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Perché laico

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Il laico non nega l'esperienza, e anche la rilevanza civile, della religione, ma difende il proprio spazio di autodeterminazione in questioni che attengono all'ordinamento dello Stato e ai diritti di tutti i cittadini. È la posizione – intransigente e rigorosa nei principi, duttile ed equilibrata nelle procedure suggerite – di Stefano Rodotà. Roberto Esposito, "la Repubblica"

Un libro importante, da leggere in questi tempi bui. Maurizio Ferraris, "Il Secolo XIX"

Già dal titolo, questo libro è una dichiarazione di intenti, non una professione di fede. Sarebbe un ottimo libro di testo per le scuole medie superiori, perché ripone le questioni di attualità in un contesto comprensibile e le misura con i nodi irrisolti della storia politica italiana, della vita pubblica che si confronta con quella privata. Gabriele Polo, "il manifesto"

«Questo libro non è una professione di fede. È una riflessione sulla laicità non come polo oppositivo, che più d'uno vorrebbe rimuovere, ma come componente essenziale del discorso pubblico in democrazia. È dunque guidato da un profondo convincimento democratico, non dall'idea di spaccare il mondo in due, tra credenti e non credenti. Vuole tenere ferma la bussola dei principi, misurandosi però in ogni momento con i fatti.»

211 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2009

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About the author

Stefano Rodotà

51 books11 followers
Giurista. Professore emerito di Diritto civile all’Università di Roma La Sapienza. Politico. Eletto alla Camera come indipendente di sinistra nel 1979, 1983, 1987, ex presidente del Pds (1991-1992), ex garante per la privacy (1997-2005).

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Profile Image for Frabe.
1,205 reviews57 followers
July 29, 2020
Nella dimensione Italia, la base comune del vivere civile sta (dovrebbe stare) in primis nel rispetto della 'Costituzione italiana' (1948) e poi nell'osservanza delle leggi che ad essa sono (dovrebbero essere) ispirate. Nella dimensione Europa, in attesa di una Costituzione europea davvero condivisa, la base comune del vivere civile sta (dovrebbe stare) in primis nel rispetto della 'Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea' (2000) e poi nell'osservanza di regole comunitarie concordate. Nella dimensione Mondo, il codice di riferimento è (dovrebbe essere) la 'Dichiarazione universale dei diritti umani' (1948). Fin qui, tutti d'accordo - almeno a parole. Per il resto, ampio spazio alle diverse opinioni e ai difformi comportamenti (purché legittimi). Certamente - ecco il punto - le convinzioni ideologiche o religiose di taluni non devono essere imposte ad altri, che delle stesse non sono affatto convinti. Ovvio. Per il laico, naturalmente.
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,031 reviews211 followers
December 18, 2014
E' un bene che in Italia ci siano persone che sanno esprimere questi concetti in questo modo.
E' un male che ce ne siano così poche.
E la nostra tragedia che ne abbiamo un così disperato bisogno.
Profile Image for Andrea.
127 reviews1 follower
September 19, 2017
Rodotà ha la capacità di spiegare concetti complessi e di analizzare fatti reali con una lucidità immensa, argomentando il suo punto di vista in modo inattaccabile, facendo largo uso di riferimenti a norme e leggi; è in grado di spiegare affermazioni su cui magari ci troviamo d'accordo senza che riusciamo a giustificarne efficacemente il motivo. Questo libro risulta così comprensibile anche a coloro che non hanno competenze in bioetica, filosofia, teologia o materie giuridiche, rappresentando una tappa fondamentale per la comprensione e l'approfondimento di tematiche attuali delicatissime e importantissime. In alcuni punti Rodotà sembra ripetersi e ribadire concetti già espressi in precedenza, ma questo è giustificato dal fatto che è una raccolta di articoli già pubblicati qua e là. Ad ogni modo, tutti dovrebbero leggere questo libro.
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