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Le nucléaire n’est pas bon pour le climat
Étrange obsession française : parier sur une énergie devenue marginale dans le monde, plus coûteuse que les énergies renouvelables, et créant des risques incommensurables. Mais le nucléaire n’est pas seulement le signe de la faillite de la classe dirigeante du pays. Il exprime une vision du monde dépassée, rêvant d’une croissance sans limite et permettant de maintenir un ordre inégal et autoritaire. Face au climat, il nous faut repasser par la raison : les voies de l’avenir sont une économie vraiment sobre et reposant sur les énergies renouvelables.
- GenresEssays
53 pages, Kindle Edition
Published September 2, 2022
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Community Reviews
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
January 12, 2023
Mon ami a qualifié ce livre de pamphlet politique, ce avec quoi je suis d'accord. Le livre, court et facile à lire, expose avec succès la logique erronée qui sous-tend l'approbation du nucléaire en tant que ressource énergétique durable ainsi que ses dangers, à la fois environnementaux et sociopolitiques, d'une manière qui plaira à ceux qui sont moins familiers avec le sujet ou sceptiques.
Le dernier chapitre était particulièrement bon et souligne clairement comment le nucléaire et son imbrication avec la bombe, structure centralisée, sécurisée et hiérarchisée s'oppose à une société démocratique.
Comme le livre l'appelle l'engagement renouvelé envers le nucléaire, une étrange obsession française. En tant que personne non française, je n'ai pas encore beaucoup réfléchi à ce sujet, mais cela change maintenant qu'il a été annoncé que les Pays-Bas commenceraient la construction de deux nouvelles centrales nucléaires. Le débat sur le nucléaire, ses dangers et ses coûts n'est pas encore largement tenu et développé dans le cas des Pays-Bas. Ce qui rend le livre d'autant plus pertinent !
Le dernier chapitre était particulièrement bon et souligne clairement comment le nucléaire et son imbrication avec la bombe, structure centralisée, sécurisée et hiérarchisée s'oppose à une société démocratique.
Comme le livre l'appelle l'engagement renouvelé envers le nucléaire, une étrange obsession française. En tant que personne non française, je n'ai pas encore beaucoup réfléchi à ce sujet, mais cela change maintenant qu'il a été annoncé que les Pays-Bas commenceraient la construction de deux nouvelles centrales nucléaires. Le débat sur le nucléaire, ses dangers et ses coûts n'est pas encore largement tenu et développé dans le cas des Pays-Bas. Ce qui rend le livre d'autant plus pertinent !
March 12, 2024
“In effetti, l’atomo presuppone la pace e una società molto stabile.”
October 12, 2024
Scarso
Vedo da altri commenti che questo libro non ha soddisfatto nemmeno chi condivide le posizioni dell'autore, quindi direi che si parte molto male.
Vedendolo da altre posizioni le sue carenze risaltano ancora di più.
L'autore elenca diverse magagne del nucleare, tra costi e tempi di realizzazione, ma si concentra soprattutto sulla sicurezza, quella che ovviamente fa più paura. Qui il problema è che ha poco senso analizzare il nucleare da solo, vanno fatte comparazioni con le altre fonti di energia, e la comparazione va fatta tenendo conto di tutti i fattori. Ad esempio per il solare bisognerebbe tenere conto dei costi umani e politici del reperimento delle materie prime. Ora, io ho visto delle tabelle che queste comparazioni le fanno, e il nucleare ne esce molto meglio di quanto si creda in termini di costi-benefici e anche per quanto riguarda la sicurezza per le vite umane. L'autore invece su questo si limita a dei confronti molto vaghi con solare e eolico. Troppo poco.
Poi ci sono i paragrafi finali del libro, in cui come soluzione al problema climatico si auspica una riduzione drastica dei consumi energetici, fatta soprattutto tramite un lungo elenco di divieti e controlli. Ora, l'autore afferma che il nucleare sarebbe poco "democratico", perché tendente alla centralizzazione e bisognoso di controlli polizieschi, ma una società a bassa energia come da lui auspicata riuscirebbe a essere democratica?
Va notato che l'espansione dei diritti e delle libertà storicamente è andata di pari passo con la disponibilità di energia abbondante e a basso costo. Quando si produceva tramite i muscoli umani e animali, benessere e sicurezza erano appannaggio di pochi, pochissimi, che avevano tutto il potere, e il resto della popolazione faceva la fame senza avere voce in capitolo. Pensare che si possa coniugare, come afferma l'autore, una società energicamente "sobria" con i diritti moderni mi sembra un'utopia pericolosa, come molte altre utopie simili che si sono sperimentate nel secolo scorso.
Vedo da altri commenti che questo libro non ha soddisfatto nemmeno chi condivide le posizioni dell'autore, quindi direi che si parte molto male.
Vedendolo da altre posizioni le sue carenze risaltano ancora di più.
L'autore elenca diverse magagne del nucleare, tra costi e tempi di realizzazione, ma si concentra soprattutto sulla sicurezza, quella che ovviamente fa più paura. Qui il problema è che ha poco senso analizzare il nucleare da solo, vanno fatte comparazioni con le altre fonti di energia, e la comparazione va fatta tenendo conto di tutti i fattori. Ad esempio per il solare bisognerebbe tenere conto dei costi umani e politici del reperimento delle materie prime. Ora, io ho visto delle tabelle che queste comparazioni le fanno, e il nucleare ne esce molto meglio di quanto si creda in termini di costi-benefici e anche per quanto riguarda la sicurezza per le vite umane. L'autore invece su questo si limita a dei confronti molto vaghi con solare e eolico. Troppo poco.
Poi ci sono i paragrafi finali del libro, in cui come soluzione al problema climatico si auspica una riduzione drastica dei consumi energetici, fatta soprattutto tramite un lungo elenco di divieti e controlli. Ora, l'autore afferma che il nucleare sarebbe poco "democratico", perché tendente alla centralizzazione e bisognoso di controlli polizieschi, ma una società a bassa energia come da lui auspicata riuscirebbe a essere democratica?
Va notato che l'espansione dei diritti e delle libertà storicamente è andata di pari passo con la disponibilità di energia abbondante e a basso costo. Quando si produceva tramite i muscoli umani e animali, benessere e sicurezza erano appannaggio di pochi, pochissimi, che avevano tutto il potere, e il resto della popolazione faceva la fame senza avere voce in capitolo. Pensare che si possa coniugare, come afferma l'autore, una società energicamente "sobria" con i diritti moderni mi sembra un'utopia pericolosa, come molte altre utopie simili che si sono sperimentate nel secolo scorso.
January 8, 2023
Bon voilà lecture obligatoire c'est pas mon truc
March 15, 2024
Le premesse di un libro che parli di come la tecnologia di produzione energetica da nucleare sono completamente disattese.
Il libro in vero non è che una sintesi polemica delle vicende politiche francesi sulla gestione nucleare degli ultimi anni. Non viene minimamente discussa la tecnologia e le sue implicazioni, non vengono discussi gli impatti socio-economico e ambientale della tecnologia, bensì questo breve libro è un compendio di polemiche ed argomentazioni sulle scelte politiche d’oltralpe nella gestione delle vetuste centrali francesi.
Nei pochi paragrafi in cui il tema tecnologico è sfiorato, l’autore si limita a trattare ad un livello superficiale, politico e giornalistico, non adducendo nessun’argomentazione tecnica. Me ne dispiaccio, visto che in linea di principio mi ritroverei con le premesse del libro (ossia l’essere contrario al nucleare a fissione).
Libro breve, abbastanza superfluo, praticamente un lungo articolo di giornale francese.
Il libro in vero non è che una sintesi polemica delle vicende politiche francesi sulla gestione nucleare degli ultimi anni. Non viene minimamente discussa la tecnologia e le sue implicazioni, non vengono discussi gli impatti socio-economico e ambientale della tecnologia, bensì questo breve libro è un compendio di polemiche ed argomentazioni sulle scelte politiche d’oltralpe nella gestione delle vetuste centrali francesi.
Nei pochi paragrafi in cui il tema tecnologico è sfiorato, l’autore si limita a trattare ad un livello superficiale, politico e giornalistico, non adducendo nessun’argomentazione tecnica. Me ne dispiaccio, visto che in linea di principio mi ritroverei con le premesse del libro (ossia l’essere contrario al nucleare a fissione).
Libro breve, abbastanza superfluo, praticamente un lungo articolo di giornale francese.
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December 12, 2022
Une large partie du pamphlet s'adresse à un public qui doit être convaincu des dangers du nucléaire, donc un autre public que moi. Mais le livre se fini sur une très belle analyse philosophique qui remet en cause le nucléaire non seulement en tant que source d'énergie dangereuse, mais aussi comme une pratique antithétique aux principes d'une société démocratique, par son mode d'organisation forcément centralisé et impliquant des structures de contrôle verticales et policières, à cause de sa dangerosité et son imbrication avec l'arme nucléaire. Très rapide à lire et très important.
Read
October 13, 2025Food for thought - at the end the book raises the question of inequalities and equality and who should contribute and how much to sobriety. I wonder to what extent thriving for 2tcoe pp is realist and makes sense in a world of inequality and rising inequality
May 3, 2026
Intéressant, avec de la documentation sourcée. J'aurais bien aimé une partie plus approfondie sur la gestion des déchets, ainsi que sur l'aspect démocratique et la philosophie autocratique qui est intrinsèque au nucléaire.
August 26, 2023
Una lettura da consigliare a tutti quelli che vedono il nucleare come una tecnologia “magica”, occultando o ignorando i rischi, i limiti e le complesse problematiche di questa tecnologia.
Read
July 13, 2025Spells out the French state’s high appetite for risk in nuclear in contrast to more democratic, more effective and (uncoincidentally) less militaristic means
September 3, 2025
Molto interessante, analisi obiettiva delle prospettive del nucleare
May 31, 2024
Libro molto breve, sono stato incuriosito dato che, ultimamente, è un argomento in cui si sta spingendo molto in una direzione tutto sommato favorevole e questo testo è diametralmente opposto. Scritto da un giornalista Francese, sottolinea che il nucleare francese ha diverse ombre, delle quali noi, da non francesi, non sappiamo poi granché. Sottolinea poi il vantaggio che le rinnovabili hanno accumulato in questi anni che è difficile colmare dati gli investimenti titanici necessari per la ricerca nucleare, e i tempi lunghi della realizzazione degli impianti.
Metto 3 stelle perché, vuoi la brevità del libro, vuoi lo stile, non mi è sembrato un testo particolarmente rigoroso. Esempio tra tutti, qui le rinnovabili vengono presentate come la panacea a tutti i mali, trascurando del tutto le loro criticità in certi ambiti. Insomma, non è un libro intellettualmente più onesto rispetto a un libro visibilmente pro nucleare che tende a minimizzarne i rischi.
Tuttavia, ho apprezzato l'idea dietro, in particolare la menzione al report IPCC che viene spesso trascurata relativa a una diminuzione dei consumi come necessità per combattere il cambiamento climatico, che non è mai veramente entrata a fare parte del dibattito pubblico.
Metto 3 stelle perché, vuoi la brevità del libro, vuoi lo stile, non mi è sembrato un testo particolarmente rigoroso. Esempio tra tutti, qui le rinnovabili vengono presentate come la panacea a tutti i mali, trascurando del tutto le loro criticità in certi ambiti. Insomma, non è un libro intellettualmente più onesto rispetto a un libro visibilmente pro nucleare che tende a minimizzarne i rischi.
Tuttavia, ho apprezzato l'idea dietro, in particolare la menzione al report IPCC che viene spesso trascurata relativa a una diminuzione dei consumi come necessità per combattere il cambiamento climatico, che non è mai veramente entrata a fare parte del dibattito pubblico.
June 16, 2024
È una inchiesta giornalistica/editoriale che si legge velocemente. Io l'ho trovato molto informativo.
June 21, 2024
Il libro è ben scritto e ben documentato ma è scritto da un francese per un pubblico francese, utilizzando al 90% materiale francese. Cosa che non è per niente chiara dalla copertina.
June 29, 2024
Nient’altro che un libro complottista, con un approdo condivisibile soltanto in teoria senza alcun altro fondamento contenutistico. È limitato e limitante.
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