, viene ritrovato un cadavere. Viene trovato subito un indiziato, grazie al lavoro del vice questore Giacomo Chiesa. Ma non può andare tutto liscio: e infatti il probabile colpevole si rivolge ad un investigatore privato fra i più strani. Woodstock, così lo chiamano, è un maestro elementare, hippie, dissennato e non più giovane. Ma la caratteristica più particolare è sicuramente quella per cui, quando fa uso di droghe, diventa una specie di "Sherlock Holmes tossico". Usa così questo "superpotere", per aiutare tutte quelle persone che nessuno vuole aiutare o che non possono rivolgersi a nessuno.
La storia è molto divertente, creata su tre personaggi, molto diversi fra loro, che ci raccontano una Roma per certi versi inquietante. Claudio Gatto è un musicista, accusato di stalking in passato ed è il sospettato del caso di omicidio. Woodstock, all'anagrafe Adriano Scala, vice ancora con la madre nel quartiere Tuscolano, ed è l'uomo che cercherà di aiutare Gatto. Il vice questore Chiesa è un uomo tutto d'un pezzo, dichiaratamente di destra, determinato, è convinto che Gatto sia il colpevole del reato. L'intreccio dei personaggi è crwto con molta cura e fa apprezzare ed empatizzare per i personaggi (si anche con Chiesa che non potrebbe essere più lontano da me). Lo scrittore tocca diversi temi in questa storia creata con grande maestria e scritta con un linguaggio semplice ma efficace, senza dimenticare la grande ironia che permea i dialoghi dei personaggi.
Una storia che fa ridere molto ma che fa altrettanto pensare. Ve lo consiglio caldamente!
Uno Sherlock Holmes tossico, ecco che cos’è Woodstock, il vero protagonista del libro che con l’uso delle droghe analizzerà il caso da tutti i punti di vista e aiuterà Gatto, un musicista fallito sospettato di omicidio, a scagionarsi.
«Sembra un normalissimo tipo da centri sociali, capello lungo, codino, felpona, pantaloni larghi. Ma quando Woodstock si fa una canna gli si attivano delle parti speciali del cervello. Riesce a vedere cose che gli altri non vedono. Sarebbe in grado in due secondi di intuire che suoni il pianoforte da un particolare callo sul pollice, oppure che hai un gatto da un pelo che ti è rimasto sui pantaloni. E saprebbe dirti anche di che razza è.»
Al polo opposto abbiamo il vicequestore Chiesa che intuisce subito il potenziale del “supereroe di borgata Woodstock” e per questo ad un certo punto deciderà di affiancarlo nella folle impresa. E per quanto possa suonare strano l’antinomia Chiesa/Woodstock funziona davvero bene: sono assurdi, irriverenti e paradossali!
«"Un.. John Doe, vicequestore... è un termine che si usa quando non si conosce l'ident.." "Lo so che cazzo significa Montaldo!" Rosso in viso dalla rabbia, Chiesa si era alzato di scatto con i pugni piantati sulla scrivania. "Guarda fuori dalla finestra. Ti sembra Miami? No? E allo smetti di ripetere le cazzate che senti in tv. Imbecille.»
La storia oscilla tra la drammaticità del caso e l’ironia di Woodstock: l’equilibrio è sorprendente e il risultato è una dark comedy perfetta. Ho trovato il caso molto coinvolgente, l'ambientazione ben descritta e lo stile dell’autore davvero scorrevole tanto da aver divorato il libro in due giorni.
«"E appunto. Contro la malinconia ci sta na cura sola". "La droga. Gli psicofarmaci. Il suicidio." "Gli anelletti!"»
Dulcis in fundo: il colpo di scena finale che è la ciliegina sulla torta che spiazza e completa il quadro. L'ultimo capitolo poi fa sperare ad un ritorno della coppia Woodstock/Chiesa. Possiamo contarci?!
Leo Giorda, autore emergente, entra nel mondo del genere giallo/thriller non in punta di piedi, ma dominando la scena del crimine. Ha creato un personaggio "atipico", fuori dagli schemi, il cosiddetto "Sherlock Holmes tossico" come riporta nella trama, che si contrappone all'integerrimo vicequestore Giacomo Chiesa, due opposti che si ritrovano a "lavorare" insieme, percorrendo la stessa strada. Questo fa del libro uno scenario divertente, ironico seppur nella sua gravità, allietato dall'utilizzo della forma del linguaggio dialettale evidenziato in corsivo, per mettere in risalto, il discorso interiore dei personaggi; utilizzando la cosiddetta ironia romanesca, stempera un pochino la drammaticità della situazione. Il romanzo di per sè rappresenta una denuncia sociale sull'abuso di potere da parte degli organi di polizia, l'accanimento giudiziario o Stalking giudiziario e atti persecutori infondati e poi...questo non posso svelarlo per non spoilerare. Il romanzo vi lascerà con l'amaro in bocca: gli eventi si susseguono velocemente trascinandovi in un vortice di emozioni; ricco di colpi di scena fino al finale a dir poco sconcertante che si articoleranno tra passato e presente e flasback nella mente del famoso detective. Ed il passato, purtroppo, viene a bussare alla tua porta e, come in questo caso, in modo macabro. Ma, ciò che risalta particolarmente, è l'umanità dei personaggi e le loro fragilità. Allora mi chiederete: "Perchè 4 stelle e non 5"? E qua devo sottolineare "quel" particolare del romanzo che a mio dire è poco educativo se il libro finirà tra le mani di un adolescente che vive oggigiorno una crisi di valori e di identità e magari non saprà cogliere "l'ironia" della storia e scindere il romanzo dalla realtà. Solo questo piccolo appunto o critica costruttiva, nient'altro. Ma il romanzo è da leggere assolutamente, vivrete un'esperienza (seppur drammatica) tra le vie di Roma, ma che non distoglieranno il vostro sguardo dalla città eterna
Un ragazzino trovato decapitato in un cassonetto; altre tre, le possibili vittime. Qualcuno capace di cattiveria inaudita, si aggira per le strade di Roma...
L'ANGELO CUSTODE di LEO GIORDA è stata una bella lettura, di quelle che sorprendono non tanto per l'originalità della trama, quanto per i personaggi interessanti e la scrittura che acciuffa e coinvolge.
Leo Giorda, giovane autore classe 1994, ci consegna un romanzo d'esordio notevole che consiglio agli appassionati di gialli e di indagini.
Fin da subito emerge e incuriosisce uno dei protagonisti, Adriano Scala detto Woodstock, angelo custode dei centri sociali, un tipo bislacco che diventa geniale come Sherlock Holmes, nel momento in cui si fa una canna. A lui si rivolge per una mezza speranza Vincenzo Gatto, unico indiziato per l' orrendo crimine...
Mi è piaciuto lo stile di Giorda, il suo modo coinvolgente di scandire le situazioni narrate nel libro, l'alternanza tra le vicende attuali e gli episodi relativi al passato di Adriano e soprattutto, la sua capacità di descrivere efficacemente lo stato d'animo dei protagonisti; ad un certo punto per esempio, ho provato una certa pena per l'indiziato principale, Vincenzo Gatto: stanco, prevaricato, reietto e pessimista, in cerca di verità e giustizia.
Un giallo tutto italiano ambientato nella bella Roma. Super accattivante.
Primo romanzo di una serie che vede come protagonisti due personaggi opposti, il vicequestore Chiesa e Adriano, detective fuori dal coro.
Non vedo l'ora di gustarmi il seguito, sono sicura che riserverà molte sorprese!
Dettagli Autore: Leonardo Giorda Editore: Ponte alle Grazie Collana: Scrittori Anno edizione: 2022
Nuovo autore emergente, giovane, romano. Come nelle migliori tradizioni, una coppia di investigatori impossibile e antitetica: un vicequestore rigido, fedele alle leggi e alle gerarchie e uno Sherlock Holmes tossico, un maestro elementare scapestratissimo, al servizio dei derelitti, che diventa segugio acutissimo quando si fa una canna. Un efferato delitto li fa incontrare e scontrare, in una caccia al mostro nei quartieri più belli del centro di Roma. Una lettura piacevole, un protagonista simpatico, un autore classe 1994 da seguire, con la passione della scrittura dopo una laurea in Beni culturali e Storia dell’Arte. Quattro stelle di incoraggiamento!
Giallo interessante, anche se secondo me non è del tutto convincente. Alcuni passaggi sono accettabili solo se si accetta come assioma l'intuito eccezionale del protagonista e i salti logici che gli permette di fare. Dato che il libro si regge sulla simpatia dei protagonisti è una scelta coerente, ma dal secondo della serie forse sarà meglio sviluppare la trama in modo che sia più credibile. L'individuazione del colpevole sta in piedi, ma per un filo davvero tenue. Lettura piacevole, ma l'autore può migliorare. Speriamo non si perda.
Il romanzo mescola abilmente suspence, umorismo e personaggi unici in una Roma vitale e insolita. La collaborazione tra il rigido vicequestore Chiesa e il peculiare "investigatore privato" soprannominato Woodstock porta ad un'indagine avvincente e ricca di colpi di scena. Il romanzo presenta abilmente personaggi particolari e affascinanti come Woodstock, capace di incuriosire il lettore fin dalle prime pagine. La trama è avvincente ed il ritmo incalzante, con intrighi ed colpi di scena fino all'ultima pagina.
Godibile, soprattutto se vi piace Roma - che viene descritta in maniera originale. Si tratta di un giallo, ambientato nel caldo di un'estate romana. Le vittime sono bambini residenti in alcuni orfanotrofi della Capitale. Woodstock, maestro elementare, separato, padre di una bambina, vive con la madre, e nel tempo libero indaga - ha intuito, e un approccio anticonvenzionale alla vita. Nel complesso una lettura piacevole, ma diciamocelo, lascia il tempo che trova....
3,5 stelline. Libro divertente e interessante, che però ho faticato ad apprezzare di più perché non sono stato in grado di "innamorarmi" dell'originale personaggio principale - un detective hyppie che attiva le sue cellule grigie con l'aiuto di droghe e che in questo suo primo caso importante deve anche affrontare qualcosa del suo passato.
Buon esordio, scrittura scorrevole, trama carina e in alcuni punti divertente. Personaggi interessanti anche se a tratti un po’ troppo stereotipati, ma vale la pena.
Leo Giorda ci porta in una Roma poco frequentata, lontana dalle vie più trafficate, in un luogo dove gli abitanti del quartiere si aiutano e si sostengono a vicenda.
Due protagonisti che più diversi non potevano essere: Woodstock è un eterno ragazzo, pochi punti fermi, desideroso di aiutare chi sta messo peggio di lui. Curioso per natura, poca voglia di avere contatti con le guardie ma con tanta voglia di far venire fuori sempre la verità; Chiesa è un uomo deciso, serio, quelli che vengono definiti tutti d’un pezzo. È vice questore nell’animo e ogni cosa deve andare secondo la legge.
C’era da immaginarsi che l’unione di queste due personalità potesse dar vita a scene degne di Peppone e don Camillo: il lettore si trova a vivere l’unione tra due opposti che, in qualche modo, hanno qualcosa in comune. E quel qualcosa condurrà ad un sodalizio improbabile, divertente e molto profondo.
Il romanzo presenta una solida struttura narrativa, uno stile privo di ingenuità linguistiche, con un intreccio di tutto rispetto. Il ritmo è incalzante e il lettore si trova a divorare le pagine.
Unica pecca che, a mio parere, ho riscontrato è sul finale: ho avuto l’impressione che Giorda abbia avuto “fretta” nel concludere e che quindi la risoluzione del caso sia stata troppo repentina e abbastanza semplice.
A parte questa piccola pecca posso senza alcun dubbio dire che L’angelo custode di Leo Giorda è un ottimo esordio, consigliatissimo, di cui sicuramente leggerò (se ci saranno) i seguiti.
Un gran bel giallo che ha tutte la carte in regola per essere il primo racconto di una serie e sinceramente sono proprio curioso di sapere come proseguono diverse vicende lasciate in sospeso: la "rivincita" di Gatto, il matrimonio e il lavoro del vicequestore e la vita di Woodstock... spero che l'autore stia già lavorando al "prossimo episodio". Ottima la scelta dei protagonisti, così diversi tra loro, tanto da fare passare quasi in secondo piano il caso in cui sono coinvolti nel senso che ho percepito poca ansia rispetto a quella che ci si potrebbe aspettare da un giallo che affronta un tema tanto delicato e doloroso e che finisce per essere quasi un contorno alla vita dei personaggi principali.
Un bel giallo, scritto da un emergente che ha una penna da tenere d'occhio. La mia recensione su Follow the White Rabbit: https://followthewhiterabbit2017.word...