Questo libro propone un approccio innovativo alla disciplina, che supera la tradizionale divisione netta fra la parte storica e quella metodologica, l’una consacrata alla genesi dei musei e alla storia del collezionismo e delle mostre, l’altra alle tipologie architettoniche, all’evoluzione degli standard museali e alle pratiche connesse a un’efficace gestione della «macchina museale». Raffaella Fontanarossa allarga inoltre la consueta prospettiva eurocentrica, indagando le concezioni, talvolta antitetiche, che hanno preso forma in contesti culturali e linguistici lontani dai nostri, come per esempio la Cina e il Giappone, dove si sta scrivendo un nuovo, significativo capitolo della lunga e affascinante storia dei musei.
L'ho apprezzato per quanto si può apprezzare un manuale su cui dovrò sostenere un esame universitario. Il saggio ricostruisce genesi e cambiamenti dei musei nella storia. La maggiore attenzione è data ai musei d'arte, in particolare di arte contemporanea. Punti di forza sono il grande numero dei contesti affrontati, la varietà degli esempi e la curata bibliografia, presente sia alla fine di ogni capitolo sia alla fine del volume. Ho trovato però confusionaria l'organizzazione interna dei paragrafi, tanto che più di una volta ho dovuto rileggere intere pagine per capire quale fosse il punto principale e quali gli esempi.
Libro ben scritto, interessante, che offre nozioni di storia dei luoghi della cultura sia espressa che conservata, delle contraddizioni che il mercato pone (come le opere troppo importanti per essere vendute e allo stesso tempo, nascoste per questo motivo). Per chi è interessato sull'argomento lo consiglio caldamente.
Ci è voluto un po’ perché lo avevo stoppato. un bel mattone comunque con molte nozioni dettagliate. e particolari se si è del mestiere, sento che è abbastanza didattico ma molto interessante comunque.
Questo libro di Fontanarossa è un'ottima summa della storia del collezionismo fino ai giorni d'oggi con qualche input di tipo pratico su come funzionano i musei al loro interno. Il libro risulta molto interessante per il suo sguardo non puramente eurocentrico (si interessa anche alla ricezione del concetto di museo in Cina e Giappone) ma la lettura a tratti risulta faticosa a causa di lunghi elenchi di musei, anche se poi si rivelano utili per ricostruire fenomeni più generali. Non lo consiglierei come prima lettura a chi non ha mai affrontato la storia del collezionismo ma rimane un ottimo spunto per capire la situazione attuale di chi gestisce e conserva i beni culturali.